Contrada Porcini a Colleferro: storia, urbanistica e tradizione del fungo porcino

La contrada Porcini, o contrada del Porcino, rappresenta una delle articolazioni storiche più importanti dell’abitato medievale. L’ordine progressivo delle contrade segue quello che veniva usato nel Tardo Medioevo nelle scritture comunali.

Quindi alla contrada di San Gregorio fa seguito la “contrata Porcini”: contrada del Porcino o Porcini. La contrada Porcini era ed è la più popolosa, tanto che nel Medioevo, quando venivano costituiti alcuni organismi comunali, si sceglievano due cittadini per ciascuna contrada e tre per la contrada Porcini.

Contrada medievale di Colleferro

La contrada Porcini nelle scritture medievali

La denominazione della contrada compare nella forma latina “contrata Porcini” e nella forma italiana “contrada del Porcino o Porcini”. Il riferimento appartiene alla successione delle contrade riportata nelle scritture comunali del Tardo Medioevo, nelle quali l’ordine progressivo aveva un valore preciso per l’organizzazione dell’abitato e della comunità.

La contrada Porcini era ed è la più popolosa, tanto che nel Medioevo, quando venivano costituiti alcuni organismi comunali, si sceglievano due cittadini per ciascuna contrada e tre per la contrada Porcini.

ElementoDescrizione
Denominazione storica“contrata Porcini”
Forma italianacontrada del Porcino o Porcini
Posizione nella sequenzaDopo la contrada di San Gregorio
Caratteristica demograficaLa più popolosa
Rappresentanza medievaleTre cittadini scelti per gli organismi comunali

Case-torri, portici e testimonianze architettoniche

Nella contrada vanno ricordate le tracce di alcune case-torri, la più alta delle quali si affaccia sullo “Spiazzo Trojo”, e di un portico medievale sulla via Gramsci realizzato con il riuso di colonne d’epoca classica.

Le case-torri costituiscono una delle testimonianze più significative dell’assetto edilizio medievale della contrada. La più alta si affaccia sullo “Spiazzo Trojo”, mentre lungo via Gramsci è ancora ricordato un portico medievale realizzato con il riuso di colonne d’epoca classica.

Portico medievale con colonne classiche

Il riuso di elementi architettonici di epoca classica inseriti in una struttura medievale documenta la trasformazione nel tempo degli edifici e degli spazi urbani. Le colonne, provenienti da un contesto precedente, furono integrate nel portico della contrada, diventando parte della fisionomia storica di via Gramsci.

Orti urbani e abitazioni a schiera

Il terreno che digrada verso la rupe era occupato nel Medioevo da un buon numero di orti urbani - come anche nella successiva contrada di Sant’Angelo - alternati da alcuni “casalini”, sostituiti più tardi da piccole abitazioni a schiera.

Questo assetto mostra come la contrada non fosse composta soltanto da abitazioni e strutture di difesa o rappresentanza. Gli orti urbani occupavano infatti il terreno in pendio verso la rupe e si alternavano ai “casalini”, piccoli appezzamenti o spazi edificabili che in seguito furono sostituiti da abitazioni a schiera.

La presenza degli orti nella contrada Porcini, così come nella successiva contrada di Sant’Angelo, collegava strettamente la vita urbana alle attività agricole e alla gestione quotidiana delle risorse. La progressiva sostituzione dei “casalini” con piccole abitazioni a schiera segnala invece l’evoluzione dell’insediamento e l’aumento delle esigenze abitative.

Il nome Porcini e la tradizione del fungo

Accanto alla storia della contrada, il nome Porcini richiama una tradizione gastronomica e culturale legata al fungo porcino. La Sagra del Fungo Porcino di Colle di Fuori nasce come celebrazione di un'importante risorsa economica e culturale del territorio.

Negli anni 50, 60,70 la raccolta dei funghi rappresentava un'attività fondamentale per le famiglie di Colle di Fuori e dei dintorni. I porcini, infatti, non erano solo un alimento prelibato, ma anche una fonte di sostentamento economico, poiché venivano venduti nei mercati locali e delle città vicine.

Una tradizione tramandata e amata, di generazione in generazione, insieme alla cura del territorio, alla genuinità dei prodotti del luogo e alla bontà delle ricette di una volta.

L’appuntamento si fonde saldamente con la tradizione agricola della comunità stessa, dunque, che solo fino a pochi anni fa si reggeva quasi unicamente su questa attività.

Raccolta di funghi porcini nei boschi

La Sagra del Fungo Porcino di Colle di Fuori

La 31esima Sagra del Fungo Porcino si terrà a Colle di Fuori dal 5 al 7 e dal 12 al 14 settembre.

Nel cuore del Parco dei Castelli Romani, gli stand saranno sempre aperti a pranzo e cena. La manifestazione si svolge all'interno di un'area attrezzata dove saranno allestiti circa 2000 posti a sedere.

Gli spazi sono organizzati in modo da offrire un'esperienza piacevole e accogliente a tutti i partecipanti, con ampie tavolate sotto l’ombra dei castagneti.

La kermesse organizzata dall’Associazione Pietro Pericoli offre degustazioni, momenti conviviali, balli in piazza con musica dal vivo animeranno la piccola località nei due weekend di settembre: 5-6, 7 e 12-13, 14.

La Sagra del Fungo Porcino non è solo un evento gastronomico, ma una vera e propria festa popolare - continua Angelo Libasti - che coinvolge visitatori di tutte le età.

