Habanero, Chipotle, Scotch Bonnet, Trinidad Scorpion o Carolina Riper o, forse il più conosciuto, Calabrese, qualsiasi sia la varietà di peperoncini che coltivate sul terrazzo di casa o nell’orto, sapete che all’inizio dell’estate arrivano in poco tempo a maturazione tantissimi peperoncini.
Se ne amate il tocco piccante e volete preservarne il sapore per tutto l’anno, ecco qualche suggerimento che dovete seguire.
Esistono molti metodi che potete usare per conservare i peperoncini freschi alcuni prevedono che abbiate un po’ di manualità, altri sono più semplici ma altrettanto efficaci.
Perché conservare i peperoncini appena raccolti
Il peperoncino è molto amato in cucina, grazie alla sua capacità di donare una nota vivace e più o meno piccante alle nostre pietanze.
Potremmo definire i peperoncini, quasi come un ingrediente indispensabile da avere sempre a portata di mano quando si tratta di cucinare.
Alcune cultivar di peperoncino sono davvero molto produttive e quando si arriva al raccolto ci si trova con una quantità di peperoncino al di sopra delle immediate esigenze di cucina.
Ecco allora che sono tanti quelli che decidono di coltivare la piantina di peperoncini ma, ahimè, i frutti una volta staccati dalla pianta, se non conservati opportunamente, durano poco.
Per conservare il peperoncino la tradizione ci suggerisce molti metodi affinchè non siamo costretti ad utilizzarli tutti in un arco limitato di tempo, o peggio ancora, non dobbiamo esser costretti a gettarli via, perchè magari si sono afflosciati o ammuffiti.
Di famiglia in famiglia, si tramandano varie tecniche di conservazione del peperoncino, per evitare gli sprechi ed avere una efficiente scorta tutta l'anno.
Come scegliere e preparare i peperoncini
È importante ricordare che il peperoncino fresco è un frutto con un abbondante contenuto di acqua nella polpa.
Per questo motivo spesso all’interno (o anche all’esterno) dei peperoncini, se non ben conservati, si può notare l’insorgenza di muffe o marcescenze che costringono a buttar via il raccolto.
La capacità di conservarsi dei peperoncini freschi dipende molto dalla cultivar che avete coltivato.
In base alla quantità di polpa presente, i peperoncini possono essere più o meno facili da conservare.
I peperoncini molto polposi vanno trattati con più cura.
Per le conserve scegliete peperoncini integri, senza ammaccature, tagli, muffe o segni di marcescenza.
Se intendete conservare i peperoncini piccanti sott'olio, accertatevi di selezionare quelli integri, puliteli accuratamente lavandoli e asciugandoli.
Come visto anche per gli altri metodi, dobbiamo lavare ed asciugare perfettamente i peperoncini.
Per lavorare i peperoncini particolarmente piccanti è opportuno indossare i guanti, soprattutto durante il taglio e la rimozione dei piccioli.
Conservare i peperoncini freschi
A temperatura ambiente
In media un peperoncino fresco può essere conservato senza troppi problemi anche per una settimana fuori dal frigo.
L’importante è tamponarli con un panno di carta assorbente per pulirne la superficie e disporli ordinatamente su un graticcio di fibra naturale in un luogo areato, assolutamente non umido, ma non a contatto diretto dei raggi solari.
In frigorifero
Se intendete conservare il peperoncino fresco per più tempo, potete conservarli in frigorifero.
Al freddo, ma soprattutto con un controllo degli sbalzi di temperatura, il deperimento sarà scongiurato.
Scegliete di riporli in sacchetti pensati per le verdure vanno bene quelli in carta o in plastica microforata.
Nel congelatore
Altro metodo altrettanto valido per conservare i peperoncini, è riporli in freezer.
Come per il frigo, prima di conservare il peperoncino fresco appena raccolto ricordate di pulirlo e disponetelo ben distanziato sul fondo del cassetto.
Utilizzate un contenitore basso e piatto.
Solo quando i peperoncini saranno congelati potrete spostarli in un sacchetto adatto alla surgelazione degli ortaggi.
Infine, un modo decisamente pratico per conservare il peperoncino consiste nel surgelarlo.
Procedete lavandoli e asciugandoli con cura e trasferiteli interi nei sacchetti per congelare.
Prima di riporlo in freezer, sigillare il sacchetto avendo cura di far fuoriuscire tutta l'aria all'interno.
