Il finocchio si coltiva per raccogliere il grumolo, che è la parte bianca alla base della pianta, un insieme di guaine fogliari sovrapposte. Il nome scientifico del finocchio è Foeniculum vulgare dulce e questo ortaggio appartiene alla famiglia delle apiaceae o ombrellifere, parente quindi di sedano e carota.
La coltivazione del finocchio non è tra le più semplici dell’orto, ma con una serie di accorgimenti che andremo a esplorare insieme non è difficile ottenere buoni risultati. La dimensione del grumolo dipende in buona misura dalla varietà di finocchio che piantiamo.

Clima ed esposizione ideali
Si tratta di una pianta di origine mediterranea, dai fiori ermafroditi, che trova in Italia il suo clima ideale ed è per questo perfetta per i nostri orti domestici.
Essendo una pianta mediterranea, il clima preferito dal finocchio è mite: teme le gelate così come le temperature superiori ai 30 gradi. La pianta di finocchi soffre sotto i 7° C così come sopra ai 30°C, per cui regoliamoci di conseguenza: coprendolo dal freddo o dal sole a seconda dei casi!
Il finocchio ha condizioni di crescita ottimali tra 15-24°. Al di sotto dei 4° si arresta lo sviluppo. Tollera le temperature prossime a 0°, con protezione di TNT.
Il finocchio è sensibile all’aumento delle ore di luce diurna, quindi il periodo ideale per vederlo crescere e prosperare è la primavera/estate. Quando il clima è avverso oppure le ore di luce diurna sono troppe, il finocchio reagisce montando a seme in anticipo.
Se viviamo in un’area geografica con un clima temperato e caldo, possiamo coltivare il Finocchio garantendogli una esposizione alla luce diretta del sole. Se si decide di coltivare i finocchi in modo tradizionale - ovvero in campo o in giardino, in vaso o in cassoni di legno - è importante che siano collocati in una zona in pieno sole.
| Condizione | Indicazione |
|---|---|
| Esposizione | Luce diretta del sole |
| Temperatura ottimale | 15-24° |
| Temperature dannose | Sotto i 7° C e sopra i 30°C |
| Arresto dello sviluppo | Al di sotto dei 4° |
| Protezione primaverile | TNT appoggiato su archetti fino a metà aprile |
Quando seminare i finocchi
Il finocchio è molto sensibile al clima. La semina, dunque, dovrebbe aver luogo a marzo, oppure a giugno/luglio, per poter eseguire il raccolto prima dell’arrivo del freddo.
Il periodo ideale per coltivarlo è quello primaverile ed estivo, pertanto, il momento consigliato per la semina è quello che va dal mese di marzo a quello di luglio, in modo da evitare che la pianta cresca e raggiunga la sua maturità durante il periodo più freddo dell’anno.
Possiamo seminare i Finocchi da giugno a settembre quando le temperature minime superano i 14°C. Può essere piantato anche in autunno: è possibile, infatti, seminare indoor, attendere che le piante siano alte almeno 8-10 centimetri e poi trasferirle in una serra più grande.
Coltivazione primaverile. Io consiglio di usare nell’orto sementi non ibride, riproducibili e possibilmente biologiche.
Poiché il seme è relativamente lento a germogliare, è consigliabile seminare il finocchio all’inizio della primavera.
Tenere conto delle fasi lunari è un’ottima premessa per la nascita di piantine sane e forti. La tradizione contadina suggerisce di seminare i finocchi in luna calante, per favorire lo sviluppo radicale e anche la formazione del grumolo, cioè la parte che mangiamo.
Preparazione del terreno
Per ottenere finocchi di buona dimensione è molto importante il fattore terreno, visto che il grumolo del finocchio si sviluppa a livello del suolo.
Il terreno ideale in cui coltivare finocchi è ben lavorato e ricco di sostanze nutritive, drenato e privo di ristagni idrici. Il finocchio si adatta a tutti i tipi di terreno, ma preferisce quelli sciolti o di medio impasto, ricchi di sostanza organica ed elementi nutritivi, ben drenati. Gradisce pH tra 6-7,5.
