Crepa tra muro e porta blindata: come capire la causa e intervenire correttamente

Quando compare una crepa tra muro e porta blindata, è giusto preoccuparsi innanzitutto del danno estetico, ma è ancora più importante analizzare il tipo di crepa e cercare di comprenderne la causa.

Con il passare degli anni, qualsiasi costruzione può essere interessata da microfessure, cavillature o fenditure che potrebbero destare preoccupazione. Tuttavia, non tutte le crepe hanno lo stesso significato e lo stesso livello di rischio.

La zona intorno a una porta blindata è particolarmente importante perché il telaio, la muratura, l’intonaco e gli eventuali materiali di raccordo possono reagire in modo diverso ai movimenti, all’asciugatura e alle variazioni di temperatura. Per questo motivo, prima di richiudere la fessura o coprirla con un nuovo rivestimento, bisogna appurare le cause e l’entità della gravità delle crepe sui muri.

Le cause più comuni delle crepe vicino alla porta blindata

La crepa più comune ed anche la più innocua è quella che riguarda esclusivamente l’intonaco e che quindi non interessa solo lo strato superficiale della parete.

Se la crepa riguarda solo l’intonaco e riguarda una nuova costruzione è molto probabile che sia causata dall’assestamento delle pareti e dal fatto che l’intonaco asciugandosi si possa ritirare troppo.

Si manifestano sotto forma di sottili screpolature superficiali e sono comuni dopo una ristrutturazione.

Anche lievi movimenti della struttura o problemi di posa possono favorire la formazione di microfessure.

Spesso la causa delle crepe nell’intonaco è l’utilizzo di materiali con diverso coefficiente di dilatazione termica che provocano delle microfessure a causa di un ritiro differente.

Se si tratta invece di un immobile datato si tratta semplicemente del normale deperimento dei materiali che non essendo abbastanza elastici hanno creato delle spaccature.

Le cosiddette crepe di assestamento sono delle spaccature che possono presentarsi nelle murature di un edificio di qualsiasi tipo.

In una casa di nuova costruzione, le fessure sottilissime che compaiono su molte pareti possono quindi essere legate all’asciugatura dei materiali, al ritiro dell’intonaco o all’assestamento della costruzione. In un caso analogo, l’intonaco era stato messo intorno a febbraio e la pittura era stata eseguita a metà giugno, ma le crepe erano comparse successivamente.

In un altro caso, la maggior parte dei muri era stata ricostruita, smaltata e finita a malta fina intorno a gennaio, mentre la pittura era stata applicata in aprile-maggio; alcuni punti si erano comunque fessurati.

Il muratore che aveva eseguito i lavori aveva spiegato che purtroppo era normale e che, come minimo, secondo lui, dovrebbero passare sei mesi prima di pitturare.

Quando la crepa riguarda soltanto l’intonaco

Per capirlo ti basterà rimuovere qualche cm di intonaco per capire se la crepa riguarda anche la muratura.

Un controllo locale può consistere nel fare un “saggio” su una delle pareti, rimuovendo con prudenza lo strato superficiale e verificando la profondità della fessura.

Se la crepa non è passante, si può vedere soltanto da un lato della muratura, sappiamo che riguarda soltanto la superficie dell’intonaco ed è strutturalmente irrilevante.

In un caso analogo, il saggio eseguito insieme al costruttore e a un ingegnere aveva mostrato che la crepa si fermava allo strato superficiale, senza intaccare l’intonaco.

In questi casi si hanno quasi sempre semplici difetti estetici come le lesioni dell’intonaco interno, crepe lievi su muri divisori non portanti e che non indicano problemi strutturali.

Si può perciò ricorrere a una semplice stuccatura, se abbiamo una sufficiente dimestichezza, però solo dopo averlo accertato con un tecnico esperto.

A seconda dell’entità del danno, è possibile intervenire con semplici stuccature e rasature oppure, nei casi più gravi, con il rifacimento dell’intonaco.

Nella maggior parte dei casi, non richiedono interventi strutturali: è sufficiente stuccarle e ritinteggiare la parete per ripristinare l’estetica del muro.

Perché una rete sottile può non essere sufficiente

In fase di costruzione, sicuramente non é stata applicata sufficiente malta alla grata dei controtelai.

L’imbianchino, in fase di stuccatura delle pareti, ha applicato una rete finissima, una sorta di garza, che a suo dire avrebbe evitato che la parete si crepasse.

