Campagna Cocci Grifoni: vino, territorio e ospitalità nel cuore del Piceno

Ci troviamo tra le dolci colline marchigiane, dove il mare Adriatico incontra i Monti Sibillini. E' qui che sorge la Tenuta Cocci Grifoni, un'azienda vinicola fondata negli anni '30 da Guido Cocci Grifoni.

Visitare la tenuta significa lasciarsi accogliere da un ritmo lento, avvolti da colline che calmano lo sguardo e dall’armonia di una campagna autentica, vissuta e rispettata.

La storia della Tenuta Cocci Grifoni

Pioniere lungimirante, Guido pose le prime vigne in quello che oggi sappiamo essere un territorio vocato alla viticoltura, ponendo le basi di una realtà che ancora oggi, a distanza di quasi un secolo, appartiene alla sua famiglia.

Fondata nel 1933 e guidata da quattro generazioni di donne - Diana, Marilena, Marta e Camilla - la Tenuta Cocci Grifoni è immersa in un paesaggio incontaminato nel sud delle Marche, dove la natura è padrona e accompagna ogni esperienza.

Non potevo non partire da Guido Cocci Grifoni per raccontare della nostra visita in questa splendida azienda marchigiana.

Purtroppo Guido non c’è più da dieci anni ma le tracce del suo lavoro, non solo nella sua azienda ma anche in tutte le Marche, sono ancora ben presenti.

Oggi rappresentato dalla quarta generazione della famiglia Cocci Grifoni che è declinata tutta al femminile.

Troviamo, infatti, ancora molto attiva mamma Diana che è la responsabile dell’accoglienza nella Dimora di Campagna e le due sorelle Marilena e Paola.

Marilena e Paola ci accolgono con il loro entusiasmo contagioso.

Un territorio tra Adriatico e Monti Sibillini

Oggi i vigneti si estendono su circa 60 ettari dei 100 totali aziendali, circondati da boschi e oliveti secolari.

Questo paesaggio incontaminato, caratterizzato da un clima mediterraneo con influenze montane, dona alle uve caratteristiche uniche che si traducono in vini di grande pregio.

Paola mi illustra l’incredibile varietà di terroir presenti in questo territorio che collega il mare Adriatico al Parco nazionale dei Monti Sibillini.

Diamo un ultimo sguardo a questo paesaggio dove le vigne trovano eroicamente spazio tra i bianchi calanchi che sembrano le ferite di una terra che ha conosciuto la forza del sacrificio e fasce boscate che testimoniano che, come è scritto nella presentazione di Tenuta Cocci Grifoni, “La natura non ci appartiene.

Vigneti Cocci Grifoni tra calanchi

Attraverso strade di campagna, polverose e ghiaiose, circondati dai vigneti e calanchi, si raggiunge il Relais Cocci Grifoni.

C’è una storia in ogni angolo.

Quella familiare nei nomi delle suite e nei dettagli silenziosi, quella della vita che scorre lungo i mattoncini di questo casolare del 1800 e su per i coppi del tetto.

I vitigni della campagna Cocci Grifoni

Tra i filari, sia varietà autoctone che internazionali.

In particolare il Pecorino, il Montepulciano e la Passerina che esprimono al meglio il carattere del territorio.

Poi Chardonnay, Merlot e Cabernet Sauvignon che, nonostante l'origine francese, qui nelle Marche si adattano perfettamente dando vita a vini molto interessanti.

Il Pecorino, simbolo della tenuta

L’eredità più importante che ci ha lasciato ha un nome ben preciso: Pecorino.

E quindi senza di lui probabilmente il Pecorino non avrebbe l’attuale notorietà e reputazione.

Il pecorino, un vitigno antico di cui si stavano perdendo le tracce.

Una pietra miliare delle nostre colline tornata alla luce grazie allo spirito d’avventura di Guido Cocci Grifoni.

Dopo aver innestato alcune piante, tra il 1984 e il 1990 Guido Cocci Grifoni porta avanti diverse sperimentazioni per vedere quale è il terreno più vocato, accorgendosi che il Pecorino predilige terreni collinari e freschi.

