La Cicoria e Radicchio Rossa di Verona precoce di Orto Mio è una varietà apprezzata per la sua precocità e per le foglie carnose dal gusto amarognolo.
La pianta forma cespi compatti dal peso medio di 350 grammi, con un cuore che, quando è pieno e compatto, deve essere raccolto tempestivamente per evitare il deterioramento delle foglie esterne.
Questa selezione viene venduta in pack da 9 piante in cubetto, con distanza di trapianto consigliata di 25x40 cm.
Richiede esposizione al sole per una crescita ottimale.

Caratteristiche del radicchio Orto Mio
Il radicchio appartiene al gruppo delle cicorie, piante composite di cui esistono molte varietà, sia da cespo che da taglio.
Le cultivar di cicoria da cespo sono tipicamente italiane, a parte l’insalata belga.
La varietà Rossa di Verona precoce di Orto Mio si distingue soprattutto per tre caratteristiche:
- la precocità di raccolta;
- le foglie carnose dal gusto amarognolo;
- il cespo compatto, con un peso medio di 350 grammi.
Il cuore, quando è pieno e compatto, deve essere raccolto tempestivamente per evitare il deterioramento delle foglie esterne.
Le varietà precoci di cicoria a cespo si raccolgono in autunno mentre le insalate tardive devono essere forzate tramite l’operazione di imbianchimento e vengono pronte in inverno.
Esposizione e clima ideale
Le cicorie gradiscono esposizione in pieno sole.
Tollerano la mezz’ombra nelle ore più calde delle giornate estive.
Il radicchio è una pianta rustica, predilige climi temperati ma resiste bene al freddo.
Le cicorie hanno condizioni di crescita ottimali tra 15-20°.
Al di sotto dei 6° la crescita si arresta.
Normalmente si blocca lo sviluppo della pianta sotto i 5 gradi.
Le varietà tardive tollerano le temperature prossime a 0° e le gelate fino a -3/-6°, che rendono più dolci e croccanti le foglie.
Le varietà tardive sopportano anche brevi gelate.
Temperature di 3-5° o superiori ai 30°, per più giorni, così come i forti sbalzi termici, possono indurre la prefioritura.
Protezione dal freddo
In previsione delle prime gelate in prossimità della raccolta, la protezione con TNT è consigliata per le varietà precoci e autunnali, per prolungarne l’utilizzo, mentre quelle invernali ne hanno benefici in caso di gelo prolungato.
Le foglie più esterne verranno danneggiate ma il cuore verrà salvaguardato.
Le cicorie non sopportano l’azione combinata del gelo e del disgelo anche per la loro conformazione: nella struttura a cespo prima gela la parte esterna e poi il centro mentre durante il disgelo viceversa, disgela la parte esterna, mentre il cuore spesso rimane gelato.
Nei trapianti primaverili di marzo e aprile, le cicorie si giovano della protezione con nylon fino a metà marzo e con TNT, fino a metà aprile.
Nei trapianti estivi, il TNT è utile per una settimana circa.
Terreno e preparazione dell’orto
Le cicorie si adattano facilmente a tutti i tipi di terreno, ma preferiscono quelli leggeri o di medio impasto, profondi e ricchi di sostanza organica, ben drenati.
Gradiscono pH tra 6-7.
Il suolo deve essere lavorato fino ai 30 cm di profondità e ben livellato.
Nei terreni argillosi è consigliata la coltivazione su aiuole rialzate, per prevenire i ristagni.
Le cicorie sono molto sensibili ai ristagni, quindi il drenaggio deve essere curato con particolare attenzione.
Attendere 3 anni prima di trapiantare le cicorie negli appezzamenti dove sono state coltivate in precedenza altre Composite.
Concimazione del radicchio
Le cicorie richiedono concimazioni moderate, povere di azoto.
Alcune settimane prima del trapianto, si apporterà stallatico, in alternativa: letame maturo, compost, agrogel o borlanda, oppure un concime NPK ricco in potassio, es. 2-1-3.
Nel corso della coltivazione, in caso di partenza stentata, si potrà intervenire nuovamente, dopo 2 settimane, con modeste quantità di borlanda, agrogel o stallatico macerato, ripetendo in caso di necessità dopo 2 settimane.
Per le varietà tardive, sono consigliati fertilizzanti poveri in azoto e ricchi in potassio (K), sospendendo gli apporti un mese prima del raccolto.
Gli eccessi di azoto, fanno vegetare troppo le piante, rendendole più sensibili ai patogeni ed agli stress stagionali.
Semina e calendario di coltivazione
La semina del radicchio si effettua a fine maggio e può andare avanti poi per tutto il mese di luglio.
Si può seminare in pieno campo oppure anche seminare in semenzaio e trapiantare in seguito nell’orto.
Le varietà più tolleranti a pre fioritura, si possono mettere a dimora già a fine inverno, protette, per la raccolta primaverile.
Il trapianto estivo è quello più importante per la raccolta autunno invernale.