Nonostante ciò oggi mi ritrovo con vistose crepe alla parete e con l’esigenza di coprirle o meglio di eliminarle.

La presenza di una rete nello strato di finitura non dimostra da sola che la causa del problema sia stata eliminata. Se il supporto continua a muoversi, se l’intonaco si ritira o se il raccordo tra muratura e telaio non è stato eseguito correttamente, la fessura può ripresentarsi anche dopo la stuccatura e la pittura.

La differenza tra crepa superficiale e crepa strutturale

Si parla invece di crepe strutturali quando viene intaccata l’opera muraria quindi la crepa oltre a presentarsi sull’intonaco si troverà anche sul cemento vivo.

Le crepe strutturali sono le più preoccupanti, poiché interessano gli elementi portanti dell’edificio, come travi, colonne o muri portanti.

Le crepe strutturali rappresentano un segnale d’allarme, in quanto possono indicare cedimenti che compromettono la stabilità dell’edificio.

Di solito sono larghe, profonde e tendono ad evolversi nel tempo.

Un segnale particolarmente allarmante è rappresentato dalle crepe passanti, ossia quelle che attraversano completamente lo spessore del muro, risultando visibili sia all’interno che all’esterno dell’edificio.

Le crepe profonde e passanti invece sono tutt’altra storia, prima di essere richiuse vanno analizzate e monitorate in quanto se sono generate da un cedimento una volta richiuse si riapriranno se non è stata eliminata la causa.

Crepa passante, non passante e muro portante

SituazioneSignificato possibileComportamento consigliato
Crepa non passanteInteressa solo l’intonaco o uno dei due lati.Verificare la stabilità e procedere alla riparazione estetica solo dopo l’accertamento.
Crepa passanteCoinvolge l’intera sezione del muro e indica movimenti strutturali significativi.Richiedere una valutazione tecnica prima di richiuderla.
Muro portanteSostiene il peso dei piani superiori e resiste alle forze sismiche.Una crepa qui è un problema serio.
TramezzoParete divisoria interna, priva di funzione strutturale, spessore 8-10 cm.La lesione è spesso meno grave, ma deve essere valutata in base a profondità ed evoluzione.

La forma della crepa aiuta a comprenderne l’origine

Esistono diverse tipologie di crepe che possono essere classificate in base alla loro posizione rispetto alla porzione di struttura.

Dalla forma delle crepe possiamo dedurre l’origine del problema.

Crepe verticali

Le crepe verticali appaiono quando il peso dell’edificio non è distribuito in maniera omogenea sul terreno o quando ci sono corpi aggiunti il cui giunto non è stato correttamente razionalizzato.

Si sviluppano in linea retta, dall’alto verso il basso.

Spesso sono dovute a un ritiro uniforme dei materiali o a un assestamento verticale omogeneo.

Crepe orizzontali

Le crepe orizzontali, dette anche lesioni da trazione, sono causate da un peso eccessivo della copertura superiore, ad esempio per via di pioggia e neve eccessiva.

Quando il carico è troppo elevato le travi e le coperture possono piegarsi provocando delle lesioni.

Crepe a scalino

Andamento a Scalino, zig zag: nelle murature, la crepa non segue una linea retta, ma la linea di minor resistenza, la malta tra i mattoni.

Queste sono spesso il segnale più comune e preoccupante di un problema strutturale.

Tali crepe in genere attraversano la muratura da parte a parte, crepe passanti, e possono coinvolgere anche più paramenti murari.

Crepe agli angoli di porte e finestre

Crepe vicino agli angoli di porte e finestre sono causate solitamente da eventi sismici.

Si presentano come fenditure sottili, che solitamente non si allargano nel tempo e compaiono spesso in prossimità di angoli, porte e finestre.

Nel caso di una porta blindata, tuttavia, la posizione della crepa deve essere valutata insieme al tipo di parete, al collegamento con il telaio e all’eventuale presenza della stessa fessura sull’altro lato.

Crepe a croce o a X

Le crepe a croce o X appaiono quando l’edificio scarica le tensioni della scossa.

Spalling nel cemento armato

Spalling in cemento armato: le crepe che si formano su travi o pilastri in cemento armato con distacco del copriferro indicano la corrosione delle armature.

Crepe lungo un pilastro

Le crepe lungo il pilastro sono spesso dei segnali pericolosi.

Crepa vicino telaio porta blindata

Crepe singole e quadro fessurativo

Crepa singola: se isolata, in una casa di recente costruzione, spesso è un normale assestamento.

