Migliori dessert e dolci a Radovljica: cioccolato, miele e tradizioni dell’Alta Carniola

Quest’oggi andiamo alla scoperta di un piccolo borgo nel cuore della Slovenia nord-occidentale. Ai piedi della Alpi Giulie ed a pochi chilometri dalle rive del lago di Bled, nasce un borgo che conquista chi viene in vista per il suo mix perfetto di storia, tradizioni e sapori.

Siamo a Radovljica, nella regione dell’Alta Carniola, nella valle in cui si incontrano i fiumi Sava Dolinka e Sava Bohinjka. Qui il panorama è spettacolare grazie alle montagne che circondano questo borgo. Il centro storico è perfettamente conservato: le antiche facciate colorate ed un’atmosfera rilassata rendono Radovlijca una delle destinazioni più affascinanti di tutta la Slovenia.

Il legame, poi, con le due simboli della dolcezza sono un connubio perfetto per venire qui. Tra api e cioccolato qui abbiamo una tradizione che negli anni ha reso il borgo una meta unica nel panorama alpino.

Perché Radovljica è chiamata la città dolce

Chiamano Radovljica la città dolce o la Dolce Radol’ca, sarà perché qui è protagonista una delle delizie che nessuno, o quasi, riesce a trattenersi dal mettere sotto i denti?

Se la storia è il volto più antico di Radovljica, è la dolcezza la sua anima più vera. Questo borgo è infatti conosciuto come la capitale slovena per l’apicoltura e del cioccolato, due tradizioni che vivono insieme armoniosamente e che hanno contribuito a costruire la sua fama internazionale.

La Slovenia è uno dei paesi di tutta l’Europa con la più grande cultura apistica, e proprio qui ospita il celebre Museo dell’Apicoltura che è dedicato ad una delle figure più importanti della storia dell’apicoltura moderna. Si tratta di Anton Janša, che nacque proprio in questa terra ed è considerato uno dei pionieri mondiali dell’allevamento delle api.

Il museo, infatti, racconta l’evoluzione di questa antica pratica utilizzando arnie decorate, strumenti tradizionali e le caratteristiche tavolette dipinte. Passeggiando nel borgo è molto facile imbattersi in piccoli negozi che propongono miele artigianale, prodotti derivati dalla propoli, cosmetici naturali e degustazioni dedicate alle diverse varietà di miele locale.

Radovljica è, però, anche sinonimo di cioccolato. Infatti ogni anno il borgo ospita uno dei più importanti festival del cioccolato della Slovenia. Questo richiama migliaia di visitatori da tutto il paese ed anche dall’estero.

Durante l’evento le vie medievali si trasformano in un percorso goloso tra praline, tavolette, dolci artigianali e creazioni realizzate dai migliori maestri cioccolatieri sloveni. Tra le specialità ci sono i tradizionali cuori di cioccolato, diventati un vero e proprio simbolo della città. Il connubio tra miele e cioccolato si ritrova, poi, anche nelle ricette locali.

Festival del cioccolato a Radovljica

Il centro storico dove gustare i dolci

Radovljica è una città medievale posta su una altura che domina la valle segnata dal fiume Sava nella regione statistica dell’Alta Carniola.

Le origini di Radovljica risalgono infatti al Medioevo, quando un primo nucleo abitato sorse sulle rovine di un precedente insediamento romano; secondo alcuni documenti, nel 1169 Radovljica era un ricco borgo commerciale posto al centro di una importante regione mineraria e boschiva.

Lo sviluppo del centro storico cominciò nel XIII secolo ma venne interrotto dal terribile terremoto del 1511 che distrusse quasi completamente la città.

Le prime testimonianze di un insediamento in queste terre risalgono al XIII secolo, quando Radovljica iniziò a svilupparsi per via della sua posizione strategica lungo le principali vie commerciali che mettevano in collegamento l’Europa centrale ed il Mar Adriatico.

Con il passare dei secoli la cittadina prosperò sotto il controllo degli Asburgo, diventando un importante centro mercantile ed artigianale.

Il cuore di questo borgo è la suggestiva Linhartov trg, una delle piazze medievali meglio conservate di tutto il territorio sloveno.

Una via, la via principale, la Linhartov trg, che inizia stretta, stretta e poi diventa una piazza sulla quale si affacciano gli edifici storici.

