Supporti per melanzane: tecniche di sostegno, coltivazione e cura della pianta

La melanzana è una pianta da frutto erbacea e annuale, si presenta con un fusto rigido e ramificato e un'altezza massima di 80/100 cm.

Le operazioni di coltivazione della melanzana da orto sono un normale controllo delle erbe infestanti, su cui la pianta comunque domina senza troppi problemi per via delle sue dimensioni.

Nell'orto molte piante hanno bisogno di tutori o sostegni per produrre bene. Reti, cordini, canne, pali in legno o tondini a spirale? Come scegliere il sostegno più adatto per le piante dell'orto?

supporti per melanzane nell’orto

Le melanzane sono una coltura davvero resistente alle malattie, il loro maggior punto debole è legato al clima, visto che il freddo può fermare la crescita della pianta rendendola nana, mentre un eccessivo caldo blocca il raccolto: se le condizioni sono sfavorevoli è possibile infatti che si verifichi una cascola dei fiori, ovvero la caduta anormale e prematura dei fiori con conseguente perdita dei frutti.

La melanzana appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed, quindi, originaria dell'Asia meridionale, in particolare della regione sud della moderna India, e dell'Asia orientale, molto probabilmente Cina.

Le condizioni ambientali ideali per lo sviluppo di questa pianta sono le stesse del clima mediterraneo ed è per questo motivo che le melanzane hanno avuto un grande successo nel meridione europeo.

Clima, esposizione e terreno

Le migliori condizioni di crescita per le piante di melanzana sono quelle con una temperatura compresa tra i 15 e i 18 gradi di notte e tra i 25 e i 28 gradi di giorno.

La melanzana necessita di esposizione in pieno sole.

L'esposizione al sole diretto è gradita, anche se la melanzane non necessita di moltissime ore di luce; anzi, è preferibile posizionarle in un luogo dell'orto dove ci sia un po' di penombra all'alba e al tramonto.

La melanzana ama il caldo e ha temperature ideali tra i 18-26°.

Quando si superano i 30-32° le piante vanno in sofferenza e se la situazione perdura i frutti possono risultare di calibro più ridotto.

Sotto ai 9 gradi la piantina subisce stress climatico causato dal freddo e rischia di restare nana, per cui attenzione in particolare di notte.

La melanzana è molto rustica come pianta da orto e sono poche le malattie che possono attaccarla.

La pianta della melanzana è resistente alla siccità perché ha un apparato radicale che si spinge molto in profondità.

Lamelanzana è pianta adattabile ai diversi terreni, prediligendo quelli di medio impasto, molto fertili, ricchi di sostanza organica e ben drenati.

Nei terreni argillosi è importante la predisposizione di aiuole rialzate, di 10-15 cm, che facilitino lo sgrondo dell’acqua.

Gradisce pH preferibilmente tra 5,5-7,5.

Nella preparazione del suolo è importante una lavorazione profonda (30-40 cm).

Per poter coltivare la melanzana all'esterno, in un orto, in giardino o anche in una piccola striscia di terra, come quella dei cortili, bisogna preparare il terreno che ospiterà e nutrirà le piante.

terreno ideale per melanzane

Tra febbraio/marzo si deve vangare il terreno estirpando così tutta l'erba cresciuta durante l'inverno.

Se avete un tagliaerba tutto sarà più semplice, naturalmente, e ricordate che l'erba raccolta servirà per contribuire a nutrire il terreno in cui piantenerete e farete crescere le vostre melanzane.

Una volta vangato il terreno, disponete tutta l'erba raccolta e tagliata sul fazzoletto di terra che intendete coltivare e mischiate erba e terriccio nel modo più omogeneo possibile.

Qui potete trovare tutti i prodotti necessari per regolare il ph.

Per poter assicurare il giusto valore del ph del terreno, usate dello stallatico maturo che - grazie alla sua acidità - abbasserà il ph rendendolo neutro e sarà quindi ideale per l'assunzione delle sostanze nutritive.

Il nutrimento presente nello stallatico non sarà sufficiente a coprire tutto il ciclo di crescita e sviluppo della pianta, per questo sarà necessario aggiungere anche del letame di ovino, che garantisce il corretto equilibrio nutritivo richiesto dalla melanzana.

L'aspetto più importante cui dovete prestare attenzione è la proporzione tra gli elementi nutritivi fondamentali: il fosforo dovrà essere presente in quantità minori rispetto all'azoto e il potassio, che invece dovranno essere disponibili in grandi quantità.

