Cheesecake e Cake Boss: storia del “Boss delle Torte” e del cake design italiano

Il “Boss delle Torte” è il nome con cui il pubblico italiano ha conosciuto Buddy Valastro, protagonista di Cake Boss, il reality show che ha portato nelle case italiane il mondo delle torte decorate, delle grandi occasioni e del cake design.

Il programma ha avuto un ruolo centrale nella diffusione di una moda che, tra il 2013 e il 2014, raggiunse il suo momento di massima popolarità per poi perdere progressivamente presa. Oggi il cake design sopravvive soprattutto nelle torte da ricorrenza, mentre le interpretazioni più spettacolari e le bakery all’americana sono diventate un fenomeno di nicchia.

Chi è Buddy Valastro, il vero “Boss delle Torte”

Il set del reality era la Pasticceria Da Carlo, che Valastro conduceva ad Hoboken, nello stato del New Jersey.

Cake Boss (questo il nome originale del programma) è un reality show che documenta ciò che accade all'interno della Pasticceria Da Carlo a Hoboken in New Jersey; dal primo incontro con il cliente alla realizzazione della torta, passando per il progetto grafico.

Nel suo negozio non si sfornavano solo torte decorate, ma anche ricette più semplici, alcune vagamente ispirate alla tradizione italiana.

“Bartolo”, questo il vero nome di Valastro, aveva una famiglia numerosissima di origini italiane.

Parlava dell'Italia e delle sue origini con una brillante luce negli occhi, ha raccontato del padre e dell'amore per il mondo della pasticceria che gli ha trasmesso durante l'infanzia e l'adolescenza.

Buddy ha il cuore e l'anima pugliese, lo avevo percepito seguendolo in tv ed ora ne ho avuto la conferma.

Qualche giorno fa il famoso pasticcere è atterrato nel nostro paese, pronto a conoscere il suo pubblico italiano e a raccontare come ha fatto a diventare il Boss delle Torte, personaggio indiscutibilmente amato.

E' arrivato accompagnato da Joey Faugno e Mauro Castano (suo cognato e fidato braccio destro), ha concesso del tempo a tutti, nonostante i ritmi serratissimi e la necessità di rispondere ad ogni dubbio o curiosità.

Buddy Valastro decorazione torta Pasticceria Da Carlo

Il successo televisivo in Italia

Ricordo come fosse ieri quel Settembre del 2010; erano giorni che sui media non si comunicava altro: REAL TIME stava per approdare sul Digitale Terrestre, allora non lo sapevamo, ma le nostre vite nei mesi seguenti sarebbero cambiate.

In questi tre anni e mezzo abbiamo seguito la gran parte delle puntate andate in onda, ci siamo appassionati alle vicende della famiglia italo-americana Valastro e ad ogni torta realizzata abbiamo assunto un'espressione di meraviglia e sorpresa diversa.

Valastro e il suo programma portarono la moda del cake design qui in Italia, dove era per lo più sconosciuta.

Poco o nulla si trovava nel nostro paese in rapporto con la scienza di decorare le torte con la pasta di zucchero o con altri supporti edibili.

Un articolo di Vanity Fair proprio di quegli anni raccoglie in una gallery i programmi del momento che parlano di dolci.

Quasi tutti trattano il cake design o lo includono nella loro programmazione.

In quegli anni si poteva guardare oltre al Boss delle Torte, anche Torte da Record, improbabile programma sulle torte decorate più assurde mai realizzate.

Qualcuno ha provato a frasi dare pratici consigli su come realizzare cupcakes impeccabili, a quanto pare il segreto è la giusta temperatura del forno.

C'è stato un momento che più di tutti, durante l'intervista, mi ha fatto venir voglia di alzarmi e di andare ad abbracciare Buddy come fosse un vecchio amico.

Ha espresso così il suo amore per l'Italia: “La differenza tra l’Italia e l’America? Voi lavorate per vivere, noi in America viviamo per lavorare.”

E' evidente che il Boss abbia fino ad ora vissuto la routine giornaliera del Sud Italia, a Milano le dinamiche non sono esattamente quelle così romanzate, ma ad Altamura sì, così come un po' in tutto il resto del mezzogiorno che conosco bene, ma questa è un'altra storia.

