Luca Crosta e il Milan: la crescita, l’esordio in Serie A e il rigore parato a Bacca

Luca Crosta è un portiere italiano cresciuto nel settore giovanile del Milan e diventato noto al grande pubblico per il rigore parato a Carlos Bacca all’esordio in Serie A con il Cagliari. Quella gara, disputata il 28 maggio 2017, coincise con l’ultima partita giocata allo stadio Sant’Elia e rimane il momento più significativo della sua carriera.

Oggi Luca Crosta continua a inseguire nuove opportunità nel calcio dopo aver vestito le maglie di diverse società italiane e straniere. Il suo percorso lo ha portato dalla Primavera del Milan alla Serie A, dalla Grecia all’Albania e poi nuovamente nei campionati italiani.

Gli anni nel settore giovanile del Milan

Al Milan Crosta ha vissuto una parte fondamentale della propria formazione calcistica. Nel settore giovanile rossonero ha condiviso lo spogliatoio con alcuni giocatori destinati a raggiungere il calcio professionistico ai massimi livelli.

“Se ci penso mi viene il mente il mio gruppo, quello dei ragazzi del ‘98, con Cutrone e Locatelli. In quella squadra per un po’ c’è stato anche Donnarumma”.

Gianluigi Donnarumma e Luca Crosta, per un certo periodo, si sono alternati nel ruolo di portiere e hanno avuto modo di salire insieme in prima squadra.

“Si vedeva già che aveva un grande talento, per qualche tempo ci siamo anche alternati. Salivamo pure in prima squadra insieme”.

Nel gruppo del Milan figuravano anche Patrick Cutrone e Manuel Locatelli. Il primo avrebbe poi proseguito la carriera nel calcio professionistico, mentre il secondo sarebbe diventato capitano della Juventus di Luciano Spalletti.

Tra i ricordi più cari di Crosta ci sono anche gli allenamenti osservati da ragazzino e i campioni che frequentavano il centro sportivo rossonero.

“Poi ricordo gli occhi sognanti del me bambino che guardava Dida allenarsi e porto nel cuore i momenti con Boateng e Balotelli. Quante risate”.

I ricordi con Boateng e Balotelli

Crosta racconta di essersi fatto volere bene dai compagni più esperti nonostante fosse ancora molto giovane.

“Io ero un ragazzino, ma penso di essermi fatto volere bene da tutti”.

Kevin-Prince Boateng era solito entrare nello spogliatoio con la musica ad alto volume, mentre Mario Balotelli si distingueva per la potenza dei suoi tiri.

“Di Boateng ricordo che arrivava in spogliatoio con una cassa e la musica a palla. Si sentiva dal parcheggio”.

Dopo gli allenamenti, i due calciatori si fermavano spesso a calciare verso la porta difesa da Crosta.

“Con lui e Balotelli tante volte ci siamo fermati dopo l’allenamento: loro calciavano e io provavo a parare. Che missili tirava Mario, una cosa mai vista”.

Quei momenti erano accompagnati da scherzi e battute che aiutavano a rendere più leggero il lavoro quotidiano.

“E riuscivano sempre a strapparmi un sorriso con uno scherzo o una battuta”.

L’esordio in Serie A con il Cagliari

Il 28 maggio 2017 Luca Crosta debuttò in Serie A con la maglia del Cagliari. La partita contro il Milan rappresentò la sua prima presenza nella massima divisione italiana e coincise con l’ultima gara disputata allo stadio Sant’Elia.

L’esordio avrebbe potuto essere già un ricordo speciale, ma diventò un momento memorabile grazie alla parata su un calcio di rigore di Carlos Bacca.

“Non è solo un bel ricordo per me, è molto di più. È stato il giorno che tutti sogniamo di vivere almeno una volta nella vita”.

Prima della partita, Crosta aveva studiato con attenzione le abitudini del centravanti colombiano.

“I passi di Bacca che si avvicina e il suo sguardo. Lo avevo studiato tutta la notte, sapevo come e dove aveva calciato ogni rigore tirato fino a quel momento”.

