Sloane ha inventato il cacao mescolando?

Si dice che il cioccolato sia stato scoperto dai Maya, che lo consideravano una bevanda sacra e lo utilizzavano frequentemente nei loro rituali religiosi.

Gli Aztechi infatti preparavano una bevanda calda a base di cacao, mescolandolo con acqua e spezie come peperoncino, vaniglia e più raramente miele o zucchero.

La prima esportazione di cacao ebbe luogo da parte degli spagnoli nel XVI secolo, i quali, dopo aver perfezionato la ricetta, iniziarono a esportare la bevanda di cioccolato in Europa.

Il Cioccolato è la risposta.

Dalle Americhe all’Europa

Il cioccolato arriva in Europa nel XVI secolo grazie ai conquistadores spagnoli che lo portano dalle Americhe.

Inizialmente, il cioccolato viene considerato come una bevanda destinata alla nobiltà e quindi non molto diffusa.

Fino al XVII secolo, infatti, il cacao era un prodotto di lusso in Europa, importato da terre esotiche e apprezzato soltanto dai nobili o da chi poteva permetterselo.

Inoltre, le ricette che lo utilizzavano erano spesso ricche di altre spezie e aromi come il gelsomino, la vaniglia, la cannella o l’ambra grigia.

Il sapore, in definitiva, era completamente diverso da quello della cioccolata che conosciamo oggi.

Hans Sloane e la cioccolata calda

Il primo cioccolatiere europeo venne aperto a Londra da Hans Sloane, il medico personale del re Giorgio I, che ebbe l’idea di mescolare il cioccolato con il latte.

Fu però per merito del naturalista e medico Hans Sloane (1660-1753), del Royal College of Physicians, che la cioccolata calda assunse l’aspetto e il sapore che ci sono oggi familiari.

Nel 1687, infatti, Sloane partecipò a una spedizione in Giamaica, passata al controllo britannico dopo una lunga dominazione spagnola.

Lì lo scienziato studiò con attenzione la flora locale, descrivendola con cura e raccogliendo campioni di circa un migliaio di specie vegetali, in gran parte sconosciute agli europei.

Tra i campioni riportati in Inghilterra ci fu anche il cacao, che era già ampiamente utilizzato in Giamaica, ma principalmente per le sue proprietà medicinali.

L’interesse per il suo potenziale come alimento, ai tempi, era decisamente minore.

Lo stesso Sloane lo descrisse come «nauseabondo e difficile da digerire, probabilmente a causa della sua grande oleosità»: quello che aveva assaggiato, però, era un miscuglio piuttosto grezzo, ottenuto con acqua calda e semi di cacao.

Lo scienziato, però, provò a rendere il prodotto maggiormente appetibile e scoprì che il latte caldo era la chiave per ottenere una bevanda particolarmente saporita.

Introdusse la ricetta in madrepatria, e questa ebbe subito un grandissimo successo, al punto che da “bevanda degli dei”, come venne inizialmente chiamata per la sua natura aristocratica, divenne col passare del tempo un prodotto amato e consumato da tutti.

La cioccolata calda era stata ufficialmente inventata e la ricetta di Sloane, che venne da lui brevettata, gli garantì una cospicua ricchezza negli anni a venire.

La ricetta originale di Sloane venne poi riutilizzata dalla famiglia Cadbury nel XIX secolo, i principali produttori di cioccolata in Gran Bretagna, trasformandola così nello standard, il punto di riferimento per la cioccolata calda di lì in avanti.

La diffusione e le trasformazioni del cioccolato

Nel XIX secolo la produzione di cioccolato in Europa si espande notevolmente grazie allo sviluppo delle tecniche di lavorazione e dei metodi di conservazione.

L’invenzione del cacao in polvere si deve al chimico olandese Coenraad van Houten che, nel 1828, mise a punto una speciale pressa idraulica con l’obiettivo di separare parte del grasso dei semi di cacao macinati e di ottenere una polvere finissima, molto più magra e molto più facile da sciogliere in acqua.

In onore alla nazionalità del suo inventore questo processo prende il nome di dutching, e grazie ad esso è stato possibile iniziare la produzione di cioccolato su larga scala.

La tavoletta di cioccolato così come la conosciamo venne invece realizzata per la prima volta nel 1847 dai fratelli inglesi Francis e Joseph Fry.

Forse il più diffuso, sicuramente il preferito dai bambini, il cioccolato al latte fece la sua comparsa nel 1875 grazie allo svizzero Daniel Peter.

Peter lavorava nella produzione di cioccolato con suo suocero, e per anni i suoi tentativi di mescolare cacao e latte erano stati infruttuosi a causa della difficoltà di amalgamare al cioccolato un ingrediente liquido.

Per fortuna sua e di tutti noi golosi, il suo vicino di casa rispondeva al nome di Henry Nestlè, che nel frattempo aveva inventato il latte in polvere.

Sarebbero infiniti gli aneddoti e le curiosità da raccontare su un alimento goloso e amato come il cioccolato.

Tra mito, commercio e consumo

In questa lista, naturalmente, non possono mancare loro: i “puristi” del cioccolato fondente e i fedelissimi del cioccolato al latte!

Una disputa che vede di fronte due mondi: da un lato chi ama i sapori intensi e decisi, e dall’altro chi predilige un gusto più morbido e dolce.

Chiariamo subito che non saremo certo noi a decidere chi dei due abbia ragione… anche perché, dal nostro punto di vista, sono irresistibili entrambe le varianti!

Ciò che vogliamo è accompagnarti alla scoperta di una storia affascinante: quella della nascita del cioccolato al latte.

La sua creazione, infatti, è il frutto di una serie di incontri e coincidenze, tra cui, incredibilmente, anche l’invenzione delle lampade a cherosene…

Che dire, gli intrecci del destino, a volte, sono davvero sorprendenti!

Se oggi possiamo deliziare le nostre papille gustative con cioccolatini, cookies e tavolette a base di cioccolato al latte, lo dobbiamo principalmente a un uomo: Daniel Peter.

Nato nel 1836 a Moudon, nel Canton Vaud in Svizzera, Peter inizia la sua carriera in ambiti completamente diversi dal settore dolciario, finché la vita, a un certo punto, lo porta a diventare una delle figure cruciali nell’evoluzione della produzione del cioccolato.

Fase Evento
Maya cibo degli Dèi
XVI secolo portato in Europa
Hans Sloane cioccolato con il latte
1828 dutching
1847 tavoletta di cioccolato
1875 cioccolato al latte

Esiste infatti una storia, secondo la quale il primo incontro tra latte e cioccolato sarebbe avvenuto intorno alla fine del Seicento, epoca in cui l’”oro nero”, in Europa, veniva consumato principalmente come bevanda.

In questo periodo, il medico e naturalista britannico Sir Hans Sloane, futuro fondatore del British Museum di Londra, compì un viaggio in Giamaica, in veste di medico personale di Christopher Monk, governatore dell’isola.

Fu durante questo soggiorno che Sloane avrebbe assaggiato una bevanda ottenuta dalla pianta del cacao, trovandola poco appetibile: da lì, sarebbe nata l’idea di aggiungervi il latte.

Sir Hans Sloane, quindi, secondo la leggenda sarebbe stato il primo a unire latte e cioccolato.

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