In questo modo i peperoncini si conservano per 3 mesi.
Quando vi serviranno, basterà lasciarli scongelare.
Questi peperoncini così conservati, saranno perfetti per insaporire pietanze calde: utilizzateli nel soffritto per un sugo piccante o per un curry fatto al momento.
| Metodo | Preparazione | Utilizzo |
|---|---|---|
| Temperatura ambiente | Peperoncini asciutti su un graticcio, in luogo ventilato e non umido | Consumo in tempi brevi |
| Frigorifero | Sacchetti di carta o plastica microforata | Uso come peperoncino fresco |
| Freezer | Congelamento iniziale distanziato e successivo trasferimento nei sacchetti | Soffritti, sughi e curry |
| Essiccazione | Eliminazione completa dell’acqua | Peperoncini interi o macinati |
| Sott’olio | Peperoncini salati, asciugati e completamente coperti d’olio | Condimenti e bruschette |
| Sott’aceto | Peperoncini coperti con aceto bianco bollente | Conserve e contorni |
Essiccare i peperoncini piccanti
Sicuramente uno dei metodi più conosciuti di conservazione del peperoncino è quello di farli essiccare.
Essiccazione al sole
Tradizionalmente i peperoncini venivano fatti seccare su graticci di fibra naturale o appesi in grossi mazzi in ambienti secchi, spesso sotto i raggi cocenti del sole estivo.
Per essiccare i peperoncini, ci sono vari metodi, sicuramente il migliore e più rapido e quello con l'utilizzo di un essiccatore professionale.
Per prima cosa dobbiamo lavare ed asciugare i peperoncini, poi posizioniamoli su una griglia, permettendogli la corretta aerazione.
A questo punto esponiamoli al sole, possibilmente in un punto ventilato, per almeno 3 giorni, a quel punto, potrete conservarli nei contenitori con chiusura ermetica per le spezie.
In molte zone della Calabria vengono legati al filo ed appesi per farli asciugare per poi decorare case e cucine con questi filari di peperoncini piccanti che oltre a essere buoni sono anche molto belli e decorativi!

Essiccazione in forno o nell’essiccatore
In forno o con l’essiccatore.
Per abbreviare i tempi si può utilizzare un essiccatore o un forno avendo cura di scegliere una essiccazione lenta che privi i frutti via via di tutta l’acqua.
In alternativa potrete anche essiccare i peperoncini al forno, a 50°C per diverse ore.
Una volta che i peperoncini sono completamente secchi, grazie al metodo che avrete scelto, potete decidere di conservarli interi o di macinarli con un macinaspezie o macinacaffè.
Conservare i peperoncini secchi è indubbiamente il metodo più sicuro, in quanto ci assicureremo che non vi sia alcuna traccia di acqua (responsabile delle muffe).
In entrambi i casi vi consigliamo di conservarli in un contenitore sterilizzato con chiusura ermetica.
È importante che i peperoncini siano completamente asciutti prima di essere chiusi nei contenitori, perché l’umidità residua favorisce muffe e alterazioni.
Peperoncini sott’olio
Altro metodo tradizionale per conservare i peperoncini è quello di creare una conserva a base di olio.
L’olio, infatti, creando una patina sulla superficie del cibo, impedisce che ci siano scambi di ossigeno con l’esterno impedendo l’insorgenza di muffe.
Il peperoncino sottolio è un grande classico per la conservazione di questo prezioso ingrediente.
L'olio infatti è un ottimo mezzo per la conservazione del peperoncino, a patto che la procedura venga eseguita correttamente, evitando la formazione di muffe e botulino.
Preparazione dei peperoncini
Per conservare peperoncini piccanti sott'olio correttamente dovremmo per prima cosa, lavare gli stessi accuratamente, dopo aver scelto i migliori, per nulla intaccati.
A questo punto indossiamo i guanti, togliamo via i piccioli e tagliamo i peperoncini a pezzetti e trasferiamoli in un recipiente, quindi aggiungiamo abbondantemente del sale, mescoliamo e lasciamo riposare per 12 ore coperti.
In molte ricette si consiglia di tagliare i peperoncini e lasciarli macerare in abbondante sale, per eliminare tutta l’acqua, poi strizzarli e lasciarli in un bagno di aceto.
