Nicola Notturno a Scampia: l’omicidio, le piste investigative e il contesto della camorra

La vicenda di Nicola Notturno, giovane ras di Scampia ucciso nel settembre del 2017, è tornata al centro dell’attenzione dopo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. I verbali hanno contribuito a delineare nuovi scenari sul delitto, sul ruolo di Salvatore Roselli e sui rapporti di potere all’interno dei gruppi criminali dell’area nord di Napoli.

Il pentito Vincenzo Iuorio ha dichiarato ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli: «Nicola Notturno fu ammazzato da Pasqualino, uomo di fiducia di Salvatore Roselli». Il collaboratore, ex affiliato alla cosca Sautto di Caivano, ha fornito una ricostruzione ancora sintetica, riservandosi di approfondire la vicenda in ulteriori verbali.

Secondo Iuorio, Notturno sarebbe stato ucciso per motivi personali. Si tratta di un movente diverso da quello ipotizzato inizialmente, secondo cui il giovane, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di ‘o Chiattone o ‘o Chiatto, sarebbe stato eliminato come ritorsione per il pentimento dello zio Gennaro Notturno, alias ‘o Sarracino.

Scampia e via Ghisleri mappa del quartiere

L’agguato a Nicola Notturno

L’omicidio avvenne il 18 settembre 2017, pochi giorni dopo l’ufficializzazione della decisione di Gennaro Notturno di collaborare con la giustizia. Nicola aveva 21 anni e fu raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco in via Arcangelo Ghisleri, a Scampia, nell’androne dell’abitazione dove viveva.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, la vittima fu avvicinata dai killer nei pressi della sua abitazione e massacrata con non meno di dieci colpi d’arma da fuoco. Il giovane morì durante il trasporto in ospedale.

L’agguato provocò il timore che potesse iniziare una nuova faida di camorra tra le famiglie dell’area nord di Napoli. La reazione, tuttavia, non si verificò nelle forme attese e sulla vicenda calò un pesante silenzio.

La famiglia Notturno, storicamente ai vertici della camorra di Scampia, preferì non reagire e gradualmente si defilò dal palcoscenico criminale della zona. Molti affiliati decisero di cambiare schieramento e di passare sotto il controllo di Salvatore Roselli, sostenuto dai vertici degli Amato-Pagano.

Il controllo dei Sette Palazzi

Roselli, considerato il referente degli Amato-Pagano per la zona di Scampia, aveva assunto il controllo dei cosiddetti «Sette Palazzi». Dopo l’omicidio di Notturno, l’astro di Roselli, soprannominato ‘Frizione’, iniziò a splendere su Scampia.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia descrivono Roselli come una figura di primo piano nei rapporti tra gli Amato-Pagano e i Sautto. Gli incontri tra i due gruppi non riguardavano soltanto questioni criminali, ma anche la gestione di affari legati al traffico di droga.

Emanuele Pancia, ex appartenente alla cosca Stabile di Chiaiano, ha indicato Roselli come uno dei fautori dell’alleanza tra gli scissionisti e il suo vecchio sodalizio. Secondo il collaboratore, quell’alleanza si sarebbe trasformata in una vera e propria fusione.

In seguito al suo coinvolgimento nel sequestro Pettirosso, Roselli avrebbe però iniziato a perdere la fiducia dei suoi capi, finendo per occupare un ruolo di secondo piano.

Le dichiarazioni di Vincenzo Iuorio

Nel ricostruire i rapporti tra la cosca Sautto e gli Amato-Pagano, Iuorio ha indicato Pasqualino come l’esecutore dell’omicidio di Nicola Notturno e lo ha descritto come uomo di fiducia di Salvatore Roselli.

La dichiarazione non chiarisce, da sola, se Roselli abbia ordinato personalmente il delitto. Il collaboratore ha comunque collocato l’omicidio all’interno dei rapporti di forza che, dopo la morte di Notturno, favorirono l’espansione del gruppo riconducibile a Roselli.

Il nuovo scenario prospettato da Iuorio attribuisce all’omicidio un movente personale, mentre le prime ipotesi investigative avevano collegato il delitto al pentimento di Gennaro Notturno. Le due ricostruzioni si riferiscono quindi a condizioni diverse: la prima riguarda possibili contrasti direttamente legati alla vittima; la seconda considera invece la posizione dello zio pentito e il possibile significato punitivo dell’agguato.

