Fair play negli atleti: significato, traduzione e valore nello sport

Il fair play, letteralmente “gioco leale”, non è soltanto la traduzione italiana di “gioco corretto”. È un principio che riguarda il rispetto delle regole, degli avversari, degli arbitri, dei tifosi e dello sport stesso.

L’articolo si pone l’obiettivo di esplorare le potenzialità formative e tras-formative dello sport, inteso come pratica umana che, anche in virtù della sua transculturalità, è in grado di promuovere un’educazione alla cittadinanza e di sviluppare competenze civiche e sociali.

Che cosa significa fair play

Quando pratichiamo sport siamo sempre in competizione con altre squadre o altri giocatori singoli. Per far si che la gara riesca al meglio bisogna rispettare le regole proprie della disciplina ( quindi regole scritte), ma bisogna essere anche rispettosi nei confronti dell’avversario anche se non ci sono regole che lo impongono.

Quest’ultimo è in grado di rendere una partita bella da vedere, con un clima di lealtà e senza episodi di violenza o disumanità sgradevoli.

Il fair play, che letteralmente significa “gioco leale”, ha radici profonde come la collaborazione, la dedizione e l’osservanza delle regole.

“Il fair play è molto di più della semplice traduzione in italiano di “gioco corretto”. È proprio uno stile di vita che deve essere insegnato a livello culturale e che deve essere portato avanti come valore giorno per giorno, oggi più che mai.

Il fair play è una delle cose più importanti dello sport perché ci insegna a rispettare le norme, gli avversari e tutto ciò che fai.

“Il fair play è la prima cosa da dover essere rispettata in qualsiasi sport praticato sia a livello dilettantistico che professionistico, o anche solo per hobby, per dare un vero modello di riferimento ai più piccoli.

Fair play, rispetto e convivenza civile

“ll rispetto degli altri è la base della convivenza civile - scrive in messaggio il Sindaco metropolitano Dario Nardella - Si parla di fair play soprattutto nello sport come atteggiamento corretto nei confronti degli avversari. Correttezza e buona educazione, tanto quanto la pazienza, sono le virtù dei forti.

“Lo sport è motore di crescita e portatore di valori sani - sottolinea Armentano - determinanti per lo sviluppo dei giovani. Vincere una competizione con le proprie forze e la più bella dimostrazione che possa avere un atleta. Fair play è sapersi mettere in gioco rispettando sempre gli altri, con spirito di servizio e altruismo.

“Praticare uno sport non deve fondarsi sull’idea del successo bensì sull’idea di dare il meglio di sé nel rispetto degli altri.

“Se dovessi definire in poche parole il concetto di fair play direi che per me significa in primo luogo accettare con dignità la vittoria e la sconfitta. E poi, ancora: rifiutare il razzismo e la violenza.

Il fair play rappresenta la calma e la correttezza anche nei momenti più difficili e delicati. È quello che ci insegna a non esaltarci nelle vittorie e a non abbatterci nelle sconfitte. Una lezione di vita che ci educa a gestire noi stessi e il rapporto con gli altri.

Lo sport come educazione alla cittadinanza

Lo sport è il solo che abbia il potere di unire abbattendo le barriere. Di etnia, sesso, lingua cultura e religione.

Il fair play è l’essenza dello sport e si fonda sul rispetto di sé stessi e degli altri.

Se vuoi avere tutto dallo sport devi prima dargli tutto. Se vuoi avere rispetto devi prima rispettare.

Lo stretto rapporto tra sport e pace affonda le radici nella cultura greca e in particolare nell’organizzazione delle Olimpiadi antiche, dove l’inizio e la fine delle gare rappresentavano la delimitazione temporale della cosiddetta tregua olimpica (ἐκεχερία).

Quest’ultima comportava la sospensione delle azioni belliche e di ogni tipo di contrasto pubblico e privato, allo scopo di tutelare in special modo gli atleti e gli spettatori e di creare un clima di festa e di condivisione.

Lo sport può quindi diventare uno spazio di incontro tra persone diverse, nel quale la competizione non elimina la collaborazione e nel quale il risultato non cancella la dignità degli avversari.