La situazione, però, non sembrava completamente prevedibile. Il portiere ebbe il sospetto che Bacca potesse cambiare angolo proprio perché aveva intuito che i suoi precedenti calci di rigore erano stati analizzati.

“Ma mentre si avvicinava e da come mi guardava, ho avuto il sospetto che qualcuno gli avesse potuto dare il consiglio di cambiare angolo”.

Il possibile consiglio di Storari

Fino a gennaio di quella stagione, nel Cagliari giocava Marco Storari, che successivamente si trasferì al Milan. Crosta pensò quindi che il portiere potesse aver fornito a Bacca qualche indicazione sulle sue abitudini di studio.

“Fino a gennaio di quell’anno con noi giocava Storari, che poi è andato proprio al Milan. Quindi credevo che gli avesse detto che lo studiavamo, e di conseguenza di calciare in modo diverso”.

Di fronte al cambiamento possibile, Crosta decise di affidarsi all’istinto.

“Io mi sono buttato d’istinto e l’ho parato”.

La parata arrivò nel giorno del debutto assoluto in Serie A, rendendo l’episodio ancora più importante.

“Cosa puoi sognare di più all’esordio in Serie A?”.

Parata di Luca Crosta su rigore

Il boato del Sant’Elia e la vittoria al 95’

Il rigore parato a Bacca trasformò l’atmosfera dello stadio. Per Crosta, il boato del pubblico fu paragonabile all’esultanza per un gol.

“Non scorderò mai il boato del Sant’Elia dopo la mia parata. Era come avessi fatto un gol”.

La partita si concluse con la vittoria del Cagliari al 95’, completando una giornata già speciale per il giovane portiere.

“E poi la nostra vittoria al 95'… insomma fu tutto perfetto”.

Quella gara contro il Milan resta ancora la partita più bella della sua vita.

“Assolutamente. È un ricordo, un sogno, un modo per ricordarmi quanto valgo. È tante cose insieme”.

Il rapporto con Carlos Bacca

La storia del rigore ha un ulteriore elemento particolare: Crosta e Bacca hanno condiviso lo spogliatoio del Milan, anche se in momenti e con ruoli completamente diversi.

“È arrivato nel mio ultimo anno al Milan, io facevo su e giù tra prima squadra e Primavera. Però non credo si ricordasse di me”.

La distanza tra il giovane portiere della Primavera e il centravanti titolare era significativa.

“Io ero un ragazzino dei tanti, lui il centravanti titolare”.

Il primo contratto da professionista

La prestazione contro il Milan sembrò poter rappresentare il trampolino di lancio della carriera di Crosta. Il giorno successivo all’esordio, il portiere tornò in sede e firmò il suo primo contratto da professionista.

“Sinceramente, sì. Il giorno dopo sono andato in sede e ho firmato il primo contratto da professionista”.

In quel momento Crosta pensava che la parata su Bacca potesse aprirgli una strada nel calcio italiano.

“Pensavo potesse aprirmi una strada. Ma così non è stato”.

Ha avuto modo di giocare in Serie A, anche se con solo due presenze.

Quando comprese che in Italia non c’erano sufficienti possibilità, decise di trasferirsi all’estero.

“E appena ho capito che in Italia non c’era possibilità, ho preso la valigia e sono andato all’estero”.

L’esperienza in Grecia con l’Irodotos

La prima tappa del percorso internazionale di Crosta fu la Grecia, dove si unì all’Irodotos.

“Ho avuto questa occasione e sono andato”.

In Grecia il portiere giocava in Serie B, ma il progetto sportivo si interruppe prima della conclusione del campionato.

“In Grecia ero in B e la società si è sciolta prima che finisse il campionato”.

Il problema societario rese impossibile portare avanti regolarmente la stagione e costrinse Crosta a cercare una nuova sistemazione.

La Dinamo Tirana e le difficoltà in Albania

Dopo l’esperienza greca, Crosta si trasferì in Albania per giocare nella Dinamo Tirana, oggi indicata anche come FC Dinamo City.

Inizialmente la sua esperienza albanese procedette positivamente e il portiere riuscì a trovare continuità.

“In Albania è andato tutto bene finché non è cambiato l’allenatore”.