Si prepara invece lavando prima i peperoncini che vengono poi tagliati grossolanamente a rondelle e disidratati della loro acqua facendoli riposare all’interno di uno scolapasta in abbondante sale per 24 ore.
Una nebulizzata di aceto aiuta a preservare il prodotto dai batteri quali il botulino.
Dopo il riposo, passiamo i peperoncini al torchio o servendoci di uno schiacciapatate, per eliminare ogni traccia d' acqua.
Passate queste ore vengono quindi dissala e si procede a riempire i vasi con il peperoncino che privato della sua acqua può essere immerso nell’olio extra vergine e utilizzato per condire primi piatti, ricette di pesce, verdure e qualsiasi altra specialità.
Riempimento e conservazione
Quando siamo sicuri che essi siano ben asciutti, trasferiamoli nei vasetti (precedentemente sterilizzati), pressandoli per bene e aggiungendo man mano l' olio extra vergine di oliva.
Solo dopo averli pressati possono essere conservati, ricoperti completamente di olio, in barattoli sterili e chiusi ermeticamente.
Lasciamo riposare alcune ore, senza avvitare il tappo e se necessario, aggiungere dell' altro olio, fino a ricoprirli completamente.
Quindi tappate e conservate al buio e al fresco.
Così conservati, i peperoncini durano tranquillamente un anno, ma quando aprite il vasetto, ponetelo poi in frigo e di tanto in tanto, aggiungetevi dell' olio.
Il livello dell’olio deve mantenere i peperoncini completamente immersi.
Anche l'olio prenderà sapore e potrete utilizzarlo a sua volta come olio aromatico per condirvi bruschette e pietanze varie.
Noi lo amiamo anche spalmato nelle bruschette di pane caldo ma siamo animi coraggiosi!
La conserva sott’olio è una preparazione domestica che richiede particolare attenzione all’igiene, all’eliminazione dell’acqua e alla corretta chiusura dei vasetti.
Peperoncini sott’aceto
La conserva sott’aceto è un altro metodo efficace per conservare a lungo i peperoncini.
In questo caso, dopo aver mondato e tagliato i peperoncini, potete disporli all’interno di un barattolo unire del sale e pepe in grano e poi versare all’interno aceto bianco bollente fino a ricoprirli.
Un altro metodo collaudato per conservare i peperoncini è con l'aceto.
Come visto anche per gli altri metodi, dobbiamo lavare ed asciugare perfettamente i peperoncini, poi tagliarli a piccole fette.
Potete lasciare o togliere i semi, a seconda del grado di piccantezza che si desidera conservare.
Ora trasferite i peperoncini in un barattolo precedentemente sterilizzato, aggiungi del sale e qualche grano di pepe intero.
Nel frattempo disporremo l’aceto bianco in un pentolino e porteremo sul fino all'ebollizione.
A questo punto coprite con l'aceto i peperoncini direttamente nel barattolo, lasciando 2,5 cm dal bordo.
In seguito, basterà chiudere con un tappo a vite e capovolgere i barattoli per creare il sottovuoto.
Una volta freddi, riportateli a testa in su e verificate l’ermeticità della chiusura.
Crema e confettura di peperoncini
Crema di peperoncino
Un modo perfetto per conservare i peperoncini freschi, se vi piacciono i sapori forti e decisamente piccanti, possiamo fare come i calabresi, ovvero preparando una golosissima crema di peperoncino, da usare con parsimonia, se la preparate molto piccante, o se la piccantezza non vi spaventa, potete anche osare.
Ad ogni modo si prepara così: crema di peperoncino.
Confettura di peperoncini
Se siete pratici con la preparazione di marmellate e volete assaggiarne una dal sapore inconfondibile, potete preparare questa confettura di peperoncini.
Basterà, una volta lavati e tagliati i peperoncini, cuocerli con una giusta quantità di zucchero fino a formare un composto gelatinoso.
In rete esistono tante ricette diverse, c’è chi aggiunge una mela per sfruttare il suo gusto dolce e la pectina in essa contenuta, chi unisce peperoni rossi o gialli, chi abbina i peperoncini ad altra frutta.
Coltivare peperoncini per avere un raccolto da conservare
Il peperoncino, con la sua incredibile varietà di forme, colori e gradi di piccantezza, è una delle piante più amate dagli appassionati di orto urbano.
Coltivare peperoncini in vaso è un’esperienza accessibile a tutti, anche a chi ha poco spazio o è alle prime armi con il giardinaggio.
