In questa fanfiction ispirata a Banana Fish, Eiji e Ash possono finalmente vivere momenti di tranquillità dopo la lunga separazione e il dolore del passato. La loro relazione si sviluppa tra confessioni, tenerezza, imbarazzo e il desiderio di restare sempre vicini.
La storia presenta una versione alternativa degli eventi, in cui Eiji non rinuncia ad Ash e l’amore riesce a offrire a entrambi una possibilità di vita normale. Al centro del racconto ci sono il legame tra Ash ed Eiji, la famiglia, la casa e la sicurezza di poter contare finalmente su qualcuno.
Una nuova casa e un incontro pieno di emozioni
La famiglia Lobo, Eiji e Ibe sono arrivati nella nuova casa, Ibe accompagna tutti nelle varie stanze, appena Aslan arriva nella sua stanza posa la valigia per terra e si siede sul letto a seguire anche Eiji si siede con il biondino.
“Ashu...” Il giovane lo guarda e nota che sul volto del suo ragazzo ci sono delle lacrime, lo prende e lo fa sedere in braccio a lui per tenerlo più vicino.
“Ehii perché piangi?”
Posa la testa sulla spalla e non risponde, Ash probabilmente non sa come poterlo aiutare per farlo smettere di piangere a lui nessuno lo ha mai aiutato mentre piangeva se non Eiji e Max... l'unica cosa che gli venne in mente è abbracciare Eiji, lo stringe a se, senza dire una parola.
Restano nel silenzio per un paio di minuti, il tempo che Eiji si riprende.
“Ashu...” Prende un sospiro “mi hai fatto preoccupare un sacco! Da quando Max mi ha inviato quella lettera non ho fatto altre che pensare a te, anche prima ci pensavo però pensavo che tu stessi bene e invece... Perché sei andato in biblioteca e non in un ospedale... Potevi salvarti prima e di certo non avresti rischiato di morire dissanguato!... Lo so che è colpa mia, se non ti avessi scritto quella lettera non avresti rischiato di morire... Scusa...”
Eiji ricomincia a piangere.
“Mi dispiace...”
Il corvino guarda l'altro negli occhi e gli dà un bacio. Si asciuga le lacrime con la manica della giacca e si alza in piedi.
“Ti aiuto a sistemare le tue cose così poi possiamo stare sul tuo letto a coccolarci.”
Ash diventa leggermente rosso sul volto, anche lui si alza e va a mettere le mani sulla vita del più basso.
“Che ne pensi se ci mettiamo direttamente sul letto, sistemerò io appena te ne andrai.”
Il corvino sorrise e annuì.
Eiji vuole restare con Ash
Siamo tutti e due sul letto, accarezzo la testa di Eiji.
“Ashu... Per te va bene se chiedo ai miei se posso restare qui con te? Non me ne voglio andare.”
Sorrido.
“Lo sai che io non scappo, domani mattina mi puoi sempre ritrovare qui.”
Mette il broncio.
“Lo soo! Però siamo stati separati per troppo tempo e adesso non voglio più rimanere senza di te.”
“Okay vai a chiamare i tuoi.”
Mi dà un bacio sulla guancia e esce dalla stanza così che può chiamare.
Nel frattempo mi alzo e comincio a levare gli oggetti dalla valigia, da una parte metto i vestiti che poi devo riportare a Michy e invece i miei vestiti e gli oggetti personali li sistemo.
Metto i vestiti dentro l'armadio, sulla piccola libreria poso i miei libri e infine sul comodino appoggio la foto di me e mio fratello, prendo i vestiti di Michy così li posso riportare a lui.
“Ho fatto!” Dice Eiji “hanno detto che va bene, però domani devi venire a casa mia perché i miei ti vogliono conoscere.”
“Va bene... Torno subito che vado a portare questi da Michy.”
Eiji annuisce.
“Hey piccolo, ti ho portato i vestiti.”