Le melanzane richiedono un terreno ricco di materia organica e sostanze nutritive, come altre solanacee quali pomodoro e peperone sono ortaggi abbastanza esigenti.

Anche il fatto che l’acqua non ristagni è importante, in particolare per una coltivazione con metodi biologici: una buona lavorazione del terreno consente di prevenire la gran parte delle patologie.

Per una buona riuscita di questa coltura nell’orto è importante che il terreno sia fertile e ben concimato.

Prima del trapianto o della semina si possono interrare dai 3 agli 8 kg di letame maturo per ogni metro quadro coltivato.

Se si usano pollina o stallatico in pellett, quindi un prodotto essiccato, si può considerare un decimo di questi valori, per cui parliamo di 3/8 etti.

La concimazione di fondo: 2-3 settimane prima del trapianto, apportare un’abbondante quantità di sostanza organica: letame maturo (o stallatico) e pollina e un fertilizzante NPK (es.

Una nutrizione molto generosa è un presupposto indispensabile per un’elevata produzione nella coltivazione della melanzana.

Molto importante la sostanza organica.

Trapianto, distanze e coltivazione in vaso

Dopo aver vangato nuovamente la terra, è arrivato il momento di preparare le file in cui andrete a collocare le piantine di melanzane!

Ogni fila dovrà essere distante dalla successiva almeno 70 centimetri, mentre la distanza tra le piante sarà di 45 centimetri.

Create le file nell'orto facendo delle buche di almeno 50 centimetri di diametro, quindi inserite le piantine di melanzana.

La semina diretta in campo è possibile ma poco conveniente perché occorre aspettare troppo a piantare e si perde parte del potenziale raccolto.

Io consiglio di usare nell'orto sementi non ibride, riproducibili e possibilmente biologiche.

Epoca: la messa a dimora va da marzo (con nylon) a giugno.

La melanzana è una pianta abbastanza delicata dal punto di vista del clima: richiedono un’esposizione solare ottima e soprattutto bisogna prestare attenzione alle temperature.

Uno degli aspetti più curiosi e spesso inaspettati della coltivazione della melanzana è che questa pianta può essere coltivata anche in un vaso, in grado di trasformare così ogni balcone in un piccolo orto.

Il vaso dovrà essere di almeno 45 centimetri di diametro (oppure 50 litri); sul fondo dovrete sistemare dell'argilla espansa, o della pietra pomice, che permetterà il drenaggio, indispensabile per mantenere in salute l'apparato radicale.

Il terriccio dovrà essere neutro, ma ben nutrito; per aumentare l'areazione della terra potete usare anche dela perlite.

melanzane coltivate in vaso

Irrigazione, pacciamatura e protezione

Le irrigazioni dovranno essere abbondanti e costanti stando, però, attenti a non bagnare le foglie.

Un aspetto determinante da considerare è proprio quello relativo all'irrigazione: sebbene la melanzana richieda di essere annaffiata spesso, soffre moltissimo la mancata traspirazione del terreno, rendendola debole all'attacco di muffe e funghi, come la peronospora e oidio.

Occorre quindi accertarsi che sia ben idratata evitando al tempo stesso i ristagni.

La melanzana necessita di annaffiature regolari durante tutto il ciclo di coltivazione e di molta acqua nei periodi caldi, ma non bisogna eccedere, perché è molto sensibile ai ristagni.

Si irriga 1-3 volte a settimana in primavera: frequenza e quantità variano in base alle caratteristiche del terreno, alla fase di sviluppo delle piante e all’andamento climatico.

Quando le bacche si stanno ingrossando, in estate, è richiesta molta più acqua e interventi frequenti, fino a 4-5 per settimana.

In questa fase le piante non dovranno andare in carenza idrica, per poter formare un buon numero di frutti.

Apporti idrici troppo scarsi possono determinare bacche di calibro modesto, invecchiate precocemente e con sapore amaro.

Pacciamatura: la melanzana si avvantaggia della pacciamatura del terreno con nylon, che permette di mantenere più a lungo l’umidità del suolo (attenzione: con la pacciamatura, ridurre gli apporti idrici nei periodi freschi!).

Indispensabile associarvi la baulatura, nei terreni argillosi.

Utilizzando la pacciamatura con nylon, diventa più pratica l’irrigazione a goccia.

Protezione con NYLON: nei trapianti precoci (da febbraio a metà aprile) la copertura con nylon, appoggiato sulle piante con degli archetti, stimola la crescita e riduce i rischi di danni, in caso di ritorni di freddo.

Con l’aumento delle temperature diurne, è necessario arieggiare i tunnel durante giorno.