Idealmente servirebbe un suolo di medio impasto, ma con lavorazioni e concimazioni possiamo migliorare il nostro suolo e ottenere buoni risultati anche in terreni non perfetti.
Il suolo deve essere lavorato fino ai 30 cm di profondità e ben livellato. Prima della semina, dunque, è bene preparare il terriccio arieggiandolo con un’attenta zappatura e concimandolo con compost o letame, distribuito a solchi e poi rimpastato per bene nel terreno.
La sostanza organica è utile a tenere il suolo soffice e umido, quindi meglio impiegare all’impianto sostanze ammendanti (letame o compost vanno benissimo).
Lavoriamo il terreno incorporando sostanza organica, letame ben decomposto e maturo, o compost o humus di lombrico.
Concimazione prima della semina e del trapianto
La concimazione è un altro accorgimento preparatorio fondamentale, visto che i finocchi richiedono un terreno ricco e una buona presenza di azoto stimola la produzione vegetativa e anche l’ingrossarsi del grumolo.
Il finocchio richiede una generosa concimazione pre trapianto. La nutrizione carente è la principale causa di finocchi stretti e appiattiti (le cosiddette” femmine”).
Due o tre settimane prima del trapianto, si apporterà pollina e concime NPK ricco in azoto (es. 3-1-1, o in alternativa: letame maturo+pollina+agrogel).
Il concime Solabiol con Natural Booster contiene una molecola totalmente naturale che stimola lo sviluppo delle radici, per cui oltre a nutrire la pianta la rende decisamente più efficiente nel reperire risorse.
Nel corso della coltivazione, si potrà intervenire nuovamente, dopo 1 mese, con borlanda e agrogel. In caso di crescita stentata, apportare stallatico macerato, ripetendo in caso di necessità dopo 2 settimane.
Come anticipato sopra, tra le cure utili da prevedere durante la fase di crescita della pianta di finocchio, ricordiamo di fornire una concimazione regolare, su base mensile (al massimo ogni due mesi).
Semina in semenzaio: procedimento passo dopo passo
La soluzione più pratica e sicura per dare il via alla coltivazione del finocchio è la semina preventiva in semenzaio.
Per agevolare il processo di germinazione, raccomandiamo di utilizzare un semenzaio piuttosto profondo.
Indipendentemente dal tipo di contenitore utilizzato, è fondamentale prevedere e sistemare sul fondo uno strato di ghiaia e argilla, per agevolare il drenaggio ed evitare pericolosi ristagni di acqua.
Quindi coprire con uno strato abbondante di terriccio mediamente morbido e arricchirlo con del concime.
Si dispongono i semi in solchi poco profondi ricoperti di terra e si annaffiano regolarmente.
Le piantine devono essere mantenute umide fino alla germinazione, evitando comunque l’eccesso d’acqua.
È bene sapere che per fare un grammo ci vorranno circa 200-300 semi, numero che cambierà in funzione anche della varietà di finocchio che avete selezionato e scelto di coltivare.
Il finocchio - in linea generale - non presenta problemi di germinazione e anzi è considerata una pianta particolarmente florida, con un tasso di attecchimento che oscilla tra il 60% e il 90%.
Il processo di germinazione avviene nell’arco di circa 8-12 giorni al massimo (generalmente avviene già dopo 7-10 giorni). Occorre ricordare che i semi impiegano circa 10-14 giorni per germogliare e sono pronti per l’impianto dopo 3-5 settimane.
Le diverse tempistiche dipendono dalle condizioni di temperatura, umidità, substrato e dalla varietà scelta.
Semina diretta nel terreno
Se, invece, vi sentite già abbastanza sicuri, potete sistemare i semi direttamente nel terreno, preferibilmente in un momento in cui la terra è tiepida e in grado di favorire la germinazione.
C’è chi preferisce seminare i finocchi direttamente sul terreno, tracciando solchi poco profondi e distribuendo i semi a fila continua, per poi praticare un diradamento.
Il seme deve essere interrato a 1,5 cm di profondità circa.
La semina diretta richiede una maggiore attenzione alle erbe infestanti e al diradamento, mentre il semenzaio permette di portare nell’orto piantine già formate e più forti.