Atleti che si stringono la mano

Il progetto Fair Play per un tifo sano

E’ stato presentato venerdì 29 aprile nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi da Nicola Armentano, consigliere della Città Metropolitana delegato allo Sport, e Domenico La Penta (Coni) con Giovanpaolo Innocenti (Azzurri Italia), Gianni Taccetti (Veterani dello Sport) e l’Ussi, l’innovativo progetto ‘Fair Play’ per la correttezza nel gioco e l’educazione a un tifo sano.

Nell’occasione, in rappresentanza di quanti hanno aderito all’iniziativa, sono intervenuti in presenza un nutrito gruppo di atleti delle diverse discipline sportive (Manuel Pasqual, Vincenzo Luciani, Aleksandra Cotti, Simone Favaro, Svetlana Korytova, Giovanna Volterrani).

La società vincitrice riceverà un premio in denaro per ristrutturare l’impianto in termini di sostenibilità ambientale.

Il fair play è stato stilato dal Panathlon International.

Le testimonianze degli atleti

Vincenzo Luciani

Nato a Firenze il 14 dicembre 1994 è stato allievo di Aldo Vigiani, storico tecnico del Tiro delle Cascine e della Nazionale, e compagno di Niccolò Campriani. A 10 anni il tricolore Giovanissimi, nel 2013 l’oro europeo nella carabina. Atleta delle FF.OO.

“Il fair play è l’essenza dello sport e si fonda sul rispetto di sé stessi e degli altri.

Manuel Pasqual

Nato a San Donà di Piave (VE) il 13 marzo 1982 ha percorso tutte le tappe di una brillante carriera nella quale svettano 11 stagioni con la maglia della Fiorentina e altrettante presenze in Nazionale.

“Praticare uno sport non deve fondarsi sull’idea del successo bensì sull’idea di dare il meglio di sé nel rispetto degli altri.

Aleksandra Cotti

Nata a San Giovanni in Persiceto (BO) il 13 dicembre 1988 ha iniziato col basket per passare alla pallanuoto, come sua sorella. Vanta un ricco palmarès: 3 scudetti con la Fiorentina WP, l’argento olimpico a Rio 2016, un oro e un bronzo europei.

“Avere rispetto nello sport è avere rispetto dello sport. Se vuoi avere tutto dallo sport devi prima dargli tutto. Se vuoi avere rispetto devi prima rispettare.

Simone Favaro

Nato a Treviso il 7 novembre 1988, a 20 anni ha esordito con la Nazionale maggiore, l’anno dopo ha partecipato alla Coppa del mondo di rugby a 7, e nel 2016 in Inghilterra alla Coppa di rugby a 15.

“Lo sport è il solo che abbia il potere di unire abbattendo le barriere. Di etnia, sesso, lingua cultura e religione.

Svetlana Korytova

Nata il 24 marzo 1968 a Ivanovo (Russia) è stata una delle top giocatrici della pallavolo. Con la sua Nazionale ha collezionato due medaglie olimpiche: oro a Seul 1988 e argento a Barcellona 4 anni dopo. È stata anche campionessa mondiale 1990 e d’Europa 1989 e 1991.

“Il fair play rappresenta la calma e la correttezza anche nei momenti più difficili e delicati. È quello che ci insegna a non esaltarci nelle vittorie e a non abbatterci nelle sconfitte. Una lezione di vita che ci educa a gestire noi stessi e il rapporto con gli altri.

Giovanna Volterrani

Nata il 31 gennaio 1968 a Pisa ha iniziato con la pallamano a 11 anni. Ala destra, a 15 giocava già in serie A a Borgo San Lorenzo. Professionista dall’87 ha vinto un titolo italiano juniores e una Coppa Italia, e vanta 61 presenze in Nazionale.

“Se dovessi definire in poche parole il concetto di fair play direi che per me significa in primo luogo accettare con dignità la vittoria e la sconfitta. E poi, ancora: rifiutare il razzismo e la violenza.

Alessandra Sensini

Nato a Cellino Attanasio (TE) il 25 giugno 1946 ha iniziato col baseball a 8 anni. Ha giocato e allenato a vari livelli; attualmente è tecnico delle giovanili. In carriera ha collezionato 3 titoli da giocatore, 3 da allenatore e 3 Coppe dei campioni.