A oggi esiste ancora il primo vigneto di piante madri realizzato nel 1987 e ha un’esposizione a nord-ovest.

Le scelte di Guido sono audaci.

Per l’alta gradazione e l’elevata acidità, il Pecorino era visto da molti come migliorativo del Falerio - blend di vini bianchi - ma Guido ne propone una versione in purezza.

Quello che lui realizza è un prodotto intenso e autonomo.

Descritto come un bianco potente, opulento, caldo, dalle caratteristiche di un rosso, i cui profumi di frutta si elevano con il tempo, e sono equilibrati i gusti minerali.

Con appena 1800 bottiglie, il Pecorino fa il suo ingresso sul mercato nel 1990.

Nei dieci anni successivi, in cui la produzione commerciale fa capo esclusivamente a Tenuta Cocci Grifoni, e a seguito dei riscontri positivi, le peculiarità del vitigno iniziano a destare l’interesse anche di altre aziende invogliandole a intraprendere la produzione.

Il Pecorino è un modello di attenzione alla terra e rappresenta un patrimonio di tipicità di un terroir di fattori unici e irripetibili.

La sua riscoperta è il simbolo della tradizione e del sapore di un territorio da conoscere, condividere e rispettare.

Profilo e lavorazione del Pecorino

Ed oggi è un vino secco, intrepido, dall’acidità impattante, pieno e morbido.

Fruttato di pera matura, vira su note floreali di mughetto e ginestra per poi tornare al frutto.

Vendemmia manuale con selezione dei grappoli, dalla prima decade di settembre.

Raffreddamento delle uve fino a 5°C prima della pressatura.

Pecorino probabilmente ha a che fare con il fatto che le pecore, al pascolo nei tratturi, mangiavano volentieri le sue dolci bacche.

Il progetto del grande vino bianco del Piceno

Non va dimenticato, inoltre, come giustamente ci ha ricordato Marilena, figlia di Guido e oggi direttore generale dell’azienda, che suo padre aveva un’idea fissa, quella di creare un grande vino bianco nel Piceno.

E non era un sogno di poco conto se si considera che erano i primi anni ’70 e il Piceno era conosciuto esclusivamente per i suoi vini rossi di grande struttura.

Colle Vecchio e la degustazione delle vecchie annate

Colle Vecchio in verticale.

Degustare una bottiglia del passato è sempre un’esperienza unica: ogni vendemmia è irripetibile e questo ci avvicina di più alla natura profonda del vitigno, e quindi al legame vigna-uomo-mondo.

È probabile che in questa degustazione saremo guidati da curiosità e consapevolezza: i vini delle vecchie annate prima o poi finiranno e non le potremo bere più.

Ma ora siamo pronti per una speciale verticale di Colle Vecchio.

AnnataCaratteristiche
Colle Vecchio 2008Figlio di un’annata calda, stupisce per l’apertura su mela verde e camomilla fresca. La salinità spiccata rende il sorso piacevolissimo. L’acidità è bilanciata e allegra.
Colle Vecchio 2009L’apertura è su frutta matura a pasta gialla. I sentori di albicocca e mango sono sostenuti. Dopo un po’ che il vino è nel bicchiere svela un soffio pungente di menta.
Colle Vecchio 2011Teso e vibrante, racconta cedro e glicine. È il più sapido della batteria anche dopo aver degustato il 2012.
Colle Vecchio 2012Forse il più fruttato tra queste 4 annate. Apre su note calde di cotognata per distendersi su sensazioni di cedro candito fino a ricordi di gelée al mandarino.

Colle Vecchio 2008

Colle Vecchio 2008: figlio di un’annata calda, stupisce per l’apertura su mela verde e camomilla fresca.

La salinità spiccata rende il sorso piacevolissimo.

L’acidità è bilanciata e allegra.

In questa annata sono le erbe aromatiche a condurre la danza e l’ingresso di una nota decisa di rosmarino conclude il giro di valzer.

Colle Vecchio 2009

Colle Vecchio 2009: l’apertura è su frutta matura a pasta gialla.

