Ultime notizie sugli sbarchi nel Mediterraneo e in Italia

Oltre 2,9 milioni di persone hanno attraversato il Mediterraneo dal 2015 ad oggi, in fuga da guerre, violenze e povertà, nella speranza di una vita migliore in Europa.

Da allora, nel Mare Nostrum più di 33.600 migranti hanno perso la vita, nel corso di traversate drammatiche lungo le rotte migratorie del Mediterraneo: 1.300 solo nel 2025, nella rotta del Mediterraneo centrale.

Imbarcazione di migranti nel Mediterraneo

Gli arrivi in Europa nel 2026

Dall’inizio del 2026, gli arrivi di rifugiati e migranti in Europa sono stati oltre 37.200, di cui 1 su 5 minori, secondo i dati disponibili al 9 giugno.

Alla data del 9 giugno, gli arrivi del 2026 di rifugiati e migranti in Italia risultano oltre 11.700, tra cui più di 200 minori.

Alla stessa data del 9 giugno, almeno 133.387 tra rifugiati e migranti risultavano presenti nel sistema di accoglienza italiano, più di 14.300 i minori stranieri non accompagnati, quali censiti alla data del 31 maggio 2026.

PeriodoArrivi o presenzeDettagli
Dall’inizio del 2026Oltre 37.200 arrivi in Europa1 su 5 minori
2026, dati al 9 giugnoOltre 11.700 arrivi in ItaliaPiù di 200 minori
9 giugno 2026Almeno 133.387 persone nel sistema di accoglienza italianoPiù di 14.300 minori stranieri non accompagnati censiti al 31 maggio 2026
2025155.100 arrivi in EuropaPiù di 35.300 minori

Il quadro degli sbarchi nel 2025

Nel corso del 2025, gli arrivi sono stati 155.100, tra cui più di 35.300 minori, giunti in Europa in condizioni spesso disastrose, in fuga da Medioriente e Nord Africa, Africa Sub-Sahariana, Asia Centrale e Meridionale.

Considerando con Italia e Grecia gli arrivi sulla rotta balcanica in Bosnia-Erzegovina, Bulgaria e Serbia - i paesi più colpiti dall’emergenza dei rifugiati e migranti - nel corso del 2025 oltre 179.750 persone sono arrivate nei 5 paesi, rispetto ai 170.000 nel corso del 2024, di cui almeno 26.100 minori, inclusi 22.400 non accompagnati.

Nel corso del 2025, oltre 179.750 rifugiati e migranti sono arrivati in Italia, Grecia, Bulgaria, Serbia e Bosnia-Erzegovina, i paesi più colpiti dalla pressione migratoria, mettendo a dura prova i servizi esistenti.

A fine 2025, almeno 16.900 minori non accompagnati risultavano presenti nei 5 paesi, di cui la maggioranza in Italia.

I dati del 2025 segnalano una sostanziale stabilità degli arrivi sulla rotta balcanica rispetto l’anno precedente, con una composizione mista dei flussi migratori, alimentati principalmente da conflitti, instabilità politica e crisi economiche.

Nel 2025 gli ingressi irregolari nell’Unione europea sono diminuiti del 26% rispetto all’anno precedente.

Rotte migratorie Mediterraneo e Balcani

Gli sbarchi in Italia

Nel 2025, le persone arrivate in Italia sono risultate oltre 66.300, tra cui più di 14.000 sotto i 18 anni, di cui 12.000 minorenni non accompagnati, che a volte restano per anni in centri di prima accoglienza.

Nel corso del 2024, gli arrivi in Italia di rifugiati e migranti sono stati il 33% dei 199.400 registrati sulle rotte migratorie del Mediterraneo, nel 2023 erano stati circa il 57% degli oltre 275.200 arrivi in Europa.

