“Morire di crepacuore” è un'espressione abbastanza diffusa nel linguaggio comune: in realtà, però, non è solo un modo di dire.
Il tempo della medicina ci ha permesso di diagnosticare e dare un nome a ciò che, fino a pochi anni fa, veniva semplicemente chiamato “crepacuore”. Oggi sappiamo che molte condizioni cardiache transitorie che possono insorgere in seguito a eventi emotivi particolarmente intensi possono essere ricondotte alla sindrome di Takotsubo, nota anche come “sindrome del cuore infranto” o “cuore in gabbia”.
Crepacuore: il significato dell’espressione
Il nostro vocabolario riporta il termine “crepacuore” come una “seria afflizione, anguished moral pain”, cioè una condizione che conduce alla morte in seguito a una situazione emotivamente molto forte e spiacevole, come la perdita di una persona amata.
Il termine “crepacuore” descrive la sensazione che molti pazienti avvertono: un dolore acuto al petto simile a un infarto.
Ti sarà capitato di aver sentito di una persona morire per il cuore spezzato, ma avrai sicuramente pensato che fosse solo una metafora.
La sindrome da crepacuore esiste realmente ed è una malattia cardiaca importante che si sviluppa proprio in seguito a un colpo al cuore, intenso come un forte dispiacere, un grande stress fisico o emotivo, un trauma importante.
La sindrome da crepacuore, conosciuta anche come sindrome di Tako-tsubo, è una condizione cardiaca temporanea che può essere scatenata da eventi di stress emotivo o fisico.
Che cos’è la sindrome di Takotsubo
In gergo medico è una condizione chiamata cardiomiopatia di takotsubo.
La British Heart Foundation indica una sindrome precisa, chiamata cardiomiopatia da stress.
Ma il nome inconfondibile è un altro: Tako-Tsubo, giapponese.
Negli anni ’90, in Giappone, è stata descritta una condizione chiamata Takotsubo syndrome.
La sindrome di Tako-tsubo prende il nome da un tipo di trappola per polpi giapponese, chiamata appunto “tako tsubo”, che ha una forma simile al ventricolo sinistro del cuore quando si verifica questo tipo di cardiomiopatia.
Nella sindrome di Tako-Tsubo si verifica un'improvvisa paralisi di una parte del muscolo cardiaco, più precisamente la parte antero apicale del ventricolo sinistro, cioè la parte anteriore vicino alla punta: essa durante la fase di sistole, ossia di contrazione, arriva addirittura a estroflettersi, di conseguenza il cuore assume la forma del contenitore che i pescatori giapponesi usano per pescare i polipi.
La Tako-Tsubo cardiomyopathy takes its name from the shape of the left ventricle, which during an attack assumes an appearance similar to the pot used to capture octopus, tako-tsubo.
Il cuore, però, mostra una alterazione della forma, che diventa a palloncino, a simulare appunto il vaso, tsubo, che usano i giapponesi per raccogliere i polipi, tako.

La differenza tra crepacuore e infarto
La sindrome del crepacuore non è provocata da un'occlusione di una delle arterie coronarie, i vasi sanguigni che portano il sangue al cuore, come l'infarto.
In questo caso, non ci sono trombi o coaguli che ostruiscono i vasi e ostacolano la circolazione, al contrario quasi sempre le coronarie risultano stranamente normali alle indagini diagnostiche.
Questa sindrome è diversa da un attacco cardiaco classico perché non è causata dall’ostruzione delle arterie coronarie.
A differenza di un infarto miocardico, in cui le arterie coronarie si bloccano a causa di un coagulo di sangue, nella sindrome di Tako-tsubo non ci sono ostruzioni evidenti nelle arterie.
La sindrome si manifesta come un infarto, con sintomi quali dolore al petto o affanno improvviso, si associa ad alterazioni dell'elettrocardiogramma, ma al momento della coronarografia d'urgenza, eseguita nel sospetto di infarto miocardico, le coronarie risultano sorprendentemente normali, senza stenosi, cioè restringimenti.
| Aspetto | Sindrome di Takotsubo | Infarto miocardico |
|---|---|---|
| Arterie coronarie | Non ci sono ostruzioni evidenti nelle arterie | Le arterie coronarie si bloccano a causa di un coagulo di sangue |
| Forma del cuore | Il cuore mostra una alterazione della forma, che diventa a palloncino | Non è descritta nel materiale una caratteristica forma a palloncino |
| Sintomi | Dolore al petto o affanno improvviso | I sintomi possono essere simili e rendere difficile distinguere le due condizioni |
| Diagnosi | La coronarografia mostra coronarie sorprendentemente normali, senza stenosi | La coronarografia viene eseguita nel sospetto di infarto miocardico |
Perché lo stress può colpire il cuore
Alla base della sindrome da crepacuore c'è quasi sempre un trauma fisico o psichico, per esempio la perdita di una persona cara, l'incendio della propria abitazione o della propria auto, un intervento chirurgico importante, un incidente, un terremoto.
