Ferruccio Lasagni, chirurgo ortopedico: esperienza, attività clinica e formazione

Ferruccio Lasagni è un chirurgo ortopedico che ha svolto la propria attività ospedaliera in Emilia-Romagna, lavorando prima all’ospedale di Borgotaro, poi a Fidenza e infine all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

La sua storia professionale unisce una lunga esperienza nella traumatologia d’urgenza, la chirurgia ricostruttiva e protesica, l’attenzione alle tecniche sempre meno invasive e una costante attività di aggiornamento nel campo dell’ortopedia.

La carriera ospedaliera di Ferruccio Lasagni

Classe 1958, dopo la laurea a Parma e la specializzazione in Ortopedia a Modena e in Fisioterapia a Parma, Lasagni ha iniziato il suo lavoro da dipendente in ospedale nel 1995 con l’Azienda Usl a Borgotaro, è poi passato a Fidenza e, nel 1997, è arrivato al Maggiore di Parma grazie ad un concorso indetto dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria.

Nel corso degli anni ha avuto la possibilità di lavorare accanto a professionisti con competenze differenti, sviluppando una preparazione articolata nella chirurgia della mano, del ginocchio e dell’anca.

«In questi anni ho avuto la fortuna di lavorare accanto a medici eccellenti, a partire da Elio Rinaldi che mi ha seguito nei primi passi - ricorda -. Da ognuno di loro ho potuto imparare qualcosa: da Rinaldi ad intervenire sulla mano, da Pisano ad operare le ginocchia, da Marenghi l’anca.

Ospedale Maggiore di Parma esterno

Un record di assenze per malattia pari a zero

Mentre sulle prime pagine dei quotidiani tiene banco la brutta vicenda dei «furbetti del cartellino» dell’ospedale di Loreto Mare, che ha visto ben 94 indagati e 55 arresti di persone che facevano di tutto invece che presentarsi sul posto di lavoro, dal Maggiore spunta invece un altro record di presenza.

Oltre all’«impiegato modello» Michele Catelli, che in vent’anni non ha segnato nemmeno un giorno di malattia, dalle carte spunta il nome del dottor Ferruccio Lasagni, chirurgo ortopedico, che, è davvero il caso di dirlo, gode di una salute di ferro.

Dal 1995, anno dell’entrata in servizio all’ospedale di Borgotaro, ad oggi le sue assenze per malattia sono state zero.

«A dire il vero si potrebbe partire da più lontano: ricordo di essermi ammalato solo una volta mentre facevo la specializzazione. Il mio medico di base è andato in pensione praticamente senza avermi mai visto in ambulatorio», dice sorridendo e schermendosi un po’ per l’attenzione verso il curioso record, sul quale «pesa» senza dubbio anche una piccola dose di fortuna.

Sportivo da sempre, Lasagni non conta infatti neanche nel tempo libero «infortuni» che lo abbiano costretto a stare lontano dal reparto o dalla sala operatoria.

ElementoInformazione
Anno di ingresso in ospedale1995
Prima sede ospedalieraBorgotaro
Arrivo al Maggiore di Parma1997
Assenze per malattia dal 1995zero
Interventi condotti con successoOltre 4000

L’evoluzione della chirurgia ortopedica

«Da quando ho iniziato, l’ortopedia è diventata un’altra scienza: una volta si facevano più gessi, oggi si opera tutto.

Su questo ha giocato anche il fatto che le persone non hanno voglia di aspettare per tornare a fare la vita di prima e quindi si punta a ridurre al minimo i tempi di ripresa con tecniche sempre più raffinate e sempre meno invasive: il detto “calma e gesso” è passato di moda».

L’evoluzione della disciplina ha modificato sia le possibilità terapeutiche sia le aspettative dei pazienti, sempre più interessati a recuperare rapidamente la mobilità e la qualità di vita.

Oltre 4000 gli interventi condotti con successo in questi anni e, tra questi, anche tante soddisfazioni per aver permesso ai pazienti di tornare ad avere una buona qualità di vita.

Chirurgia Ortopedica Mininvasiva: soluzioni innovative per un rapido ritorno alla normalità

Traumatologia d’urgenza e responsabilità decisionale

La traumatologia d’urgenza rappresenta uno degli ambiti più impegnativi dell’ortopedia, perché richiede decisioni rapide, capacità tecnica e disponibilità senza orari prestabiliti.

«Lui rappresenta una categoria di professionisti abituati a lavorare con un’intensità particolare: la traumatologia d’urgenza non ha infatti orari e ci si trova spesso nella necessità di decidere in fretta cosa fare.

Oltretutto spesso si utilizzano attrezzature e strumenti pesanti, per cui anche la fatica fisica è tanta, ma tutti qui svolgono il loro lavoro con vera passione e dedizione».

Il lavoro chirurgico richiede inoltre la collaborazione costante tra medici strutturati, specializzandi e personale di reparto.

«Posso dire di essere veramente orgoglioso di questa squadra composta da un’équipe di medici strutturati capaci e da specializzandi veramente motivati che portano in reparto l’entusiasmo del voler fare e dell’imparare.

