Zuppa di cavolo verde: ricette, ingredienti e preparazioni semplici

Portate in tavola tutto il gusto della natura con la Zuppa di cavolo cappuccio, una sfiziosa ricetta da proporre in tutte le occasioni.

La Zuppa di cavolo cappuccio è un piatto semplice nella preparazione, anche abbastanza veloce, che si cucina senza tanta fatica, quando gli amici inattesi bussano alla porta e i bambini non vi lasciano troppo tempo per stare ai fornelli.

La Zuppa di cavolo cappuccio è un mix vincente di aromi, profumi e sapori che conquisteranno il palato di grandi e piccini.

Inoltre, se è vero che presentare in tavola uno sfizioso piatto vegetariano significa arricchire di effetti speciali qualsiasi pasto, con il minimo sforzo conquisterete tutti!

E per finire, non scordiamo le proprietà salutari delle verdure. Allora, cosa aspettate?

Vellutata di cavolfiore verde

La vellutata di cavolfiore verde è un primo piatto perfetto per l’inverno , quando fuori fa freddo e abbiamo bisogno di una pietanza calda per riscaldarci.

E’ un piatto sano e leggero, ideale anche per chi è a dieta in quanto è saziante e contiene poche calorie, basta tenere a bada il condimento.

La vellutata di cavolfiore verde è riuscita a conquistare le mie papille gustative che non riescono a mandarlo giù.

Ultimamente sto cercando di portarlo in tavola, realizzando ricette con l’aggiunta di ingredienti che attutiscono quel suo odore.

Ho reso questo piatto saporito , grazie agli ingredienti utilizzati, senza trascurare l’aspetto estetico.

Qualche crostino di pane, un pò di erbetta cipollina fresca ed una manciata di lamelle di mandorle, rendono il più semplice piatto, un piatto raffinato.

Da non sottovalutare i benefici che apportano alla nostra salute un bel piatto di vellutata di cavolfiore verde!

E’ un ottimo antiinfiammatorio, contrasta l’ipertensione, è depurativo, aiuta il nostro sistema immunitario.

Vellutata di cavolfiore verde

Ingredienti per la vellutata di cavolfiore

Il peso del cavolfiore e delle patate indicati è al netto degli scarti.

IngredienteQuantità
cavolfiore400 g
cipollotto fresco1
patate200 g
grana grattugiato3 cucchiai
lamelle di mandorle40 g
saleq.b.
olio EVOq.b.
pepe biancoq.b.
erba cipollina frescaq.b.
crostini di paneq.b.

Preparazione della vellutata di cavolfiore

Prepariamoci tutte le verdure, iniziando a pulire il cavolfiore togliendo gli scarti e le parti dure.

Tagliamo il cavolfiore a piccoli pezzi.

Sbucciamo le patate e le tagliamo a cubetti.

Prendiamo il cipollotto fresco e lo tagliamo ad anelletti

Mettiamo una padella sul fuoco e versiamo un pò di olio EVO , versiamo il cipollotto e lasciamo dorare a fuoco dolce per un minuto.

Aggiungiamo i cubetti di patate e lasciamo insaporire.

Mettiamo anche il cavolfiore a pezzi ed aggiungiamo due bicchieri di acqua, lasciando cuocere a fuoco moderato.

Spegnete quando vi accorgete che il cavolfiore è cotto: Se durante la cottura si asciuga, ma non è cotto abbastanza , aggiungete un pò di acqua tiepida.

A fine cottura deve rimanere un pò di liquido al fondo, serve per poi frullare il cavolfiore.

Mettiamo il cavolfiore nel frullatore per ridurlo a crema, dopo averlo frullato, rimettiamolo in padella accendiamo il fuoco e aggiungiamo sale, pepe bianco e il grana grattugiato.

Mescoliamo e teniamo sul fuoco giusto un minuto.

Versiamo la vellutata di cavolfiore verde nel piatto e aggiungiamo un pò di erba cipollina, dei crostini di pane e le lamelle di mandorle.. Buon appetito!!

Zuppa di cavolo verza gratinata

Una ricetta che nasce povera ma presenta tutto il gusto e la raffinatezza delle cose buone.

