Porre capo: sinonimi, significato ed espressioni con “capo”

L’espressione porre capo appartiene alla famiglia delle locuzioni costruite intorno al termine capo, una parola dai significati molto numerosi. In base al contesto, può indicare la testa, la mente, una persona che esercita autorità, l’inizio o la parte terminale di qualcosa, una singola unità, un punto fondamentale oppure una suddivisione di un testo.

Il termine capo ha diversi significati. Anatomicamente è sinonimo più dotto di “testa”, e restringendosi alla parte del cranio umano coperta dai capelli, equivale a “chioma, capigliatura”. Per estensione significa anche “cervello, mente”, intesi come facoltà pensante capace di ragionamento, immaginazione, comprensione e memoria.

Porre capo: significato e sinonimi

La locuzione porre capo non presenta un unico significato indipendente dal contesto. Il valore dell’espressione dipende infatti dalla costruzione in cui compare e dal complemento che la accompagna.

  • porre capo a qualcosa: arrivare a una conclusione, portare qualcosa a termine, riuscire a risolvere una questione;
  • porre capo a qualcuno o a qualcosa: fare riferimento, rivolgersi, affidarsi o ricorrere a una persona o a un’istituzione;
  • porre capo a un luogo: dirigersi verso un luogo, approdare o giungere a una determinata destinazione, soprattutto in usi legati a navi, strade o percorsi.

Tra i sinonimi più vicini, a seconda del significato, si possono quindi trovare concludere, finire, terminare, risolvere, arrivare a una soluzione, riferirsi, rivolgersi, affidarsi, appoggiarsi, ricorrere, giungere e approdare.

Il significato più vicino alla locuzione venire a capo è quello di “concludere”, “finire”, “risolvere” o “sciogliere”. In questo senso, porre capo a una difficoltà significa arrivare alla sua soluzione o portarla a termine.

EspressioneSinonimi o significati vicini
porre capo a una questionerisolvere, concludere, venire a capo
porre capo a un’attivitàterminare, finire, portare a termine
fare capo a qualcunoriferirsi, rivolgersi, affidarsi, ricorrere
fare capo a un luogogiungere, approdare, sboccare
da capodall’inizio, da principio, di nuovo, un’altra volta
da capo a piedicompletamente, da cima a fondo, dettagliatamente
tra capo e colloall’improvviso, di colpo, inaspettatamente
in capo al mondofuori mano, lontanissimo, a casa del diavolo, allo sprofondo
senza capo né codabalzano, illogico, insensato, sconclusionato

I principali significati di “capo”

Essendo questa la parte più importante di una persona, il termine è passato a definire la persona stessa, in particolare la sua vita, e sulle stesse basi, chiunque si trovi in posizione di potere rispetto ad altri, o sia preposto a un'attività di cui si rende responsabile e che richiede dei sottoposti per le esigenze esecutive.

Il capo diventa quindi la guida o l'entità massima, al di là della quale non c'è più niente. A questo significato di guida si collega quello di punto d'inizio di qualcosa, il principio contrapposto alla parte finale, che detremina una differenza di posizione nel tempo e nello spazio.

“Capo” come testa e parte del corpo

Capo è, in primo luogo, la parte del corpo umano unita al torace per mezzo del collo. In questo significato è sinonimo di testa, con possibili varianti regionali, familiari o scherzose.

  • capa, in uso regionale;
  • capocchia, in uso scherzoso;
  • capoccia, in uso regionale;
  • coccia, in uso regionale;
  • cranio, in uso familiare o scherzoso;
  • testa;
  • zucca, in uso familiare o scherzoso.

In questo ambito rientrano espressioni come mal di capo, sinonimo di cefalea, emicrania, mal di testa, e giramento di capo, cioè l’impressione di sentirsi girare la testa.

“Capo” come mente e facoltà intellettiva

Per estensione, capo può significare “cervello” o “mente”. Il termine richiama quindi la capacità di ragionare, immaginare, comprendere e ricordare.

  • frullare per il capo: venire in mente;
  • saltare per il capo: venire in mente;
  • passare per il capo: venire in mente;
  • mettersi in capo: convincersi o persuadersi di qualcosa;
  • non entrare in capo: sfuggire alla comprensione;
  • rompersi il capo: lambiccarsi il cervello, scervellarsi, spremersi le meningi;
  • grattarsi il capo: esitare, tentennare, titubare;
  • levare dal capo qualcosa a qualcuno: dissuadere.

