Riva del Po, e in particolare Berra e Cologna, rappresenta un esempio di comunità nella quale la presenza del sacerdote si intreccia con la vita quotidiana, il lavoro, la solidarietà e la partecipazione dei fedeli.
Il punto di riferimento per le comunità di Cologna e di Berra, nel comune di Riva del Po, circa 7 mila abitanti in provincia di Ferrara, lo è certamente don Francesco Pio Morcavallo.
Don Francesco Pio Morcavallo, il prete di Berra
Di origini pugliesi, è parroco a S. Rocco di Berra dall’ottobre del 2017, mentre dal 2019 lo è diventato anche a Santa Margherita di Cologna dove ha sostituito don Rino Lotto che ne è stato il pastore per quasi mezzo secolo.
Procedendo a ritroso nella sua esistenza, scopriamo l’esperienza da viceparroco a Limidi di Soliera, nel Modenese, e prima ancora sei anni di permanenza e istruzione a Ferrara.
Il sacerdote, dopo sei anni di “apprendimento” a Ferrara, era stato inviato alla parrocchia di Limidi, ancora oggi gravemente colpita dai postumi del sisma, che ora lascia.
Don Francesco Pio Morcavallo, viceparroco di Limidi di Soliera nel Modenese, è stato richiamato dal Vescovo della città estense, cui è legato il suo mandato.
Andrà a ricoprire il ruolo di parroco di Berra.
Si conclude così la missione “in trasferta” durata quasi tre anni del sacerdote, ex ristoratore, che ha contribuito ad animare la comunità solierese.
L’insediamento nella parrocchia di San Rocco
Chiesa San Rocco gremita sabato pomeriggio per l’insediamento ufficiale del nuovo parroco, don Francesco Pio Morcavallo, attorniato da famiglia, istituzioni civili, militari e politiche.
A dare il benvenuto, a nome dell’intera comunità, è stato il sindaco Eric Zaghini, che gli ha augurato una buona permanenza.
Don Francesco è già da qualche settimana tra la gente di Berra e in questo periodo si è fatto conoscere per la sua vivacità e capacità di coinvolgimento.
Per il prete di “Padre Pio” è un ritorno a Berra: viceparroco di Limidi di Soliera, nel Modenese, è stato richiamato dal vescovo della città estense, cui è legato il suo mandato.
Si conclude così la missione “in trasferta”, durata quasi tre anni, del sacerdote.

Una famiglia legata a Padre Pio
Una storia, quella di don Morcavallo, inusuale.
Suo padre Pietro fu gestore, nel 1954, dell’albergo “San Michele” di San Giovanni Rotondo, voluto da Padre Pio che ne scelse anche il nome e lo benedisse nel 1951.
Suo padre Pietro fu il primo gestore dell’albergo voluto da Padre Pio nel piccolo paese pugliese dove oggi arrivano ogni anno milioni di turisti, da ogni dove.
Una esperienza speciale, avvenuta al rientro da emigrante in Lombardia.
Ed una esperienza speciale, perché ogni volta che Pietro aveva tentato di cercare il successo altrove, si era sempre ritrovato a San Giovanni Rotondo, dove Padre Pio a ogni suo ritorno lo rimproverava: «Lo vuoi capire o no che il Signore ti vuole qui?...».
Una storia speciale, avvenuta al rientro da emigrante in Lombardia, perché ogni volta che Pietro tentava di cercare successo altrove, si era sempre ritrovato a San Giovanni Rotondo, dove Padre Pio a ogni suo ritorno lo rimproverava: «Lo vuoi capire o no che il Signore ti vuole qui?».
In questa struttura il padre di don Francesco avrebbe poi conosciuto Mirella, divenuta sua moglie in un matrimonio celebrato dal santo di Pietrelcina.
Così Pietro nell’albergo conobbe anche Mirella, che divenne sua moglie.
Li sposò proprio Padre Pio e tra tanti figli ci fu anche don Francesco Pio.