Da un lato ci sono quelli del potere e della borghesia baciati sempre dal sole, dall’altro le botteghe artigianali che vedono il sole solo un po’ al mattino e sono tutte larghe nove metri con due usci, quello dell’attività e quello dell’abitazione.

Posizionata su un terrazzamento, Linhartov Trg non appare esattamente come una “piazza” ma piuttosto come un lungo e largo viale attorno al quale sorgono edifici risalenti al periodo che va dal XVI al XVIII secolo, molti dei quali decorati.

Il cuore storico offre così l’ambiente ideale per alternare una passeggiata culturale a una sosta in cioccolateria, in pasticceria o nei locali dove il miele e il cioccolato diventano ingredienti centrali.

Le architetture da vedere lungo Linhartov trg

  • Radovljica_Linhartov Trg: è annoverato tra i centri storici più belli della Slovenia.

  • Radovljica_ Šivčeva Hiša (Casa Šivec): è un bellissimo esempio di architettura borghese tardogotica slovena.

  • Radovljica_Špenkova Hiša: nel corso del XVI e XVII questa casa di origine medievale venne ampliata.

  • Radovljica_Lectarjeva Hiša (Casa Lectar): il primo laboratorio di produzione del pane e candele al miele venne aperto proprio in questa casa nel 1766.

  • Nel 1822 i proprietari decisero di aprirvi anche una trattoria.

  • Radovljica_Benedičičeva Hiša (a sinistra): questo edificio è decorato con due affreschi.

  • Radovljica_Rojstna Hiša Antona Tomaža Linharta: è la casa natale di Anton Tomaž Linhart (1756-1795), noto soprattutto per essere stato il primo autore di commedie in lingua slovena.

La via porta il nome dell’illustre cittadino Anton Tomaž Linhart, nato proprio qui, a Radovljica.

L’edificio originale andò bruciato nel 1835; quello che è visibile oggi venne (ri)costruito successivamente.

Proprio di fronte si trova Spomenik Josipini Hočevar, la fontana realizzata nel 1908 e dedicata a Josipina Hočevar, benefattrice nata a Radovljica nel 1824.

In cima alla fontana si trova la statua di uno scolaretto appoggiato a un medaglione con l’immagine della donna.

Lo scolaro ricorda come Josipina Hočevar si dedicò ad aiutare gli insegnanti e i bambini meno fortunati ad andare a scuola e donò fondi per la costruzione dell’acquedotto cittadino.

Passeggiando lungo la Linhartov trg, dove campeggiano il monumento e la fontana dedicati a Josipina Hočevar e il monumento a Cene Auguštin, è citato Cristoforo Colombo, il primo europeo che ebbe modo di conoscere le fave di cacao.

Il cioccolato a Radovljica: storia e degustazioni

Al 100% di cacao o al latte chi non ama follemente il cioccolato?

I capitoli della lunga storia che inizia 3500 anni fa nel nuovo continente, sono raccontati da una guida che non è Willy Wonka, ma come il protagonista de La fabbrica di cioccolato indossa un particolare cappello, sostituito di volta in volta da nuovi e di fattura diversa in base ai luoghi e ai capitoli della narrazione.

I Maya furono i primi a coltivare le piante.

Secondo una leggenda azteca i semi di Theobroma cacao furono donati dal dio Quetzalcoatl il quale insegnò alla popolazione a coltivare le piante e a trasformare le fave nella deliziosa bevanda.

Il “cibo degli dei”, dona straordinari benefici all’uomo, li elenca un’antropologa figlia di un farmacista che ha ereditato la collezione del padre conservata negli spazi del Museo della Farmacia e dell’Alchimia.

La profonda conoscitrice della storia dei Maya e degli Aztechi guida gli ospiti e li esorta a superare la prova del drago.

La prova è fondamentale e propedeutica alla rivelazione della divinità, una volta che il dio concede la sua benevolenza, si riceve il messaggio lanciando una fava di cacao su una tavola sulla quale sono ritratte delle immagini associate a un animale svelando l’arcano.

Un momento divertente, intrecciato a quello in cui sono elencati gli effetti benefici del cioccolato e del cacao.

Se avete visto il film Chocolat ricorderete Juliette Binoche nei panni di Vianne Rocher, la quale come se fosse una maga lavorava le fave di cacao in così tanti modi, abbinandole ad altrettanti ingredienti da riuscire a curare i mali dell’anima dei cittadini di Lansquenet-sur-Tannes.

Le due prelibatezze in realtà non hanno nulla di magico.

