La carne di pecora, come le altre carni, può essere consumata durante la gravidanza senza problemi particolari, a condizione che sia ben cotta e che vengano rispettate rigorose norme igieniche. La principale attenzione riguarda il rischio di toxoplasmosi, un’infezione trasmessa soprattutto attraverso carne cruda o poco cotta.
L’alimentazione in gravidanza è di fondamentale importanza per lo sviluppo del feto e il mantenimento della futura mamma. Deve essere sicura, in modo da evitare rischi per il feto e la mamma, ma deve essere anche buona e soddisfare i piaceri delle papille gustative.

Carne di pecora in gravidanza: la risposta breve
La carne di pecora in gravidanza è consentita se viene consumata ben cotta, evitando preparazioni crude, poco cotte, affumicate, marinate o non adeguatamente conservate.
La carne può essere un veicolo di trasmissione del toxoplasma, ma questo vale solo se è poco cotta. Se viene cucinata a una temperatura superiore ai 70 gradi il rischio viene scongiurato.
La carne deve essere ben cotta, cioè cuocere ad almeno 65°C in tutto lo spessore della carne. Per rendere la carne sicura, eliminando l’eventuale toxoplasma e quindi evitando il contagio occorre mangiarla dopo averla cotta a temperature superiori ai 70 gradi.
| Preparazione della carne | Indicazione in gravidanza |
|---|---|
| Carne di pecora ben cotta | Consentita |
| Carne poco cotta | Da evitare |
| Carpaccio | Da evitare |
| Carne affumicata o marinata | Da evitare |
| Carne grigliata | Solo se ben cotta in tutto lo spessore |
| Carne congelata | Può ridurre il rischio, se congelata correttamente |
Perché la carne di pecora richiede attenzione
La toxoplasmosi è causata da un parassita presente nella terra e che si può trovare in particolare sulle piante, ma anche nella carne cruda.
La contaminazione avviene principalmente attraverso il consumo di carne cruda o poco cotta, di frutta e verdura sporche o non sufficientemente lavate.
Tutte le carni possono contenere le cisti del toxoplasma. L’unica prevenzione nei confronti della toxoplasmosi è rappresentata da abitudini prudenti, che permettano di non correre il rischio di essere contagiati dal toxoplasma.
La malattia si trasmette all’uomo attraverso gli animali, in particolare i gatti. Per prevenire la toxoplasmosi, è opportuno uccidere il parassita mediante la cottura dei cibi, pratica imprescindibile in gravidanza.
Durante la gravidanza è importante monitorare la dieta per ridurre il rischio di infezioni che, sebbene di solito non gravi, possono avere conseguenze dannose per il bambino. Si raccomanda di fare attenzione soprattutto alla listeriosi e alla toxoplasmosi.
Temperatura e cottura della carne di pecora
La carne di pecora deve raggiungere una cottura uniforme, non soltanto superficiale. La parte interna deve risultare ben cotta, senza zone crude o rosate, soprattutto quando il taglio è spesso.
A titolo indicativo, nella cottura media della carne si arriva a 65 gradi, per la ben cotta a 75 gradi.
Per maggiore prudenza, in gravidanza è preferibile scegliere una cottura ben cotta e uniforme, con una temperatura superiore ai 70 gradi.
- Cuocere la carne in tutto il suo spessore.
- Non consumare carne ancora cruda o poco cotta al centro.
- Evitare di assaggiare la carne prima che abbia completato la cottura.
- Prestare particolare attenzione ai tagli spessi e alla carne cotta alla griglia.
- Non considerare la sola doratura esterna come prova di sicurezza.
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Carne di pecora alla griglia: è sicura?
La carne di pecora alla griglia può essere consumata in gravidanza soltanto se è ben cotta in tutto lo spessore.
È importante evitare che la carne rimanga cruda o poco cotta all’interno. La cottura alla griglia non garantisce automaticamente l’eliminazione del toxoplasma, perché la superficie può raggiungere temperature elevate mentre la parte interna resta insufficientemente cotta.
Durante una grigliata è inoltre necessario evitare contaminazioni tra carne cruda e carne cotta. Piatti, pinze, coltelli e taglieri che sono entrati in contatto con la carne cruda non devono essere utilizzati per la carne cotta senza essere stati lavati accuratamente.
Congelamento della carne
Se vuoi assolutamente mangiare carne poco cotta, puoi farlo purché mangi carne acquistata congelata, oppure dopo averla congelata tu stesso per almeno tre giorni nel congelatore.
Per rendere la carne sicura è possibile anche congelarla a una temperatura inferiore ai 20 gradi sotto zero.
Il congelamento può ridurre il rischio legato al toxoplasma, ma non sostituisce le corrette pratiche di igiene e conservazione. In gravidanza, la scelta più prudente resta comunque consumare la carne ben cotta.
Igiene durante la preparazione
Una buona igiene delle mani e degli utensili da cucina è importante per prevenire la trasmissione della toxoplasmosi durante la gravidanza.