“Il fair play è molto di più della semplice traduzione in italiano di “gioco corretto”. È proprio uno stile di vita che deve essere insegnato a livello culturale e che deve essere portato avanti come valore giorno per giorno, oggi più che mai.

Altri protagonisti dello sport

Nato a Firenze il 9 maggio 1986, a 12 anni ha esordito col Nuoto Club Firenze per passare sei anni dopo alla Rari Nantes Florentia. Di professione avvocato ha vinto l’argento nella 4×100 stile libero ai Giochi paralimpici di Tokyo 2020/21 stabilendo il nuovo record europeo.

Nato a Poggibonsi (SI) il 29 ottobre 1993, a 16 anni vinse gli Europei jrs a cronometro, dal 2013 è professionista. Vanta 4 vittorie, fra cui il Giro delle Fiandre 2019 e una tappa al Giro d’Italia 2021.

Nato a Firenze il 10 maggio 1997, a soli 3 mesi il suo primo contatto con una piscina. Prima del nuoto aveva praticato il calcio.

Nato a Bagno a Ripoli (FI) il 27 giugno 2000, nel 2006 l’esordio alla Sancat Firenze “perché mio fratello già giocava e volevo essere come lui”. Ha indossato finora le maglie del Piacenza Basket in serie B e della Scaligera Verona in A/2.

Nato a Bagno a Ripoli (FI) il 19 maggio 2003, contagiato dalla passione del padre inizia a vincere con le minimoto nel 2017; l’anno dopo passa alle ruote alte conquistando il Trofeo Yamaha 125 Cup.

Fair play e comportamento durante la gara

Ho sempre pensato che il fair play sia il raggiungimento di un obiettivo, cioè la vittoria nel rispetto delle regole dell’avversario, degli arbitri e dei tifosi.

Il fair play è una delle cose più importanti dello sport perché ci insegna a rispettare le norme, gli avversari e tutto ciò che fai.

Il fair play comprende la collaborazione, la dedizione e l’osservanza delle regole, ma anche la capacità di riconoscere il valore dell’avversario.

Accettare con dignità la vittoria e la sconfitta significa comprendere che il risultato è una parte della competizione, non la misura assoluta della persona.

Rifiutare il razzismo e la violenza significa proteggere lo sport come luogo di confronto, partecipazione e crescita.

Video commoventi, gesti di correttezza e #rispetto nello sport - Momenti motivazionali sul Fair Play

Fair play e responsabilità collettiva

La correttezza nel gioco non dipende esclusivamente dagli atleti. Anche arbitri, allenatori, dirigenti, tifosi, società sportive e mezzi di comunicazione contribuiscono alla costruzione di un ambiente rispettoso.

L’educazione a un tifo sano rappresenta una componente essenziale del progetto, perché il comportamento del pubblico può influenzare il clima della gara e il modo in cui gli atleti vivono la competizione.

Il rispetto degli altri è la base della convivenza civile.

Lo sport, in questa prospettiva, non si limita a promuovere il successo agonistico, ma sviluppa competenze civiche e sociali e insegna a gestire noi stessi e il rapporto con gli altri.

Il fair play oltre la traduzione letterale

La traduzione italiana più immediata di fair play è “gioco leale” o “gioco corretto”. Tuttavia, il significato dell’espressione è più ampio.

EspressioneSignificato
Fair playGioco leale
Gioco correttoRispetto delle regole e degli avversari
Stile di vitaValore portato avanti giorno per giorno
Tifo sanoPartecipazione rispettosa e senza violenza

Il fair play rappresenta la calma e la correttezza anche nei momenti più difficili e delicati.

È quello che ci insegna a non esaltarci nelle vittorie e a non abbatterci nelle sconfitte.

“Lo sport è motore di crescita e portatore di valori sani - sottolinea Armentano - determinanti per lo sviluppo dei giovani.

Vincere una competizione con le proprie forze e la più bella dimostrazione che possa avere un atleta.

Fair play è sapersi mettere in gioco rispettando sempre gli altri, con spirito di servizio e altruismo.

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