I fagiolini sottili e teneri che non si sgranano: la soluzione del cruciverba

La soluzione per la definizione «I fagiolini sottili e teneri che non si sgranano» è CORNETTI, una parola di otto lettere.

Nei cruciverba della Settimana Enigmistica, nelle riviste simili e in giochi enigmistici come CodyCross e Word Lanes, i cornetti sono i fagiolini consumati con tutto il baccello, senza sgranare i piccoli semi conservati al loro interno.

DefinizioneSoluzioneNumero di lettere
I fagiolini sottili e teneri che non si sgrananoCORNETTIOtto
Fagiolini che non si sgrananoCORNETTIOtto

Perché la risposta è CORNETTI

La qualità principale dei fagiolini, che li differenzia da gran parte degli altri legumi, è di essere consumati con tutto il baccello, senza sgranare i piccoli semi conservati al loro interno.

Riconoscibili dalla forma allungata e sottile, sono disponibili in diverse varietà.

Altre definizioni per la risposta cornetti sono: «Fagiolini da insalata», «Panini a forma di mezzaluna» e «C’è chi li intinge nei cappuccini».

La stessa parola può quindi indicare sia un tipo di fagiolino sia i panini dolci a forma di mezzaluna, a seconda della definizione proposta e delle lettere già presenti nello schema.

Che cosa sono i fagiolini

Nati in America e giunti fino a noi grazie ai Conquistadores, i fagiolini sono presenti sul mercato tutto l’anno, ma è dalla primavera a tutta l’estate che danno il meglio di sé.

Nella varietà più diffusa sul mercato sono verdi, leggermente ricurvi, lunghi una decina di centimetri e dalla sezione rotonda.

Non mancano però anche quelli con baccelli schiacciati o decisamente più lunghi e sottili come il fagiolino dall’occhio o fagiolino pinto.

Fagiolini verdi sottili con baccello

Le varietà più conosciute

Tra le altre varietà, più rare, scenografiche e altrettanto deliziose troviamo anche il fagiolino giallo, noto sia nella versione Corona d’Oro sia in quella detta Meraviglia di Venezia.

Dal baccello verde screziato di viola è anche il cosiddetto fagiolino pelandrone della foto sopra.

Coltivato nella Liguria di Ponente e in particolare nella zona di Albenga, ha il baccello piatto e leggermente curvo, con striature che si perdono dopo la cottura e semi piccoli e teneri, dal sapore dolce e la consistenza burrosa.

I fagiolini Sant’Anna

In certe zone della Toscana, soprattutto a Lucca oppure fra Firenze ed Arezzo, è ancora relativamente presente un’antica varietà di fagioli, dal baccello lunghissimo e sottile.

La varietà è chiamata fagiolino di Sant’Anna, dato che arriva a maturazione e quindi sulle tavole attorno al 26 luglio, festa appunto di Sant’Anna.

Nella Versilia spesso vengono chiamati semplicemente «stringhe», perché ricordano appunto le stringhe delle scarpe.

Sempre ispirate alla forma lunghissima, la fantasia popolare li descriveva come fagiolo o fagiolino serpente, fagiolo da metro o addirittura anche fagiolo chilometro, frusta, spago e via dicendo.

Il nome fagiolo asparago, oltre che a forma e dimensioni, farebbe riferimento anche al fatto che i fagioli di Sant’Anna hanno un sapore che ricorda vagamente appunto gli asparagi.

Infine i fagiolini Sant’Anna vengono anche chiamati fagioli dolici, nome vagamente altisonante, anche se dolico in latino significa niente più che «lungo», insomma niente di nuovo sotto questo sole!

Il nome scientifico dei fagiolini Sant’Anna è Vigna unguiculata varietà sesquipedalis.

Vigna è un omaggio a Domenico Vigna, direttore dell’Orto Botanico di Pisa dal 1609 al 1632, che per primo descrisse questo tipo di fagioli.

Unguiculata è da intendersi come «dai petali la cui forma ricorda quella delle dita delle scimmie», mentre sesquipedalis era un’antica unità di misura latina, che nella lingua corrente significava anche «eccessivamente lungo».

In ogni caso, al di là del nome, i fagiolini Sant’Anna sono una verdura antica e dimenticata veramente interessante.

Innanzitutto, pur appartenendo alla stessa famiglia dei fagioli comuni, le Fabacee, i fagioli Sant’Anna appartengono al genere Vigna e non al genere Phaseolus.

Il nome scientifico del fagiolo comune è appunto Phaseolus vulgaris.

I fagiolini di Sant’Anna infatti non sono arrivati dall’America come quasi tutti i fagioli che si mangiano oggi.

Le stringhe o fagioli a metro erano i fagiolini consumati in Europa durante l’antichità e il medioevo, prima che i conquistatori spagnoli portassero dai loro viaggi i fagioli americani.