Lavare accuratamente gli utensili da cucina e il piano di lavoro. Lavarsi accuratamente le mani dopo il contatto con verdure, frutta o carne cruda e prima di mangiare.
Anche coltelli, forchette, cucchiai e in generale tutti gli attrezzi da cucina possono diventare veicolo di contagio, se vengono a contatto con la carne cruda infetta e poi vengono utilizzati senza prima averli lavati per bene ed essersi disinfettati le mani.
- Lavare le mani prima e dopo la manipolazione della carne cruda.
- Utilizzare utensili puliti per la carne cotta.
- Lavare il piano di lavoro dopo la preparazione.
- Non appoggiare la carne cotta sul piatto che conteneva la carne cruda.
- Non usare la stessa pinza per carne cruda e cotta senza lavarla.
- Lavare accuratamente coltelli, taglieri e contenitori.
Conservazione della carne cotta
La carne, anche quando è cotta, va conservata in frigorifero perché altrimenti c'è il rischio che diventi un terreno fertile per la proliferazione di batteri.
I prodotti carnei cotti e consumati velocemente possono essere considerati alimenti sicuri.
Presta attenzione alle cross-contaminazioni dei prodotti carnei conservati, non consumarli senza previo adeguato ed uniforme riscaldamento.
In generale, quando si commettono imprudenze in relazione alla conservazione degli alimenti oppure alla loro cottura il rischio c’è, non è però possibile quantificarlo.
In gravidanza è sempre opportuno adottare ogni precauzione per evitare di esporsi al pericolo.
Carne di pecora e toxoplasmosi: quali precauzioni adottare
Se non sei immunizzata, devi adottare quotidianamente alcune precauzioni e misure igieniche per evitare qualsiasi rischio di contaminazione.
Quando si consumano i pasti fuori casa, evitare di mangiare verdure crude e preferire quelle cotte. La carne va consumata ben cotta, oppure privilegiare il consumo di pollame e pesce.
Gatti, topi e uccelli sono temibili veicoli di contagio ma anche gli insetti, in particolare gli scarafaggi, possono essere portatori dell’infezione.
Le feci dei gatti infetti possono rimanere veicolo di contagio per periodi molto lunghi.
Evita il contatto diretto con il terreno e indossa guanti durante il giardinaggio. Lavati le mani dopo l’attività di giardinaggio anche se protette dai guanti.
Quando prepari i pasti lava accuratamente le verdure e le piante aromatiche, soprattutto se sono terrose e si consumano crude.
Carne di pecora e altre infezioni alimentari
La carne fresca consumata cruda o poco cotta e i salumi o gli insaccati poco stagionati, soprattutto se prodotti a livello familiare, possono rappresentare un rischio per Toxoplasma, Listeria monocytogenes, Salmonella, Campylobacter ed E.coli.
L’alimentazione in gravidanza deve essere controllata anche per non correre seri rischi di salute che potrebbero compromettere la gravidanza, quali toxoplasmosi e salmonellosi.
La listeriosi è simile ad una leggera influenza per la madre, ma molto grave per il bambino. I sintomi sono simili a quelli dell’influenza: febbre alta e dolori muscolari, in alcuni casi preceduti da disturbi gastrointestinali che, durante la gravidanza, potrebbero manifestarsi in forme più lievi.
Carne di pecora, agnello e carne rossa
La carne di pecora rientra tra le carni rosse e può contribuire all’apporto di proteine e altri nutrienti. Tuttavia, durante la gravidanza la dieta dovrebbe rimanere varia e non basarsi esclusivamente sulla carne per aumentare l’apporto di ferro.
La frequenza da considerare è quella consigliata per la popolazione adulta. Parliamo quindi di 2 - 3 volte a settimana.
Bisognerebbe, se possibile, focalizzarsi sulle carni bianche, ossia pollo, tacchino, coniglio. Le carni rosse, invece, dovrebbero essere consumate con una frequenza inferiore.
Durante i mesi di gestazione sussiste spesso il rischio di consumare troppa carne. Sono numerose le donne che, avendo a che fare con l’anemia in gravidanza, si sentono consigliare di aumentare l’introito di carne.
Si tratta di un approccio sbagliato in quanto, durante la dolce attesa, la varietà della dieta è essenziale.
Esistono tantissime altre fonti da considerare per ottimizzare l’apporto di ferro. Nell’elenco troviamo, per esempio, i legumi, la frutta secca, i cereali integrali e le verdure a foglia verde.
Alternative alla carne di pecora
Le proteine di cui ha bisogno il tuo corpo durante la gravidanza aumentano fino a 60g al giorno.
Non dimenticare di inserire nella tua dieta anche la carne di pollo, manzo, agnello e altri alimenti proteici.
Ricorda che le proteine non sono presenti solo nella carne.
Una fonte importante di proteine sono i legumi, che contengono ferro, potassio, magnesio, zinco e persino calcio.
Spostiamo l’attenzione sulle proteine, ricordando che quelle contenute in alimenti di origine vegetale come i legumi sono, rispetto a quelle nobili della carne, meno ricche di amminoacidi.