Richiede principalmente sole, calore e le giuste attenzioni per il terreno e l’irrigazione.
Dal punto di vista della coltivazione i peperoncini non sono particolarmente difficili da far crescere nell’orto e si possono tenere anche in vaso, tuttavia richiedono alcune accortezze nella scelta del periodo di semina.
Possiamo decidere di coltivare i peperoncini in pieno campo, nelle giuste condizioni di terreno e clima, oppure optare per una coltivazione in vaso e addirittura indoor con una grow box.
Varietà e piccantezza
Esistono centinaia di varietà di peperoncino, a diversi gradi di piccantezza.
Quanto il frutto sia piccante dipende dal contenuto di capsaicina, un composto chimico naturalmente presente nel frutto della pianta di peperone.
I peperoni dolci sono quelli con frutti a bassissimo contenuto di questa sostanza, mentre in questo articolo ci occupiamo delle cultivar con alto tenore di capsaicina.
Per sapere quanto un peperoncino sia piccante si tiene conto del punteggio in SHU (Scoville Heat Units), che misura la piccantezza in base al contenuto di capsaicina come stabilito appunto dalla scala di Scoville.
Possiamo scegliere peperoncini delicati, con una piccantezza bilanciata e molto spazio al sapore (i miei preferiti sono jalapeno e aji amarillo in questo senso), optare per le glorie nazionali (ovvero i peperoncini calabresi, come il diavolicchio) oppure confrontarci con i super piccanti (come naga morich, habanero red savina, carolina reaper).
Il mondo dei peperoncini è vastissimo e offre una scelta incredibile, dalle varietà dolci a quelle più piccanti del mondo.
- Capsicum annuum: La specie più comune e diffusa. Comprende varietà dolci (come i peperoni), mediamente piccanti (come i Cayenne, Jalapeño, Serrano) e anche alcune molto piccanti (come il Thai Dragon).
- Capsicum frutescens: Include varietà come il Tabasco.
- Capsicum chinense: Questa specie è famosa per le varietà estremamente piccanti, come Habanero, Scotch Bonnet, Naga Morich, Carolina Reaper.
- Capsicum baccatum: Spesso conosciuta come “Aji”, presenta frutti con note aromatiche fruttate e piccantezza che varia da media ad alta
- Capsicum pubescens: L’unica specie con semi neri, include il Rocoto. È originaria delle Ande, ama temperature più fresche rispetto agli altri Capsicum e può tollerare un po’ di freddo.
Per i Principianti: Inizia con varietà di Capsicum annuum come Jalapeño, Cayenne, Serrano o Hungarian Wax.
Per gli Amanti del Piccante Medio: Prova l’Habanero o lo Scotch Bonnet (appartenenti a Capsicum chinense), se hai un clima caldo e soleggiato.
Per chi Cerca l’Estremo: Le varietà super-hot (Capsicum chinense come Carolina Reaper, Trinidad Moruga Scorpion, Naga Viper) sono per i più esperti.
Richiedono molta più cura, calore costante, una stagione di crescita molto lunga e un’ottima gestione.
Terreno e preparazione dell’orto
Prima di trapiantare una piantina di peperoncino bisogna preparare adeguatamente il suolo, questo è molto importante perché la nostra coltura orticola possa trovare l’ambiente giusto in cui radicarsi.
La pianta di peperoncino, proprio come quella di peperone, richiede un suolo drenante e molto ricco di sostanza organica, per questo motivo è bene ricordarsi di concimarlo generosamente prima di piantare, impiegando compost e letame ben maturi.
Concimazione.
Io “sponsorizzo” l’uso di letame vero e proprio, ben maturo.
Un buon quantitativo può essere 3-6 kg a metro quadro, che possiamo sostituire in parte con pari quantità di compost.
Se volete impiegare stallatico pellettato considerate un decimo del peso (quindi 300-600 grammi a metro).
Vale la pena spargere anche altre sostanze arricchenti, ad esempio il litotamnio.
Zappatura.
Il lavoro di zappa serve ad affinare la superficie, rompendo le zolle nei primi 5-10 cm.
Lavoro di rastrello.
Durante tutta la vita della pianta è buona norma tenere la parcella dedicata ai peperoncini pulita dalle erbe spontanee.
Effettuare la rotazione colturale, evitando di coltivare peperoni per più anni di seguito su uno stesso terreno.