Quando trapiantare le piantine
Dopo 40-50 giorni le piantine, raggiunta un’altezza di 10-15 centimetri, sono pronte per il trapianto nella terra piena dell’orto.
Occorre ricordare che i semi impiegano circa 10-14 giorni per germogliare e sono pronti per l’impianto dopo 3-5 settimane.
Una volta avvenuta la germinazione, qualora abbiate utilizzato un semenzaio o un contenitore specifico per questa fase, le piantine possono essere trapiantate in campo aperto oppure in una serra, a patto che siano sistemate ad una distanza di 30-45 centimetri l’una dall’altra.
Possiamo scegliere di coltivare finocchi anche partendo da piantine già formate, che siano state da noi realizzate in semenzaio, oppure comprate da un vivaista.
Scegliamo la varietà della piantina da trapiantare in base al periodo, poiché esistono piante precoci, autunnali, invernali e tardivo invernali.
Distanze di impianto
La distanza tra una pianta e l’altra è un fattore molto importante: non dobbiamo piantare finocchi troppo vicini perché andrebbero a competere per le risorse e per lo spazio, col risultato di ottenere ortaggi piccoli.
Il sesto di impianto deve essere di 30 cm tra una pianta e l’altra, lungo file poste a 50/70 cm.
Quando seminiamo le piante dobbiamo mantenere una distanza di 20-30 cm tra una pianta e l’altra e di 50-70 cm tra le file, in modo da garantire a questo ortaggio lo spazio vitale necessario per crescere al meglio.
Il sesto consigliato è di 25 cm sulle file e 40-60 cm tra le file. Nei terreni più fertili si disporranno i sesti più radi.
Le indicazioni possono variare in base alla varietà, alla fertilità del terreno e allo spazio disponibile; in ogni caso è importante evitare un impianto troppo fitto.
| Disposizione | Distanza |
|---|---|
| Tra le piante | 20-30 cm |
| Tra le file | 50-70 cm |
| Indicazione alternativa | 25 cm sulle file e 40-60 cm tra le file |
A seconda dello spazio che le piantine hanno a disposizione per crescere, i bulbi tendono ad assumere una forma rotonda oppure oblunga.
La corretta distanza a cui piantare è molto importante per coltivare bene finocchi: il sesto di impianto determina la forma dell’ortaggio: se è messo fitto si sviluppa allungato e appiattito, se ha spazio avremo finocchi più rotondi.
Irrigazione: terreno umido ma senza ristagni
Il finocchio è una pianta che vuole un suolo abbastanza umido, che non arrivi mai a essere asciutto, anche se teme il ristagno dell’acqua in eccesso.
I finocchi hanno bisogno di una terra sempre umida, pur senza ristagni. Per questo motivo bisogna bagnare spesso, in particolare negli orti posti in zone molto calde.
L’irrigazione è un altro aspetto da curare con attenzione, annaffiando con regolarità, fino ad attecchimento avvenuto ma evitando gli eccessi.
Pertanto, è necessario assicurarsi che il terreno sia sempre umido, soprattutto nei periodi più caldi, e provvedere ad innaffiare regolarmente e abbondantemente, avendo cura di non esagerare per evitare pericolosi ristagni d’acqua.
Il finocchio richiede irrigazioni molto frequenti, specialmente in piena estate, ma senza ristagni: il terreno dovrà asciugarsi appena in superficie, prima di un nuovo intervento.
Per essere sicuri, ricordate di lasciare che il terreno diventi quasi asciutto tra un'annaffiatura e l'altra, quindi irrigate abbondantemente.
In autunno si diraderanno gli interventi, ma con quantitativi maggiori. Il terreno dovrà essere mantenuto fresco dalla fase di ingrossamento dei grumoli.
Nel parlare di irrigazione è importante sottolineare ancora una volta l’importanza della presenza di sostanza organica nel terreno: aumenta la capacità di ritenzione idrica del suolo, che resta umido più a lungo.
Una carenza d’acqua può provocare una fioritura precoce della pianta, che rovina irrimediabilmente il raccolto, mentre un eccesso idrico genera ristagni portatori di pericolose muffe.