Mi sorride e mi abbraccia.
“Ti piace ho sistemato tutto io! Papà ha detto che domani mi porta al negozio di giocattoli per quanto sono stato bravo!”
“Che belloo” sorrido.
La foto sul comodino e i ricordi di Ash
Poco dopo torno da Eiji, lo vedo che sta guardando la foto che ho sul comodino, appena chiudo la porta Eiji si gira riposando la foto dove stava.
“Se vuoi la puoi anche vedere, non mi offendo mica.”
Fa una risata.
Quanto la amo la sua risata.
La foto di Ash e suo fratello introduce un ricordo personale nella nuova stanza. Tra gli oggetti sistemati, i libri e i vestiti, quell’immagine diventa un elemento importante della sua vita e mostra quanto il passato continui a essere presente anche nei momenti felici.

Una sera insieme sotto le coperte
Sono arrivate le dieci di sera, Eiji mi ha preso una felpa per metterla come pigiama, io invece mi tolgo semplicemente la maglia e prendo dei pantaloni di un pigiama.
Mi giro e vedo Eiji che è rosso, faccio un sorrisetto malizioso e mi avvicino a lui abbastanza per sussurrargli all'orecchio.
“Ti piace ciò che vedi~”
“Ash tu non hai capito! Se ti metti così io muoio! Sei troppo bello.”
Si copre il viso con due mani per non farsi vedere.
“Mi hai già visto così~”
“Sì... Ma anche prima diventavo rosso.”
“Se lo dici tu... Vuoi che mi metto una maglietta?”
Si toglie le mani dalla faccia.
“E vuoi coprire tutta questa meraviglia? No grazie, anche se ti potrebbe venire la febbre visto che è inverno... ma nel caso... se ti viene la febbre ti posso fare da infermiera hahahah.”
Sorrido e mi scappa una risatina.
“Allora spero di ammalarmi.”
Ridiamo tutti e due.
Ci infiliamo sotto le coperte e ognuno dei due sta sul proprio lato del letto.
Perché è così imbarazzante... E perché mi mette così ansia... Eiji non mi vuole fare del male lui non è come Dino o altri del suo circolo, di cosa mi preoccupo... Perché sono così?! Non posso vivere la mia vita tranquillamente senza preoccuparmi di questo?!
La sicurezza di un abbraccio
Sono nel letto con Ash! Lui è senza maglietta, se devo morire va bene la mia vita è completa hahahah io e Ashu stiamo insieme e finalmente ci possiamo baciare senza problemi... E poi adesso questa situazione aahhh troppo bella!
Giro la testa per vedere il mio Ash se già si è addormentato o no, mi giro e vedo che è preoccupato per qualcosa...
Mi avvicino a lui e lo abbraccio.
“Hey... Cosa succede perché sei preoccupato? Guarda che non mordo mica.”
Ash si gira e ricambia l'abbraccio.
“Niente... Solo stupide paranoie lascia stare.”
Prova a fingere un sorriso senza riuscirci.
“Per qualunque cosa se mi vuoi parlare io ci sono.”
Gli sorrido, lui fa sì con la testa, mi dà un bacio a stampo.
Ci risdraiamo ma stavolta Ash mi fa posare la mia testa sul suo petto.
Ashu tu mi vuoi morto! penso.
“Buonanotte Ei-chan.”
“Buonanotte Ashu.”
La mattina dopo: Eiji ha la febbre
La mattina dopo mi sveglio e vedo che Eiji è restato a dormire nella stessa posizione in cui si è addormentato ieri sera, prendo il telefono e controllo l'orario sono quasi le undici!
Dovrei svegliare Eiji...
“Eiji svegliati, dai che è tardi.”
“Altri cinque minuti.”
“No ho detto adesso.”
Il più basso apre gli occhi controvoglia.
“Che ore sono?”
Rispondo che sono le undici.