Le dichiarazioni di Antonio Vanacore

Sul possibile coinvolgimento di Roselli sono state considerate significative anche le dichiarazioni di Antonio Vanacore, ex sodale degli Amato-Pagano.

Vanacore ha riferito che, subito dopo la morte di Notturno, fu proprio Roselli ad assumere il controllo di Scampia. Nel corso delle indagini che portarono alla sua cattura, Vanacore, senza sapere di essere intercettato, accusò velatamente Roselli di avere avuto un ruolo nella morte di ‘o Chiatto.

Si tratta di elementi investigativi che descrivono il contesto e i sospetti emersi nelle indagini, ma che non chiariscono definitivamente la responsabilità del mandante dell’omicidio.

Il passaggio dai Notturno ai Raia

La morte di Nicola Notturno viene considerata un punto di non ritorno nel passaggio del controllo criminale di alcune aree di Scampia dalla famiglia Notturno al gruppo Raia.

I Raia avrebbero soppiantato proprio i Notturno nella gestione di alcune piazze e strutture del quartiere. Tra i luoghi citati compaiono lo Chalet Baku, l’Oasi del Buon Pastore e i Sette Palazzi.

In un verbale, Gennaro Notturno avrebbe ricostruito la distribuzione delle aree e i successivi contrasti interni: «Lo dissi che volevo fossero assegnate alla famiglia Notturno: lo Chalet Baku, l’Oasi del Buon Pastore e i Sette Palazzi».

Raia avrebbe riferito alle famiglie quanto emerso durante una riunione in corso, per poi ricontattare gli altri componenti del gruppo.

I contrasti economici e la gestione delle piazze

Secondo la ricostruzione attribuita a Gennaro Notturno, i problemi sarebbero iniziati dopo la scarcerazione di Raffaele Notturno e l’arresto di Giovanni Raia. La gestione delle attività avrebbe generato contrasti economici tra Nicola Notturno e suo padre, oltre che tra Nicola, Giuseppe Di Maio dei Sette Palazzi e Carmine Iannotti dell’Oasi.

«Il problema era che Nicola si impossessava di parte del guadagno ed i conti non tornavano», avrebbe riferito Gennaro Notturno.

Di fronte alle tensioni, sarebbe stata presa la decisione di separare le piazze. Ciro Mauriello si sarebbe lamentato più volte del comportamento di Nicola, accusandolo di non pagare con regolarità e di creare problemi, mentre gli altri sarebbero stati più precisi.

Gennaro Notturno avrebbe quindi convocato Nicola e Raffaele per rimproverarli e prevenire ulteriori contrasti.

Il collaboratore ha però escluso che, almeno finché Mauriello era libero o comunque fuori dal carcere, quest’ultimo avesse ordinato l’uccisione di Nicola per ragioni legate ai debiti di droga o lo avesse minacciato.

Mauriello avrebbe inoltre riferito a Gennaro Notturno che il nipote stava compiendo estorsioni ai danni dei negozi di Scampia. Gennaro avrebbe detto a Nicola di non farlo, sostenendo che la famiglia Notturno non aveva mai adottato quel metodo.

Lo stesso Gennaro Notturno avrebbe dichiarato di non sapere se Nicola si facesse seguire da persone armate. Il figlio Nicolas gli avrebbe riferito che il giovane non era benvoluto nel quartiere.

Le ipotesi sul movente

La pista iniziale collegava l’omicidio al pentimento di Gennaro Notturno, uno dei fondatori dei cosiddetti scissionisti. Il delitto avvenne infatti pochi giorni dopo la notizia della collaborazione con la giustizia.

Un’altra ipotesi investigativa indicava invece il comportamento di Nicola come possibile causa dell’eliminazione. Il giovane sarebbe stato considerato una testa calda, troppo ambiziosa e non sempre rispettosa delle regole imposte dal gruppo.

Le dichiarazioni sui contrasti economici descrivono una gestione contestata dei guadagni e delle piazze di spaccio. Iuorio ha successivamente prospettato un movente personale, attribuendo l’esecuzione a Pasqualino, uomo di fiducia di Roselli.

Le diverse ipotesi non coincidono necessariamente: una riguarda il possibile collegamento con il pentimento dello zio, un’altra i contrasti interni e la gestione degli affari, mentre la ricostruzione di Iuorio introduce una motivazione personale e indica un presunto esecutore.