Diserbo, sarchiatura e controllo delle infestanti
La pianta di finocchi teme la concorrenza delle erbacce infestanti, per questo spesso si preferisce seminare i finocchi in semenzaio e trapiantarli, in questo modo si mette a dimora nell’orto la piantina già formata, in grado di competere meglio con le malerbe.
La sarchiatura periodica tra le file è un intervento da effettuare con la zappa, per eliminare le malerbe, arieggiare il terreno e mantenere l’umidità.
L’operazione si effettua ogni 15 giorni e si sospende quando le piante sono ben sviluppate.
Cimatura delle piantine
C’è chi consiglia di cimare il ciuffo del finocchio, personalmente sono scettico sulla reale utilità di questo lavoro che pare sia indicato da diverse tradizioni contadine.
Nel periodo estivo, le piantine, si avvantaggiano della cimatura della parte finale delle foglie, con le forbici, a 10-12 cm di lunghezza.
La cimatura può quindi essere considerata un intervento facoltativo, legato soprattutto al periodo estivo e allo stato delle piantine.
Rincalzatura e imbianchimento
Rincalzare può risultare utile per favorire l’ingrossamento del grumolo. Si tratta di un lavoro molto semplice, che consiste nello spostare terra alla base del finocchio.
L’imbianchimento o imbiancatura del finocchio è una parte importante nella coltivazione, visto che se eseguito bene migliora sia la qualità che la pezzatura dell’ortaggio.
Benché sia un’operazione tradizionale tra le più pubblicizzate, non è una pratica fondamentale nella coltivazione del finocchio, perché le varietà moderne non ne necessitano per l’imbianchimento.
Offre il vantaggio di arieggiare il terreno e di salvaguardare parzialmente l’integrità dei grumoli in occasione di piccole gelate, utile qualora non fossero riparati con TNT.
Da specificare che non è indispensabile rincalzare, in determinate condizioni di terreno bagnato riportare terra può anche favorire patologie.
Varietà di finocchio
La dimensione del grumolo dipende in buona misura dalla varietà di finocchio che piantiamo.
I più noti sono il romanesco, più tondeggiante, e il mantovano dalla forma piatta e allungata.
La varietà ‘Montebianco’ (il nome la dice lunga) può sopportare anche un paio di brevi gelate intorno ai -5°.
Per raccolte autunno-invernali invece si può scegliere Michelangelo, dall’aroma delicato e non spugnoso, con grumoli tondi di oltre 700 grammi.
Il finocchio invernale più affidabile invece è Tiziano, ideale per i trapianti da fine agosto in avanti.
La varietà va scelta in base al periodo di semina o trapianto, poiché esistono piante precoci, autunnali, invernali e tardivo invernali.
Consociazioni nell’orto
Il finocchio può essere facilmente consociato con altri ortaggi che si piantano durante l’estate per dare produzione nei mesi autunnali: ad esempio i vari radicchi o cicorie, le endivie riccia e scarola, e anche il porro.
Per sfruttare al meglio gli spazi nell’orto, un’ottima pratica è consociare finocchi e lattughe.
Meno semplice consociare il finocchio con in vari cavoli, che sono piante decisamente più espanse.
Il finocchio purtroppo pare che penalizzi lo sviluppo di altri ortaggi, come il pomodoro e il cetriolo.
Se decidete di piantare il finocchio all’aperto, ricordate che questa pianta è dannosa per la maggior parte delle coltivazioni, perché attrae la mosca sifilide e la mosca tachinidae, api, farfalle e uccelli.
Di conseguenza, l’unica pianta che crescerà vicino al finocchio senza creare danni è l’aneto; proprio per questo è fondamentale evitare di piantare il finocchio accanto a qualsiasi altra pianta, perché potrebbe inibirne la crescita o addirittura causarne la morte.
È, invece, opportuno favorire la presenza delle coccinelle, che si nutrono degli altri parassiti potenzialmente pericolosi per la vita delle piante.
Malattie e parassiti
Peronospora e Xantomonas
Per combattere peronospora e xantomonas si può irrorare rame prima del raccolto.