Tra gli arrivi in Italia del 2023, tra gli ultimi anni quello con il maggiore afflusso di rifugiati e migranti, circa 26.800 minori, inclusi oltre 17.300 soli, spesso sbarcati a Lampedusa, il principale punto d’arrivo via mare.

Il 2023 ha registrato un forte aumento degli arrivi lungo le principali rotte mediterranee e balcaniche.

A fine 2023, un totale di 361.839 rifugiati e migranti risultavano arrivati nei 5 paesi lungo le rotte del Mediterraneo e dei Balcani nel corso di quell'anno, con un aumento del 173% in Grecia e del 50% in Italia rispetto al 2022.

Lampedusa e la rotta del Mediterraneo centrale

Lampedusa rappresenta il principale punto d’arrivo via mare per molti migranti diretti in Italia.

Rifugiati e Migranti dall’Africa lungo la rotta del Mediterraneo centrale, dalla Libia all’Italia.

Il dramma dei rifugiati e migranti nei centri di detenzione in Libia, in fuga da guerre e povertà in Africa nella speranza di arrivare in Europa dall’Italia.

Migranti feriti da armi da fuoco sbarcano a Pozzallo, uno colpito alla testa: è in coma.

Migranti, almeno 69 morti al largo della Mauritania.

Migranti, 380 dispersi da 10 giorni.

Più di tremila morti sulle rotte migratorie per la Spagna.

DIRITTO DEL MARE - Salvataggio e Accoglienza. Speciale Migranti 3a Parte #italia #migration #diritto

Pressione migratoria e persone presenti nei cinque paesi più esposti

Per la pressione migratoria lungo le rotte del Mediterraneo e dei Balcani, almeno 265.500 tra rifugiati e migranti restano nei 5 paesi più colpiti, inclusi più di 19.400 minori rifugiati e migranti, con i minori non accompagnati esposti ai rischi maggiori di violenza, sfruttamento e abusi.

Almeno 265.500 le persone in bisogno d’assistenza nei 5 paesi più esposti alla crisi migratoria - Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Serbia, Grecia e Italia - di cui oltre 19.400 sono minori.

In tale contesto, donne e ragazze sono le più a rischio di violenze di genere, gli adolescenti non hanno opportunità di sviluppare le proprie capacità e competenze, con fenomeni di xenofobia e discriminazione che risultano in aumento.

Con il numero di individui con vulnerabilità acute che aumenta nei mesi estivi - in particolare bambini, ragazze e donne - criticità permangono per le condizioni d’accoglienza, la lunga permanenza nei centri, l'identificazione ritardata o incompleta dei più vulnerabili e il loro rinvio ai servizi appropriati.

Minori stranieri non accompagnati, giovani neomaggiorenni, famiglie con bambini e donne a rischio di violenza necessitano spesso di percorsi di supporto complessi.

Morti, dispersi e condizioni delle traversate

Da allora, nel Mare Nostrum più di 33.600 migranti hanno perso la vita, nel corso di traversate drammatiche lungo le rotte migratorie del Mediterraneo: 1.300 solo nel 2025, nella rotta del Mediterraneo centrale.

Le traversate avvengono spesso in condizioni disastrose e comportano rischi elevati per la vita e la sicurezza delle persone.

Migranti, almeno 69 morti al largo della Mauritania.

Migranti, 380 dispersi da 10 giorni.

Più di tremila morti sulle rotte migratorie per la Spagna.

Minori non accompagnati e persone vulnerabili

Dall’inizio del 2026, gli arrivi di rifugiati e migranti in Europa sono stati oltre 37.200, di cui 1 su 5 minori, secondo i dati disponibili al 9 giugno.

Nel 2025, le persone arrivate in Italia sono risultate oltre 66.300, tra cui più di 14.000 sotto i 18 anni, di cui 12.000 minorenni non accompagnati, che a volte restano per anni in centri di prima accoglienza.