La presenza di multiple crepe interconnesse, distribuite su più pareti o piani, è un vero e proprio Codice Rosso.

L’insieme delle crepe nell’intonaco e delle lesioni sulla muratura e sugli elementi strutturali costituiscono il quadro fessurativo, il complesso che gli esperti geotecnici e strutturisti esaminano per valutare la stabilità dell’edificio.

Quando vedo delle crepe nei muri non penso tanto al danno estetico che rappresentano, quanto alla possibile causa che può averle provocate.

Le crepe nei muri e le fessure nei pavimenti possono rappresentare un segnale di possibile cedimento delle fondazioni degli edifici.

Con il passare del tempo le crepe possono aumentare in numero o espandersi, se la causa alla loro base non viene corretta.

Come capire se la crepa è stabile o in evoluzione

Abbiamo visto le cause e imparato a leggere la forma. Questo è il criterio più importante.

Crepa stabile

Una crepa stabile non cambia per mesi o anni.

Crepa in crescita

Una crepa in crescita aumenta visibilmente in poche settimane.

Prima di tutto bisogna fare mente locale per ricordare se la crepa era già presente oppure se sono emerse soltanto dopo il terremoto.

Se le crepe sono di pochi millimetri, probabilmente la situazione non è grave.

Un controllo nel tempo è comunque utile, soprattutto se la fessura si trova in corrispondenza della porta blindata, compare su entrambi i lati del muro o tende ad allungarsi.

Metodo del testimone

Come metodo iniziale, traccia una linea con una matita perpendicolarmente alla crepa.

Puoi anche annotare la data, fotografare la zona e verificare periodicamente se la linea si interrompe o se la fessura cambia forma.

Monitoraggio professionale

Il monitoraggio professionale, essenziale, utilizza un fessurimetro, uno strumento a placche graduate, per misurare con precisione l’eventuale movimento e la sua direzione nel tempo.

I tecnici strutturisti si occupano di eseguire misurazioni e monitoraggi con fessurimetri nel corso di almeno un anno per valutare l’eventuale progredire nel tempo, con misurazioni trimestrali.

Gli esperti geotecnici e strutturisti possono servirsi di strumenti come fessurimetri per analizzare la forma e l’evoluzione del problema nel tempo.

Le domande da porsi prima di riparare la fessura

Per valutare se le crepe sono pericolose possiamo porci alcune domande:

  • Dopo quanto tempo la costruzione dell’edificio si sono manifestate le crepe?
  • La crepa interessa un muro portante oppure un muro non portante, divisorio o di tamponamento?
  • Si tratta di una crepa passante, visibile su entrambi i lati della parete coinvolta?
  • Le crepe sono in evoluzione?

Il test della profondità consiste nel sondare delicatamente la fessura con la punta di un cacciavite sottile o una monetina.

Se la crepa interessa soltanto la finitura superficiale, è possibile che il problema sia limitato all’intonaco o alla pittura. Se invece prosegue nella muratura, coinvolge il cemento vivo o compare in modo identico sui due lati della parete, è necessaria una valutazione più approfondita.

Il terreno e le fondazioni possono provocare fessurazioni

Le crepe in un edificio non sono solo un problema estetico, ma possono anche indicare problematiche strutturali legate al terreno.

Il terreno su cui si costruisce un edificio è fondamentale per la sua stabilità.

La flessione dell’edificio dovuta a cedimenti irregolari del terreno tende a manifestarsi nei punti più vulnerabili, come gli angoli.

Tra le cause più comuni legate al terreno ci sono piccoli spostamenti che, pur non generando danni immediati, possono provocare fessurazioni nelle pareti più deboli.

Anche se il ritiro è un fenomeno intrinseco del materiale, un terreno che non sostiene adeguatamente la struttura può amplificare queste crepe, soprattutto negli elementi soggetti a deformazioni.

Cedimenti differenziali

Questo è il “traditore” silenzioso e la causa più frequente.

Si verifica quando il terreno su cui poggia l’edificio perde la sua capacità portante in modo non uniforme, cedimento differenziale.

Queste crepe compaiono spesso nei muri portanti e possono essere sintomo di spinte del terreno, difetti nelle fondamenta o sforzi strutturali mal distribuiti.

Sono comunemente provocate da cedimenti differenziali delle fondazioni o da ritiro del materiale.

Terreni espansivi

I terreni argillosi, assorbendo acqua, si espandono, e si contraggono quando si seccano.