La famiglia Notturno e la camorra di Scampia

Il clan Notturno è stato un protagonista di primo piano della camorra di Scampia, storicamente radicato nella zona dello Chalet Bakù.

La famiglia era alleata degli Abete-Abbinante-Aprea nella terza faida contro gli Amato-Pagano e la Vanella Grassi. Il pentimento di Gennaro Notturno, detto ‘o Sarracino, rappresentò un grave colpo per l’organizzazione.

Gennaro Notturno era fratello di Enzo, detto ‘o Vettor, e zio di Nicola. La sua decisione di collaborare con la giustizia nel 2017 portò alla divulgazione di retroscena relativi a diversi omicidi e di particolari sull’organizzazione dei clan.

Il giovane ucciso nel settembre dello stesso anno era figlio di Raffaele Notturno, altro esponente di vertice della famiglia.

La faida di Scampia e le origini del conflitto

Per comprendere il contesto nel quale maturò l’omicidio di Nicola Notturno è necessario considerare la storia delle faide di Scampia e i contrasti tra gli scissionisti e il clan Di Lauro.

Tra ottobre 2004 e febbraio 2005 furono commessi numerosi omicidi nell’ambito della prima faida di Scampia. Le ricostruzioni giudiziarie hanno parlato di una cinquantina di omicidi e di ottanta vittime in meno di un anno.

Il conflitto nacque dai contrasti interni ai gruppi che facevano capo ai Di Lauro per il controllo del traffico di droga a Scampia e Secondigliano.

La tensione aumentò dal 2002, quando iniziò la latitanza di Paolo Di Lauro, alias ‘Ciruzzo ‘o milionario’, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare e già irreperibile dal 1997.

Al vertice del gruppo subentrarono i figli Vincenzo, Marco e Cosimo Di Lauro. Diversi componenti del clan, tuttavia, non apprezzavano il modo in cui i figli del boss gestivano gli affari e i proventi del traffico di droga.

Via Ghisleri e l’inizio della prima faida

Via Ghisleri, lo stesso luogo nel quale fu ucciso Nicola Notturno, è stata indicata da Gennaro Notturno come il punto da cui sarebbe iniziata la prima faida di Scampia.

Secondo quanto raccontato ai magistrati, la prima miccia sarebbe esplosa il 29 settembre 2004, quando il gruppo Amato-Pagano fece uccidere in via Ghisleri Luigi Aliberti, affiliato ai Di Lauro, con sei colpi di pistola al volto.

Il delitto sarebbe stato un messaggio rivolto a Cosimo Di Lauro, dal quale il gruppo pretendeva somme di denaro. Gennaro Notturno si è accusato di quell’omicidio, spiegando che il piano era stato elaborato durante un summit all’inizio di settembre.

Alla riunione avrebbero partecipato i capi dei gruppi scontenti della gestione di Cosimo Di Lauro, accusato di mostrare loro poco rispetto nella gestione dei proventi del traffico di droga.

Al summit parteciparono Gennaro Notturno e il fratello Vincenzo, oltre a Cesare Pagano, Ciro Mauriello, Arcangelo Abete e Lello Amato.

Dopo l’omicidio di Aliberti, Gennaro Notturno partecipò anche all’agguato nel quale furono uccisi Claudio Salierno e Fulvio Montanino, considerato il braccio destro di Cosimo Di Lauro.

Neppure quell’azione riuscì a modificare l’atteggiamento del figlio del boss e il conflitto si trasformò in una vera e propria guerra.

Notturno si è attribuito anche la responsabilità dell’omicidio di Antonio Landieri, ucciso per errore in un circolo ricreativo di Scampia. La vittima non riuscì a scappare perché aveva problemi di deambulazione.

Faida di Scampia cronologia degli eventi

Gli scissionisti contro i Di Lauro

La prima faida di Scampia contrappose il gruppo degli scissionisti al clan Di Lauro. Il conflitto riguardava il controllo delle piazze di spaccio e la gestione dei proventi del traffico di droga.

Il duplice omicidio di Fulvio Montanino e Claudio Salierno, commesso il 28 ottobre 2004, è stato a lungo considerato l’episodio al quale ricondurre l’inizio della guerra.

Per quell’agguato, nel marzo precedente, la Corte d’Assise di Napoli aveva condannato all’ergastolo quattordici boss della camorra.