Tra gli arrivi in Italia del 2023, tra gli ultimi anni quello con il maggiore afflusso di rifugiati e migranti, circa 26.800 minori, inclusi oltre 17.300 soli, spesso sbarcati a Lampedusa, il principale punto d’arrivo via mare.

A fine 2025, almeno 16.900 minori non accompagnati risultavano presenti nei 5 paesi, di cui la maggioranza in Italia.

Con il numero di individui con vulnerabilità acute che aumenta nei mesi estivi - in particolare bambini, ragazze e donne - criticità permangono per le condizioni d’accoglienza, la lunga permanenza nei centri, l'identificazione ritardata o incompleta dei più vulnerabili e il loro rinvio ai servizi appropriati.

Minori stranieri non accompagnati, giovani neomaggiorenni, famiglie con bambini e donne a rischio di violenza necessitano spesso di percorsi di supporto complessi.

L’emergenza dei rifugiati ucraini

Numeri drammatici, cui si aggiungono oltre 173.900 rifugiati ucraini, di cui più di 49.400 sotto i 18 anni, per l’emergenza innescata in Europa dalla guerra in Ucraina.

La risposta dell’UNICEF in Europa

L’UNICEF attua un duplice approccio di risposta all’emergenza dei rifugiati e migranti in Europa, combinando assistenza umanitaria e sviluppo delle capacità delle controparti istituzionali, per un adeguamento delle politiche nazionali, il supporto tecnico ad autorità e partner locali e un accesso sostenibile a misure di assistenza adeguate per bambini, minori e donne vulnerabili.

L’UNICEF attua un duplice approccio di risposta all’emergenza in Europa, combinando assistenza umanitaria e sviluppo delle capacità delle controparti istituzionali, per la riforma delle politiche nazionali e il supporto tecnico ad autorità e partner locali, e un accesso sostenibile a misure di assistenza adeguate per bambini, minori e donne vulnerabili.

A tale fine, sosteniamo programmi di risposta integrata nei paesi colpiti dalla crisi, intervenendo operativamente in Serbia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Grecia e, dal 2016, in Italia.

Per il 2026, la risposta si inquadra nel contesto dell’Appello di Emergenza per Europa ed Asia Centrale, che stima necessari oltre 21,4 milioni di dollari per assistere bambini e famiglie vittime di crisi complesse nella regione, inclusi rifugiati e migranti lungo le rotte del Mediterraneo e dei Balcani.

Risultati degli interventi nel 2025

  • Almeno 20.581 bambini e adulti hanno beneficiato di servizi di protezione dell’infanzia, tra cui supporto psicosociale e per la salute mentale.
  • 4.077 MSNA sono stati identificati e sostenuti per il ricongiungimento familiare o con assistenza mirata.
  • 3.967 minori hanno ricevuto supporto individuale.
  • 31.536 bambini rifugiati e migranti hanno beneficiato di istruzione ordinaria o informale o di materiali d’apprendimento.
  • Almeno 1.47 adolescenti hanno beneficiato di iniziative per lo sviluppo delle competenze.
  • Almeno 1.650 tra bambini e adolescenti sono stati assistiti in Serbia e Bosnia-Erzegovina con aiuti essenziali per l’igiene e il fabbisogno personale, ricevendo generi di primo soccorso.
  • 500 bambini sono stati assistiti in Bosnia-Erzegovina con servizi medici e nutrizionali.
  • Nel corso dell’anno, 4.171 minori hanno beneficiato di supporto individuale.
  • 11.703 donne, bambine e bambini sono stati assistiti contro le violenze di genere.
  • 40.688 persone sono state dotate di canali sicuri per segnalare abusi sessuali da chi addetto al loro sostegno.
  • 24.287 bambini rifugiati e migranti hanno beneficiato di istruzione ordinaria o informale.
  • 22.905 hanno beneficiato di materiali d’apprendimento.
  • Almeno 6.525 adolescenti hanno beneficiato di iniziative per lo sviluppo delle competenze.

