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Il documentario accompagna lo spettatore alla scoperta del magico mondo dei miceti, dai saprofiti che ripuliscono gli sversamenti di petrolio alle reti di funghi sotterranee che aiutano gli alberi a comunicare.

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Funghi nel sottobosco con rete miceliare

Sinossi e prospettiva del film

I funghi se ne fregano: sono un regno a parte.

Dopo esser stati considerati piante fino a metà Ottocento, i funghi oggi vengono identificati come un sistema, un regno, a parte.

E fanno parecchio parlare di loro, grazie alla recente scoperta di numerose proprietà mediche e non solo.

Alcune specie aiutano a curare la depressione.

Altre formano una rete sotterranea che permette agli alberi di comunicare.

Funghi fantastici inizia con delle suggestive riprese in time-lapse che ricreano la nascita e la morte, o meglio la trasformazione, dei funghi.

Né animale né vegetale, con oltre 1,5 milioni di varietà di cui circa ventimila producono forme e colori diversi, il fungo è tutt’oggi una frontiera della scienza ancora da scoprire.

Un regno ancora poco conosciuto

Il documentario presenta i funghi come organismi capaci di mettere in discussione le categorie tradizionali del mondo naturale.

La loro importanza non riguarda soltanto l’aspetto visibile dei corpi fruttiferi, ma anche le estese reti sotterranee e i processi che si svolgono nel suolo.

Questa materia, che immagazzina anche grandi quantità di carbonio nel sottosuolo e può aiutare le piante a sopravvivere alla siccità e all’inquinamento, viene utilizzata oggi per sviluppare alternative a pelli, plastiche, imballaggi e materiali da costruzione.

È infatti vero che esistono specie in grado di ripulire il suolo dalle tossine, assorbire gli oli nell’acqua e addirittura le radiazioni.

La sinossi presenta quindi i miceti sia come una frontiera della ricerca sia come una possibile risorsa per affrontare alcuni problemi ambientali e industriali.

Funghi, medicina e percezione della mente

Famosi in questo universo sono gli psilocybe et similia, i funghi capaci di alterare la mente.

Utilizzati dagli uomini come veicolo per mondi altri, alcuni funghi allucinogeni sono oggi considerati un’alternativa alla medicina classica e una gran parte del documentario è dedicata a quest’argomento.

In Funghi fantastici, Paul Stamets, celebre micologo autodidatta di Washington, descrive come ha scoperto le doti miracolose degli allucinogeni.

In gioventù ne aveva comprato un pacchetto, che consisteva in una decina di dosi.

E ogni dose va assunta singolarmente per fare “il viaggio” mentale alla scoperta di altre percezioni del quotidiano.

Stamets però, novello nel mondo delle droghe naturali, ingoiò l’intero sacchetto.

Nel documentario ci racconta con fierezza che, dopo essersi arrampicato su un albero durante un temporale e aver esperito l’universo, ne è sceso rinnovato e non più balbuziente.

Il racconto personale di Stamets costituisce uno dei momenti più caratteristici del film, che collega l’esperienza individuale alla ricerca sulle proprietà dei funghi.

Le informazioni sugli allucinogeni non costituiscono tuttavia un invito all’uso: il tema viene presentato nel contesto della storia personale del micologo e del dibattito sulle possibili applicazioni mediche.

Paul Stamets e le idee sulla funzione dei funghi

Funghi fantastici è anche una summa delle sue conferenze e dei suoi TED talk, in particolare quello del 2009, Six Ways Mushrooms Can Save the World, “Sei modi in cui i funghi possono salvare il mondo”.

Stamets è un ottimo oratore ed è la prova vivente che si può eccellere in una scienza senza passare necessariamente attraverso gli studi canonici.

Il film utilizza le sue spiegazioni per proporre una visione ampia dei miceti, che comprende la medicina, la mente, la comunicazione tra organismi, la protezione degli ecosistemi e lo sviluppo di nuovi materiali.

L’ipotesi sull’evoluzione dell’uomo

Un’altra affascinante teoria di Funghi fantastici è che l’uomo sapiens durante la sua evoluzione avrebbe cominciato a mangiare funghi allucinogeni in grande quantità.

Attraverso l’esperienza sinestetica che può offrire il viaggio con le psilocybe, avrebbe quindi sviluppato il suo cervello in modo diverso dagli altri animali.

La teoria collega dunque l’esperienza psichedelica alla storia evolutiva della specie umana e al modo in cui il cervello avrebbe potuto modificarsi nel tempo.

Si tratta di una delle ipotesi più audaci affrontate dal documentario, inserita in un insieme di riflessioni che spazia dalla biologia alla cultura e alla percezione.

Un film tra immagini artistiche e teorie scientifiche

Funghi fantastici è un ibrido tra uno splendido video artistico e un guazzabuglio teorico di assoluto interesse.

Le riprese in time-lapse ricreano la nascita e la morte, o meglio la trasformazione, dei funghi, trasformando i processi naturali in immagini di forte impatto visivo.

In generale la tesi del documentario è che i funghi, pur fregandosene di noi, potrebbero salvarci l’anima e il corpo.

Questa prospettiva unisce la dimensione poetica del film alle sue domande scientifiche e ambientali.

Il documentario non presenta però i funghi come una soluzione automatica a ogni crisi.

Non saranno i funghi a salvarci da morte certa.

La loro capacità di contribuire alla depurazione, alla sopravvivenza delle piante e alla produzione di materiali alternativi viene mostrata come una possibilità concreta, ma non come una garanzia assoluta.

Il lato pericoloso dei miceti

Eppure i funghi hanno sempre fatto paura all’uomo.

Alcune specie sono velenosissime, altre enormemente infestanti.

Il fascino per le loro proprietà benefiche convive quindi con la consapevolezza dei rischi associati ad alcune specie.

L’angoscia che ci procurano è stata di recente il soggetto della serie The Last of Us.

Nella serie della HBO, i sopravvissuti a una pandemia globale vivono in zone di quarantena controllate dal governo per evitare che un fungo parassita, il cordyceps, li trasformi in zombie.

Centinaia di studiosi di micologia sono stati subissati di chiamate e richieste per sapere se i funghi, in particolare il cordyceps, ci distruggeranno.

Anzi in realtà, a parte per chi ha visto la serie, c’è nell’aria un’aspettativa quasi irragionevole basata sulla speranzosa convinzione che i funghi ci salveranno.

Il film si colloca proprio in questa tensione tra paura e meraviglia: i funghi possono essere velenosi, infestanti o associati a scenari apocalittici, ma possono anche contribuire alla salute, all’equilibrio degli ecosistemi e alla ricerca di materiali alternativi.

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