“Cavolo! Dobbiamo andare dai miei gli avevo detto che per pranzo saremo andati lì!”
“Ieri non era solo che li dovevo conoscere?”
Sorride e si mette la mano dietro la testa.
“Sorry.”
In pochi minuti ci prepariamo e alle 11:20 eravamo pronti per uscire, nel soggiorno c'è Max che prova a imparare il Giapponese e Ibe che glielo prova ad insegnare.
“Hey dove andate?” Chiede Max.
“I miei vogliono conoscere Ashu, ci fermiamo a pranzo lì.”
Max sorride.
“Ok, Aslan fai il bravo.”
“Sì papà.”
Faccio un sorriso e poi insieme ad Eiji ci avviamo per la sua casa.
La febbre di Eiji può essere inserita in questo momento della storia come un imprevisto che interrompe i programmi della giornata. Il desiderio di Ash di prendersi cura di lui si collega alla battuta della sera precedente e trasforma la promessa scherzosa di fare da infermiera in un gesto concreto di attenzione.
In pochi minuti ci prepariamo e alle 11:20 eravamo pronti per uscire, nel soggiorno c'è Max che prova a imparare il Giapponese e Ibe che glielo prova ad insegnare.
Dopo venti minuti di camminata, dove li passiamo tutti e venti con la mano nella mano, arriviamo a casa del più grande.
La casa della famiglia di Eiji
“Ash... Io mi scuso se mia sorella può metterti in imbarazzo.”
“Hahaha tranquillo, basta che ci sei tu.”
Entriamo dentro la casetta, è una casa tipica giapponese...
“Mama, watashi wa ie ni iru, asshu wa watashi to isshodayo” (Mamma sono a casa, con me c'è anche Ash).
La signora arriva, io faccio un inchino e anche lei ricambia.
“Seguitemi.”
Dopo che la signora entra in una stanza io ed Eiji la seguiamo.
“Ma che bravo che sei.”
Sorrido.
“Visto almeno so le basi per fare buon'impressione.”
Arriviamo alla sala da pranzo dove ci sediamo al tavolo.
“Eiji ma è lui il ragazzo che ne parlavi sempre dove dicevi-”
“SÌ, SÌ, È LUI!”
Il corvino diventa tutto rosso.
“Mamma, papà lui è Ash... Il mio fidanzato.”
I genitori sorridono e cominciano a dire frasi in giapponese dove non comprendo il significato, ma dalla faccia di Eiji deduco che siano felici per lui.
Passiamo il pranzo a parlare, così i genitori di Eiji mi possono conoscere. Io parlavo inglese e i genitori giapponese ed Eiji traduceva.
Ovviamente quando gli ho detto cosa facevo in America ho mentito perché non penso che dopo aver saputo che genere di persona ero lasciassero Eiji uscire con me.

Il pomeriggio insieme e il bacio d’addio
Io e il corvino passiamo il pomeriggio insieme, poi arrivate le cinque di pomeriggio devo tornare a casa.
“Ash ti accompagno!”
Percorriamo la stessa strada che abbiamo fatto quella mattina, poco prima di arrivare davanti alla “mia” casa guardo Eiji, di solito per salutarsi i fidanzati si baciano...
Poso le mie labbra sulle sue, non voglio fermarmi al semplice bacio a stampo... Devo andare oltre.
Metto le mie mani sui suoi fianchi sento i battiti del mio cuore correre all'impazzata non riesco a calmarlo.
Comincio a giocare con la lingua, cominciando a fare capire ad Eiji le mie intenzioni, dopo avergli passato la mia lingua sulle sue labbra, poco dopo apre di più la bocca per fare entrare la lingua, il bacio comincia ad essere un bacio pieno di passione.
Le nostre lingue si attorcigliano. Creando una danza passionale, romantica.
Alla fine anche Eiji mette le sue mani sui miei fianchi, io invece passo la mia mano destra sulla sua testa per accarezzargli i capelli, passano i secondi e ci stacchiamo per mancanza di aria.