Nel racconto di Gennaro Notturno compare anche Arcangelo Abete, detto ‘Angioletto’, descritto come un colonnello dei Di Lauro passato successivamente agli scissionisti e condannato con sentenza definitiva per associazione camorristica nella primavera del 2011.

Il ferimento di un altro Nicola Notturno

La cronaca di Scampia ha registrato anche il ferimento di un altro giovane omonimo, avvenuto nei pressi dello Chalet Baku.

Un 19enne napoletano è stato ferito a colpi d’arma da fuoco nel tardo pomeriggio del 3 ottobre. Il giovane è stato colpito a una gamba e a un braccio ed è stato trasportato all’ospedale Cardarelli, dove è stato ricoverato senza risultare in pericolo di vita.

Le circostanze dell’agguato non erano state ricostruite completamente. Sul posto era intervenuta la Polizia di Stato, incaricata delle indagini.

Il giovane ferito era figlio del ras detenuto Enzo, detto ‘o Vettor. Secondo una ricostruzione non ancora definitiva, Nicola Notturno si trovava in via Arcangelo Ghisleri quando sarebbe stato affrontato da due malviventi.

Uno degli aggressori avrebbe estratto una pistola, non è chiaro se a freddo o dopo una discussione. Il 19enne avrebbe schivato alcuni proiettili, ma due colpi lo avrebbero raggiunto al braccio sinistro e alla gamba destra.

I familiari, accorsi sul posto, lo avrebbero accompagnato al pronto soccorso. Il giovane non era in pericolo di vita e avrebbe dovuto guarire in circa quaranta giorni.

Le indagini furono condotte dagli agenti della squadra giudiziaria del commissariato di Scampia e dalla Squadra mobile della Questura di Napoli, diretta dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini.

Due uomini furono portati in commissariato e sottoposti allo Stub, esame destinato ad accertare l’eventuale presenza di residui di polvere da sparo.

Gli investigatori presero in considerazione l’ipotesi di una punizione per uno sgarro o di un tentativo di omicidio fallito. Non era chiaro se l’agguato fosse un segnale circoscritto alla zona dello Chalet Bakù o se potesse annunciare una nuova fase di tensione nell’intero quartiere.

Tra le piste valutate comparivano i contrasti tra la storica famiglia dello Chalet Bakù e il gruppo Raia, alleato con cui sarebbero sorte frizioni recenti. Non era esclusa neppure una ripresa dei contrasti con la Vanella Grassi per il controllo delle piazze di spaccio.

Il significato del proverbio napoletano

«Add’amice e add’e pariente nun accattà e nun venner niente» è un proverbio napoletano che suggerisce di evitare affari economici con la cerchia familiare per prevenire litigi, malcontento e la rottura di legami affettivi.

Il proverbio è stato accostato alla storia di Nicola Notturno perché i verbali descrivono contrasti economici e personali nella gestione delle piazze, dei guadagni e dei rapporti tra i diversi gruppi di Scampia.

Le contestazioni riguardavano i pagamenti irregolari, la distribuzione degli introiti, l’amministrazione delle aree e le presunte estorsioni ai negozi del quartiere.

Le dichiarazioni dei collaboratori e il quadro giudiziario

Le dichiarazioni di Gennaro Notturno, Vincenzo Iuorio, Antonio Vanacore ed Emanuele Pancia hanno contribuito a ricostruire fasi diverse della storia criminale di Scampia.

I verbali contenuti nelle ordinanze di custodia cautelare hanno riportato nomi, accuse e collegamenti tra gli scissionisti e altri gruppi dell’area nord di Napoli, anche con riferimento a persone che non hanno condanne definitive a carico.

Le dichiarazioni dei collaboratori devono essere valutate insieme agli altri elementi raccolti dagli investigatori e dai magistrati. In particolare, il fatto che Roselli abbia assunto il controllo di Scampia dopo la morte di Notturno non dimostra da solo che abbia ordinato l’omicidio.

Allo stesso modo, la coincidenza temporale tra il pentimento di Gennaro Notturno e l’agguato del nipote rappresenta un elemento rilevante per la pista della ritorsione, ma non esclude automaticamente l’esistenza di altri moventi.

La ricostruzione dell’omicidio rimane quindi articolata: comprende il possibile ruolo operativo di Pasqualino, i sospetti su Roselli, i contrasti economici nella gestione delle piazze, il passaggio del controllo dai Notturno ai Raia e il più ampio riassetto degli equilibri criminali di Scampia.

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