I sentori di albicocca e mango sono sostenuti.

Sembra rimanere inchiodato sulla polpa di frutti estivi, ma la sorpresa arriva dopo un po’ che il vino è nel bicchiere svelando un soffio pungente di menta.

Ancora una ventina di minuti e torna ad arrotondarsi su note di anice prima e di mandorla poi, arrivando quasi al confetto.

Colle Vecchio 2011

Colle Vecchio 2011: rispetto al 2009 apre su note decisamente meno fruttate.

Teso e vibrante, racconta cedro e glicine.

Sin qui è il più sapido e resterà il più sapido della batteria anche dopo aver degustato il 2012.

In quest’annata dominano le note floreali che dal glicine diverranno mughetto per poi chiudere su affascinanti sentori di malva.

Colle Vecchio 2012

Colle Vecchio 2012: torna l’attacco fruttato.

Forse il più fruttato tra queste 4 annate.

Apre convinto su note calde di cotognata per distendersi su sensazioni di cedro candito fino a ricordi di gelée al mandarino.

Sostenibilità e agricoltura rispettosa

Fin dalle origini, la Tenuta Cocci Grifoni ha fatto della sostenibilità un suo valore fondante.

Oggi l’azienda è certificata SQNPI (Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata) e aderisce a pratiche agricole rispettose dell’ambiente, come la lotta integrata ai parassiti e l’utilizzo di soli concimi organici.

I loro vini biologici, che potete trovare anche nei punti vendita Gala, raccontano una storia familiare che attraversa le generazioni e custodisce la memoria delle colline picene.

Ogni calice racconta la trasparenza della filiera, l’onestà agricola, la scelta di un biologico coerente e consapevole.

La Terrazza Cocci Grifoni e le wine experience

Il punto d’incontro è la Terrazza Cocci Grifoni: uno spazio panoramico affacciato sui vigneti, dove il vino incontra il suo territorio.

Qui si può scegliere tra diverse esperienze, tutte pensate per rispecchiare le inclinazioni di chi arriva: degustazioni tecniche per wine lovers, aperitivi al tramonto per chi cerca momenti di bellezza e relax, cene degustazione abbinate a percorsi sensoriali curati nei minimi dettagli.

La degustazione continua... a casa vostra!

Ma il paesaggio da solo non sarebbe sufficiente a garantire la corretta accoglienza e le donne di Cocci Grifoni lo hanno capito perfettamente riuscendo a garantire una serie di attività e iniziative in azienda che vanno ben oltre le ‘semplici’ degustazioni.

Marilena racconta tutto questo mentre Paola mi illustra l’incredibile varietà di terroir presenti in questo territorio che collega il mare Adriatico al Parco nazionale dei Monti Sibillini.

Marilena ci ha subito colpito per la cura dei dettagli, non solo negli spazi dell’azienda, ma anche in quella cura verso l’ospite che per lei è sacro.

Ascoltando il suo amore per il territorio abbinato alla creatività nell’ideare wine experience originali, ho capito perché il successo di una azienda del vino oggi passa inevitabilmente da persone che vi si dedicano con abnegazione.

Da Marilena ho imparato a non dare mai nulla per scontato.

Paola, enologa dell’azienda, mi ha insegnato quanto sia importante continuare a studiare con serietà, per approfondire una preparazione anche quando pensi di essere già arrivato.

Paola non si stanca mai di raccontare in modo divulgativo il potere della sua terra.

Non è facile ripetere sempre le stesse cose, e farlo con la stessa gioia della prima volta.

Terrazza panoramica sui vigneti

Il Relais Cocci Grifoni

Nel centro di un bel niente

Piscina a sfioro, cantina, relax, natura, dormire, sostenibilità.

Wine Resort nel cuore del Piceno.

Il Relais Cocci Grifoni incarna la passione per l’ospitalità e il legame con la Terra.

Ogni esperienza, dal vino al cibo, dal relax alla scoperta, è concepita in armonia con la natura, regalando momenti autentici in perfetta sintonia con ciò che ti circonda.