La diffusione del cake design

Tanto che proprio dall’analisi di Google Trends si nota che la chiave di ricerca “Cake Design” nel 2004 non produceva il minimo accenno di traffico.

Tra il 2013 e il 2014 deve esserci stata una sbornia di Cake Design ben documentata anche dal mio cellulare di allora e dal mio senso di colpa.

Come si vede dal grafico sopra, dopo il 2014 l’onda di successo comincia a calare, e quella che a tutti gli effetti era stata, almeno in Italia, una moda, perde completamente presa.

PeriodoAndamento del cake design
2004La chiave di ricerca “Cake Design” non produceva il minimo accenno di traffico.
Settembre 2010REAL TIME stava per approdare sul Digitale Terrestre.
2013-2014Il momento di massima popolarità del cake design.
Dopo il 2014L’onda di successo comincia a calare.

In quegli anni aprirono anche le prime “bakery” all’americana.

Spesso chiuse o riconvertite nel giro di pochi mesi, a causa di una clientela poco avvezza a certe interpretazioni esterofile del dessert e pigramente adagiata sulle ricette della tradizione.

Il cake design si è volatilizzato, le torte a più piani sono sparite, così come i cupcakes sommersi da pessima crema al burro e le sculture di cioccolato.

Grafico Google Trends cake design Italia

I protagonisti italiani del cake design

E poi i programmi di due degli esponenti italiani più affermati d questa ondata: Renato Ardovino e Paola Azzolina.

Ardovino conduce ancora oggi un programma su Food Network, La Dolce Bottega di Renato, girato direttamente nella sua pasticceria di Battipaglia.

Paola Azzolina invece ha creato una vera e propria scuola di pasticceria virtuale, con corsi, consulenze e shop digitale.

Purtroppo quello che si vedeva nel mondo di tutti i giorni era molto distante dalle raffinatezze che producevano i due pionieri italiani.

In una recente intervista la cake designer Paola Macchieraldo ha detto che “le torte belle devono essere anche buone: noi siamo italiani, siamo abituati a mangiar bene. In questo senso il cake design ha fatto passi avanti rispetto agli Stati Uniti: noi abbiamo unito la bellezza di torte spettacolari a una grande tradizione pasticciera”.

La storia del cake design

In realtà il cake design ha una storia piuttosto recente, che comincia proprio agli inizi del ‘900, sebbene le origini siano da retrodatare ad almeno 200 anni prima, se per inizio comprendiamo i primi esempi di tecnica di decorare le torte in modo creativo.

In Italia la decorazione elaborata dei dolci non era però del tutto estranea alla tradizione.

Se escludiamo la tradizione pugliese degli agnelli di pasta di mandorle realizzati per le festività pasquali (c’è una pagina molto famosa che raccoglie i più brutti).

La pasta di zucchero e gli altri supporti edibili hanno permesso di trasformare una torta in un oggetto scenografico, spesso costruito attraverso un progetto grafico e una precisa lavorazione decorativa.

Questo perché il Cake Design interpreta il nesso tra pasticceria e arte e non è raro che i cake designer vengano da scuole di architettura, di design o siano addirittura scultori e scultrici e non, prima di tutto, pasticcieri.

Bellezza e gusto: il principale contrasto

Le critiche che si potevano fare al Cake Design erano tante, e bastava guardare Torte da record per accorgersene.

In primo luogo, la netta contrapposizione tra estetica e gusto.

In effetti pur trattandosi di dolci fatti quasi sempre con ingredienti edibili, l’assaggio risultava spesso deludente.

“Alcune torte sono anche molto belle, solo che non sono mai buone, è impossibile” mi scriveva una pasticciera pochi giorni fa.

In una recente intervista la cake designer Paola Macchieraldo ha detto che “le torte belle devono essere anche buone: noi siamo italiani, siamo abituati a mangiar bene.”

La questione nasceva dal fatto che una torta poteva essere progettata prima di tutto come una scultura, lasciando in secondo piano equilibrio degli ingredienti, consistenza e piacevolezza al palato.

