Finocchi: distanza tra le piante e guida completa alla coltivazione

Coltivare i finocchi è una pratica molto diffusa nel Mediterraneo. Dal sapore dolce e aromatico, il finocchio appartiene alla famiglia delle Apiacee ed è parente di piante erbacee come il cumino, la carota e il sedano.

La distanza tra una pianta e l’altra è un fattore molto importante: non dobbiamo piantare finocchi troppo vicini perché andrebbero a competere per le risorse e per lo spazio, col risultato di ottenere ortaggi piccoli.

Qual è la distanza corretta per i finocchi?

Quando trapiantate i finocchi cercate di mantenere una distanza di 20-30 cm tra una pianta e l’altra e di 50-70 cm tra le file, poiché questo ortaggio richiede un certo spazio vitale per crescere bene.

Per metter a dimora le piantine di finocchio si tengono distanze di circa 30 cm lungo la fila, mentre tra le file si lasciano circa 40 cm.

Il sesto consigliato è di 25 cm sulle file e 40-60 cm tra le file. Nei terreni più fertili si disporranno i sesti più radi.

Tipo di distanzaMisura consigliata
Distanza sulla fila20-30 cm
Distanza tra le file40-70 cm
Distanza indicata per alcune varietà20 cm sulla fila e 50 cm tra le file

Le distanze d’impianto tra le file variano tra i 50 e i 70 centimetri. È opportuno non scendere sotto i 40 centimetri perché i successivi lavori di imbianchimento delle piante risulterebbero difficoltosi.

Sulla fila le piante vanno tenute distanti l’una dall’altra mediamente 20-25 centimetri.

Distanze inferiori penalizzano la loro crescita. In questo caso le piante tendono a diventare schiacciate e a non formare il grumolo bello tondo che tutti ricercano.

Schema distanza finocchi tra piante e file

Perché è importante non piantare i finocchi troppo vicini

Il finocchio richiede un certo spazio vitale per crescere bene. Le piante troppo ravvicinate competono per acqua, luce, nutrienti e spazio radicale.

Non dobbiamo piantare finocchi troppo vicini perché andrebbero a competere per le risorse e per lo spazio, col risultato di ottenere ortaggi piccoli.

Una distanza insufficiente può favorire la formazione di grumoli stretti, appiattiti o deformati. La nutrizione carente è la principale causa di finocchi stretti e appiattiti, le cosiddette “femmine”, ma anche una disposizione troppo fitta penalizza lo sviluppo.

Nei terreni più fertili si disporranno i sesti più radi.

Caratteristiche del finocchio

Il finocchio è una pianta erbacea della famiglia delle Apiaceae, conosciuta scientificamente come Foeniculum vulgare.

Originario dell'area del Mediterraneo, il finocchio si è diffuso rapidamente in tutto il mondo grazie alle sue molteplici applicazioni culinarie e proprietà benefiche per la salute.

È una specie biennale, nel senso che va a seme l’anno successivo a quello in cui la pianta è stata seminata, ma raramente assistiamo a questo fenomeno in quanto lo raccogliamo prima che accada.

Quello che noi mangiamo del finocchio è il “grumolo”, ovvero un insieme di foglie che si sovrappongono l’una all’altra e che nella parte basale assumono una consistenza croccante e spessa.

La parte commestibile del finocchio è il grumolo, vale a dire la base delle foglie.

Esistono molti tipi di finocchio: i più diffusi sono quello romanesco, più tondeggiante, e quello mantovano con una forma piatta e allungata, ma esiste anche il finocchio Diamante, Bianco di Firenze, di Chioggia, di Sicilia, ecc.

Il finocchio non si limita solo alla varietà comune che troviamo nei mercati. Esistono diverse varietà di finocchio, tra cui il finocchio selvatico, noto per il suo aroma più intenso e i suoi semi aromatici, utilizzati in molte cucine tradizionali per aromatizzare piatti e bevande.

Quando trapiantare i finocchi

Il finocchio è una pianta che non ama il caldo e la siccità, quindi è poco adatta a stare nell’orto in piena estate.

