Il progetto storico-antropologico legato all’istituto Focaccia parte proprio da Fuorni, da via Monticelli, sede dell’istituto Focaccia.
Questo lembo della città, a ridosso del vicino comune di Pontecagnano, apparentemente anonimo e privo di identità, ha radici che affondano nella preistoria e si estendono fino alla recente industrializzazione.

Fuorni, un territorio dalle radici antiche
È qui che, meno di un ventennio fa, sono stati ritrovati reperti risalenti all’età del bronzo e si ha certezza della presenza di una necropoli, irrimediabilmente compromessa dall’opera dell’uomo e dalla cementificazione che ha caratterizzato il territorio.
La presenza di reperti dell’età del bronzo e di una necropoli conferma la profondità storica di un’area che, a uno sguardo superficiale, potrebbe apparire priva di una precisa identità.
Il ruolo strategico in età romana
In età romana, inoltre, questo angolo della città fu strategicamente importante per il controllo dei bellicosi picentini che erano stati dispersi sulle colline alle spalle dell’antica città di Picentia, corrispondente approssimativamente all’attuale Pontecagnano.
Importanti testimonianze storiche rivivono in Castel Vetrano, posto sull’omonimo colle, che nasce in età romana come castrum per controllare gli spostamenti delle popolazioni picentine.
Un’altra testimonianza è Castel Vernieri, forse residenza di campagna del famoso diplomatico Giovanni Da Procida.

Dalle aree paludose alla produzione del riso
Dal XVI secolo fino agli inizi del XIX, sono poi proprio le zone acquitrinose della frazione Fuorni a produrre riso di prima qualità.
La produzione proseguì fino al decennio napoleonico, quando le acque stagnanti sono state bonificate a causa del morbo della malaria.
| Periodo | Caratteristica del territorio |
|---|---|
| Età del bronzo | Ritrovamento di reperti |
| Età romana | Controllo strategico delle popolazioni picentine |
| Dal XVI secolo agli inizi del XIX | Produzione di riso di prima qualità |
| Decennio napoleonico | Bonifica delle acque stagnanti a causa del morbo della malaria |
Il laboratorio storico dell’istituto Focaccia
«Il nostro progetto - ha affermato il professore Vincenzo Vitolo - intende soprattutto essere un esercizio di democrazia perché solo chi è cosciente delle proprie radici è veramente libero; chi non sa chi è e da dove proviene è una canna al vento.
Negli ultimi tempi - prosegue il docente che ha curato il progetto - il tecnicismo esasperato e fenomeni come la cancellazione delle culture rischiano di rendere l’umanità priva di identità e senza memoria.
È proprio per questo che l’insegnamento della storia dovrebbe diventare centrale in ogni ordine e grado di scuola.
Gli insegnanti di discipline umanistiche del “Focaccia”, con un po’ di ambizione, intendono costituire un piccolo laboratorio storico per valorizzare un territorio ritenuto marginale, ma ancor più per educare a sani e robusti valori democratici».
Conoscere le radici per valorizzare il territorio
Il progetto unisce ricerca storica, attenzione antropologica ed educazione civica, mettendo al centro il rapporto tra comunità, memoria e territorio.
Fuorni diventa così un punto di partenza per ricostruire una storia che comprende la preistoria, l’età romana, la produzione agricola, le trasformazioni ambientali e la recente industrializzazione.
La valorizzazione di un territorio ritenuto marginale passa attraverso la conoscenza delle sue tracce storiche e delle vicende che ne hanno modificato il paesaggio.
Le immagini interattive per il laboratorio di storia
Il laboratorio storico dell’istituto Focaccia si propone quindi come uno strumento per recuperare la memoria di Fuorni e per trasformare la storia locale in un’esperienza di partecipazione e consapevolezza.