Coltivazione in vaso
La coltivazione del peperoncino in vaso è perfetta per chi non ha a disposizione un orto e vuole tenere sul terrazzo o sul balcone questa pianta.
Conviene scegliere una varietà di peperoncino che tende a formare una pianta piccola, in modo che possa stare bene all’interno del contenitore.
Il rinvaso va sempre effettuato se acquisti la pianta in primavera, perché, per favorire la crescita e la radicazione, noi in vivaio li teniamo in vasi piccolini, circa 14 cm di diametro, ma questa misura non è sufficiente per accogliere la pianta adulta.
Una misura ottimale è tra i 30 e i 50 cm circa, per favorire un ampio sviluppo della parte radicale e quindi di tutta la pianta.
Per varietà di medie-grandi dimensioni (come Habanero o piante che crescono molto), un vaso da 20-30 litri o più (con un diametro/lato di almeno 30-40 cm e una profondità simile) permetterà alla pianta di raggiungere il suo pieno potenziale produttivo.
Ti consigliamo inoltre proprio la coltivazione in vaso, rispetto a quella in aiuola, per le varietà tropicali.
Queste tipologie hanno infatti delle foglie grandi e delicate, e coltivare il peperoncino in vaso ti rende possibile poterlo spostare in zone più riparate o più luminose a seconda delle necessità.
Le varietà nostrane invece, più coriacee e resistenti, possono tranquillamente essere piantate anche nelle aiuole.
Il vaso deve avere al fondo un drenaggio che eviti ristagni di acqua durante le irrigazioni (uno strato di argilla espansa, ad esempio) e bisogna tenerlo in una posizione soleggiata, valgono le condizioni climatiche già specificate parlando di coltivazione in campo.
Oltre ai normali accorgimenti di coltivazione che esporremo di seguito per tenere peperoncini in vaso bisogna ricordarsi di irrigare costantemente e anche di apportare periodiche concimazioni.
Il terriccio per la coltivazione dei peperoncini deve necessariamente essere drenante, con pomice o materiale inerte, che eviti i dannosi ristagni idrici.
Terriccio per Orto o Ortaggi: Utilizza un terriccio universale di alta qualità, specifico per ortaggi o piante da frutto.
Ricco di Sostanza Organica: Per favorire una crescita vigorosa e una produzione abbondante di frutti, arricchisci il terriccio con una generosa quantità di compost maturo o humus di lombrico (almeno il 20-30% del volume totale del vaso).
Strato Drenante sul Fondo: È fondamentale posizionare uno strato di argilla espansa, ghiaia o lapillo vulcanico (circa 3-5 cm) sul fondo del tuo vaso prima di aggiungere il terriccio.
Indipendentemente dal materiale, la caratteristica più fondamentale che un vaso per i peperoncini deve avere sono i fori di drenaggio sul fondo.
Assicurati che siano presenti e di dimensioni adeguate a permettere all’acqua in eccesso di defluire completamente.
Un ristagno d’acqua nel sottovaso o nel terreno è fatale per le radici dei peperoncini, portando a marciumi radicali.
Semina, trapianto e acclimatazione
I peperoncini hanno bisogno di una stagione di crescita lunga e molto calore.
Semina i semi in vasetti o alveoli riempiti con terriccio leggero per semina.
Interra i semi di circa 0,5-1 cm.
Mantieni il terriccio umido e la temperatura costante (ideale 25-30°C per la germinazione).
Acquista piantine di peperoncino dai vivai o dai negozi specializzati solo quando le temperature sono stabilmente miti (da fine maggio in poi) e non c’è più alcun rischio di gelate o freddo.
Come Trapiantare: Prepara il vaso come descritto.
Estrai delicatamente la piantina dal suo contenitore, posizionala al centro del nuovo vaso e riempi con terriccio fresco, pressando delicatamente intorno alla base.
Consiglio di lasciare la piantina all’aperto ancora in vaso per uno o due giorni, in modo da farla acclimatare.
Luce, calore e posizione
I peperoncini sono piante che amano il sole, il calore e la luce.
Posiziona il tuo vaso in un’area del balcone o terrazzo che riceva almeno 6-8 ore di sole diretto al giorno, preferibilmente nelle ore più calde.
Protezione dal Vento: Anche se amano il sole, i peperoncini non apprezzano il vento forte e costante che può danneggiare i rami carichi di frutti e stressare la pianta.