Risultati degli interventi nel 2024

Nel corso del 2024, inoltre, 739.044 persone sono state assistite con informazioni sui servizi disponibili, più di 120.500 con iniziative di mobilitazione sociale, 31.310 con sistemi di riscontro sulle proprie esigenze.

L’azione dell’UNICEF in Italia

Dal 2016 l’UNICEF opera in Italia sulla base di un accordo con le istituzioni, attraverso un Piano di Risposta integrata fondato sulla strategia della One UNICEF Response, per un’attuazione congiunta con il Comitato italiano per l'UNICEF dei programmi per i migranti in Italia: per le attività di advocacy con le istituzioni italiane, di sensibilizzazione sociale, la comunicazione con i Media e l’opinione pubblica, le attività di raccolta fondi rivolte alla società civile.

Attraverso il programma PROTECT+ l’UNICEF mira a raggiungere oltre 45.000 persone vulnerabili rafforzando le competenze di oltre 3.000 operatori del sistema di protezione e accoglienza in Italia, tramite un modello integrato che combina supporto operativo, sviluppo di capacità istituzionali e governance territoriale.

Considerando il solo 2025 l’UNICEF ha raggiunto in Italia oltre 15.000 rifugiati e migranti, sostenendo interventi di protezione e di contrasto alla violenza di genere, di supporto individuale per la presa in carico da parte dei servizi territoriali, di sviluppo delle competenze e delle abilità di vita, con un'assistenza mirata per i minori stranieri non accompagnati, e per l’inclusione sociale dei giovani rifugiati e migranti.

Interventi in Italia nel 2025

  • Almeno 13.581 tra minori e adulti che li hanno in cura sono stati raggiunti con interventi di protezione, di supporto psicosociale e per la salute mentale.
  • 3.027 tra minori non accompagnati (MSNA) e donne vulnerabili sono stati assistiti con supporto individuale per la presa in carico da parte dei servizi territoriali.
  • 79.182 tra rifugiati e migranti, operatori di prima linea e adulti con minori hanno ricevuto informazioni per l’accesso ai servizi sul territorio.
  • Almeno 20.183 persone sono state convolte in iniziative per il cambiamento sociale.
  • 19.600 tra MSNA e giovani rifugiati sono stati assistiti con sistemi di riscontro sulle proprie esigenze.
  • 1.009 tra operatori, educatori, docenti e personale dei Centri per l’Impiego sono stati formati per l’orientamento al lavoro dei minori stranieri non accompagnati da adulti (MSNA) e di giovani migranti e rifugiati in Italia.

Grazie al progetto PROTECT, portato avanti in Italia nel 2023-2024 con il supporto della Commissione Europea, oltre 20 mila persone hanno ricevuto assistenza integrata.

Considerando il solo 2024, l’UNICEF ha raggiunto oltre 30.000 rifugiati e migranti, sostenendo interventi integrati di protezione, assistenza per l’inclusione sociale.

Interventi in Italia nel 2024

  • Almeno 24.025 minori sono stati raggiunti dall'UNICEF con interventi di protezione e di supporto psicosociale e per la salute mentale.
  • 637 MSNA sono stati identificati per l’assistenza.
  • 952 sono stati inseriti in affido familiare e/o supportati da mentori.
  • Almeno 2.713 bambini vulnerabili sono stati assistiti con supporto individuale.
  • 483 persone hanno ricevuto protezione in spazi sicuri.
  • 8.983 tra donne, bambine e bambini sono stati assistiti contro la violenza di genere.
  • 19.719 persone hanno ricevuto supporto per segnalare abusi e violenze da chi addetto alla loro assistenza.
  • 701.183 tra rifugiati e migranti, operatori di prima linea e adulti con minori hanno ricevuto informazioni per l’accesso ai servizi sul territorio.
  • Almeno 120.543 persone sono state convolte in iniziative per il cambiamento sociale.
  • 18.694 persone sono state assistite con sistemi di riscontro sulle proprie esigenze.