La sindrome da crepacuore, come anticipato, può essere scatenata da una serie di trigger emotivi e fisici.
Tra i principali fattori scatenanti vi sono eventi emotivamente intensi come il lutto, un grave stress emotivo, o eventi traumatici come divorzi o incidenti.
Questo syndrome occurs after episodes of severe emotional or physical stress, such as:
- The death of a loved one
- Intense anger
- A poor medical prognosis
- A significant economic loss
Naturally l’eventualità di questo “colpo al cuore” non si verifica solo in caso di lutto entro un amore romantico, ma anche tra i genitori che perdono un figlio, tra fratelli o a seguito di una forte paura.
Ma in che modo un evento così stressante può arrivare a fermare il cuore?
Il meccanismo è abbastanza complesso ed è collegato alle azioni che lo stress esercita sull'organismo: in pratica, di fronte a una situazione allarmante che la persona non è in grado di gestire, si attivano la corteccia cerebrale e il sistema nervoso autonomo simpatico.
Il colpo arriva dal sistema nervoso simpatico attraverso una tale scarica di ormoni, le catecolamine, in grado di danneggiare il cuore, specie in persone fragili perché in là con gli anni o malate.
Di conseguenza, si assiste a una massiccia liberazione di catecolamine, che vengono liberate in quantità fino a 100 volte superiori ai valori normali, in particolare di cortisolo e adrenalina, sostanze che se in eccesso hanno un effetto tossico sul muscolo cardiaco.
Quando viviamo momenti difficili, come la fine di una relazione o la perdita di una persona amata, il nostro corpo produce e manda in circolo improvvisamente grandi quantità di adrenalina.
Inoltre, inducono una vasocostrizione, cioè un restringimento del lume dei vasi sanguigni, e un aumento dei battiti del cuore.
Le catecolamine can also produce vasoconstriction of the coronaries and microcirculation, generating risks of acute myocardial infarction.
Occorre sapere che nella parte antero apicale del cuore è presente una grande concentrazione di recettori, delle sorte di “porte”, per le catecolamine: ecco perché la paralisi si verifica proprio in quest'area.
Although the etiopathogenesis of takotsubo is not yet well understood, coronary spasm and direct myocyte damage is induced by catecholamines and massive release of oxygen free radicals.
Visto che parte del cuore non funziona bene, il resto di quest’organo prova a compensare questa mancanza e può portare a contrazioni più forti nelle altre sezioni di questo organo.
Chi è più colpito
La malattia è molto più frequente nel sesso femminile, specie dopo la menopausa forse perché con la caduta del livello degli estrogeni che si verifica in questa fase della vita viene meno anche l'effetto protettivo che essi esercitano sul sistema cardiocircolatorio.
Dopo la menopausa il rischio aumenta anche per le altre malattie cardiache.
Tuttavia, è bene sapere che la patologia può colpire anche donne in giovane età.
Le popolazioni a rischio, come detto, includono principalmente le donne in post-menopausa, che costituiscono la maggioranza dei casi.
Si ritiene che questo sia dovuto ai cambiamenti ormonali che si verificano dopo la menopausa, che possono rendere il cuore più vulnerabile agli effetti negativi dello stress.
La sindrome da crepacuore colpisce soprattutto le donne, in questo studio in rapporto 9:1, e prevalentemente dopo uno stress emotivo, tipicamente un lutto, nel 30% dei casi, o fisico come un intervento chirurgico, nel 36%.
Lo studio analizzato ha rilevato che l’89,8% dei pazienti erano donne, con un’età media di 66,8 anni.
Furthermore, patients with tako-tsubo often have a history of neurological or psychiatric disorders, indicating a greater emotional predisposition.
Quali sono i sintomi del crepacuore
I sintomi della sindrome da crepacuore sono molto simili a quelli di un infarto, il che rende difficile distinguerla senza test medici approfonditi.
- Dolore al petto.
- Respiro corto, dispnea.
- Svenimento, sincope.
- Debolezza generale.
- Palpitazioni.
These symptoms may appear suddenly, often immediately after an emotionally or physically stressful event.
La sindrome si manifesta come un infarto, con sintomi quali dolore al petto o affanno improvviso.
In presenza della sindrome da crepacuore, il muscolo cardiaco pompa una minore quantità di sangue, diminuendo l'irrorazione a organi e tessuti del corpo e causando una serie di danni e conseguenze più o meno seri a seconda della situazione.
La sindrome del cuore infranto può portare ad abbassamenti di pressione al di sotto dei livelli accettabili, portando all’accumulo di liquidi nei polmoni e ad un battito irregolare.