L’epoca di trapianto, per la raccolta autunno-invernale è da fine luglio ai primi di settembre al centro-nord, le varietà tardive tra fine agosto e i primi di settembre, e agosto-settembre al sud, le varietà tardive da metà a fine settembre.
Nelle aree di alta collina e montagna i trapianti si effettuano tra aprile, protetti, e la fine di luglio.
In pianura i trapianti precocissimi e quelli da maggio a luglio sono i più critici per la salita a fiore; in questo periodo sono trapiantabili solo le varietà più tolleranti.
Il periodo migliore per il trapianto delle puntarelle va da metà agosto ai primi di settembre.
Trapianti scalari
Per un raccolto prolungato e scalare nel tempo è consigliabile mettere a dimora prima le varietà precoci, con più trapianti, distanziati di 15 giorni e alla fine del periodo suggerito, quelle tardive, utilizzando contemporaneamente più varietà, con differente ciclo di maturazione, per raccogliere dall’autunno a fine inverno.
Per raccogliere radicchi freschi tutto l’anno, è preferibile metterli a dimora piccole quantità, ogni 10-15 giorni, piuttosto che in numeri maggiori ogni 30-40 giorni.
Nei trapianti di fine stagione invece si abbonderà, perché grazie alle varietà autunnali e invernali, nei mesi freddi i radicchi matureranno in maniera scalare nel tempo.
Trapianto delle piantine Orto Mio
Le piantine fatte crescere in semenzaio oppure acquistate sono da trapiantare quando superano i 6/8 cm, per metterle direttamente nell’orto.
Le piante di radicchio devono esser messe a 35 cm l’una dall’altra, si possono disporre a quinconce, per intendersi alternate “a zig zag”, per tenere una distanza maggiore a parità di spazio.
Per la selezione Rossa di Verona precoce di Orto Mio, la distanza di trapianto consigliata è di 25x40 cm.
Il sesto consigliato è di 25-35 cm sulle file e 40 cm tra le file.
Per le varietà più vigorose si disporranno i sesti più radi.
Come mettere a dimora le piantine in cubetto
Le piantine in cubetto Orto Mio non si trapiantano in profondità, ma in superficie.
Almeno 1/3 della zolletta di terriccio della piantina deve sporgere all’esterno dal suolo.
Questa modalità contribuisce a prevenire le patologie alla base della pianta.
Protezione dopo il trapianto
Dopo il trapianto, riparare le piantine con TNT bianco, per 30-40 giorni in marzo e 10-20 giorni in aprile.
In estate utilizzare un qualsiasi materiale ombreggiante o TNT, per 5-7 giorni.
Il TNT è molto utile nelle zone ventose, per ridurre lo stress da trapianto, dove si appoggia su archetti, per 7-10 giorni.
Innaffiatura e gestione dell’umidità
Le cicorie richiedono irrigazioni abbastanza frequenti, specialmente in piena estate, ma più diradate rispetto alla lattuga.
Sono molto sensibili ai ristagni, quindi il terreno dovrà essere asciutto in superficie, prima di un nuovo intervento.
In autunno di norma non richiedono annaffiature, salvo apporti moderati in caso di stagione siccitosa.
Gli eccessi idrici favoriscono i marciumi basali e le patologie fogliari.
Cure colturali
Cimatura delle foglie al trapianto
Nel periodo estivo, le piantine, si avvantaggiano della cimatura delle foglie, con le forbici, a 10-12 cm di lunghezza.
Ridurrà lo stress di attecchimento, limitando la disidratazione delle piante ed evitando che, con le prime irrigazioni, le foglie restino appiccicate al terreno.
Sarchiatura
La sarchiatura periodica tra le file è un intervento da effettuare con la zappa, per eliminare le malerbe, arieggiare il terreno e mantenere l’umidità.
L’operazione si effettua ogni 15-20 giorni e si sospende quando le piante sono ben sviluppate.
È opportuno ripeterla dopo le precipitazioni, quando il suolo si è asciugato e nelle zone dove si evidenziassero ristagni.
Raccolta del radicchio Orto Mio
Per sapere approssimativamente quando saranno pronti i radicchi, basterà aggiungere alla data di trapianto i giorni necessari per la raccolta, indicati nelle confezioni delle piantine.
Temperature anomale o situazioni di stress potrebbero far ritardare o anticipare, anche significativamente, i tempi di maturazione rispetto al normale ciclo della varietà coltivata, indicato nel packaging.
Le varietà precoci si raccolgono già da fine settembre, mentre quelle tardive vanno forzate.
Segnali di maturazione
I radicchi “auto chiudenti” come i Chioggia, Lusia, Verona, Pan di zucchero, Treviso precoce, Castelfranco precoce, ecc., non necessitano di forzature, sono pronti quando il cuore è pieno e sodo.
Potrà essere più o meno compatto a seconda della varietà, ad esempio il Rosa e la Capotta non hanno palle piene, e del clima.
Per la Rossa di Verona precoce di Orto Mio, il momento adatto alla raccolta arriva quando il cuore è pieno e compatto.