Per avere la certezza di sostituire efficacemente la carne, è consigliabile portare in tavola piatti unici caratterizzati dalla presenza di legumi e fonti di cereali come il riso e l’orzo.
Il pesce, oltre ad essere una fonte di proteine, fornisce anche molti minerali. Il selenio nel pesce bianco e una maggior proporzione di acidi grassi omega 3, vitali per lo sviluppo della vista e del cervello, si trovano nel pesce azzurro.
Ricorda di cucinare sempre i frutti di mare e il pesce: mai mangiarlo crudo.
Salumi e prodotti a base di carne
La trasmissione con alimenti avviene attraverso la carne poco cotta e i salumi, esclusi quelli cotti come il prosciutto cotto.
Se si sceglie di consumare affettati cotti, come prosciutto cotto, mortadella e fesa di tacchino, meglio evitare gli affettati al banco gastronomia perché a rischio di cross-contaminazioni; sono da preferire le vaschette preconfezionate di produzione industriale.
Sappiamo tutti che mangiando salumi cotti come mortadella e prosciutto cotto non si corre alcun rischio.
Gli insaccati crudi e poco stagionati devono essere evitati. In gravidanza è sempre il caso di evitare carni crude o poco cotte e insaccati crudi.
Formaggi di pecora durante la gravidanza
I formaggi stagionati come il pecorino, in gravidanza sono concessi.
I formaggi che richiedono stagionatura contengono infatti meno acqua rispetto ai formaggi molli e, di conseguenza, è più difficile che i batteri riescano a proliferare al loro interno.
Si può quindi dire lo stesso per il formaggio grana in gravidanza, ricco di proteine e calcio.
Anche alcuni formaggi non stagionati sono da considerarsi sicuri se si ha la certezza che siano stati prodotti con latte pastorizzato.
Quindi, via libera a ricotta di pecora o ricotta di mucca e mozzarella, se prodotte con latte pastorizzato.
Quali sono i formaggi da evitare in gravidanza? I formaggi non pastorizzati sono i formaggi molli e semimolli maturati con le muffe: il brie, il camembert, il roquefort e così via.
Anche il gorgonzola in gravidanza è altamente rischioso quando non offre adeguate garanzie di pastorizzazione e conservazione.
Tutti questi formaggi possono essere contaminati dalla Listeria monocytogenes, un batterio che può causare un’intossicazione alimentare particolarmente pericolosa in dolce attesa.
Alimenti e bevande da evitare o limitare
Fegato
I fegati animali e gli alimenti a base di fegato sono molto ricchi di vitamina A. Tuttavia, il consumo di dosi molto elevate di vitamina A può essere dannoso per il feto e causare malformazioni.
Uova crude o poco cotte
Evita la maionese fatta in casa, così come tutte le salse e le preparazioni preparate con uova crude o parzialmente cotte.
Evita di mangiare uova crude o poco cotte; le uova completamente cotte dovrebbero rendere l’albume e il tuorlo sodi.
Soia
I prodotti a base di soia, come tofu e succo di soia, dovrebbero essere limitati durante la gravidanza a causa della loro ricchezza di fitoestrogeni.
Caffeina
Le bevande contenenti caffeina, come tè, caffè e alcune bibite, dovrebbero essere consumate con moderazione durante la gravidanza.
La caffeina è presente anche nel tè, nelle bevande a base di cola e in alcune bibite energetiche e gassose.
Alcol e tabacco
Alcol e tabacco vanno assolutamente evitati perché aumentano il rischio di prematurità e di basso peso alla nascita del bambino.
Integratori e anemia in gravidanza
L’acido folico, o vitamina B9, è consigliato a partire da 28 giorni prima del concepimento e fino a 12 settimane di amenorrea, alla dose di 400 microgrammi al giorno.
Questo integratore alimentare riduce il rischio di malformazione del tubo neurale, come la spina bifida.
Il ferro è consigliato in caso di carenze, cioè di anemia diagnosticata sulla base di un risultato NFP o di un esame del sangue.
Non è opportuno aumentare autonomamente il consumo di carne di pecora o di altre carni per correggere una possibile anemia. La scelta degli integratori e la quantità di ferro devono essere valutate dal medico sulla base degli esami.
Cosa fare dopo aver mangiato carne poco cotta
Se hai consumato carne di pecora poco cotta o non sei certa della corretta cottura, non è possibile quantificare il rischio sulla base del solo episodio.
Se dopo l’ingestione di alimenti consumati senza seguire le istruzioni non compaiono sintomi è possibile che si sia scampato ogni pericolo.
Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all’embrione.
In generale, soprattutto in gravidanza, è indispensabile accertarsi di quello che si mangia prima e non dopo.
In caso di dubbi sulla quantità consumata, sul grado di cottura, sulla conservazione o sulla comparsa di febbre e disturbi gastrointestinali, è opportuno contattare il medico curante o il ginecologo.
Il parere degli specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante.
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