La zuppa di cavolo verza è un piatto unico che rivela la sua bontà sotto due strati di pane, formaggio e verdura.

Un modo gustoso e piuttosto facile di preparare una zuppa di verza gratinata al forno che è un vero conforto per il palato.

Ingredienti e passaggi

  1. Iniziate la preparazione della zuppa di cavolo verza facendo scaldare in un largo tegame un paio di cucchiai d'olio.
  2. Fatevi dorare uno spicchio d'aglio e poi eliminatelo.
  3. Insaporitevi il cavolo verza tagliato a listarelle, aggiungete il sale e una macinata di pepe e dopo 2-3 minuri versate nel recipiente un litro di brodo vegetale ben caldo.
  4. In una padella antiaderente fate rosolare la pancetta tagliata e quando è diventata trasparente trasferitela su carta da cucina assorbente, perché perda l'unto in eccesso.
  5. Distribuite sulle fette metà della pancetta, del cavolo verza cotto, e della fontina a fettine.
  6. Distribuite su queste ultime il resto degli ingredienti e irrorate il tutto con il brodo vegetale nel quale avete cotto la verdura.
  7. Passate in forno forno caldo a 180° e fate gratinate per 20 minuti.

Minestrone con foglie e gambi di cavoli

Spesso in passato , mi hanno detto che preparavo ricette difficili da rifare.

Da qualche tempo, complici nuovi ritmi ed esigenze familiari, non è più così.

L’autrice ci suggerisce di utilizzare il cavolfiore che abbiamo in frigo per qualche giorno o anche surgelato.

Per i ceci vanno bene anche quelli in scatola.

Le verdure in foglia posso essere quelle a disposizione.

In una pentola capiente scaldate l’olio a fuoco medio-basso.

Aggiustate di sale, pepe e pepe di Caienna .

Unite il cavolfiore e cuocete per altri 30 secondi circa.

Aggiungete il succo di limone e condite con un filo di olio .

Versate l’acqua in una pentola capiente.

Lo scorso lunedì mattina, dopo una nottata di pioggia torrenziale e un po’ dopo aver premuto il tasto “pubblica” sull’articolo settimanale del blog, sono uscita a comprare qualcosa da mangiare per Urano, il mio cane, e per vedere se riuscivo anche a fargli fare due passi tra una pioggia e l’altra.

E insomma, è andata a finire che a casa non ci sono tornata fino alle 5 del pomeriggio.

Quando ho provato a uscire dal paese mi sono resa conto che la strada era diventata tutt’uno con i torrenti che le passavano sotto, formando un fiume d’acqua che si stava portando via di tutto.

Quando finalmente la pioggia ha dato tregua, qualcuno (grazie Roberto!) mi ha aiutata a trovare un sentiero secondario passando su un ponticello non ancora sommerso per tornare verso casa mia; quando ho scollinato mi sono ritrovata davanti un paesaggio meno familiare del solito, ridisegnato dalla piena del fiume Ombrone, che ormai scorreva almeno 10 metri più alto del normale, appena sotto l’arco del piccolo ponte che porta verso casa mia.

Diretta conseguenza di questa situazione sono state 36 ore senza corrente elettrica e acqua.

Quando mi ritrovo in queste situazioni, e da quando vivo in campagna mi è successo più di una volta, capita sempre che all’inizio provi una particolare sensazione di pace e benessere.

Un po’ perchè, nonostante tutto, la mia casa è ancora lì ad accogliermi mentre fuori c’è il delirio, un po’ perchè questa privazione di tecnologia lascia spazio all’essenziale, regalando anche una certa pace.

Ci si rende conto di quanto casino faccia la corrente elettrica e tutto ciò che ad essa è collegato solo quando non c’è e al suo posto c’è il silenzio vero, senza nessun ronzio di modem o di frigorifero o rumore di autoclave che pompa acqua nei rubinetti o aspirapolvere dei vicini.

Ecco, la sera dopo ne avevo già abbastanza però.

Va bene il silenzio, ma il frigo pieno di cibo che andava a male, il non potermi lavare e i piatti sporchi accumulati nel lavandino iniziavano a dare fastidio.

