Ospedale Serbelloni di Gorgonzola: storia, architettura e trasformazioni

L’Ospedale Serbelloni di Gorgonzola è un complesso storico costruito tra il 1848 e il 1860, nato per offrire ricovero e cura alle persone povere, indigenti e colpite dalle malattie infettive che, all’inizio del XIX secolo, affliggevano la popolazione del mandamento di Gorgonzola.

La struttura rappresenta un importante esempio di architettura tardo neoclassica e conserva i caratteri di un’istituzione sanitaria progettata secondo criteri all’avanguardia per la metà dell’Ottocento. Nel corso del tempo l’edificio ha attraversato profonde trasformazioni, passando da ospedale di riferimento del territorio a struttura sanitaria riorganizzata secondo la moderna specializzazione delle prestazioni.

< h2>Le origini dell’ospedale e il contesto sociale

All’inizio del XIX secolo le condizioni di vita degli abitanti del mandamento di Gorgonzola, composto da 22 comuni, sono molto precarie: la maggior parte sono contadini, non proprietari dei fondi che coltivano, malnutriti, abitanti in miseri ed insalubri alloggi.

Tisi, rachitismo, pellagra, colera, gastrenteriti sono in continuo aumento.

La creazione di un luogo di ricovero e cura per poveri, indigenti ed infetti è dunque una priorità assoluta per evitare la decimazione della forza lavoro, alla quale rispondono i detentori del potere economico, ossia le poche famiglie nobili o borghesi che detengono gran parte del capitale.

La storia dell’Ospitale gorgonzolese ha inizio per così dire nel 1802, per volontà testamentaria del Duca Gian Galeazzo Serbelloni.

Negli intenti del Duca il nosocomio e la chiesa dovevano essere le due opere primarie per Gorgonzola, da realizzarsi prima possibile su ampi terreni messi a disposizione dalla famiglia.

Ritratto del Duca Gian Galeazzo Serbelloni

La costruzione del complesso

I lavori hanno inizio il 29 giugno 1848 sotto l´egida di sua figlia, la marchesa Luigia, e poterono avvalersi oltre che del cospicuo Legato Pio Serbelloni, anche della donazione dell´Opera Pia Gagnola, altra famiglia che aveva lasciato sostanziosi fondi per questa realizzazione.

Come si è già ricordato, il progetto fu affidato all´architetto milanese Giacomo Muraglia.

Costruito tra il 1848 e il 1860.

Un ben congegnato insieme di classicheggianti colonne ed archi evidenziano il portale dell´ingresso principale, dandoci l´esempio e l´immagine di una costruzione di quel tempo tra le più valide ed ammirate nella regione.

Strutturalmente l´Ospedale ricalca lo schema dei palazzi signorili del tempo, adattandola alle esigenze del ricovero.

Ispirato alla villa reale di Milano, progettata dal Pollack nel 1790, rappresenta un esempio di architettura tardo neoclassica.

Ingresso neoclassico dell’Ospedale Serbelloni

La struttura architettonica del complesso

Veduta aerea del complesso ospedaliero, caratterizzato da tre corpi di fabbrica ortogonali alla via Trieste, con il centrale più alto e più largo rispetto ai laterali.

Un quarto elemento li raccorda.

Una cupola nascosta da un tiburio si eleva all’intersezione con il corpo centrale.

La lunga infermeria al primo piano, divisa in due dalla cappella centrale, con i ballatoi in alto per l’apertura delle finestre, riprende la struttura di due ospedali romani costruiti per volere dei papi: l’Ospedale di Santo Spirito in Sassia, voluto da Sisto IV nel 1471 e quello di San Gallicano di F.

Il complesso fu quindi concepito secondo una composizione ordinata e monumentale, nella quale i diversi corpi edilizi assicuravano una precisa organizzazione degli spazi e dei percorsi.

Gli elementi classicheggianti del portale, la simmetria dei fabbricati, la presenza della cupola e la cappella centrale conferiscono all’edificio l’aspetto di un palazzo signorile, pur mantenendo una destinazione funzionale alle esigenze dell’assistenza sanitaria.

Materiali, colori e soluzioni costruttive

Elementi di modernità introdotti dal Moraglia a Gorgonzola sono i soffitti dei portici, a “volterrane” in laterizio e profilati metallici e la lanterna in vetro della cupola.

Il cromatismo è dato dall’alternanza dei materiali: granito rosa, pietra arenaria, granito bianco, puddinga, beola, cotto.

Il materiale edilizio era trasportato per via d’acqua fin da Baveno.

L’alternanza dei materiali non aveva soltanto una funzione decorativa, ma contribuiva a caratterizzare le diverse parti dell’architettura e a dare rilievo agli elementi portanti e ornamentali.

Dettaglio della cupola e lanterna in vetro

Un ospedale progettato secondo criteri moderni

Anche grazie alla preziosa consulenza dei medici, la profilassi architettonica e urbanistica venne attentamente studiata ed applicata secondo i più avanzati parametri del tempo.