Eiji non dice niente, c'è un silenzio abbastanza imbarazzante.
“... Eiji io all-”
Non finisco la frase che Eiji mi ribacia, ci stacchiamo anche questa volta.
Presto.
“Ci vediamo Ashu.”
Ha un sorriso carinissimo.
“Ci vediamo piccolo, ti amo.”
Eiji diventa tutto rosso.
“Io vado prima che fa buio.”
Dice di corsa per l'imbarazzo.
La felpa di Eiji e la felicità di Ash
Entro in casa e Max e Jessica mi danno il bentornato, li saluto e vado in camera, mi sdraio sul letto, prendo la felpa che aveva usato Eiji come pigiama e me la porto al viso.
IO ED EIJI ABBIAMO LIMONATO!
Continuo a tenere la felpa vicino al viso così che possa sentire il suo odore.
Mi manca! Il biondo poi, viene adottato dalla famiglia di Max e Jessica. Finalmente può vivere una vita normale e senza più rischiare la pelle ogni volta che scende in strada.
Il sentimento che unisce Ash ed Eiji è costruito sulla paura di perdersi e sulla possibilità di ritrovarsi. Anche un oggetto semplice come una felpa conserva la presenza dell’altro e rende meno pesante la distanza tra i due.
Un finale alternativo per Ash ed Eiji
E se Eiji non avesse mai preso quell'aereo? Se avesse trovato Ash? Questa è una storia diversa, un finale che fa vincere l'amore.
Tutto è finito e tutto tornerà alla normalità. Questo dovrebbe valere per tutti coloro che hanno sofferto durante il lungo periodo di guerra e dolore, vittorie e sconfitte, guadagni e perdite. Ma Eiji è un'eccezione.
È arrivato il momento di tornare nella sua patria, il Giappone. Sente un vuoto nel cuore mentre sale sull'aereo e sa molto bene cosa può riempire quel vuoto.
È quella persona con cui ha condiviso tutte le sue sofferenze. L'unica persona che non può sopportare di perdere, l'unica persona che desidera vedere prima di partire.
Ma ormai non può più tornare indietro.
Una voce risuona nelle sue orecchie. Conosce quella voce. Non vuole andarsene e rimpiangerlo per il resto della sua vita.
Ha bisogno di vedere Ash proprio in quel momento. Ha bisogno di stare con lui.
Così prende una decisione e corre il rischio. Ma ha fatto la scelta giusta? Oppure ha preso una decisione che lo farà desiderare di riavvolgere il tempo e sperare di non essere mai salito su quell'aereo?
We don't need no words || Ash and eiji moment #bananafish
La febbre come momento di cura e vicinanza
Nella versione in cui Eiji ha la febbre, l’elemento centrale non è soltanto la malattia, ma il modo in cui Ash reagisce alla sua vulnerabilità. Dopo aver vissuto paura, separazioni e pericoli, i due possono sperimentare una forma di intimità più calma: restare nella stessa stanza, controllare come sta l’altro, abbracciarsi e non sentirsi più soli.
La battuta pronunciata durante la sera precedente, “se ti viene la febbre ti posso fare da infermiera”, assume così un significato affettuoso. Eiji aveva scherzato sul rischio che Ash si ammalasse in inverno, ma la situazione può invertirsi: quando Eiji non sta bene, Ash può occuparsi di lui e dimostrargli che non deve affrontare ogni difficoltà senza aiuto.
Il loro rapporto conserva anche l’imbarazzo tipico di una coppia che sta imparando a vivere apertamente i propri sentimenti. Eiji diventa rosso, Ash sorride, entrambi cercano il coraggio per parlare e per avvicinarsi. Tuttavia, dietro ogni gesto romantico rimane la fiducia costruita nel tempo.
Non ho mai avuto niente di vero che non fossi tu, Eiji, e il nostro Amore.