Il panorama con la cioccolata Gorenjka

Lasciato il museo ci si reca, restando vicinissimi alla piazza, su una piattaforma protesa verso la valle dalla quale se guardi a nord est godi della vista del Triglav, la “montagna sacra” degli sloveni, mentre se volgi lo sguardo a nord ovest si stagliano verso il cielo i monti delle Karavanke.

Mentre si gode di questo splendido panorama si gusta, finalmente, uno scacchetto, o più d’uno, della barretta di cioccolato al latte Gorenjka: la prima fabbrica di cioccolato slovena.

Radovljica_Panorama: posizionata sulla cima di un colle, dalla cittadina si gode di una vista spettacolare sulle Alpi Giulie e il Triglav, il monte più alto della Slovenia (2.864 metri).

Panorama del Triglav da Radovljica

La storia della fabbrica Gorenjka

Nel 2022 è stato celebrato il centenario dalla nascita della fabbrica di cioccolata.

Tutto ebbe inizio nel 1922 nella casa di Dobril a Lesce, a pochi chilometri da Radolvljica.

L’azienda fu avviata da Adolf Zavrtanik, uno sloveno di Trieste.

Nel 1928 la famiglia Zavrtanik costruì lo stabilimento, con le prime macchine moderne.

Si producevano all’epoca, ogni anno, circa 15 tonnellate di cioccolato e prodotti a base di cioccolato.

La qualità dei cioccolatini era tale da divenire presto famosi.

Tra i clienti abituali ve ne erano anche di illustri.

I membri della famiglia reale Karadjordjević, si fermavano spesso a Lesce quando andavano a soggiornare a Bled.

Gorenjka nasce nel 1948, resta la dicitura di fabbrica di cioccolato a Lesce.

Continua la tradizione della produzione di cioccolato.

Nonostante gli stabilimenti siano stati spostati in un’altra città, resta nei cuori dei cittadini questa “dolce” azienda.

Sarà perché qualcuno ci ha pure lavorato fino agli anni ‘80.

Sapete? Qui non sono mica arrivati gli Umpa Lumpa a gestirla!

Mentre la guida ci racconta queste vicende tira fuori dalla borsa un altro copricapo.

È la versione moderna, quasi identica a quello dell’immagine della fanciulla ritratta sulla confezione di cioccolata Gorenjka.

Dalla bevanda americana alla tavoletta al latte

Certo è che di passi da gigante ne sono stati fatti da quando Montezuma fece assaggiare la mitica bevanda a Hernán Cortes, il quale, dopo averne apprezzate le qualità, iniziò a mandare i primi sacchi di cacao alla corte spagnola.

Quello che avvenne a Vevey, una cittadina svizzera del Canton Vaud, con protagonisti, Daniel Peter e Henri Nestlé merita un monumento.

I due geni, unendo le forze e le esperienze, partendo dall’idea di Peter, crearono la prima tavoletta di cioccolato al latte.

Aggiungendo al cacao in polvere il latte in polvere, misero a punto la mitica ricetta che i golosi di tutto il mondo non finiranno mai di ringraziare i due pionieri, perché hanno deliziato milioni e milioni di palati e le loro papille fungiformi.

Le esperienze dolci più particolari

La bevanda originale nella Sala Barocca

Come la Merveilleuse Angélique, la cioccolataia, del lungometraggio Angelica alla corte del re, ricevuta dal sovrano di Francia a una festa, siamo invitati a varcare il portone dell’antico maniero di Radolvjica che oggi ha una facciata che ricorda più un palazzo signorile che un castello.

Seduti su comodi ed eleganti divanetti situati al centro del salone delle feste del maniero: la Sala Barocca.

Le armonie del sottofondo musicale, in stile, come quello architettonico della sala, accompagnano la degustazione della bevanda originale, così come veniva preparata nelle Americhe.

Il momento del piccolo peccato di gola, si trasforma in un sogno.

Ci si perde nella bellezza del luogo, avvolti dai piaceri che stimolano e irretiscono i sensi.

La passione muta in romanticismo perché in fondo non si può essere sempre “Come l’acqua per il cioccolato”.

La grappa alla pera nel bicchierino di cioccolato

Il viaggio con la nostra “Beatrice” inizia con una grappa alla pera servita in un bicchierino di cioccolato.

Radolška Čokolada

Si chiude passando prima nella cioccolateria Radolška Čokolada, stracolma di cioccolatini ripieni e aromatizzati con ingredienti innovativi e quelli con ricette originali, preparati davanti ai visitatori.