Protezione con TNT (agrovelo): dalla metà di aprile, dopo il trapianto, riparare le piantine per 20 giorni con TNT (appoggiato su archetti), per favorire una crescita rigogliosa.

pacciamatura e protezione delle melanzane

Sostegni, potatura e gestione della crescita

Legare piante melanzane con un filo per creare una sorta di perimetro è un’operazione che facciamo per sostenere le estremità delle piante, evitandone così la pendenza da un lato a causa del loro peso.

Contestualmente a questa operazione andiamo anche a togliere le erbe infestanti che possono essere la causa della rovina delle nostre melanzane.

Ma quello che andremo a fare, è un finto nodo che poi alla bisogna possiamo sciogliere facilmente.

Quando la pianta sarà cresciuta, avrà bisogno di un sostegno, come una canna o un bastone per guidare la sua crescita in altezza, che la sorreggerà e la proteggerà sia dal vento che dal peso dei suoi frutti.

Per coltivare correttamente la melanzana, la pianta dovrà essere sia potata della sua parte apicale principale che dei germogli ascellari, ovvero i nuovi getti presenti nei vari internodi.

Queste accortezze permetteranno un migliore e maggiore sviluppo dei frutti.

Durante la crescita e lo sviluppo dei fiori è consigliabile aggiungere altro terreno alla base del fusto della pianta.

Questa operazione si chiama “rincalzatura”.

Non usate mai il rame, perché brucerebbe i fiori compromettendo seriamente lo sviluppo dei frutti.

Sostegni. La predisposizione di tutori per sostenere la pianta è molto utile, anche se il fusto di questo ortaggio lignifica bene ed è resistente.

Alcune varietà di melanzane hanno frutti che pesano parecchio e caricano i rami di un arbusto dal fusto comunque limitato, che potrebbe piegarsi se non viene sostenuto adeguatamente.

Come per i pomodori anche nel caso della melanzana vanno eliminati i germogli ascellari, per ottimizzare la produzione della pianta.

Quando la pianta supera i 30 cm di altezza, il fusto va fissato a un tutore (canna o paletto) di almeno 120 cm.

Le branche cariche di frutti vanno legate ai sostegni o al fusto centrale, per evitare che si spezzino.

Coltivando molte piante, è più pratico l’allevamento in file “a siepe”: sistemando dei paletti alti 150 cm a distanza di 3 metri, le piante verranno legate lateralmente con fili di corda, che le manterranno ordinate, senza il pericolo di danneggiamento degli steli sotto il peso dei frutti.

Potatura: poche settimane dopo il trapianto, si formeranno dei germogli all’attaccatura delle foglie sul fusto; si proceda all'eliminazione di questi "getti"(femminelle), partendo dalla base della pianta e ripulendo il fusto fino alla diramazione principale.

Così tutte le energie della pianta si concentreranno sui 2-4 steli principali, che daranno bacche di qualità superiore.

Quando la pianta prende vigore, entrando in fase produttiva, se la chioma è fitta, tale da nascondere i fiori e le melanzane, sfoltire qualche foglia, e all'occorrenza alcune femminelle.

Diradamento dei frutti: nei primi 40 giorni eliminare i primi frutti prodotti, per irrobustire la pianta.

É un'azione drastica, ma indispensabile per non penalizzare irreversibilmente la produzione.

Continuare a staccare parte delle bacche, finché la pianta non avrà preso forza.

In produzione, nelle varietà a frutti grossi, si lasciano solo 4-6 frutti contemporaneamente in fase avanzata di ingrossamento.

tutori e legature per melanzane

Quando le piante cominciano a svilupparsi è il momento di sistemare i sostegni e i tutori per le colture rampicanti che richiedono una struttura capace di sostenere il peso della vegetazione e di resistere al vento e alla pioggia.

Gli ortaggi rampicanti, d'altronde, devono salire, non possono strisciare per terra, perché altrimenti i frutti che producono si rovinano irrimediabilmente e vengono mangiati dalle lumache e da altri insetti terricoli.

Inoltre, le piante non riceverebbero il soleggiamento necessario per continuare la produzione.

Pomodori, peperoni e melanzane gradiscono un supporto di canne o pali in legno, di circa 120-150 cm d'altezza, fra cui tendere fili in nylon; a essi vanno legati, mediante cordini di rafia o plastica morbida che non stringano, i fusti degli ortaggi.

La melanzana richiede un sostegno di canna o paletto, e per le coltivazioni più fitte possono essere utili anche corde orizzontali a diverse altezze lungo il solco, su cui far poggiare le branche con i frutti.