“Capo” come persona al comando

In senso figurato, capo indica una persona posta al comando di altre persone. In questo caso può essere sinonimo di superiore, mentre, secondo il ruolo concreto, può indicare un capitano, un comandante, un coordinatore, un direttore, un dirigente, un premier, un preside, un presidente, un principale o un segretario.

Il termine si contrappone a suddito e, in altri contesti, a dipendente, sottoposto, subalterno e subordinato.

  • essere a capo di qualcosa o qualcuno: capeggiare, capitanare, comandare, dirigere, guidare;
  • capo d’istituto: persona che dirige un istituto;
  • capo squadra: chi capeggia o sorveglia una squadra, anche in senso scherzoso.

Essendo questa la parte più importante di una persona, il termine è passato a definire la persona stessa, in particolare la sua vita, e sulle stesse basi, chiunque si trovi in posizione di potere rispetto ad altri, o sia preposto a un'attività di cui si rende responsabile e che richiede dei sottoposti per le esigenze esecutive.

“Capo” come estremità, inizio o parte terminale

Il termine può indicare la parte più alta, la parte terminale o il principio di qualcosa. In questo significato è vicino a cima, estremità, inizio e sommità.

A questo significato di guida si collega quello di punto d'inizio di qualcosa, il principio contrapposto alla parte finale, che detremina una differenza di posizione nel tempo e nello spazio.

  • da capo: dall’inizio, da principio, di nuovo, un’altra volta;
  • in capo a: al termine di qualcosa, alla fine di, fra, tra;
  • fare capo: approdare, nel caso delle navi; confluire, nel caso dei fiumi; riuscire o sboccare, nel caso delle strade;
  • venire a capo di qualcosa: concludere, finire, risolvere, sciogliere;
  • fare punto e a capo: archiviare, ricominciare, voltare pagina.

“Capo” come singola unità

Dalla stessa idea di porzione di spazio delimitato da un inizio e da una fine è derivato probabilmente il significato di esemplare isolato o singola unità di un insieme, come un capo di vestiario o di bestiame, e per estensione, anche un punto importante, un aspetto specifico, un argomento fondamentale.

In questo significato, capo può essere sinonimo di elemento o unità. Può indicare ciascun individuo di un complesso di persone, animali o cose, oppure un singolo abito o elemento di abbigliamento.

  • capo di vestiario: articolo, vestito;
  • capo di bestiame: singolo animale appartenente a un insieme;
  • un capo importante: un punto, un aspetto o un argomento fondamentale.

“Capo” nei testi, nelle leggi e nei ragionamenti

E da qui si arriva al capo di una legge o di un trattato, all'andare a capo, e al capitolo.

In ambito giuridico, capo indica ciascuna delle suddivisioni principali del testo di una legge. È quindi vicino a capitolo e partizione. In una discussione o in un ragionamento può invece indicare un punto, una voce o un item.

L’espressione per sommi capi significa “a grandi linee”, “sinteticamente”, “sommariamente” o “succintamente”. Il suo contrario, in relazione al livello di dettaglio, è dettagliatamente.

Le espressioni più comuni con “capo”

Tra capo e collo

Tra capo e collo significa all’improvviso, di colpo, inaspettatamente. L’espressione può comparire nelle forme capitare tra capo e collo, arrivare tra capo e collo e cadere tra capo e collo.

La locuzione descrive un evento improvviso, spesso non previsto e talvolta difficile da gestire. Il suo valore è quindi vicino a “succedere repentinamente” o “presentarsi senza preavviso”.

Da capo a piedi

Da capo a piedi significa completamente, da cima a fondo, dettagliatamente. Può indicare sia l’interezza di una persona o di un oggetto, sia un’azione eseguita in modo completo.

La locuzione può essere collegata anche alle forme da capo a fondo e rifare da capo a piedi.

In capo al mondo

In capo al mondo indica un luogo lontanissimo e indeterminato, meglio se sconosciuto, difficile da raggiungere e potenzialmente pericoloso.

In senso figurato, la locuzione è vicina a a casa del diavolo, allo sprofondo, fuori mano e lontanissimo. I suoi contrari sono espressioni come a due passi, dietro l’angolo e vicino.

  • andare in capo al mondo;
  • abitare in capo al mondo;
  • perdersi in capo al mondo.

Lavata di capo

Lavata di capo è una lunga e severa rimproverata. La locuzione è sinonima di lavata di testa.

È collegata all’espressione verbale lavare il capo a qualcuno, che indica un rimprovero o una severa ammonizione.

Mettere il capo a partito

Mettere il capo a partito significa mettere giudizio o mettere la testa a posto. L’espressione si riferisce a una persona che abbandona un comportamento sconsiderato e comincia ad agire con maggiore prudenza e responsabilità.