Alla luce di queste informazioni possiamo decidere di piantare i finocchi a inizio primavera, nella coltivazione primaverile, oppure a fine estate, nella coltivazione autunnale, in modo da evitare i mesi più caldi e anche il gelo eccessivo.

La coltivazione autunnale del finocchio è la più diffusa, visto che permette di sfruttare l’orto in un periodo in cui non sono moltissimi gli ortaggi disponibili.

Conviene piantare a partire dalla seconda metà di agosto o a settembre, in zone a clima mite o sotto tunnel anche ottobre.

Il finocchio di solito si pianta in estate, generalmente in agosto, per una produzione autunnale.

Trapianti dal: 25 luglio al 15 settembre.

Come abbiamo visto, il finocchio può essere coltivato in estate per donarci i suoi fusti saporiti in autunno o in settembre/ottobre per avere raccolti all’inizio dell’inverno.

All’atto della scelta della piantina da trapiantare, potrete scegliere la varietà più adatta al periodo, poiché esistono piante precoci, autunnali, invernali e tardivo-invernali.

Temperature ed esposizione

Il finocchio cresce bene se esposto alla luce diretta del sole e in un clima temperato, con temperature dai 7 ai 30°C.

Il finocchio ha condizioni di crescita ottimali tra 15-24°.

Al di sotto dei 4° si arresta lo sviluppo. Tollera le temperature prossime a 0°, con protezione di TNT.

Il finocchio non ama il caldo eccessivo e ha una discreta tolleranza al freddo.

Attenzione però perché teme sia le temperature troppo secche dell’estate, sia le gelate dell’inverno.

Per le coltivazioni autunnali e invernali è consigliabile proteggere le piantine con un tunnel di tessuto non tessuto, in modo da proteggerle dal gelo.

Per riparare le piante dai primi freddi si possono impiegare veli di tessuto non tessuto da collocare direttamente sulle piante in attesa della raccolta.

Nei trapianti primaverili di marzo, il finocchio si giova della protezione con TNT, appoggiato su archetti, fino a metà aprile.

Come scegliere le piantine

Una volta acquistate le piantine di finocchio, puoi procedere al trapianto.

Le piantine devono avere foglie verdi e altezza contenuta.

Se la piantina ha un ciuffo troppo alto probabilmente ha passato troppo tempo in vasetto e questo può aver portato sofferenza, meglio evitare.

Se riusciamo a osservare le radici è bene verificare che siano di colore bianco e non troppo aggrovigliate.

Le piante di finocchio nascono dai semi: possiamo decidere di seminare direttamente in campo, oppure di mettere i semi in vaschette da tenere al riparo e trapiantare poi a pianta formata.

Qui di seguito parleremo dei trapianti delle piantine, che presuppongono quindi semina in semenzaio oppure acquisto in vivaio.

Preparazione del terreno

Il finocchio si adatta a tutti i tipi di terreno, ma preferisce quelli sciolti o di medio impasto, ricchi di sostanza organica ed elementi nutritivi, ben drenati.

Il finocchio preferisce terreni ben drenati e ricchi di sostanza organica.

Il pH del suolo ideale si aggira tra 5.5 e 6.8.

Gradisce pH tra 6-7,5.

Il terreno più adatto per il finocchio è fertile e ben dotato di sostanza organica.

Idealmente servirebbe un suolo di medio impasto, ma con lavorazioni e concimazioni possiamo migliorare il nostro suolo e ottenere buoni risultati anche in terreni non perfetti.

Il finocchio non predilige terreni pesanti. Quindi, nel caso si abbiano terreni particolarmente compatti, si devono lavorare molto bene e renderli molto soffici.

Il terreno deve essere lavorato fino ai 30 cm di profondità e ben livellato.

Come preparare il terreno: il finocchio si coltiva in suoli tendenzialmente sciolti. La scelta migliore è quella di lavorare il terreno per almeno 20 cm, in questo modo favorirete lo sgrondo dell’acqua in eccesso, molto dannosa per la salute delle piante.

Prima del trapianto, è consigliabile arricchire il terreno con del compost maturo per migliorare la struttura e la fertilità del suolo.