Per le melanzane basta un tutore da un metro infisso con forza.

Reti, cordini, canne, pali in legno o tondini a spirale possono essere utilizzati in base allo spazio disponibile e alla quantità di piante da sostenere.

Parassiti, malattie e rotazione

Il problema più frequente coltivando melanzane è la cascola dei fiori, si tratta di una semplice fisiopatia, questa coltura può essere anche vittima di peronospora, verticillium e fusarium, anche se ha una buona resistenza alle malattie, tra gli insetti invece afidi e dorifora sono i più fastidiosi.

La melanzana è molto rustica come pianta da orto e sono poche le malattie che possono attaccarla.

Peronospora e fusarium causano qualche inconveniente ma questo ortaggio è meno sensibile rispetto ad altre piante simili, come il pomodoro.

Tutte queste malattie sono funginee e in orticoltura biologica si combattono con il rame.

I trattamenti di rame benché consentiti dal metodo biologico sono comunque tossici, se possibile è meglio evitarli.

Afidi. Questi minuscoli insettini dannosi sono un problema comune a gran parte delle piante da orto e non risparmiano neppure le melanzane.

Gli afidi vanno a posizionarsi sotto le foglie, producono un'appiccicosa melata che ostacola la fotosintesi e spesso diffondono virosi alla pianta.

Se intercettati subito si contrastano con rimozione manuale o sapone di Marsiglia, ma se l’infestazione prende piede possono servire diversi trattamenti per eliminarli con insetticidi biologici.

Se ci sono coccinelle nell’orto se ne occupano loro, visto che sono voraci predatori di questi pidocchietti.

Dorifora.

Ragnetto rosso: si tiene lontano annaffiando le foglie e si può combattere con lo zolfo, l’aglio o il sapone di Marsiglia.

Anche un controllo manuale può fermare la diffusione di questi acari delle piante, se l’infestazione viene presa per tempo.

La rotazione delle coltivazioni è una pratica molto importante nell’orto biologico.

Si sconsiglia di non coltivare la melanzana in seguito a un’altra pianta della stessa famiglia, quindi non deve seguire altre solanacee (ovvero peperone, pomodoro, patata).

È consigliabile attendere 4 anni prima di trapiantare la melanzana in terreni dove sono state coltivate altre solanacee in precedenza.

Raccolta, maturazione e varietà

Le melanzane si raccolgono circa una decina di giorni dopo l’allegazione dei fiori, prima che il frutto diventi duro.

Si tratta di un ortaggio che produce a partire dall’estate fino a novembre quando il freddo la mette in difficoltà.

La melanzana matura si riconosce per la sua buccia brillante, il frutto poi invecchia e lo si nota dalla perdita di lucentezza, da qui assume un colore giallastro marrone sulla buccia, che diventa dura e legnosa.

Se il colore “stona” degradando verso il marrone, allora il suo sapore sarà amaro e probabilmente all’interno dell’ortaggio troverai molti semi.

Le dimensioni: l’aspettativa sulla pezzatura delle melanzane, porta frequentemente a raccogliere frutti scadenti, perché troppo vecchi.

Non tutte le melanzane raggiungono grandi dimensioni: alcune restano più piccole a causa di stress termici, carenze nutrizionali o perché troppe.

Quindi non bisogna fare affidamento solo sulla taglia.

Il colore della buccia: deve essere brillante, segnalando che il frutto è giovane e di qualità; le bacche troppo mature diventano opache e devono essere raccolte rapidamente.

Quando sono molto invecchiate assumono sfumature giallastre oppure rossicce a seconda della varietà.

Le melanzane a buccia nera ( Fantastic, Nilo, Genovese), diventano opache, con riflessi rossastri.

Varietà di melanzana.

Ricordiamo tra le più coltivate negli orti italiani la violetta di Firenze di forma tonda, la Black Beauty conosciuta per i frutti grandi, la White Egg di colore chiaro e la melanzana riminese, color viola scuro, dalla forma allungata e molto precoce.

Melanzane bianche in via di maturazione.

MELANZANE, potatura e sostegni

Elemento Valore
Altezza massima della pianta 80/100 cm
Temperatura ideale notturna 15-18 gradi
Temperatura ideale diurna 25-28 gradi
Distanza tra le file 70 centimetri
Distanza tra le piante 45 centimetri
Diametro delle buche almeno 50 centimetri
Vaso minimo 45 centimetri di diametro (oppure 50 litri)
Altezza del tutore almeno 120 cm

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