Ecco dunque l´accortezza a non far sorgere l´edifico in prossimità delle vie più frequentate o del naviglio, così come la disposizione dei vani seguì le tendenze più avveniristiche della metà XIX secolo, arrivando persino a prevedere, accanto alle «Infermerie» una sala operatoria.

La collocazione dell’edificio, la distribuzione degli ambienti e l’organizzazione dei reparti rispondevano dunque a una concezione della sanità nella quale l’architettura aveva un ruolo diretto nella prevenzione e nella cura.

Lo stesso dimensionamento e la capacità di accoglienza dell´Ospedale vennero pensati in avanti, raddoppiando il coefficiente medio di posti letto per abitanti del bacino d´utenza.

La struttura insomma sorgeva grandiosa all´epoca, con le più moderne metodologie strutturali, e si rivolgeva perlopiù come ricovero per anziani bisognosi e in larga parte per accogliere pazienti affetti dalle numerose patologie infettive che flagellavano la popolazione del tempo.

La funzione assistenziale e sanitaria

La creazione dell’ospedale rispondeva alla necessità di garantire un luogo di ricovero a una popolazione esposta a condizioni di vita difficili e a numerose malattie.

La struttura era destinata soprattutto agli anziani bisognosi e ai pazienti affetti dalle patologie infettive che colpivano con particolare frequenza gli abitanti del territorio.

La presenza di infermerie, cappella centrale e sala operatoria evidenzia la complessità del progetto e la volontà di creare un istituto capace di accogliere differenti necessità assistenziali.

La trasformazione durante la Prima guerra mondiale

È del 1916 la prima importante modifica strutturale del nosocomio, allorquando le esigenze belliche impongono di attrezzare la struttura con un appendice destinata alle prestazioni prettamente chirurgiche, e tutta la struttura viene individuata come Ospedale di Riserva per accogliere i feriti dal fronte.

L’intervento modificò temporaneamente la funzione dell’ospedale, adeguandola alle necessità determinate dal conflitto e all’aumento della domanda di cure chirurgiche.

Ospedale militare durante la Prima guerra mondiale

La razionalizzazione dell’assistenza sanitaria

Finita la parentesi della guerra, inizia l´epoca della razionalizzazione ospedaliera su scala nazionale.

Nei numerosi censimenti, il più importante dei quali nel 1925, viene ridisegnata la rete territoriale dell´assistenza sanitaria e un nuovo concetto comincia a farsi strada, ovvero quello della specializzazione.

Attraverso numerose vicende storiche, il progredire della scienza medica ha fatto inesorabilmente il suo corso, introducendo la necessità di suddividere le prestazioni specialistiche da quelle di base, e di riorganizzare di conseguenza la capillarità del servizio a livello locale.

Si passa così nei primi decenni del secolo da una riconosciuta centralità dell´ospedale di Gorgonzola, insieme a quello di Melzo, nell´ambito degli ospedali di Circolo, ad un progressivo svuotamento delle prestazione mediche a beneficio di grandi strutture più moderne ed attrezzate, accreditate come Ospedali Provinciali.

PeriodoTrasformazione
1802Volontà testamentaria del Duca Gian Galeazzo Serbelloni
29 giugno 1848Inizio dei lavori
1848-1860Costruzione del complesso
1916Realizzazione dell’appendice chirurgica e individuazione come Ospedale di Riserva
1925Importante censimento e riorganizzazione della rete territoriale dell’assistenza sanitaria

La struttura sanitaria attuale

Oggi, nei rinnovati locali sorge una struttura sanitaria che offre molte prestazioni al territorio, con una qualificata professionalità nei reparti e un´ampia gamma di servizi ambulatoriali specialistici.

Ascolto e consulenza

Ascolto e consulenza per giovani, famiglie ed educatori - (3° piano).

SERT Gorgonzola

SERT GORGONZOLA

Orari: Lunedì - Mercoledì - Venerdì dalle 8:00 alle 12:30 e dalle 13:15 alle 15:30

Martedì e Giovedì dalle 8:00 alle 13:30

Domenica, una volta al mese, dalle 8:30 alle 12:30

Raggiungibile con MM2 (Linea verde).

L’accesso è diretto, non è necessaria impegnativa regionale del MMG.

Si può accedere in maniera spontanea o su suggerimento di un professionista o su invio di altri Enti.

Modalità di accesso

Accesso libero da Lunedì a Venerdì dalle 8.00 alle 15.30.

Su appuntamento da Lunedì a Venerdì dalle 15.30 alle 20.00 e Sabato dalle 8.00 alle 15.00.

Accesso libero da Lunedì a Venerdì dalle 8:00 alle 15:30.

La tutela del bene storico

In oltre 40 anni nessun ente pubblico (Comune, Azienda sanitaria, Soprintendenza) ha intrapreso alcuna azione atta a recuperare il bene storico ed architettonico.

La valorizzazione dell’Ospedale Serbelloni riguarda quindi non soltanto la sua funzione sanitaria contemporanea, ma anche la conservazione di un complesso architettonico legato alla storia sociale, assistenziale e urbana di Gorgonzola.

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