Il peperoncino teme il freddo, tanto da avere danni gravi già sotto i 5°C.
Perciò la posizione che scegli deve essere luminosa e calda.
Tuttavia diverse varietà, soprattutto quelle tropicali con le foglie molto grandi, possono avere problemi se esposte direttamente al sole nelle ore più calde della giornata.
Irrigazione
Durante il ciclo colturale non bisogna sottoporre il peperoncino all’aridità.
Per questo è utile irrigare al bisogno, mantenendo il suolo leggermente umido.
Le raccomandazioni sono di evitare eccessi d’acqua e di non bagnare le foglie.
Le irrigazioni non devono essere per forza giornaliere, ma è meglio se le mantieni sempre regolari.
Bagnature regolari infatti contribuiscono ad una crescita equilibrata della pianta, e la aiutano nella maturazione dei frutti.
Controlla sempre che il terreno sia asciutto prima di bagnare nuovamente, per evitare ristagni d’acqua che portano al marciume delle radici.
Un piccolo trucco per valutare il momento adatto all’annaffiatura dei peperoncini, soprattutto per quelli tropicali, è quello di controllare le foglie: quando le vedete leggermente piegate verso il basso è il momento di bagnare.
Annaffia regolarmente e abbondantemente per mantenere il terriccio costantemente umido.
In estate, specialmente nei periodi di forte caldo e quando i frutti sono in formazione, potrebbe essere necessario annaffiare quotidianamente o anche due volte al giorno.
Annaffia alla Base: Evita di bagnare le foglie e i fiori durante l’irrigazione, soprattutto nelle ore più calde o serali, per prevenire lo sviluppo di malattie fungine.
Drenaggio Essenziale: Nonostante la necessità di acqua, i ristagni sono letali.
Assicurati sempre che l’acqua in eccesso defluisca liberamente e rapidamente dai fori di drenaggio del vaso.
Stress Idrico Controllato (per la piccantezza): Alcuni coltivatori riducono leggermente l’acqua negli ultimi giorni prima della raccolta per aumentare la piccantezza.
Concimazione durante la crescita
Per la produzione di fiori e frutti la pianta utilizza tante energie, ed è quindi sempre bene aiutarla con del concime.
In particolare nel caso dei peperoncini scegli un concime ricco di potassio (sulle confezioni è contrassegnato dalla sigla K), poiché questo elemento aiuta nel mantenimento dei fiori e nella loro trasformazione in frutti.
Durante la Fioritura e Fruttificazione: Una volta che la pianta inizia a sviluppare i primi fiori e frutti, avvia un programma di concimazione regolare con un concime liquido specifico per ortaggi da frutto (es. pomodori, peperoni), diluito nell’acqua di annaffiatura.
Cerca un concime con un buon equilibrio NPK (Azoto, Fosforo, Potassio) ma con un focus maggiore su Fosforo (P) e Potassio (K).
Concima ogni 7-10 giorni durante il periodo di massima produzione, o secondo le istruzioni del produttore.
I peperoncini beneficiano anche di micronutrienti come Calcio e Magnesio.
Assicurati che il tuo concime li contenga o integrali se noti carenze.
Impollinazione e formazione dei frutti
I fiori di peperoncino sono autoimpollinanti, il che significa che una singola pianta può produrre frutti senza la necessità di un’altra.
Normalmente, il vento e le vibrazioni favoriscono l’impollinazione.
Oppure, con un piccolo pennello morbido o un cotton fioc, raccogli delicatamente il polline da un fiore (è una polverina gialla) e trasferiscilo al pistillo di un altro fiore, o anche dello stesso fiore.
Potatura e sostegni
Durante la coltivazione perenne dei peperoncini è utile fare dei tagli di potatura, che possano regolare la pianta e tenerla ordinata e produttiva, non è un lavoro impegnativo, in genere si tratta di qualche semplice taglio e un’eventuale spuntatura dei rami.
Conviene farlo in inverno o a inizio primavera.
La potatura è utile per dare alla pianta una forma più robusta e favorire una maggiore produzione, soprattutto in vaso.
Per varietà che tendono a crescere molto in altezza, è consigliabile fare il “topping” quando la pianta è giovane (circa 20-30 cm di altezza e con 5-7 nodi di foglie).
Taglia la parte apicale sopra il 4° o 5° nodo.