Attenzione però a lasciare almeno 20 giorni di carenza prima di portare in tavola la verdura.
Il rame serve a prevenire la malattia, se si riscontrano piante infette vanno estirpate, non si possono guarire.
Sclerotinia
Altra malattia crittogamica, causata da un fungo (Scleorotinia sclerotiorum), si presenta con delle marcescenze che partono dall’esterno.
Macaone
Questa farfalla è un parassita del finocchio che si può allontanare associando alla coltivazione del finocchio quella delle cipolle, ortaggio sgradito al macaone.
Afidi
Gli afidi sono piccoli insetti, caratteristici parassiti di varie piante da orto.
Le malattie fungine proliferano in ambienti umidi e poco arieggiati: evitiamo quindi i ristagni d’acqua e le irrigazioni eccessive.
Raccolta dei finocchi
Quand’è che le piante sono pronte per il raccolto? Di solito dopo 3-4 mesi dalla semina, anche se il tempo varia in base alle dimensioni raggiunte dal bulbo: non è necessario raccogliere tutti i finocchi insieme, al contrario, si dovrà attendere il necessario tempo di maturazione di ognuno.
Dal momento in cui piantate i semi di finocchio al momento in cui potrete raccogliere la pianta per utilizzarla in cucina occorrerà attendere circa dieci/quindici settimane.
Riepilogando, dal momento in cui seminate, dovrete attendere 10-14 giorni per la germinazione, poi occorrerà aspettare altre 4-8 settimane prima di poter piantare i vostri bulbi in campo aperto, o sistemarli all’interno di una coltivazione idroponica: per avere il primo raccolto occorreranno circa 10-15 settimane.
I tempi di maturazione: per sapere approssimativamente quando saranno pronti i finocchi, basterà aggiungere alla data di trapianto i giorni del ciclo della varietà, indicati nelle confezioni delle piantine.
Le situazioni di stress potrebbero far posticipare la maturazione.
Segnali di maturazione: quando il grumolo è ben formato e delle dimensioni di una pallina da tennis, si può iniziare la raccolta.
Come raccogliere: il finocchio pronto si raccoglie tagliandolo alla base con un coltello.

I bulbi, una volta cresciuti, possono essere raccolti quando si desidera, ma è importante tener presente che il peso ideale del finocchio - quello venduto normalmente al mercato - oscilla orientativamente tra i 200 e i 400 grammi.
Produce grumoli che possono superare il mezzo chilo. Per raccolte autunno-invernali invece si può scegliere Michelangelo, dall’aroma delicato e non spugnoso, con grumoli tondi di oltre 700 grammi.
Conservazione e utilizzi in cucina
La conservazione: il finocchio si mantiene in frigorifero a 3-5° per 5- 10 giorni.
Per il suo profumo subito identificabile e molto intenso e il suo sapore dolce e aromatico è sempre stato molto apprezzato.
I semi, i rametti e fino al grumolo di foglie alla sua base, talvolta erroneamente confuso per un bulbo, tutte le parti della pianta sono commestibili.
Molto usato nella dieta mediterranea, il finocchio è buono e anche salutare.
Immancabile nella dieta mediterranea per la sua azione depurativa, il finocchio è un grande protagonista dei nostri piatti: crudo nel pinzimonio, cotto negli sformati, oppure sotto forma d’infuso benefico, il suo sapore dolce e aromatico è inconfondibile.
Si tratta di una pianta dall’aroma delicato, lievemente dolciastro, arricchito da un gradevole sentore di anice non invadente: le foglie del finocchio - che somigliano a piume fine e delicate - ricordano molto quelle dell’aneto e sono ideali per condire piatti a base di carni bianche e pesce.
Del finocchio possiamo mangiare ogni parte, sia il bulbo centrale, più duro e resistente e ricco di vitamine, sia le foglie.
Il finocchio è un’erba aromatica ideale per cucinare ed è molto versatile, perché il bulbo principale della pianta può essere cucinato e servito proprio come una cipolla: caramellato, arrostito, saltato, oppure impiegato per la preparazione di zuppe e altri piatti.