«Sono cresciuto a pane e Padre Pio - ama scherzare oggi il sacerdote -Ma la vocazione è arrivata dopo. Prima ho lavorato in alberghi e ristorazione, avevo anche una fidanzata, poi è la chiamata del Signore, ed eccomi qui...».
Una storia che ormai tutta Berra ha conosciuto: «Sono cresciuto a pane e Padre Pio - scherza don Francesco - ma la vocazione è arrivata dopo. Prima ho lavorato in alberghi e nella ristorazione, avevo anche una fidanzata, poi la chiamata del Signore ed eccomi qui tra voi».
Dalla ristorazione alla vocazione sacerdotale
Le esperienze occupazionali da laico rappresentano elementi che spingono don Francesco Pio a comprendere l’importanza della vita di comunità nella dimensione del lavoratore.
Prima ho lavorato in alberghi e nella ristorazione, avevo anche una fidanzata, poi la chiamata del Signore ed eccomi qui tra voi.
Il sacerdote, dopo sei anni di permanenza e istruzione a Ferrara, era stato inviato alla parrocchia di Limidi, ancora oggi gravemente colpita dai postumi del sisma.
La sua esperienza professionale precedente gli permette di comprendere la vita delle persone anche nella dimensione del lavoro e delle difficoltà quotidiane.
La cooperazione agricola a Cologna
Oggi, nel Basso Ferrarese, predica l’importanza della cooperazione in due comunità che hanno scelto di sopravvivere proprio nel segno della condivisione.
La Cooperativa Assistenza Produttori Agricoli, Capa, Cologna è stata costituita da undici soci sulla spinta dell’esigenza, dei produttori agricoli del territorio, di avere in loco una struttura che permettesse la raccolta, l’essiccazione, lo stoccaggio e la commercializzazione dei prodotti.
“Buona parte dei soci della cooperativa sono miei parrocchiani.
La cooperativa è quindi una realtà produttiva strettamente collegata al territorio e alla vita delle comunità parrocchiali.
| Realtà | Informazioni |
|---|---|
| Cooperativa Assistenza Produttori Agricoli | Capa Cologna |
| Soci fondatori | Undici soci |
| Attività | Raccolta, essiccazione, stoccaggio e commercializzazione dei prodotti |
| Territorio | Basso Ferrarese |
La Custodia del Creato e il valore del lavoro
Anche per queste ragioni è stato tra i principali promotori dell’evento dello scorso ottobre che ha visto, in occasione della “Giornata Diocesana per la Custodia del Creato”, la visita dell’arcivescovo di Ferrara, Gian Carlo Perego, nella cooperativa.
Una presenza per ribadire il forte legame della Chiesa con le tematiche del rispetto del creato e, più in generale, dello sviluppo sostenibile.
La visita è stata l’occasione per ricordare alle due comunità l’importanza del lavoro nel nome dei valori che uniscono.
Così abbiamo rimesso al centro l’Eucarestia celebrandola in un’azienda che dà lavoro, nei pressi dello stoccaggio del grano”.

L’incontro tra la comunità ecclesiale e la realtà agricola ha messo al centro il lavoro, la tutela dell’ambiente e la responsabilità condivisa.
Il sostegno ai sacerdoti
Testimoni del Vangelo ogni giorno ci offrono il loro tempo, ascoltano le nostre difficoltà e incoraggiano percorsi di ripresa.
“Il sacerdote per svolgere il proprio compito ha bisogno di sostegno e supporto per vivere una vita decorosa - sottolinea il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni - Le offerte rappresentano il segno concreto dell’appartenenza ad una stessa comunità di fedeli e costituiscono un mezzo per sostenere concretamente tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro.
I nostri sacerdoti hanno bisogno della vicinanza e dell’affetto delle comunità.
Questa è solo una delle tantissime storie di salvezza e aiuto portate avanti sul territorio da sacerdoti, impegnati in prima linea, e dalle loro comunità.