Il terreno deve essere preparato con cura e assicurare il perfetto sgrondo dell’acqua.

Il finocchio può essere coltivato con un terriccio per ortaggi, a cui possiamo aggiungere della sabbia per aumentare il potere drenante.

Il terreno che deve ospitare la coltura di finocchio deve essere preparato con la massima cura.

In tutti i casi, ma soprattutto se si possiedono suoli umidi e tendenti alla compattezza, è opportuno eseguire il trapianto in aiuole sopraelevate 10-20 centimetri oppure effettuare la sistemazione ad arco, a porche, e poi attuare i trapianti sul loro colmo.

Concimazione prima del trapianto

Il finocchio richiede una generosa concimazione pre-trapianto.

La concimazione è un altro accorgimento preparatorio fondamentale, visto che i finocchi richiedono un terreno ricco e una buona presenza di azoto stimola la produzione vegetativa e anche l’ingrossarsi del grumolo.

Due o tre settimane prima del trapianto, si apporterà pollina e concime NPK ricco in azoto, ad esempio 3-1-1, o in alternativa letame maturo, pollina e agrogel.

Nel corso della coltivazione, si potrà intervenire nuovamente, dopo 1 mese, con borlanda e agrogel.

In caso di crescita stentata, apportare stallatico macerato, ripetendo in caso di necessità dopo 2 settimane.

Rispetto agli elementi nutritivi il finocchio è poco esigente, per cui non richiede concimazioni particolari dove il suolo ha già fertilità residua.

Se gli ortaggi che occupavano il terreno fino a poco tempo prima erano già stati concimati a dovere con compost o stallatico, adesso il finocchio può accontentarsi della fertilità residua.

Ma questo dipende anche dal tipo di coltura precedente e dalle caratteristiche del terreno.

Ad esempio, un terreno molto sciolto consuma più velocemente la sostanza organica. Quindi in questo caso una nuova aggiunta di stallatico risulta opportuna.

In genere è bene coltivare il finocchio dove c’è stata precedentemente una coltura abbondantemente letamata, in modo da evitare le concimazioni minerali e limitare l’accumulo nelle parti commestibili di sostanze dannose all’organismo, nitrati.

Se il terreno risulta molto povero si può arricchirlo con una concimazione minerale di azoto, fosforo e potassio all’atto della lavorazione del terreno.

Come trapiantare i finocchi rispettando le distanze

Una volta eseguito il trapianto, preferibilmente nelle ore più fresche, bisogna innaffiare ripetutamente per mantenere fresco il terreno in modo da impedire la salita a seme dovuta a stress idrici.

Si fanno delle buche nel terreno di dimensione un po’ più grandi della zolletta della piantina e si pone nella buca la piantina.

Scaviamo una buchetta in grado di ospitare il pane di terra e preleviamo con delicatezza la piantina, togliendola dalla vaschetta e trasferendola nella buca.

Copriamo bene con la terra e compattiamo premendo con le mani, in modo che il ciuffo del finocchio sia ben verticale e stabile e non restino spazi vuoti nel terreno.

Una prima abbondante bagnatura va fatta al momento del trapianto e poi bisogna per le prime settimane non scordarsi di bagnare ogni giorno.

In terreni poveri e dove si hanno temperature elevate concimare abbondantemente.

Semina, diradamento e distanza definitiva

Il finocchio si semina a righe. Tracciate un solco sul terreno profondo al massimo 1 cm e disponete al suo interno i semi.

Ricopriteli con la terra smossa e bagnate con cautela per evitare di smuovere la semente.

Se seminate più di una riga, mantenete almeno 50 cm di distanza tra una fila all’altra.

A temperature ottimali, tra i 24 °C e i 26 °C, il finocchio germoglierà all’incirca 10 giorni dopo la semina.

Il seme di finocchio germina solo se il terreno è costantemente umido, non zuppo.

Ciò significa che dopo l’irrigazione il suolo dovrà essere fresco al tatto ma, se stretto tra le dita delle mani, non dovrà gocciolare.

Per la buona riuscita della coltivazione, diradate le piantine di finocchio non appena raggiungono i 5 cm di altezza.