Man mano che la pianta cresce e i frutti si sviluppano, i rami possono diventare pesanti e piegarsi o rompersi.
Utilizza un tutore (un bastoncino di bambù o una canna) e lega delicatamente il fusto principale e i rami più carichi con legacci morbidi.
Problemi, malattie e parassiti
Senza dettagliare malattia per malattia, è importante riconoscere quando la pianta di peperoncino è ammalata, e intervenire per tempo rimuovendo le parti colpite ed eventualmente trattando conprodotti rameici (consentiti in agricoltura biologica).
- Marciume radicale: Il più comune, quasi sempre causato da eccesso d’acqua e scarso drenaggio.
- Marciume apicale: Non è una malattia, ma una carenza di calcio. I frutti iniziano a marcire dalla punta prima di maturare.
- Irrigazione Corretta: Annaffia alla base, evita di bagnare le foglie e assicurati un drenaggio impeccabile.
- Afidi, ragnetto rosso e mosca bianca: usa sapone di Marsiglia diluito in acqua o olio di neem.
Oltre alla malattie ci sono anche dei problemi dovuti a un clima avverso o a carenza di elementi nutritivi, che non dipendono da patogeni.
- Scottatura del frutto: Un sole forte durante l’estate può scottare il frutto, determinando annerimento sulla buccia.
- Ingiallimento fogliare: Può essere dovuto a carenze di un microelemento specifico o a un valore anomalo di pH del suolo.
- Cascola dei fiori: Quando i fiori cadono senza fruttificare è un bel problema, se non si risolve si perde il raccolto.
Raccolta al momento giusto
Capire quando cogliere un peperoncino è semplice: possiamo basarci sul colore della buccia che deve essere tutto in tinta uniforme.
Il tempo di maturazione è variabile in base alla varietà, generalmente i Capsicum annum sono i peperoncini col ciclo più breve, mentre le varietà esotiche sono spesso più lente.
Il peperoncino si raccoglie quando arriva a maturazione; tuttavia, non avendo un unico periodo di fioritura, bisogna monitorare la pianta perché questa porterà contemporaneamente peperoncini maturi e peperoncini acerbi.
Degli indicatori sulla maturità del peperoncino sono il colore, che deve essere uniforme ed acceso, mentre la screziatura con il verde indica una maturazione ancora in corso, e la consistenza, che si ammorbidisce nei peperoncini maturi rispetto a quelli acerbi.
I peperoncini impiegano diverse settimane per maturare dopo la fioritura, a seconda della varietà.
Taglia il peperoncino dal picciolo con un paio di forbici affilate o un coltellino.
Non strappare il frutto per non danneggiare il ramo.
Ricorda che il peperoncino è un frutto che deperisce abbastanza velocemente, quindi va consumato appena raccolto oppure se vuoi conservarlo è necessario essiccarlo o conservarlo sott’olio.

Conservare semi e piante per la stagione successiva
Una cosa particolarmente appassionante e piuttosto semplice da fare è preservare i semi di peperoncino piccante da un anno all’altro.
Ci sono appassionati che “collezionano” e scambiano semi di peperoncino di svariate tipologie.
In molti non sanno che la pianta di peperoncino è perenne, al contrario di molte piante dell’orto che invece sono generalmente biennali.
Chi invece riesce a tenere al riparo il peperoncino nei mesi freddi può coltivarlo come perenne, evitando di dover ripartire ogni anno con semina e trapianto.
No, il peperoncino è una pianta poliennale, cioè che vive per qualche anno.
Non esiste quindi il peperoncino perenne.
Tuttavia, con alcune accortezze, è possibile coltivare la stessa pianta per più anni con relativa facilità.
Con l’arrivo della primavera ricomincerà a vegetare, coprendosi prima di foglie e poi di fiori.
Il periodo di fioritura cambia tra una varietà e l’altra, ed anche in base alle condizioni climatiche.
Mediamente comincia da aprile e procede fino ad autunno inoltrato.
Sposta il vaso in un luogo protetto e luminoso, dove la temperatura non scenda sotto i 5-10°C.
Durante l’inverno, la pianta va in riposo vegetativo.
Ridurre le Annaffiature: Durante l’inverno, la pianta va in riposo vegetativo.
Con l’arrivo della primavera, aumenta gradualmente le annaffiature e, quando le temperature si stabilizzano, riporta la pianta all’esterno.
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