Se non riesce a pompare il sangue normalmente, il corpo può subire problemi seri.
Quando rivolgersi subito al pronto soccorso
In presenza di queste manifestazioni, è importante andare subito al pronto soccorso perché i rischi sono molto elevati: la sindrome di Tako-Tsubo, infatti, non è benigna.
Se pensi che tu o una persona a te cara soffra di questa sindrome, consulta subito un medico perché, se ignorata, può portare a insufficienza cardiaca e a danni irreparabili al muscolo cardiaco stesso.
All’inizio capita che i medici lo affrontino come fosse un infarto, “ingannati” dai sintomi, ma se gli esami strumentali rivelano che le coronarie non sono intasate da un trombo, cambiano la terapia, applicando quella specifica del takotsubo.
Se il paziente ha subito recentemente un trauma deve ricordarsi di dirlo al personale medico, senza vergognarsi: si tratta, infatti, di un'informazione molto utile per la diagnosi.
Come viene diagnosticata
Per indagare la situazione si può ricorrere poi a esami specifici, come la coronarografia associata a ventricolografia, ecografia dei ventricoli del cuore, e l'ecocardiografia, che si avvale dell'impiego di ultrasuoni per visualizzare l'anatomia del cuore e la sua funzione.
La sindrome si associa ad alterazioni dell'elettrocardiogramma, ma al momento della coronarografia d'urgenza, eseguita nel sospetto di infarto miocardico, le coronarie risultano sorprendentemente normali, senza stenosi, cioè restringimenti.
Trattamento e tempi di recupero
Non esistono terapie specifiche e standardizzate per la sindrome di Tako-Tsubo.
La cura della sindrome di Tako-tsubo varia a seconda della gravità dei sintomi, ma l’approccio generale include farmaci e gestione dello stress.
In linea di massima, si possono impiegare i farmaci calmanti, che rilassano la persona e riducono il lavoro a carico del cuore, e/o i betabloccanti, che agiscono diminuendo l'eccitabilità, la frequenza e la forza di contrazione del cuore, regolando il battito cardiaco e il consumo di ossigeno.
Una volta fatta la diagnosi si inizia una terapia di supporto basata sulla somministrazione di farmaci beta-bloccanti, ACE-inibitori e anti-aggreganti.
Trattamento ospedaliero iniziale: la maggior parte dei pazienti viene trattata come se stesse avendo un infarto.
Sono controindicati invece i classici farmaci impiegati contro l'infarto, come l'adrenalina o i trombolitici, che sciolgono i trombi, non presenti nella sindrome di Tako-Tsubo, e che potrebbero solo peggiorare la situazione.
La maggior parte dei pazienti recupera completamente entro 4-8 settimane, con pochi o nessun danno cardiaco a lungo termine.
Per molte persone, questa sindrome non dura a lungo.
Superato lo shock iniziale causato dalla situazione stressante, i sintomi passano e tutto torna alla normalità.
La sindrome da crepacuore è una sindrome reversibile e in ogni caso va diminuendo dopo il primo mese di lutto.
Se si interviene tempestivamente e se non si somministrano trattamenti scorretti, la persona può riprendersi completamente e il suo cuore può non presentare alcuna cicatrice.
La sindrome di Takotsubo è pericolosa?
La sindrome di Takotsubo, nota come sindrome del cuore infranto oppure cardiomiopatia da stress, non è purtroppo una patologia benigna come ritenuto finora, ma può arrivare a tassi di mortalità simili a quelli dei pazienti ricoverati in ospedale per infarto, 5%.
“Oggi”, prosegue la cardiologa, “questo studio multicentrico approdato su NEJM chiarisce che, nonostante le disfunzioni microvascolare e miocardica, tipiche della sindrome da crepacuore, siano reversibili la prognosi per questi pazienti è simile a quella dei pazienti con infarto, cioè, con possibilità di shock cardiogeno, una condizione grave nella quale il cuore non pompa sufficiente sangue all’organismo, nel 12% dei casi e di morte nel 5% dei casi”.
In alcuni casi, takotsubo syndrome can have serious outcomes, such as cardiogenic shock, with a mortality rate in the acute phase ranging between 1% and 8.4% and 5%.
Alla luce di questo studio risulta senz’altro opportuno prestare molta attenzione alla gestione clinica di queste pazienti nella fase acuta della patologia e nel follow up, proprio perché i tassi di mortalità sono paragonabili a quelli dell’infarto.
“Dunque, la sindrome di takotsubo”, il cui meccanismo è stato chiarito dal team di ricercatori coordinati dal professor Crea, dando impulso al fiorire della ricerca in questo settore, “non è affatto una malattia benigna; pertanto devono essere perseguiti tutti gli sforzi atti a migliore la comprensione delle cause e a una più puntuale scelta terapeutica”, concludono gli autori Crea e Galiuto.