Eliminate le piante meno vigorose cercando di mantenerne una ogni 20 cm-30 cm circa.

Irrigazione dei finocchi

Il finocchio richiede irrigazioni molto frequenti, specialmente in piena estate, ma senza ristagni: il terreno dovrà asciugarsi appena in superficie, prima di un nuovo intervento.

Il finocchio è una pianta che vuole un suolo abbastanza umido, che non arrivi mai a essere asciutto, anche se teme il ristagno dell’acqua in eccesso.

La coltura va seguita con costanti ma contenute irrigazioni.

Far soffrire la siccità al finocchio significa, nelle prime fasi di sviluppo, impedire l’approfondimento dell’apparato radicale e, in seguito, bloccare la vegetazione con notevoli perdite di peso e volume dei grumoli.

Bisogna perciò irrigare in modo continuativo, specialmente nei periodi più caldi, senza esagerare però con le quantità d’acqua.

Le piantine di finocchio dovranno essere irrigate regolarmente per tutto agosto e parte di settembre.

Con l’arrivo dell’autunno le piogge di norma saranno sufficienti a sopperire alle necessità idriche.

Pertanto, l’abbassamento delle temperature renderà più lenta l’asciugatura del terreno, e anche l’erba crescerà meno.

In autunno si diraderanno gli interventi, ma con quantitativi maggiori.

Il terreno dovrà essere mantenuto fresco dalla fase di ingrossamento dei grumoli.

Si consiglia, per una migliore gestione e un risparmio idrico, l'impianto a goccia con manichetta forata magari gestito da un’elettrovalvola temporizzata da collegare al rubinetto.

Questo sistema consente di annaffiare a intervalli regolari e non bagna la vegetazione riducendo le problematiche fitosanitarie.

Evitare squilibri idrici. Innaffiare nelle ore più fresche preferibilmente al mattino.

Il sistema più adoperato per l’irrigazione del finocchio è quello per aspersione, a pioggia.

Sistemando il terreno a porche si può irrigare anche per scorrimento, infiltrazione laterale dentro solchi, prestando però molta attenzione perché un’eccessiva umidità nella zona del colletto potrebbe favorire il diffondersi di dannosi marciumi.

Diserbo, pacciamatura e sarchiatura

Una volta trapiantato, cercate di mantenere il terreno pulito dalle infestanti, delle quali il finocchio teme la concorrenza.

Il terreno intorno alle giovani piantine deve essere tenuto sotto controllo, evitando che le erbe infestanti competano con la nostra coltura: possiamo decidere di pacciamare, volendo.

Applica uno strato di pacciame intorno alle piante per conservare l’umidità del suolo e ridurre la crescita delle erbacce.

Le cure di coltivazione consistono soprattutto nel tenere pulite le aiuole dalle piante infestanti.

Questo lavoro si può eseguire a mezzo di leggere zappature e/o estirpature superficiali, aiutandosi con le mani, se necessario, per non scalzare le piante e rovinare i grumoli in via di formazione che sono delicati e sensibili agli urti.

La sarchiatura periodica tra le file è un intervento da effettuare con la zappa, per eliminare le malerbe, arieggiare il terreno e mantenere l’umidità.

L’operazione si effettua ogni 15 giorni e si sospende quando le piante sono ben sviluppate.

Cimatura al trapianto

Nel periodo estivo, le piantine si avvantaggiano della cimatura della parte finale delle foglie, con le forbici, a 10-12 cm di lunghezza.

Rincalzatura e imbianchimento

Rincalzare può risultare utile per favorire l’ingrossamento del grumolo.

Si tratta di un lavoro molto semplice, che consiste nello spostare terra alla base del finocchio.

Benchè sia un’operazione tradizionale tra le più pubblicizzate, non è una pratica fondamentale nella coltivazione del finocchio, perché le varietà moderne non ne necessitano per l’imbianchimento.

Offre il vantaggio di arieggiare il terreno e di salvaguardare parzialmente l’integrità dei grumoli in occasione di piccole gelate, utile qualora non fossero riparati con TNT.