“Un tempo, prima di questa disgrazia, quando si andava a cena a casa di amici ci si presentava con un vassoio di pasticcini, con una meringata, una Saint Honoré, un Monte Bianco.

Dolci preparati da pasticceri esperti e capaci, ora quando si invita qualcuno a casa si teme che arrivi con la torta a forma di pesciolino Nemo, di campo di calcio, di borsa di Louis Vuitton stopposa e mal cotta.

Sprechi e decorazioni non consumate

Poi c’era anche la questione dello spreco: ma dove finivano tutte le decorazioni che non si mangiavano?

Il problema riguardava le grandi quantità di pasta di zucchero, crema al burro, cioccolato e altri elementi utilizzati per costruire forme elaborate, spesso rimossi prima dell’assaggio.

“Non ho mai passato la fase cake design, grazie Signore per questo.

Un conto è la carota stilizzata sulla carrot cake, un conto è la torta a tre piani con Madre Teresa che tiene la mano a Padre Pio o Lilo e Stich.

Fatto sta che dopo quel modismo isterico che portò il cake design alla ribalta, tanto che alle feste delle figlie delle mie amiche facevo fatica a scansare l'offerta della torta che la mamma della festeggiata aveva provato a decorare in casa, assicurandomi che il fucsia era il risultato di un colorante alimentare e non una tintura per capelli, il cake design si è volatilizzato.

La trasformazione in un mercato di nicchia

Ad oggi sopravvive in forme più o meno riuscite, come nel caso delle torte da ricorrenza, quindi quelle dei matrimoni, le feste di compleanno, gli anniversari.

Talvolta il cake design è stato sostituito o integrato da altre mode.

Oggi, salvo poche eccezioni, è un mercato di nicchia a cui i pasticcieri più blasonati fanno ricorso in momenti sporadici.

Le torte decorate non sono quindi scomparse del tutto: continuano a essere richieste quando il dolce deve rappresentare un tema, celebrare una persona o accompagnare un’occasione particolare.

La differenza rispetto agli anni della grande esplosione è soprattutto nella frequenza e nel ruolo che il cake design occupa nel mercato dolciario.

Il rapporto tra tradizione italiana e modello americano

Valastro e il suo programma portarono la moda del cake design qui in Italia, dove era per lo più sconosciuta.

Il modello televisivo americano proponeva torte spettacolari, lavorazioni complesse e una forte componente narrativa, costruita attorno alla famiglia, al cliente e alla realizzazione del dolce.

La pasticceria italiana, invece, restava legata a ricette consolidate e a una concezione nella quale la qualità dell’assaggio aveva un’importanza decisiva.

In questo senso il cake design ha fatto passi avanti rispetto agli Stati Uniti: noi abbiamo unito la bellezza di torte spettacolari a una grande tradizione pasticciera.

La tensione tra spettacolo e gusto ha accompagnato l’intera storia del fenomeno, contribuendo sia alla sua popolarità sia alle critiche che ne hanno seguito l’affermazione.

L’incidente di Buddy Valastro

C’è stata una notizia di non molto tempo fa che mi ha colpito molto: nel 2020 Buddy Valastro è rimasto invischiato in un incidente tanto brutto quando assurdo.

Mentre giocava a bowling il suo braccio è rimasto incastrato nei meccanismi della macchina che riposiziona i birilli costandogli diversi interventi chirurgici.

E di certo a Buddy Valastro il suo braccio serviva, essendo un pasticciere e decoratore di torte.

L’incidente ha colpito particolarmente proprio perché il lavoro del “Boss delle Torte” dipende dalla manualità, dalla precisione e dalla capacità di decorare e modellare i dolci.

Che cosa resta del “Boss delle Torte”

Chissà se mai riusciremo a visitare la sua pasticceria, per ora dobbiamo accontentarci della cara vecchia tv.

Il successo di Buddy Valastro ha lasciato un segno nella cultura televisiva italiana del dolce, anche se la moda del cake design ha perso la forza raggiunta tra il 2013 e il 2014.

La sua eredità resta visibile nelle torte per matrimoni, compleanni e anniversari, nelle decorazioni personalizzate e nella maggiore attenzione verso il rapporto tra estetica e pasticceria.

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