Le foglie verdi possono essere aggiunte alle varie portate come guarnizione, ad esempio tagliati a pezzettini e cosparsi su pesce, patate e pietanze cremose; oppure - in alternativa - essiccati e conservati per usarli all’occorrenza.
La pianta del finocchio - per le sue proprietà diuretiche e depurative - è utilizzata comunemente anche per la preparazione di infusi e tisane.
Coltivazione in vaso e idroponica
Il finocchio è una pianta piuttosto flessibile, che si adatta facilmente a contesti diversi: può essere, infatti, coltivata in contenitori o vasi, con l’impiego di impianti idroponici.
Come visto sopra, il finocchio cresce molto bene sia su terreni ben drenati, profondi e moderatamente fertili, sia fuori suolo, su substrati di perlite, vermiculite e torba di cocco.
Se desiderate cimentarvi nella coltivazione del finocchio, per averlo sempre disponibile in casa e a portata di mano, o per avviare una piccola coltivazione professionale e poter rivendere i finocchi al mercato, facendone così una fonte di guadagno, il consiglio è di valutare attentamente l’opportunità di avviare una coltivazione idroponica.
In linea generale, infatti, è preferibile coltivare il finocchio con metodi idroponici, sia perché richiede spazi meno ampi rispetto a quelli necessari in campo aperto, sia perché è più facile gestire e mantenere una coltivazione in acqua rispetto alle cure necessarie richieste da una coltivazione di tipo tradizionale.
La conducibilità elettrica (o EC) - misurabile con un conduttivimetro - deve oscillare tra 1 e 1.4, il pH - misurabile con un pH metro o con uno strumento che misura sia l’EC sia il PH - deve oscillare tra 5.5 e 7.0, preferibilmente rimanendo tra il 6.0 e il 7.0 (tra l’acido e il neutro della scala).
Per coltivare il finocchio è importante prevedere una concimazione periodica con prodotti contenenti livelli adeguati di azoto e buone quantità di fosforo, avendo cura di controllare i livelli dell’EC e del PH, che - se non idonei e non corretti - comprometterebbero l’assorbimento delle sostanze nutritive fondamentali da parte delle piante.
Ricordiamo, infatti che la conducibilità elettrica dovrebbe essere compresa tra 1.0 e 1.6, mentre il PH raccomandato è tra 6.0 e 7.0.
Uno dei sistemi idroponici maggiormente consigliati per la coltivazione di queste piante è quello tradizionale a goccia, con vasi che abbiano una capienza minima di 6 litri, per consentire al finocchio di crescere liberamente.
Un altro raccomandato - anche per una questione di spazi - è il sistema a torre o sistema idroponico verticale, caratterizzato da una struttura che si sviluppa in altezza e substrati di argilla espansa, che consentono un corretto drenaggio e un’areazione ottimale, fondamentale per evitare i ristagni e ideale per le condizioni richieste dalle piante di finocchi.
Huma Gro per la coltivazione del Finocchio
Se, invece, decidete di coltivarli indoor, con un sistema idroponico, dovrete prevedere l’installazione di lampade fluorescenti T5 ad alto rendimento, o luci ad alta intensità (alogenuri metallici o sodio ad alta pressione).
È importante che le luci siano posizionate ad una distanza adeguata dalle piante: è fondamentale che non siano troppo vicine, per evitare di bruciarle, e che non siano troppo lontane, situazione che non consentirebbe loro di crescere bene.
Se utilizzate le lampade fluorescenti ad alto rendimento, è opportuno sistemarle ad una distanza di circa 30 centimetri sopra la pianta, se invece utilizzate le luci HID, dovrete sistemarle ad una distanza di 120 centimetri, a seconda del wattaggio specifico che avete scelto.
In linea generale, quindi, più la lampada è potente, maggiore è la distanza dalla pianta.
Oltre all’impianto di illuminazione, dovrete prevedere una ventola mobile (uno o più ventilatori grandi a seconda della grandezza dell’ambiente) che sia attiva almeno due ore al giorno per stimolare la crescita in modo naturale e rendere più forti e sane le piante.