Sembra infatti che le prime varietà di fagioli dolici siano nate in Africa, per poi spostarsi in India ed essere introdotte in Europa grazie ai traffici lungo la via della seta.

I fagioli del nuovo mondo soppiantarono rapidamente gli antichi fagioli di Sant’Anna, a differenza di molti altri ortaggi accolti con diffidenza, come la patata e il pomodoro, che misero decenni per farsi accettare.

I contadini ne riconobbero subito l’analogia con i fagiolini del genere Vigna che coltivavano da sempre, mentre la patata non somigliava a niente che avessero mai visto.

La vera ragione per cui i fagiolini di Sant’Anna quasi sparirono dagli orti e dalle tavole è che i fagioli a metro sono due o tre volte meno produttivi dei fagioli americani.

Oggi però, visto che l’abbondanza di un raccolto non è più questione di vita o di morte, vale la pena riscoprire quest’ottima verdura antica e dimenticata.

I fagiolini di Sant’Anna sono originali per forma e dimensioni, ma soprattutto sono una vera delizia nel piatto.

In Toscana si mangiano tradizionalmente in umido, con un bel sughetto di pomodoro.

Come scegliere i fagiolini

Se l’estate è il momento migliore per consumare i fagiolini è perché sul mercato arrivano quelli coltivati a livello nazionale: freschi, teneri e croccanti al punto giusto.

Per scegliere i migliori, fate attenzione al colore, alla consistenza e alle dimensioni.

I fagiolini freschi hanno il baccello dal colore uniforme, senza porzioni annerite o, ancor peggio, ammuffite, senza grinze, con il picciolo ancora verde.

Al tatto non devono mostrare parti molli e l’intero baccello deve essere perfettamente sodo.

Per verificarne la freschezza, provate a piegarli: dovranno spezzarsi in modo netto ed emettere una goccia di umidità.

Come pulire i fagiolini

La prima cosa da fare nel preparare i fagiolini sarà spuntarli.

Per eliminare le estremità potrete usare le sole mani, spezzando con un colpo secco le parti terminali, o un coltello, posandoli eventualmente sul tagliere.

Nel caso di varietà o di esemplari particolarmente grossi sarà necessario eliminare il filo.

Sempre con un coltellino, staccate il picciolo e tiratelo verso l’esterno così da togliere il filamento legnoso che corre lungo il baccello.

Una volta spuntati e a seconda del piatto che desiderate preparare, potrete tagliare i fagiolini a tocchi o lasciarli interi prima di procedere con il lavaggio in abbondante acqua fresca e poi con la cottura.

Come conservarli

Appena acquistati e non ancora puliti, i fagiolini vanno riposti in frigo nel cassetto delle verdure, al riparo dall’umidità, avvolti in un telo o in un cestino rivestito con carta da cucina.

Consumateli entro 3-4 giorni, prima che perdano il loro naturale turgore.

Se desiderate congelare i fagiolini crudi, lavateli mettendoli in acqua e bicarbonato e lasciateli in ammollo per 10 minuti, poi scolateli e asciugateli con cura utilizzando un canovaccio.

Fate particolare attenzione a non lasciare parti umide, perché altrimenti potrebbero poi crearsi dei cristalli di ghiaccio che li rovinerebbero.

Una volta spuntati come indicato sopra, vi basterà inserirli negli appositi sacchetti e riporli in frigo.

Scolate i fagiolini e asciugateli, poi stendeteli in vassoi foderati con carta d’alluminio.

Copriteli con pellicola da cucina e lasciateli gelare per 2-3 ore.

Una volta induriti, trasferiteli quindi nei sacchetti e metteteli di nuovo in freezer.

Come cuocere i fagiolini

Le possibilità di cottura dei fagiolini sono sostanzialmente tre: in acqua bollente, al vapore o in padella.

Fagiolini bolliti

Riempite una pentola di acqua e portatela a ebollizione.

Tuffatevi quindi i fagiolini, badando che siano interamente ricoperti dal liquido.

Appena l’acqua riprende a bollire, abbassate la fiamma e fate cuocere i fagiolini a fuoco lento per 8-10 minuti al massimo, fino a quando saranno teneri senza però perdere la loro croccantezza.

Per preservare il colore dei fagiolini salate l’acqua solo verso la fine della cottura e non usate il coperchio.

Inoltre, una volta scolati, tuffateli subito in una ciotola contenente acqua e ghiaccio.

Un’altra indicazione prevede di far cuocere i fagiolini in abbondante acqua bollente per circa 20 minuti, fino a quando non si saranno ammorbiditi.

Il tempo dipende quindi dalla consistenza desiderata e dalla preparazione: 8-10 minuti al massimo permettono di conservarli teneri e croccanti, mentre circa 20 minuti li rendono più morbidi.

Fagiolini al vapore

Per cuocere i fagiolini al vapore, servitevi di una vaporiera o di un cestello da inserire all’interno di una pentola contenente acqua portata a ebollizione.