Ogni giorno qui diamo tutti il massimo e speriamo di riuscire a trasferire ai giovani medici, oltre alle necessarie, competenze tecniche anche la passione, la dedizione e l’onestà, per svolgere un lavoro che non è certo facile».

Esperienze cliniche e storie di pazienti

Tra i casi ricordati da Lasagni vi è quello di una paziente anziana con una grave complicanza a carico di una protesi d’anca.

«Ricordo con piacere il caso di una signora ottantenne che non camminava più da sei mesi perché la protesi all’anca che aveva le aveva rotto il femore.

Aveva girato diversi ospedali e le avevano detto che non c’era niente da fare: l’abbiamo operata qui a Parma e quando l’ho vista in piedi ne sono stato molto felice».

Un altro episodio riguarda la chirurgia ricostruttiva della mano e il recupero funzionale di un musicista.

«A causa di un incidente aveva avuto un pollice amputato e lo abbiamo riattaccato.

Ha ripreso a suonare e mi ha dedicato il cd del primo concerto fatto dopo l’intervento: lo conservo ancora in auto».

La chirurgia ricostruttiva del legamento crociato

Nella chirurgia ortopedica di ricostruzione dei legamenti crociati si ricorre, in generale, a tecniche che prevedono l’impianto di un nuovo legamento -realizzato tramite prelievo di tendini autologhi, oppure mediante utilizzo di tendini da donatore, anche cadavere-, a sostituzione di quello nativo, e l'instradamento di esso in un canale realizzato artificialmente tramite foratura ossea della tibia.

Tale canale sfocia nell’inserzione del legamento crociato anteriore nativo, quindi il legamento sostitutivo viene fissato a un’estremità alla tibia, instradato attraverso il canale, e in ultimo fissato al femore.

Uno dei problemi connaturati a queste tecniche chirurgiche è la ricostruzione esclusivamente funzionale del legamento nativo, ossia una ricostruzione non estesa anche al ripristino accurato dell’anatomia.

Il manicotto è accoppiato al penetratore e definisce un secondo lume di passaggio del nuovo legamento.

Tale elemento, costituito di collagene reticolato, avvolge il nuovo legamento, e lo accompagna, proteggendolo, in una zona tipicamente critica, soprattutto nelle prime settimane, quella fra piatto tibiale e femore distale, in cui il tendine viene costretto dalle pareti del canale articolare.

Schema ricostruzione legamento crociato anteriore

Ambiti di attività e responsabilità sanitarie

Le funzioni di direzione sanitaria aziendale per la direzione di struttura complessa comprendono diverse istituzioni e strutture sanitarie:

  • ULSS5;
  • Ospedale San Pellegrino, Castiglione delle Stiviere, Mantova, Lombardia;
  • Ospedale di Suzzara, Suzzara;
  • APSS, Trento, Trentino Alto Adige, PS traumatologico;
  • AULSS 8 Berica.

La varietà delle strutture indicate si colloca nel quadro di un’attività sanitaria collegata alla traumatologia, alla chirurgia ortopedica e alla gestione organizzativa delle strutture complesse.

Pubblicazioni e partecipazione alla ricerca

L’attività professionale comprende contributi a riviste scientifiche nazionali e internazionali, comunicazioni a congressi e partecipazioni a eventi dedicati alla fissazione esterna, alla chirurgia del piede, alla chirurgia dell’anca e alla traumatologia.

Riviste scientifiche e congressi

  • Rivista scientifica nazionale: CHIRURGIA DEL PIEDE, pagine 127-142, pubblicata nel 2012, autori: E. Castaman, A. Albarkouni, R.
  • Rivista scientifica nazionale: ACTA ORTOPEDICA ITALICA, pagina 9, pubblicata nel 2009, autori: A. Bombara, G. Gitto, A. Albarkouni*, G.
  • SOCIETA’ ITALIANA FISSAZIONE ESTERNA, 2 CONGRESSO NAZIONALE, pagina 1, pubblicata nel 2013, autori: E. Castaman, A. Albarkouni, M. Ruo, C.
  • SOCIETA ITALIANA FISSAZIONE ESTERNA, 2 CONGRESSO NAZIONALE, pagina 1, pubblicata nel 2013, autori: E. Castaman, A. Albarkouni, M. Ruo, C. Scialabba, M.
  • SIOT 2014, pagina 1, pubblicata nel 2014, autori: E. Castaman*, A. Albarkouni, A. Ruo, A.
  • CONGRESSO SIOT, pagine e-P.23, pubblicato nel 2014, autori: E. Castaman*, A. Albarkouni, A. Stasi, A.
  • CONGRESSO SIOT 2014, pagina 1, pubblicato nel 2014, autori: E. Castaman*, A. Albarkouni, A. Ruo, A.
  • CONGRESSO EHS EUROPEAN HIP SOCIETY, pagina EHS2012_127, pubblicato nel 2012, autori: A. Albarkouni, E.
  • EHS EUROPEAN HIP SOCIETY 2012, pagina EHS2012_157, pubblicato nel 2012, autori: E. Castaman, A.
  • SIOT 2009, pagina 1, pubblicato nel 2009, autori: M. Alesci, A. Albarkouni, P. ditto, M.A.