Bisogna affrettarsi se insorgono marciumi e qualora i cespi iniziassero ad aprirsi.
Con temperature ambientali elevate, la durata in campo dei radicchi maturi è più limitata, mentre con le basse temperature molte varietà resistono per settimane in campo.
Come raccogliere
Il radicchio si raccoglie tagliando l’intero cespo, che si recide poco sotto le foglie basali, spesso le foglie esterne sono appassite o rovinate e si rimuovono per presentare un insalata fresca e invitante.
I radicchi pronti si raccolgono tagliandoli alla base con un coltello.
Le radici rimaste nel suolo, possono emettere piccoli ricacci, che non possono formare nuovi cespi, ma solo qualche foglia; volendo, si possono utilizzare cotte.
Forzatura e imbianchimento
Le varietà precoci di cicoria a cespo si raccolgono in autunno mentre le insalate tardive devono essere forzate tramite l’operazione di imbianchimento e vengono pronte in inverno.
Alcuni radicchi, come il Trevigiano tardivo, il Castelfranco, la Rosa Isontina, prima del consumo, si giovano di pratiche che ne migliorano la qualità.
Forzatura in campo
Si lega con una corda la parte terminale delle foglie, tra novembre e febbraio.
La raccolta si effettua dopo 2-3 settimane dalla legatura.
Forzatura dopo la raccolta
Le piante mature si raccolgono con le radici, tagliate a 15 cm, e si dispongono in cassette in verticale, a file, piantate in uno strato di terriccio e sabbia umida, che ricopra le radici fino a 1 cm dal colletto.
Poi si mettono al buio, coprendo le foglie con paglia o cartone.
Il substrato dovrà rimanere umido, irrigando ogni 3-5 giorni, senza bagnare le foglie.
Il Trevigiano tardivo, Rosa Isontina e Castelfranco tardivo, si utilizzano dopo il processo di forzatura, che ne valorizza al massimo la qualità, rendendoli più dolci e teneri.
Le piante ben sviluppate, tra novembre e febbraio, sono riparate con TNT e legate in campo oppure raccolte, per completare la maturazione in ambiente protetto e buio.
IMBIANCHIMENTO del RADICCHIO: il METODO per PICCOLI ORTI
Malattie del radicchio
Le malattie che possono danneggiare la nostra coltivazione di cicorie sono l’oidio o mal bianco, da trattare con lo zolfo, il marciume fogliare, la sclerotinia che porta marciume del colletto, l’erwinia carotovora che determina marciumi radicali.
La prevenzione si basa soprattutto su terreno ben drenato, irrigazioni moderate e concimazioni equilibrate.
Gli eccessi di azoto, fanno vegetare troppo le piante, rendendole più sensibili ai patogeni ed agli stress stagionali.
Gli eccessi idrici favoriscono i marciumi basali e le patologie fogliari.
Parassiti
Parassiti.
Altre varietà di radicchio
Radicchio rosso
Il più famoso dei radicchi è probabilmente il radicchio rosso di Chioggia che esiste in diverse varietà, dalla precoce, si raccoglie in meno di due mesi, alla varietà tardiva che sta in campo 5 mesi e si raccoglie come ortaggio invernale.
Il radicchio rosso di Treviso invece col suo cespo allungato è quello che solitamente viene imbiancato come visto sopra.
Radicchi variegati
Sono ortaggi che fanno piantine con cespi poco compatti, solitamente arricciati, dai colori screziati.
Ricordiamo in questa famiglia il radicchio rosa del Veneto, lo screziato di Lusia, il variegato di Chioggia e il variegato di Castelfranco.
I radicchi variegati non richiedono forzatura e sono per questo più semplici da coltivare rispetto al radicchio trevigiano.
La variegata rossa di Chioggia inizialmente sviluppa foglie larghe che poi, accestendo, formano una palla dapprima verde e poi rossa, quella di Lusia è simile come comportamento ma risulta più tenera.
Schema sintetico di coltivazione
| Elemento | Indicazione |
|---|---|
| Esposizione | Pieno sole; mezz’ombra nelle ore più calde estive |
| Temperatura ottimale | 15-20° |
| Arresto della crescita | Al di sotto dei 6° |
| Terreno | Leggero o di medio impasto, profondo, ricco di sostanza organica e ben drenato |
| pH | 6-7 |
| Lavorazione del suolo | Fino ai 30 cm di profondità |
| Distanza Orto Mio | 25x40 cm |
| Trapianto generale | 25-35 cm sulle file e 40 cm tra le file |
| Altezza della piantina | Quando supera i 6/8 cm |
| Semina | Da fine maggio per tutto il mese di luglio |
| Trapianti autunno-invernali | Da fine luglio ai primi di settembre al centro-nord; agosto-settembre al sud |
| Sarchiatura | Ogni 15-20 giorni, fino al pieno sviluppo delle piante |
| Raccolta Orto Mio | Quando il cuore è pieno e compatto |
Io consiglio di usare nell’orto sementi non ibride, riproducibili e possibilmente biologiche.