Da specificare che non è indispensabile rincalzare, in determinate condizioni di terreno bagnato riportare terra può anche favorire patologie.

L’imbianchimento consente di migliorare sia la qualità che l’aspetto dei grumoli, rendendoli completamente bianchi.

Si esegue rincalzando le piante, cosa che risulta più facile in suoli tendenzialmente sciolti.

L’imbianchimento va eseguito circa quindici giorni prima della raccolta, con grumoli quasi completamente formati, oppure effettuando più rincalzature, 3-4, da quando i grumoli cominciano ad ingrossarsi.

Il terreno deve essere accostato alle piante e coprire buona parte del grumolo.

Le varietà moderne non ne necessitano per l’imbianchimento e alcune varietà producono un grumolo bianco anche senza esercitare questa pratica.

Consociazioni e rotazioni

Il finocchio può essere consociato con molte specie, in particolare con le Cucurbitaceae, zucca e zucchine, che grazie alle loro foglie, di notevoli dimensioni, assicurano al finocchio un ambiente di crescita ideale.

Consociazioni positive sono quelle del finocchio con i porri o con le cicorie e le indivie, mentre è meglio evitare la vicinanza coi cavoli e con le rape.

Negli orti autunnali è bello vedere i finocchi accanto ad altre verdure di questa stagione: ad esempio porro, endivia, radicchio.

Quando si realizzano i trapianti estivi di tutte queste verdure si può scegliere di alternarle a file, per un effetto di biodiversità e anche di una certa bellezza.

Bisogna evitare di mettere questa specie nello stesso terreno che ha ospitato altre ombrellifere, come carote o sedano.

È buona norma non mettere a dimora il finocchio nelle stesse aiuole dove è stato coltivato precedentemente e non ripeterlo dopo piante che appartengono alla sua stessa famiglia botanica, come carota, sedano e prezzemolo.

La rotazione consiste nel variare nel tempo gli ortaggi presenti sullo stesso terreno ed è molto utile a vari scopi, soprattutto quello di ridurre la probabilità di malattie fungine tipiche della famiglia.

Pertanto, è utile ricordare di evitare la coltivazione del finocchio dove almeno nell’anno precedente, meglio se si considerano anche due anni, ci sono stati finocchi, carote e sedani.

Considerando che i finocchi autunnali si piantano in agosto, prima del finocchio possiamo coltivare piselli, zucchine, insalate varie, o anche patate, insomma, tutto ciò che viene pronto prima di agosto.

Malattie e parassiti

Fortunatamente il finocchio non è una pianta tanto danneggiata da malattie e insetti vari o, almeno, rispetto ad altri ortaggi più delicati da questo punto di vista.

Per prevenire le malattie fungine, è bene fare attenzione a non lasciare ristagni d’acqua e a non eccedere con le irrigazioni.

Una patologia possibile sui finocchi è la sclerotinia.

Essa è causata da un fungo che forma una muffa feltrosa bianca sul grumolo o sulle foglie.

Si tratta di una tipica malattia fungina che attacca il finocchio e le altre apiacee.

La si nota per la comparsa, sul grumolo, di una massa cotonosa biancastra con dentro dei puntini neri che sono corpiccioli del fungo.

La malattia più dannosa che colpisce il finocchio è indubbiamente la sclerotinia, causata dal fungo Sclerotinia sclerotiorum, in quanto danneggia irrimediabilmente il grumolo della pianta.

La parte aggredita dal fungo marcisce e si ricopre di un feltro di colore bianco candido.

Le piante colpite vanno estirpate e allontanate dall’orto per evitare che nel terreno rimangano gli organi di conservazione del fungo.

I provvedimenti da adottare per contenere le infezioni di sclerotinia sono essenzialmente di carattere preventivo.

Per prevenirla bisogna irrigare bagnando solo il terreno alla base delle piante e non il fogliame, e praticare le rotazioni colturali.

Su terreni che hanno manifestato questo problema vale la pena distribuire un prodotto a base di Trichoderma, fungo antagonista di vari patogeni fungini, che ha l’effetto, per così dire, di ripulire il terreno.