Negli ultimi anni uno degli esempi più frequenti di dissesto è legato alle variazioni climatiche e alla presenza di terreni argillosi, diffusi su gran parte del territorio italiano.

Infatti nei periodi di forte piovosità, le argille assorbono acqua e rigonfiano generando spinte positive sulle strutture, mentre nel periodo secco il terreno coesivo si indurisce perdendo acqua e riducendosi di volume.

Questo è banalmente il motivo per cui d’estate nei campi si vedono le famose spaccature.

Il fenomeno sopra descritto può essere correlato all’abbassamento della falda acquifera che somma anche un cedimento ulteriore se siamo in presenza di terreni compressibili, come ad esempio nella bassa pianura Padana.

Infiltrazioni d’acqua

Infiltrazioni d’acqua di varia natura, ad esempio, possono generare dilavamento e creare cavità al di sotto delle fondazioni, così come ridurre la portanza del terreno.

Le infiltrazioni d’acqua, che col tempo degradano i materiali e indeboliscono la muratura, possono contribuire alla formazione di crepe strutturali.

Altre cause possibili

  • Intervento dell’uomo, come opere di sopraelevazione, ristrutturazione architettonica non eseguita a regola d’arte, traffico veicolare intenso e scavi nel terreno.
  • Carichi eccessivi della costruzione non previsti in fase di realizzazione dell’edificio.
  • Alterazioni del terreno, come frane e variazioni della falda acquifera, per via delle quali lo stabile è costretto a riassestarsi.
  • Variazioni di umidità che causano essiccamento e ritiro dei terreni argillosi nei periodi siccitosi.
  • Variazioni eccessive nel livello della falda acquifera.
  • Infiltrazioni d’acqua.
  • Difetti di costruzione, come materiali scadenti, errata posa in opera o mancanza di adeguate armature.
  • Sovraccarichi, derivanti da un eccessivo peso su solai o pareti.
  • Eventi sismici, che sottopongono la struttura a sollecitazioni intense.

Perché non bisogna limitarsi a coprire la crepa

Devi tenere a mente inoltre che la semplice attività di occultamento della crepa non porta alla scomparsa del problema.

Una stuccatura o una nuova pittura possono ripristinare temporaneamente l’aspetto della parete, ma non eliminano un eventuale movimento della muratura, del telaio o delle fondazioni.

Le crepe profonde e passanti, prima di essere richiuse, vanno analizzate e monitorate in quanto, se sono generate da un cedimento, una volta richiuse si riapriranno se non è stata eliminata la causa.

Per questo è opportuno evitare di applicare direttamente un foglio di cartongesso da 1 cm con l’unico obiettivo di nascondere la fessura.

Il cartongesso può coprire visivamente la lesione, ma non permette di stabilire se la crepa continua a muoversi e può rendere più difficile il controllo successivo. Inoltre, se il supporto sottostante si muove, anche il nuovo rivestimento può lesionarsi o staccarsi.

Come intervenire sulle crepe superficiali

In presenza di una crepa limitata alla finitura, è possibile procedere alla riparazione estetica solo dopo aver verificato che non sia in evoluzione e che non interessi la muratura.

  1. Verificare la profondità della fessura.
  2. Controllare se la crepa è presente anche sull’altro lato della parete.
  3. Osservare se interessa un muro portante, un tramezzo, il telaio o il raccordo tra materiali diversi.
  4. Monitorare l’eventuale evoluzione nel tempo.
  5. Rimuovere il materiale incoerente e preparare il supporto.
  6. Applicare il prodotto di ripristino adatto alla superficie.
  7. Procedere con rasatura e pittura.

A seconda dell’entità del danno, è possibile intervenire con semplici stuccature e rasature oppure, nei casi più gravi, con il rifacimento dell’intonaco.

La scelta dei materiali gioca un ruolo chiave: utilizzare intonaci e calcestruzzi di qualità riduce il rischio di crepe da ritiro e fessurazioni.

Anche i tempi di asciugatura devono essere rispettati durante i lavori di costruzione e ristrutturazione, per evitare tensioni nei materiali.

Un’altra strategia utile è il monitoraggio periodico delle pareti, che permette di individuare eventuali lesioni in fase iniziale e intervenire tempestivamente.

Infine, proteggere le superfici con vernici e trattamenti specifici aiuta a prevenire la formazione di fessurazioni e a mantenere le pareti in buono stato più a lungo.

Quando rivolgersi a un tecnico

È sempre consigliabile che uno specialista valuti le crepe per determinarne l’origine e la gravità.