Dove la bellezza è vigore

E il silenzio è di casa

Sentitevi a casa al Relais Cocci Grifoni.

La pensione, originariamente costruita nel 1933 dai nonni dei proprietari della cantina, è stata la cornice della famiglia Cocci Grifoni per quasi un secolo.

Ora, Marilena e Paola vogliono condividere il calore familiare e la bellezza incontaminata della tenuta con i loro ospiti.

Il wine resort offre due appartamenti per gli ospiti con cucine completamente attrezzate e un giardino comune che si collega alla piscina esterna riscaldata che si affaccia sullo splendido vigneto Messieri.

C’è una storia presente che è quella che ti invitiamo a scoprire.

Un giorno speciale trova spazio

Le opinioni degli ospiti

Un’oasi di pace con un panorama mozzafiato

Un wine resort rurale di grande classe, curato nei minimi dettagli da Marta, varie tipologie di stanze tutte con un panorama incredibile, le zone comuni sono molto gradevoli.

Anche l’offerta gastronomica e’ di grande attenzione ai prodotti del territorio e della tenuta stessa.

Un luogo dove tornare senza dubbio alcuno!

Tripadvisor - Roberta - Italia

Relax allo stato puro

Non c’è di meglio per rilassarsi in maniera assoluta, non posso che scrivere cose positive su questo luogo bellissimo, se cerchi il relax questo è il posto giusto stacchi completamente la spina e ti getti nel cibo e nel vino, con materie prime eccezionali, tutto viene gestito alla grande da questa famiglia che viene rappresentata da Marta sempre disponibile cortese e professionale.

Nulla da eccepire nella pulizia della camera.

Un luogo dove ritornerò sicuramente.

Tripadvisor - Antonio - Italia

Vacanza da sogno

Il Relais è un posto paradisiaco in cui tutto, ogni singolo dettaglio, è perfetto e curato.

Tutti gli ambienti sono curati e puliti, il silenzio e il paesaggio che lo circonda sono rigeneranti, lo staff e le deliziose proprietarie sono sempre disponibili, sul pezzo e danno un tocco in più al soggiorno.

Il cibo è molto buono, fatto in casa e con ingredienti del territorio.

Le vigne circondano il Relais e, plus per gli amanti del vino, è possibile fare una visita e la degustazione alla tenuta, che dista 2km dal Relais.

Booking - Rachele - Italia

Oasi di pace

Ein wunderschönes und gemütliches Resort.

Eine wahre Oase des Friedens und der Ruhe, die von einem wunderbaren Team von Frauen mit Leidenschaft geführt wird!

Ausgezeichnete Küche, verpassen Sie nicht die Verkostung ihrer Weine!

Booking - Ivana - Svizzera

Panorama e atmosfera

Sehr idyllische Lage mit fantastischer Aussicht.

Das Team ist sehr freundlich und immer bemüht für alle Anliegen eine Lösung zu finden.

Tolle Atmosphäre, das Tasting Diner im nahegelegenen Weingut ist sehr zu empfehlen.

Dafür kann keiner etwas aber es gibt leider viele Mücken, hier sollte man vorsorgen.

Booking - Ulrike - Germania

Un’esperienza tra vino, natura e memoria familiare

Non nego che ho provato una certa emozione a entrare in Contrada Messieri di Ripatransone, nel suggestivo entroterra di Ascoli Piceno.

Nel prepararmi a questo viaggio mi ero imbattuto in una foto del 1939 dove si vedeva un piccolo bambino attorniato dai genitori e da due fratelli di fronte a una casa, probabilmente il giorno della Comunione di una sorella.

Ero venuto alla Tenuta Cocci Grifoni una ventina di anni fa e avevo già percepito l’importanza di questa azienda ma questa volta ho avuto ulteriori conferme.

La storia familiare attraversa le generazioni e custodisce la memoria delle colline picene.

Il vino, il cibo, il paesaggio e l’ospitalità si incontrano in un luogo in cui la tradizione non è separata dalla ricerca e l’accoglienza nasce dal rapporto quotidiano con la terra.

Tenute del Garda: visita e degustazione alla cantina in Valtenesi

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