In certe annate, lumache e limacce sono numerosissime e si arrampicano fino in cima agli ortaggi, mangiandoli insaziabilmente.

È opportuno tenere d’occhio eventuali infestazioni di afidi, lumache e bruchi.

Possiamo prevenire la Peronospora e la Xanthomonas effettuando dei trattamenti a base di rame circa 4 settimane prima del raccolto, in modo da rispettare i tempi di carenza.

Prima dell’uso di agrofarmaci su piante edibili verificate sempre i tempi di carenza, cioè il periodo in cui non possiamo mangiare i frutti, indicati sulle confezioni.

Raccolta dei finocchi

Il finocchio è pronto per la raccolta quando i grumoli, cioè la parte bianca e bulbosa alla base della pianta, hanno raggiunto una dimensione di circa 8-10 cm di diametro.

Quando il grumolo è ben formato e delle dimensioni di una pallina da tennis, si può iniziare la raccolta.

I finocchi vanno raccolti da settembre in poi, quando i grumoli sono compatti e hanno raggiunto delle buone dimensioni.

I tempi di maturazione: per sapere approssimativamente quando saranno pronti i finocchi, basterà aggiungere alla data di trapianto i giorni del ciclo della varietà, indicati nelle confezioni delle piantine.

Le situazioni di stress potrebbero far posticipare la maturazione.

La raccolta si esegue quando i finocchi hanno raggiunto le dimensioni ottimali della varietà; in ogni caso il grumolo deve essere ben formato e compatto.

Se i grumoli vengono raccolti prima, il prodotto risulterà più fibroso e meno pregevole.

La raccolta negli orti familiari va eseguita scalarmente ma è necessario effettuarla con molta sollecitudine perché una volta che i grumoli hanno raggiunto le massime dimensioni possono deformarsi ed iniziare a formare gli scapi fiorali.

Usa un coltello affilato per tagliare il grumolo alla base, appena sopra la superficie del terreno.

La raccolta si esegue scalzando le piante con una vanga e ponendo attenzione a non danneggiare i grumoli che sono sensibili alle ammaccature.

Subito dopo la raccolta si tolgono ai finocchi le due foglie più esterne, soprattutto se si presentano guaste o avariate, si taglia a filo la grossa radice e si mozzano i piccioli asportando così gran parte delle foglie.

I grumoli dopo accurato lavaggio sono pronti per il consumo.

Conservazione

Il finocchio si mantiene in frigorifero a 3-5° per 5-10 giorni.

Coltivare i finocchi in vaso

Il finocchio può essere coltivato con successo anche in vaso, offrendo un’opzione perfetta per chi dispone di spazi limitati, come balconi o terrazze.

Per coltivare il finocchio in vaso, scegli contenitori abbastanza grandi e profondi da permettere alle radici di espandersi.

Un vaso con un diametro di almeno 30 cm e una profondità di 30-40 cm è ideale.

Usa un terriccio di qualità, preferibilmente miscelato con perlite o sabbia per migliorare il drenaggio.

Posiziona il vaso in una zona che riceva molta luce solare diretta.

Utilizza un fertilizzante liquido ogni 3-4 settimane per fornire nutrienti extra alle piante.

La raccolta del finocchio coltivato in vaso avviene nello stesso modo di quello in orto.

Quando i grumoli raggiungono la dimensione desiderata, tagliali alla base con un coltello affilato.

Caratteristiche nutrizionali e uso in cucina

Il finocchio è un ortaggio ricco di sali minerali e povero di calorie, molto adatto ad essere consumato in insalata mista o in pinzimonio, ma anche cotto al vapore o lessato.

Il finocchio è un alimento a basso contenuto calorico, con circa 31 calorie per 100 grammi.

Il finocchio è un ingrediente versatile che si presta a molte preparazioni culinarie.

Può essere consumato crudo in insalate, cotto al forno o usato come base per zuppe e stufati.

Crudo: taglia il finocchio a fette sottili e aggiungilo a insalate fresche con arance, olive e un filo d’olio d’oliva.

Finocchi coltivati nell’orto pronti raccolta

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