Prima di eseguire eventuali interventi di consolidamento oppure di correzione estetica delle fessurazioni, bisogna appurare le cause e l’entità della gravità delle crepe sui muri.

In ogni caso, non bisogna cedere al panico, ma conviene rivolgersi a esperti che sappiano valutare la situazione obiettivamente per comprendere la portata del problema.

Se temi che il tuo edificio presenti qualche segnale di possibile cedimento delle fondamenta, non è il caso di allarmarsi, bensì di agire con metodo e tempestività.

È particolarmente importante chiedere una valutazione tecnica quando:

  • la crepa è passante;
  • la fessura compare su entrambi i lati del muro con la stessa forma e dimensione;
  • la lesione è larga, profonda o in crescita;
  • interessa pilastri, travi, muri portanti o il collegamento con la struttura;
  • compaiono molte crepe interconnesse su più pareti o piani;
  • sono presenti fessure nei pavimenti;
  • la crepa compare dopo un terremoto o un altro evento significativo;
  • sono visibili infiltrazioni d’acqua, distacchi del copriferro o deformazioni.

Un tipo di crepe interne che possono verificarsi raramente, secondo la mia esperienza, sono quelle che coinvolgono soltanto i muri portanti interni e non quelli perimetrali.

Le crepe strutturali, come quelle nei pilastri di cemento, travi e pareti, possono tradire dei problemi di stabilità a carico dell’edificio.

Possibili interventi sul terreno e sulle fondazioni

Se la causa della crepa nel muro è il cedimento del terreno solitamente vengono utilizzate iniezioni di resine espandenti ovvero sostanze chimiche biocompatibili per rendere uniforme il volume del terreno.

Questo procedimento è rapido, poco invasivo, economico e a basso impatto ecologico.

Le iniezioni di resine espandenti vengono compiute su tutto il volume di terreno interessato, sotto controllo geognostico.

Si tratta di sostanze chimiche biocompatibili che vengono pompate attraverso fori dal diametro di 25 mm.

Le iniezioni delle resine vengono fatte in superficie, ma possono scendere anche in profondità in modo da rendere uniforme il volume del terreno sottostante alle sollecitazioni per evitare cedimenti differenziali.

Le resine espandenti sono soluzioni poco invasive ed economicamente convenienti.

Un’altra valida alternativa può essere il consolidamento delle fondazioni con micropali precaricati; questa tecnica viene utilizzata se il dissesto del terreno è esteso e le resine non sono altrettanto affidabili.

In ogni caso anche la tecnica dei micropali è poco invasiva e altrettanto conveniente a livello economico.

Il consolidamento delle fondazioni con i micropali presso-infissi inseriti con martinetti idraulici permette di supportare le fondamenta con un appoggio aggiuntivo stabile e duraturo.

I pali vengono fatti penetrare nel sottosuolo fino a quando non raggiungono l’orizzonte portante stabile.

Questa tecnologia non prevede periodi di assestamento e può naturalmente essere utilizzata anche per interventi di consolidamento preventivo.

Si tratta di una metodologia di consolidamento molto affidabile e che può essere realizzata con costi accettabili e invasività ridotta.

Il costo dell’intervento dipende da variabili come la profondità e l’estensione dell’intervento.

Come interpretare le crepe nei muri di casa

Chi deve occuparsi della riparazione in una casa nuova

Quando le crepe compaiono in una casa di nuova costruzione, è opportuno documentarle prima di procedere con ritocchi o lavori autonomi.

Fotografie, posizione delle fessure, data di comparsa, andamento nel tempo e risultati dei saggi possono aiutare a chiarire la responsabilità dell’intervento.

Se la crepa si ferma allo strato superficiale, senza intaccare l’intonaco, il problema può essere riconducibile alla finitura, all’asciugatura, al ritiro dei materiali o alla posa.

In questo caso, la riparazione può rientrare nelle lavorazioni di finitura da verificare con il costruttore e con l’impresa che ha eseguito l’intonaco e la pittura.

Se invece la lesione interessa la muratura, è passante, si ripresenta dopo la stuccatura o mostra un’evoluzione, la questione non dovrebbe essere trattata come un semplice ritocco estetico.

In presenza di lesioni murarie di questo tipo, è fondamentale l’intervento di un tecnico specializzato per una diagnosi accurata e la definizione di una soluzione adeguata.

In caso di dubbi, è sempre consigliabile consultare un tecnico qualificato per una valutazione professionale.

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