I sacerdoti sono sostenuti in queste opere dalle offerte liberali dedicate al loro sostentamento.
Le Offerte per i sacerdoti, diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, sono espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani.
Dal proprio parroco al più lontano.
Ogni fedele è chiamato a parteciparvi.
- Le offerte raggiungono circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane.
- Tra questi, anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi del Terzo Mondo.
- Le offerte sostengono inoltre 3.000 sacerdoti ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio agli altri e del Vangelo.
L’importo complessivo delle offerte nel 2020 si è attestato sopra gli 8,7 milioni di euro rispetto ai 7,8 milioni del 2019.
| Anno | Importo complessivo delle offerte |
|---|---|
| 2019 | 7,8 milioni di euro |
| 2020 | Sopra gli 8,7 milioni di euro |
La pastorale sociale e il lavoro
L’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale, Lavoro, Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato in vista della festa dei lavoratori il prossimo I maggio, nella memoria liturgica di san Giuseppe artigiano, ha organizzato un momento di incontro e di preghiera con una realtà lavorativa operante nel territorio della nostra Diocesi.
Quest’anno il luogo previsto per le celebrazioni sarà la “OMI S.N.C.”, fabbrica specializzata nella produzione di parti intercambiali per macchine utensili, situata nella Zona industriale Sipro.
Fondata nel 1975, la “OMI” di Luciano Isipato & C.
Tenendo presente le limitazioni dovute alla pandemia, verrà poi celebrata la S. Messa, a porte chiuse, all’interno dell’azienda, visibile, attraverso questo sito internet diocesano (www.arcidiocesiferraraccomacchio.org), dalle ore 9 del I maggio, e sempre nelle medesima data, sarà trasmessa su Telestense alle ore 18.
Presiederà l’Arcivescovo, concelebreranno mons. Massimo Manservigi, Vicario Generale; don Francesco Viali, Direttore Ufficio Pastorale Sociale e Lavoro, e don Luciano Domeneghetti, Parroco.
Avendo ben presente i diversi rischi per i lavoratori e le lavoratrici, la Diocesi e l’Ufficio per la Pastorale Sociale e il Lavoro, invitano alla preghiera perché possa diffondersi un modello sociale ed economico dove la salvaguardia della salute delle persone sia al centro e il lavoro più degno.
Il Fondo Lavoro
Inoltre rinnovano l’iniziativa del Fondo Lavoro finalizzato alla possibilità, per i disoccupati, di usufruire di borse lavoro e per le imprese di poter accedere a prestiti senza interessi o ad aiuti economici.
Le richieste saranno valutate da una Commissione che deciderà la possibilità di offrire risposte concrete.
Istituito nel 2018, il Fondo, nel primo anno di vita, ha sostenuto la situazione di due piccole aziende artigiane e promosso cinque borse lavoro per alcuni giovani e persone disoccupate.
| Elemento | Dati |
|---|---|
| Anno di istituzione | 2018 |
| Aziende artigiane sostenute nel primo anno | Due |
| Borse lavoro promosse nel primo anno | Cinque |
| Destinatari | Giovani e persone disoccupate |
Comunità, preghiera e partecipazione
La vita di Berra e delle comunità vicine si sviluppa così attraverso la collaborazione tra parrocchie, istituzioni, lavoratori, imprese e associazioni.
La presenza di don Francesco Pio Morcavallo si inserisce in questo percorso, nel quale l’attività pastorale accompagna l’ascolto delle difficoltà, la valorizzazione del lavoro e la costruzione di legami di solidarietà.
La visita dell’arcivescovo alla cooperativa e la celebrazione dell’Eucarestia nei pressi dello stoccaggio del grano hanno espresso concretamente il legame tra fede, lavoro e custodia del creato.
Il sostegno alle comunità passa anche dalla vicinanza ai sacerdoti e dalla partecipazione alle offerte dedicate al loro sostentamento.
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