Alzare, chinare e scuotere il capo

Alzare o rizzare il capo, in senso figurato, significa ardire, osare, ribellarsi. Al contrario, chinare, abbassare o piegare il capo significa abbassare la testa, rassegnarsi, sottomettersi.

Crollare, scuotere o tentennare il capo esprime invece disapprovazione.

Il piegamento del capo, insieme alla genuflessione, era gesto tradizionale di sottomissione, al sovrano come alla divinità.

Dare al capo

Dare al capo a qualcuno significa dare alla testa, inebriare o insuperbire. L’espressione può riferirsi sia all’effetto di una bevanda o di un’esperienza, sia a un atteggiamento di eccessiva sicurezza o superbia.

Senza capo né coda

Senza capo né coda significa privo di logica. Può descrivere un discorso, un ragionamento, un racconto o una situazione incoerente, priva di un ordine intrinseco o di un criterio informativo generale.

Interamente, completamente, del tutto.

Fig.: mancare dell'inizio e della fine. Per trasposizione, mancare di coerenza, di logica, di un'ordine intrinseco, di un criterio informativo generale.

Tra i sinonimi di senza capo né coda rientrano balzano, illogico, insensato, sconclusionato, strambo e strampalato. I termini contrari sono coerente e logico.

Il detto originario recita “essere come il pesce pastinaca: non avere né capo né coda”. Il pesce in questione è una specie di Razza, con il corpo piatto e discoidale in cui è difficile capire da che parte stia la testa.

Lo si vede solo dalla coda, che essendo però munita di un aculeo pericoloso viene recisa immediatamente. Dal momento che occhi e bocca sono posti nella regione ventrale, quando il pesce arriva al mercato si presenta perciò come un disco indifferenziato.

Non avere né capo né piede: origine antica

Esiste però un molto più antico “non avere né capo né piede”, che sembra riprendere un passo di Isaia (9,13; 19,15) con il quale il profeta descriveva come un mostro i nemici d'Israele, con particolare riferimento agli Egiziani.

Già nell'Asinaria di Plauto si trova “non avere né capo né piede” a proposito di un discorso privo di logica e di fondamento, e la stessa espressione è usata poi da Cicerone (Epistolae ad familiares, 7,31,2) e da Orazio (Ars poetica, 8), mentre Plinio se ne serve come formula di scongiuro (Naturalis historia, 27,131).

Plutarco e Livio, rispettivamente in Vita di Catone, (9,1) e in Periochae, (23,50), riferiscono di un aneddoto secondo il quale Catone si trovò un giorno a ricevere una legazione composta di tre persone, di cui un gottoso, un secondo che avendo subito la trapanazione del cranio e ne portava in testa la traccia ancora evidente, e un terzo che aveva un'aria decisamente stupida.

Catone la definì poi come un'ambasceria “priva di testa, di piede e di cuore”. Va ricordato che in passato la sede dell'intelligenza, in particolare se legata all'oratoria, era posta nel cuore, come afferma Quintiliano (10,7, 15) dicendo che “è il cuore che rende eloquenti”.

Capo come estremità geografica

In ambito geografico, capo, anche con iniziale maiuscola, indica una sporgenza della terraferma nel mare. In questo significato è sinonimo di lingua di terra, penisola, promontorio, punta e sperone.

Schema dei sinonimi di “capo” per significato

SignificatoSinonimi
Parte del corpo umanotesta, cranio, zucca, capoccia
Parte coperta dai capellichioma, capigliatura
Facoltà pensantecervello, mente
Persona al comandosuperiore, comandante, dirigente, direttore
Parte più alta o principiocima, estremità, inizio, sommità
Singola unitàelemento, unità, articolo, vestito
Suddivisione di una leggecapitolo, partizione
Punto di una discussioneitem, punto, voce
Sporgenza della terrafermalingua di terra, penisola, promontorio, punta, sperone

Uso di “fare capo” e “venire a capo”

La locuzione fare capo cambia significato a seconda del soggetto e del complemento.

  • Di navi, significa approdare;
  • di fiumi, significa confluire;
  • di strade, significa riuscire o sboccare;
  • con riferimento a una persona, significa affidarsi, appoggiarsi, ricorrere, riferirsi o rivolgersi.

Venire a capo di qualcosa significa invece concludere, finire, risolvere o sciogliere. L’espressione si usa soprattutto quando una persona riesce a comprendere, chiarire o risolvere una situazione complessa.

Fare punto e a capo indica l’inizio di un’attività nuova e può essere sinonimo di archiviare, ricominciare o voltare pagina.

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