Sono talmente buoni da essere stati premiati.

Praline artigianali Radolška Čokolada

Il dessert al ristorante Hiša Linhart

Ci si ferma, infine, a cena al ristorante di Hiša Linhart, una stella Michelin, ad assaporare anche qui un po’ di cioccolato in uno dei piatti realizzato da uno dei migliori chef sloveni.

Come direbbe Ernst Knam: “Se in Paradiso non c’è il cioccolato, non ci voglio andare”.

Il Festival Čokolade

Radovljica_ Festival Čokolade (Festival del Cioccolato): è una manifestazione che ogni anno si svolge a Radovljica per celebrare la tradizione del cioccolato slovena ma non solo perché al Festival partecipano anche maestri cioccolatieri provenienti dall’estero.

Questo richiama migliaia di visitatori da tutto il paese ed anche dall’estero.

Durante l’evento le vie medievali si trasformano in un percorso goloso tra praline, tavolette, dolci artigianali e creazioni realizzate dai migliori maestri cioccolatieri sloveni.

Tra le specialità ci sono i tradizionali cuori di cioccolato, diventati un vero e proprio simbolo della città.

Il connubio tra miele e cioccolato si ritrova, poi, anche nelle ricette locali.

Un itinerario gastronomico e panoramico da Bled

L’itinerario che abbiamo in mente per raggiungere Radovljica parte da Bled e qui ritorna, ma passando per Tržič e Begunje na Gorenjskem.

ElementoIndicazione
Punto di partenza e ritornoBled
Località intermedieRadovljica, Tržič e Begunje na Gorenjskem
Distanza complessiva45,2km
Durata complessiva58 minuti di viaggio

Si parte procedendo verso Zagoriška cesta ed alla rotatoria prendiamo la svolta a sinistra per restare su Lesce - Bled/Ljubljanska cesta.

Dopo quasi tre chilometri si svolta destra e si prende Alpska cesta/Lesce-Kamna Gorica - Lipnica.

Arrivando ad una rotonda si prosegue dritto su Lesce fino a prendere Kranjska cesta.

Dopo 210 metri eccoci subito a Radovljica.

Ripartiti da qui prendiamo A2/E61 e la seguiamo in direzione di Bistrica/Bistrica pri Tržiču/Tržič a Bistrica pri Tržiču per 13 km.

Poi si prende l’uscita Bistrica pri Tržiču/Tržič da Strada 101/E652.

Continuiamo così su Bistrica pri Tržiču.

Prendi Cesta Ste Marie aux Mines in direzione di Predilniška cesta a Tržič e dopo 1,7km eccoci a Tržič.

Una volta qui proseguiamo verso Cankarjeva cesta e si svolta destra per restare su Predilniška cesta.

Seguendo Begunje-Bistrica, guidiamo per 11km ed eccoci arrivati all’ultima tappa: Begunje na Gorenjskem.

Da qui ripartiamo e si procede in direzione nordest su Begunje-Bistrica/Begunje na Gorenjskem.

Dopo 850 metri si continua su Begunje na Gorenjskem.

Da qui prendiamo Zgoša in direzione di Hlebce e dopo 2,8km si continua su Hlebce.

Guidando in direzione di Lesce-Bled/Ljubljanska cesta a Bled.

E cosi eccoci tornati al punto di partenza dopo un itinerario di 45,2km e 58 minuti di viaggio.

Come organizzare una giornata tra storia e dolci

  1. Iniziate dalla Linhartov trg, il cuore medievale di Radovljica, per osservare le facciate storiche e le antiche dimore patrizie.

  2. Proseguite verso il Museo dell’Apicoltura per conoscere la tradizione delle api, del miele e delle arnie decorate.

  3. Dedicate spazio alla storia del cacao e alla degustazione della bevanda originale preparata come nelle Americhe.

  4. Raggiungete la piattaforma panoramica per gustare uno scacchetto, o più d’uno, della barretta di cioccolato al latte Gorenjka con la vista sul Triglav e sulle Karavanke.

  5. Fermatevi alla cioccolateria Radolška Čokolada per scegliere cioccolatini ripieni, aromatizzati e preparati davanti ai visitatori.

  6. Se desiderate completare l’esperienza con una proposta gastronomica più elaborata, fermatevi a cena al ristorante di Hiša Linhart.

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