Comunicazioni scientifiche sulla traumatologia

Tra i contributi figura la comunicazione a convegno o congresso «RITARDO DI CONSOLIDAZIONE E PSEUDOARTROSI: È SOLO QUESTIONE DI TEMPO?», pubblicata nel 2014.

  • Autori: E. Castaman, C. Scialabba, A.
  • Pagine: 1.
  • Autori indicati: E. Castaman, C. Scialabba, A. Albarkouni, A.

Sono inoltre riportati contributi presentati al Trauma Meeting di Riccione:

  • TRAUMA METTIN RICCIONE, pagina P33, pubblicato nel 2014, autori: E. Castaman, A. Albarkouni, M. Soldà, A.
  • TRAUMA MEETING RICCIONE, pagina 1, pubblicato nel 2014, autori: E. Castaman, A. Albarkouni, M. Soldà A.
  • TRAUMA MEETING RICCIONE, pagina P32, pubblicato nel 2014, autori: E. Castaman, A. Albarkouni, M. Soldà, A.
  • TRAUMA MEETING RICCIONE 2014, autori: E. Castaman, A. Albarkouni, M. Soldà, A.

Congressi, corsi e aggiornamento professionale

L’aggiornamento professionale comprende congressi, corsi pratici, attività di formazione a distanza e percorsi dedicati alla gestione del dolore, alla sicurezza del paziente, alla chirurgia protesica e alle patologie ortopediche.

Congressi e corsi specialistici

  • Partecipante al congresso: 3° SIFE.
  • Partecipante al corso di aggiornamento: REVISION HIP ANATOMIC INSTRUCTIONAL COURSE HAMBURG, Germany.
  • Partecipante al corso di aggiornamento: IL DOLORE NEL PAZIENTE ORTOPEDICO, GESTIONE FARMACOLOGICA E CHIRURGIA MININVASIVA, organizzatore: OSP BARCELLONA, Barcellona.
  • Partecipante al corso di aggiornamento: PAIN EVOLUTION LA STORIA VERA, ente organizzatore: Grünenthal Italia S.r.l.
  • Partecipante al corso di aggiornamento: OSTEOTOMIE DI GINOCCHIO, corso, ente organizzatore: Negrar.
  • Partecipante al meeting: LA MEDICINA RIGENERATIVA.
  • Partecipante al corso di aggiornamento: ARTHROLAB ARTHREX ADVANCED KNEE WORKSHOP MONACO.
  • Partecipante al corso avanzato S.I.S.P.E.C. IL PIEDE PIATTO, ente organizzatore: S.I.S.P.E.C.

Formazione a distanza e sicurezza sanitaria

  • PREVENZIONE DELLE PUNTURE ACCIDENTALI E RISCHIO BIOLOGICO DELLE FERITE DA PUNTA E DA TAGLIO.
  • LA DIAGNOSI PRECOCE E CLINICA STRUMENTALE DELLA DISPLASIA CONGENITA DELL'ANCA.
  • LA SICUREZZA DEL PAZIENTE. DOCUMENTAZIONE CLINICA RISK MANAGEMENT. FAD.
  • POLIZZA RESPONSABILITÀ SANITARIA. LA SICUREZZA DEL PAZIENTE.
  • LA COMUNICAZIONE IN SANITÀ AI TEMPI DEI SOCIAL MEDIA. TUTELA DELL...
  • NOVITÀ IN TEMA DI OSTEOPOROSI E DI ALTRE PATOLOGIE OSTEOMETABOLICHE, ente organizzatore: Research S.r.l.
  • ROADMAP NELLA GESTIONE DEL DOLORE CRONICO SEVERO, ente organizzatore: S.r.l.

Passione, dedizione e ruolo del servizio pubblico

Tante le storie e gli aneddoti che si accavallano, ricordati anche dal direttore della clinica ortopedica del Maggiore Enrico Vaienti che, proprio con Lasagni, ha una conoscenza di lunghissima data, risalente a quando erano ancora specializzandi.

«La prima persona che ho incontrato a Parma, nel piccolo spogliatoio che ci era riservato, è stata proprio Ferruccio Lasagni.

La sua esperienza viene descritta come quella di un professionista abituato a sostenere ritmi intensi, affrontando la complessità tecnica e fisica della traumatologia d’urgenza con passione e dedizione.

Sorpreso, ma non troppo, anche Massimo Fabi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma: «Non deve destare stupore o meraviglia il fatto che all’interno della pubblica amministrazione, ma soprattutto all’interno del mondo di coloro che si occupano della tutela della salute dei cittadini, vi siano esempi positivi.

Sono situazioni che testimoniano come a Parma ci siano, oltre alla volontà di fare il proprio dovere, un particolare attaccamento al lavoro, un senso di responsabilità e un piacere nello svolgere un’attività di cura essenziale per il prossimo.

Purtroppo il pubblico sale solitamente agli onori della cronaca a causa di quelli che non fanno il loro dovere e che così facendo, pur essendo un’assoluta minoranza, mettono in cattiva luce un intero settore che è fatto invece di persone che si impegnano quotidianamente».

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