Il cambio in panchina modificò la sua situazione all’interno della squadra.

“Da lì ho smesso di giocare e mi hanno fatto mobbing affinché rescindessi”.

Le difficoltà vissute in Albania rappresentarono un altro ostacolo in una carriera caratterizzata da cambiamenti, problemi societari e poche occasioni di continuità.

Il ritorno in Italia e le esperienze nei club

Dopo le esperienze all’estero, Crosta provò a rientrare nel calcio italiano. Tra le società associate alla sua carriera figurano Cagliari, Livorno, Olbia, Renate, Alessandria, FC Dinamo City e PAS Irodotos Nea Alikarnassos.

In Italia ha inoltre militato ad Alba, in Serie D.

“Infine, ho provato a tornare in Italia, ad Alba, in Serie D, ma non ha funzionato”.

Il portiere ha continuato a guardare avanti nella speranza di trovare altre opportunità.

“Vediamo se arriveranno altre opportunità”.

Le informazioni disponibili indicano anche la sua presenza nell’organico dell’Olbia, club per il quale ha giocato nel ruolo di portiere.

Le schede statistiche lo descrivono come un estremo difensore di piede destro, nato il 23 febbraio 1998. Nel materiale biografico l’età indicata non è uniforme: il racconto dell’esordio lo presenta come 26enne, mentre altre schede riportano 28 anni.

Il passaggio al Vigevano Calcio 1921

In una fase successiva della carriera, Luca Crosta è stato chiamato a difendere la porta del Vigevano Calcio 1921.

“Ora Luca Crosta, estremo difensore classe 1998, sarà chiamato a difendere la porta del Vigevano Calcio 1921”.

Il trasferimento lo ha portato lontano dai campi della massima divisione italiana e dalle giovanili del Milan, ma gli ha dato la possibilità di mettere la propria esperienza al servizio di un gruppo impegnato nel campionato di Eccellenza.

“Lontano dai campi della massima divisione italiana, lontano dalle giovanili del Milan, dove ha avuto modo di conoscere Patrick Cutrone, ora al Parma e Manuel Locatelli, capitano della Juventus di Luciano Spalletti, Crosta vuole comunque aiutare i Giovani a raggiungere l’obiettivo di rimanere in Eccellenza anche il prossimo anno”.

Il portiere ha descritto positivamente l’ambiente trovato a Vigevano e il lavoro dell’allenatore Cataldo.

«Sono entrato a far parte di un bel gruppo - racconta Luca Crosta - Cataldo è un bravo allenatore, i compagni di squadra si impegnano duramente durante gli allenamenti e in partita. Sono pronto a mettere la mia esperienza al servizio di tutti».

La lotta per la salvezza

All’inizio del girone di ritorno, Crosta era consapevole che il percorso verso la salvezza avrebbe richiesto grande impegno.

“Luca Crosta, all’inizio del girone di ritorno di Eccellenza, sa che per la salvezza ci sarà da lottare parecchio”.

Il portiere ha individuato nella personalità del gruppo uno degli elementi decisivi per affrontare la parte finale della stagione.

“Qui si vedrà il carattere del nostro gruppo”.

Gli allenamenti erano orientati al miglioramento collettivo e alla riduzione degli errori commessi nelle partite precedenti.

“In questi giorni ci siamo allenati bene e stiamo cercando di migliorare, soprattutto per non ripetere gli stessi errori”.

Una carriera ancora aperta

Nonostante le difficoltà incontrate dopo l’esordio in Serie A, Crosta considera ancora aperta la propria carriera.

“Ho 28 anni, quindi la mia carriera è ancora lunga e chissà che non possa davvero riuscire a realizzare i sogni che coltivavo da ragazzo”.

Il rigore parato a Bacca resta il simbolo del suo percorso: un episodio nato dallo studio, completato dall’istinto e trasformato dal pubblico del Sant’Elia in una celebrazione collettiva.

Per Luca Crosta, quella parata non è soltanto il ricordo di una partita. È la prova di essere riuscito, almeno una volta, a vivere il sogno inseguito da ogni giovane calciatore.

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