L’ultimo sacchetto di more raccolte a settembre si è irrimediabilmente scongelato, e non solo quello…credo che mangerò pesto di foglie di ravanello per tutta la settimana!

Il fatto però di dover centellinare l’acqua per due giorni anche solo per lavarsi la faccia, per sciacquare qualcosa, per pulire il water con la bacinella ma solo dopo aver fatto pipì 4 o 5 volte ti fa sentire parecchio la differenza quando poi tutto torna alla normalità.

Aprire il rubinetto fino in alto mi pare uno spreco inutile, come buttare dell’acqua quasi pulita invece di usarla per insaponare e lavare qualcos’altro o farla scorrere mentre mi insapono velocemente le mani.

E credetemi, io normalmente ci sto attenta a non usare più acqua del necessario.

Insomma, questo tipo di situazioni possono essere utili a ricordarci quanto siano preziose le risorse che abbiamo a disposizione, anche quelle più basiche, come l’acqua o un tetto sulla testa, per quanto modesto o malmesso.

E che tante delle cose che siamo abituati a buttare via magari le potremmo utilizzare al meglio.

Come con i broccoli!

Buone le cime, ma con foglie e gambo che ci facciamo?

Le mettiamo nel minestrone, chiaro!

E non è neanche il solo modo di utilizzarli…se poi abbiamo anche un bel cavolo romanesco e una verza appena colti, una bella zucca e un po’ di patate, ecco che esce un minestrone abbondante e buonissimo, cuore e cime dei cavoli li potremo usare per qualcos’altro.

Ingredienti

  • le foglie e i gambi di 4 piccoli broccoli
  • le foglie di due cavoli romaneschi
  • le 4 foglie più esterne di una grossa verza
  • 4 patate medie
  • un pezzo di zucca, più o meno lo stesso peso delle patate
  • una manciata di foglie di sedano
  • una carota
  • una cipolla
  • un gambo di sedano
  • sale
  • olio e.v.d’oliva

Per prima cosa dedicatevi a staccare le foglie dai cavoli e pulirle: lavatele, eliminate le coste centrali più dure e tagliatele a pezzettoni.

Le cime dei broccoli e i cuori dei cavoli le cucinerete come vi pare in un altro momento.

Pelate le patate, sciacquatele e tagliatele a cubetti non troppo piccoli.

Sbucciate anche la zucca (io uso il pelapatate), eliminate i semi e tagliatela a cubetti come le patate.

Tritate finemente la carota, il gambo di sedano e la cipolla e fateli appassire con un pizzico di sale in olio caldo a fiamma bassa, in una grossa pentola con il coperchio.

Aggiungete poi la zucca, le patate e le foglie dei cavoli, unendo anche una manciata di foglie di sedano tritate grossolanamente (col resto delle foglie ho preparato la mia salsa per insalata preferita, che trovate qui).

Aggiungete acqua fino a coprire gli ortaggi e portate a bollore (se il giorno prima dovete lessare o cuocere a vapore delle verdure, conservate l’acqua, potrete usarla in questa ricetta).

Il tempo di cottura è di circa 20 minuti, o comunque il minestrone è pronto quando sono cotte le patate.

10 minuti prima della fine della cottura unite i gambi dei broccoli e se volete anche qualche cimetta che magari si è staccata tagliando via i gambi.

Per pulire i gambi eliminate semplicemente la parte esterna più coriacea con un coltello, come se sbucciaste una mela, poi tagliateli e tocchettini prima di unirli al resto.

Una volta cotto, lasciate freddare un po’ il minestrone nei piatti e aggiungete un filo d’olio a crudo.

Io ho aggiunto anche un mazzetto di cicoria selvatica, raccolta quella mattina.

Spesso i cavoli romaneschi e i broccoli vengono puliti dalle foglie prima di essere messi in vendita, soprattutto nei supermercati, ma se trovate un buon produttore diretto quasi sicuramente ne lascerà un po'.

Male che vada potete utilizzare comunque i gambi dei broccoli e le foglie esterne della verza e aggiungere al posto delle altre foglie un po’ di bietola o di cicoria.

🥣 ZUPPA DI CAVOLO NERO E FAGIOLI: RUSTICA, GENUINA E PERFETTA PER SCALDARE LE GIORNATE FREDDE!

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