Qui il tempo di cottura potrà arrivare ai 10-12 minuti, ma controllate comunque che i baccelli restino belli sodi.

Fagiolini in padella

Se avete a che fare con fagiolini particolarmente teneri e sottili, sempre dopo averli lavati e puliti potrete saltarli direttamente in padella con olio d’oliva caldo e aglio, bagnando con poco brodo vegetale e facendolo quindi asciugare.

Cuocendo i fagiolini bene al dente, potrete poi ripassarli in padella.

Rosolate un trito aromatico di prezzemolo, aglio e peperoncino con un filo di olio extravergine d’oliva, aggiungetevi dei pomodori pelati, regolate di sale e unite i fagiolini.

Dopo averli fatti insaporire, serviteli come contorno o come condimento per un primo di pasta.

Fagiolini al forno

Dopo averli lessati o cotti al vapore, potrete preparare i fagiolini al forno.

Prendete una pirofila e spolverizzate sul fondo del pangrattato e parmigiano grattugiato, creando degli strati e intervallando questi ingredienti con i fagiolini cotti molto al dente, 3-4 minuti al massimo.

Cospargete quindi il tutto con olio extravergine d’oliva e passate la pirofila in forno già caldo a 200° per circa 10-15 minuti.

Come Cucinare i Fagiolini Verdi

Come cucinare e servire i fagiolini

Dal gusto dolce e delicato, i fagiolini si prestano agli abbinamenti più diversi.

Sia con altri legumi e ortaggi sia con i cereali e gli ingredienti di origine animale.

Da sempre presenti nei ricettari come contorno, in particolare dei piatti di carne, i fagiolini si prestano alle più diverse cotture e preparazioni.

Da servire eventualmente come piatto a sé, come i fagiolini fritti della foto in alto, sono ottimi anche come sfizioso antipasto o secondo vegetariano.

Semplicemente lessati e conditi con una salsina, potranno accompagnare piatti vegetariani come le polpette di zucchine.

Saltati in padella completano un raffinato hummus di pomodorini, mentre cotti al vapore possono essere serviti con una salsa alle noci.

Tra i grandi classici regionali che impiegano i fagiolini troviamo il polpettone alla ligure, preparato con le immancabili patate e cotto al forno, quanto il semplice e saporitissimo timballo al curry della foto in alto, che li accosta a una crema alle uova e formaggio.

L’abbinamento dei fagiolini con la pasta ci riporta in Liguria con le imprescindibili trofie al pesto della ricetta della tradizione.

Quello tra fagiolini e cereali è un altro matrimonio ben riuscito.

Lo confermano la minestra al farro e verdure della foto sopra, quanto questa insalata con le uova, sempre a base di farro, ma asciutto.

Non solo contorno, i fagiolini si dimostrano eccellenti comprimari anche nei piatti di carne.

Meno consueto ma non per questo meno riuscito è l’incontro con i prodotti ittici.

Un contorno semplice e versatile

I fagiolini sono un alimento versatile, adatto ad un’infinità di preparazioni e perfetti per essere utilizzati in ogni tipo di regime alimentare.

Fatta eccezione per alcune tipologie di legumi consumabili anche a crudo, la preparazione di questo prodotto ne prevede la cottura, che richiede tempi più o meno lunghi a seconda della ricetta che vuoi seguire.

Le calorie e le proprietà dei fagiolini sono le medesime indipendentemente che siano freschi o surgelati.

I Fagiolini Primavera Findus, ad esempio, apportano solo 34 kcal ogni 100 grammi di prodotto e, grazie all’alto tasso di acqua e fibre, contengono meno carboidrati e proteine rispetto ai fagioli maturi.

Questi piccoli legumi lessati in pentola diventano un contorno leggero e gustoso: la base ideale per tante preparazioni da realizzare in poco tempo.

Ti basterà spuntare e lavare i fagiolini e farli cuocere in abbondante acqua bollente per circa 20 minuti, fino a quando non si saranno ammorbiditi.

Una volta pronti potrai servirli con piatti di carne o di pesce o presentarli in tavola semplicemente con un filo d’olio extravergine.

I nutrizionisti consigliano infatti di mangiare questi legumi almeno 2-3 volte alla settimana, sia come contorno, accompagnati da patate, olive, pomodorini e altri tipi di ortaggi, sia come ingredienti per un primo piatto gustoso, come le trofie con le patate.

Io ho preparato l’insalata di fagiolini come piaceva a papà, con sale, olio buono, aglio e aceto.

Potete condirli semplicemente con olio e sale, realizzare una salsa con aglio e prezzemolo, preparare l’insalata di patate e fagiolini, aggiungere i pomodorini, il tonno o il salmone, ripassarli in padella con il pomodoro e addirittura friggerli, ovviamente dopo averli lessati.

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