Cosa hanno mostrato gli studi
Ricercatori dell’Istituto di Cardiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico A. Gemelli di Roma hanno scoperto che la sindrome da crepacuore non è purtroppo una patologia benigna come ritenuto finora, ma può arrivare a tassi di mortalità simili a quelli dei pazienti ricoverati in ospedale per infarto, 5%.
Quello pubblicato sul NEJM è il primo studio internazionale sulla sindrome di takotsubo, International Takotsubo Registry Intertak, e ha coinvolto complessivamente 26 centri di 9 Paesi tra Europa e USA.
Sono stati studiati 1750 pazienti con sindrome di takotsubo.
L'obiettivo della ricerca è stato di caratterizzare clinicamente questi pazienti e comprenderne l'evoluzione clinica, nonché valutare i risultati della terapia oggi in uso.
“La raccolta dati”, chiarisce la cardiologa Galiuto, “è stata eseguita dagli specialisti del Dipartimento di Cardiologia dell’Università di Zurigo”.
“Le alterazioni del microcircolo coronarico hanno un ruolo fondamentale in molte malattie cardiovascolari ed in particolare, come da noi recentemente dimostrato, nella sindrome di takotsubo”, spiega il Prof. Crea.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Centri coinvolti | 26 centri di 9 Paesi tra Europa e USA |
| Pazienti studiati | 1750 |
| Rapporto donne-uomini | 9:1 |
| Lutto come stress emotivo | 30% dei casi |
| Intervento chirurgico come stress fisico | 36% |
| Shock cardiogeno | 12% dei casi |
| Morte | 5% dei casi |
| Recupero completo indicato | 4-8 settimane |
Il lutto e il rischio di morte
Il caso del fratello di Mango, morto durante la veglia funebre del cantante, ripropone la domanda: si può morire di “crepacuore”?
Sì. I sintomi e l’esito sono simili a quelli di un infarto, ma le origini del malessere sono diverse.
Il crepacuore per la perdita di una persona amata può colpire anche chi ha le coronarie ben pulite e ben funzionanti.
Presente quelle coppie di anziani coniugi che, morto uno, l’altro segue poco dopo?
Uno studio specifico è stato condotto dagli inglesi considerando oltre 114 mila persone di età 60-89 anni e seguendole per sette anni.
In questo tempo un terzo dei volontari, a parte quanti sono deceduti, è rimasto vedovo.
E qualcuno non ha retto il dolore della perdita morendo a sua volta entro i 30 giorni successivi al lutto.
In quel mese il rischio di morte era risultato doppio, nei coniugi superstiti, rispetto a quanti erano ancora in coppia.
Stress, prevenzione e salute del cuore
Lo stress è spesso definito la “malattia silenziosa” del nostro tempo.
Ci accompagna nella vita quotidiana, ci condiziona e, in alcuni casi, può persino mettere in pericolo il nostro cuore.
La World Heart Federation ha recentemente sottolineato l’importanza di condurre uno stile di vita sano per prevenire problemi cardiovascolari, evidenziando che lo stress è uno dei principali fattori di rischio.
Ridurre lo stress, quindi, non è solo un consiglio, ma una vera e propria strategia di prevenzione.
Esistono diverse strategie per ridurre lo stress che possono essere adottate quotidianamente.
- Tecniche come la meditazione, la mindfulness e la respirazione profonda aiutano a calmare la mente e ridurre la risposta fisiologica allo stress.
- Fare attività fisica regolare: una semplice passeggiata quotidiana può migliorare l’umore e ridurre i livelli di stress.
- Evitare stimolanti: ridurre l’assunzione di caffeina e alcol in situazioni stressanti.
- Chiedere aiuto: non sottovalutare il supporto di un terapeuta nei momenti difficili.
- Programmare momenti di relax: dedicare tempo alle proprie passioni e alle proprie relazioni.
L’importanza della salute mentale, poi, non deve essere sottovalutata.
Per prevenire le recidive, è fondamentale affrontare i fattori psicologici che possono contribuire allo stress cronico.
Infine, ci sono alcuni consigli pratici per mantenere il cuore in salute.
- Evitare fumo e alcol in eccesso.
- Seguire una dieta bilanciata ricca di frutta, verdura e grassi sani.
- Cercare di dormire almeno 7-8 ore per notte.
Non esistono cure specifiche per questa malattia, né è possibile prevedere se questa condizione potrà verificarsi in un paziente prima che si manifesti la sindrome di Tako-tsubo.
Tuttavia, è possibile monitorare costantemente il proprio livello di stress, cercando di agire preventivamente sul proprio organismo.