Le principali tappe dell’emergenza migratoria

2015

Scoppia l’emergenza migranti e rifugiati in Europa. In fuga dalle guerre in Siria, Iraq ed Afghanistan e da conflitti e povertà in Africa. In foto famiglia accampata ad Idomeni, tra Grecia e Macedonia.

2016

Rifugiati e Migranti dall’Africa lungo la rotta del Mediterraneo centrale, dalla Libia all’Italia. L'UNICEF Italia scende in campo per prestare soccorso.

2017

Il dramma dei rifugiati e migranti nei centri di detenzione in Libia, in fuga da guerre e povertà in Africa nella speranza di arrivare in Europa dall’Italia.

2018

L’accoglienza dell’UNICEF in Italia di rifugiati e migranti: qui alcuni ragazzi coinvolti nel progetto di educazione all'imprenditoria UPSHIFT.

2019

Uno dei progetti di inclusione e partecipazione lanciati dall'UNICEF: qui uno dei laboratori socio-educativi di U-topia, rivolto a giovani italiani, migranti e rifugiati.

2020

Con la pandemia oltre alle costanti sfide legate al bisogno di protezione e inclusione sociale, l’UNICEF ha risposto anche ai bisogni specifici dei soggetti più vulnerabili, i minorenni e giovani al di fuori del sistema d’accoglienza.

2021

Attraverso il progetto "Akelius Platform" l'UNICEF supporta i bambini migranti e rifugiati in Serbia rendendo possibile l'accesso alle lezioni online e rafforzando le loro competenze linguistiche e digitali.

2022

Giovani rifugiati e migranti tra i partecipanti ad un workshop di fotografia a Roma, con il sostegno dell’UNICEF.

2023

La missione all’hotspot di Lampedusa del Direttore Generale dell’UNICEF Italia Paolo Rozera e Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore UNICEF della risposta migranti e rifugiati in Italia, con la Rappresentante UNHCR per l’Italia Chiara Cardoletti, il 26 luglio 2023.

Accoglienza, protezione e inclusione

Il clima culturale non è oggi favorevole agli immigrati, e distorce la visione della realtà.

Negli ultimi anni il dibattito pubblico sull’immigrazione nelle democrazie avanzate si è intensificato, alimentando timori circa i suoi possibili effetti negativi sul benessere economico dei cittadini autoctoni.

La popolazione straniera è molto eterogenea per origine, età e istruzione, con modelli insediativi diversi tra comunità.

Il dibattito sugli arrivi e sulla presenza di stranieri in Italia si accende e si spegne spesso, quasi all’improvviso, raramente con cognizione di causa.

L’immigrazione è uno dei temi più sensibili nel dibattito politico italiano.

Dal 2014 la popolazione del nostro paese sta diminuendo per effetto di una dinamica demografica sempre meno in grado di garantirne l’equilibrio dimensionale e strutturale.

Negli anni successivi all’era Merkel, i diversi governi tedeschi hanno introdotto importanti riforme in materia di cittadinanza e politiche sociali.

La pressione migratoria mette a dura prova i servizi esistenti e rende necessari interventi coordinati di accoglienza, protezione, assistenza sanitaria, istruzione e inclusione sociale.

Controlli, ONG e gestione degli sbarchi

Sicurezza, il report del Viminale: meno reati e sbarchi, boom di sgomberi.

Il giudice libera la nave di Mediterranea, il governo ne ferma un’altra.

Chi sta vincendo la guerra alle ong?

SAR libica, il “trucco” di Italia e Ue per continuare a respingere i migranti.

Migranti, illegittimo il fermo di Piantedosi a Mediterranea.

Migranti, opposizioni all’attacco dopo i dati su Cpr e centri in Albania.

tags: #ultime #notizie #sugli #sbarchi