Il programma e le attività della manifestazione

Il programma della manifestazione prevede una serie di eventi collaterali, tra cui spettacoli musicali, percorsi naturalistici e mostre.

Particolare attenzione è riservata ai più giovani, con attività e spazi pensati appositamente per loro. Le persone adulte, invece, potranno rivivere le tradizioni di un tempo attraverso la degustazione dei piatti tipici e la partecipazione agli eventi culturali.

Durante i sei giorni della manifestazione la scelta culinaria sarà molto vasta e diversificata grazie alla presenza di quattro ristoranti locali con chef esclusivi che si alterneranno nella preparazione di gustosi e succulenti piatti a base di Fungi Porcini.

ZTL TV - La tradizionale Sagra del Fungo Porcino a Colle di Fuori

Le specialità a base di fungo porcino

Tra le specialità proposte: le fettuccine, gli gnocchi, i cellitti, la polenta, i risotti e le pappardelle “fatte in casa”.

Non mancheranno anche i secondi piatti: bistecche e tagliate, straccetti, polpette, scaloppine e arrosticini accompagnati da Fungi Porcini arrosto alla brace e fritti.

E ancora pizza, bruschette e supplì.

Ogni piatto è pensato per esaltare al meglio il “Re del Bosco”, che da sempre è considerato un ingrediente nobile, capace di arricchire anche le preparazioni più semplici.

  • Fettuccine ai funghi porcini
  • Gnocchi
  • Cellitti
  • Polenta
  • Risotti
  • Pappardelle “fatte in casa”
  • Bistecche e tagliate
  • Straccetti
  • Polpette
  • Scaloppine
  • Arrosticini
  • Funghi porcini arrosto alla brace e fritti
  • Pizza
  • Bruschette
  • Supplì

Vini locali e prodotti tipici

Ad accompagnare ogni sapore, la presenza di vini locali Doc di importanti aziende laziali, come la Cantina Federici di Zagarolo, Cantina Silvestri di Albano e la Cantina Nati di San Cesareo.

Il Lazio, infatti, vanta una lunga tradizione vitivinicola, e la sagra rappresenta un'ottima occasione per scoprire alcune delle migliori etichette della regione.

All'esterno del Casolare vengono allestiti degli stand dove è possibile acquistare prodotti tipici come, ad esempio, barattoli di marmellata di castagne, crema di funghi, cesti di vimini colmi di funghi porcini.

In uno degli stand vi è una mostra dove si possono testare le caratteristiche organolettiche dei funghi.

CategoriaProdotti o proposte
Primi piattiFettuccine, gnocchi, cellitti, polenta, risotti e pappardelle “fatte in casa”
Secondi piattiBistecche e tagliate, straccetti, polpette, scaloppine e arrosticini
Contorni e accompagnamentiFunghi porcini arrosto alla brace e fritti, pizza, bruschette e supplì
Prodotti tipiciMarmellata di castagne, crema di funghi e cesti di vimini colmi di funghi porcini
Vini locali DocCantina Federici di Zagarolo, Cantina Silvestri di Albano e Cantina Nati di San Cesareo

Le origini della sagra

Fu proprio per valorizzare questa risorsa e per mantenere viva la tradizione che l'Associazione Pietro Pericoli decise di organizzare la prima edizione della sagra.

Da allora, l'evento si è evoluto, mantenendo però intatti i valori originari di rispetto per il territorio e promozione della cultura locale.

Trent’anni dopo, la sagra ha assunto una rilevanza tale da essere un punto di riferimento non solo per gli appassionati di funghi, ma anche per chi cerca un’esperienza autentica, in cui la cultura locale e il buon cibo si fondono in un’unica, indimenticabile festa.

Per celebrare questa importante ricorrenza, gli organizzatori hanno pensato a un programma ricco di eventi, che onora la tradizione senza però dimenticare di guardare al futuro.

Quest’anno - racconta Angelo Libasti - la kermesse giunge alla sua 31esima edizione, un traguardo che sancisce non solo la longevità dell’evento, ma anche la passione e la dedizione con cui gli abitanti del paese hanno saputo valorizzare uno dei prodotti più pregiati del loro territorio: il “Re del Bosco” ovvero il Fungo Porcino.

Il legame con il territorio e il Parco dei Castelli Romani

La presidente dell’associazione Eleonora Libasti ha dichiarato: “La nostra associazione nel proporre la degustazione di un prodotto nei Boschi del Parco Regionale dei Castelli Romani, vuole ricordare il nostro passato con una serie di iniziative culturali.

Il programma della Sagra, pertanto, sarà all’insegna dei sapori profumati e decisi del porcino, nonché di tanto divertimento conviviale, in un clima di festa e condivisione.

Il nostro orgoglio e cavallo di battaglia è il Re del Bosco - il Fungo Porcino - verrà servito per soddisfare le esigenze di visitatori sempre più numerosi e di esperti sempre più esigenti, gli chef di quattro ristoranti della zona cucineranno con passione e professionalità per garantire la qualità e la bontà di ciascun piatto”.

La manifestazione unisce quindi degustazione, memoria agricola, valorizzazione dei prodotti locali, attività culturali e partecipazione popolare. La contrada Porcini, con le sue tracce medievali, le case-torri, il portico di via Gramsci, gli orti urbani e le abitazioni a schiera, appartiene a una storia urbana distinta ma collegata al più ampio immaginario territoriale costruito intorno al fungo porcino e alle tradizioni delle comunità locali.

tags: #contrada #localita #porcino #colleferro