La difficoltà a mantenere il prepuzio completamente retratto durante la penetrazione può dipendere dalla tensione o dalla ridotta elasticità dell’anello prepuziale. Se il pene si apre facilmente e completamente da flaccido, ma in erezione la retrazione è meno agevole e durante il rapporto il prepuzio tende a richiudersi, è opportuno valutare la situazione con un urologo o un andrologo.
Una lieve differenza tra la retrazione a pene flaccido e quella in erezione può verificarsi perché, durante l’erezione, il glande e l’asta aumentano di volume e il prepuzio viene sottoposto a maggiore tensione. Tuttavia, dolore, senso di costrizione, fissurazioni, sanguinamento, infiammazioni ricorrenti o difficoltà durante la penetrazione non devono essere ignorati.
Che cosa può indicare la difficoltà a scoprire il glande in erezione
La fimosi non serrata è il restringimento del prepuzio di grado tale per cui è impossibile scoprire il glande, anche solo parzialmente, al verificarsi di un'erezione.
Allo stato di pene flaccido, la fimosi non serrata non è causa di alcun sintomo o segno particolare; al contrario, diviene una condizione sintomatica nel momento in cui il paziente ha un'erezione.
Un orifizio prepuziale troppo stretto e/o molto poco elastico può rendere difficoltosa la retrazione. Anche la formazione di aderenze tra la superficie interna del prepuzio e il glande può interferire con la normale scoperchiatura.
Un frenulo del pene eccessivamente troppo corto, definito frenulo breve, può rappresentare un’altra causa di tensione o di dolore durante la retrazione.
Il frenulo del pene è la sottile banda di tessuto elastico, situata nella parte inferiore del glande, che connette quest'ultimo al prepuzio e riveste un ruolo chiave nella meccanica di copertura/scopertura del complesso prepuzio-glande e nella dinamica sessuale.
Cause possibili della fimosi acquisita
La fimosi non serrata può essere congenita oppure acquisita.
La fimosi non serrata congenita è il risultato di un anomalo sviluppo fetale del prepuzio.
Il lichen sclerosus è una condizione infiammatoria cronica dalle cause ignote, che, sia nell'uomo sia nella donna, colpisce prevalentemente la cute e le mucose delle aree genitali, inducendovi la formazione di caratteristiche chiazze biancastre e tessuto cicatriziale.
Il lichen sclerosus rappresenta, a detta degli esperti, la principale causa di fimosi non serrata acquisita.
La balanite è l'infiammazione del glande del pene. La balanite può derivare da un'infezione batterica, virale o fungina, da un'infezione sessualmente trasmissibile, da un deficit del sistema immunitario o dalla cosiddetta dermatite da contatto.
La balanopostite può causare irritazione, gonfiore e riduzione temporanea dell’elasticità del prepuzio, rendendo più difficoltosa la retrazione.
Perché il prepuzio può richiudersi durante la penetrazione
Durante l’erezione il pene aumenta di volume e l’anello prepuziale può risultare più teso rispetto alla condizione di riposo. Nel corso della penetrazione, inoltre, il movimento e l’attrito possono spingere il prepuzio in avanti, ricoprendo parzialmente o completamente il glande.
Se il prepuzio scorre avanti e indietro senza dolore e può essere riposizionato facilmente, il fenomeno può essere legato alla normale dinamica dei tessuti. Se invece il prepuzio rimane bloccato dietro al glande, compare gonfiore o il glande cambia colore, la situazione richiede una valutazione urgente.
Parafimosi: il rischio da conoscere
La parafimosi consiste nell'impossibilità da parte del prepuzio di ritornare a rivestire il glande, dopo la scoperchiatura di questo, combinata a un fenomeno di strangolamento a livello della cosiddetta corona del glande.
In un qualunque rapporto quel prepuzio potrebbe bloccarsi sotto al glande e gonfiarsi, provocando una parafimosi acuta edematosa, cosa che va risolta rapidamente con il riposizionamento del prepuzio.
Il gonfiore può rendere sempre più difficile riportare il prepuzio in avanti e può compromettere la circolazione locale. Per questo motivo, se il prepuzio resta retratto e non torna a coprire il glande, è necessario rivolgersi rapidamente a un pronto soccorso o a un medico.
Non bisogna forzare la retrazione né tentare manovre traumatiche. In particolare, se il pene è gonfio o dolorante, è preferibile non insistere autonomamente.
Igiene quotidiana e comportamento durante i rapporti
Una corretta igiene intima quotidiana è la misura preventiva più efficace.
È importante retrarre delicatamente il prepuzio ogni giorno per rimuovere lo smegma e i residui urinari, evitando però manovre traumatiche.
In presenza di una retrazione possibile, il prepuzio deve essere riportato in avanti dopo la pulizia e dopo ogni rapporto sessuale.
Durante la penetrazione è utile evitare di forzare il prepuzio e interrompere il rapporto in caso di dolore, bruciore o sensazione di strangolamento. Un’adeguata lubrificazione può ridurre l’attrito, ma non risolve un restringimento anatomico significativo.
Come viene diagnosticato il problema
Per la diagnosi di fimosi non serrata è sufficiente l'esame obiettivo.
L’iter diagnostico della fimosi è prevalentemente clinico e si basa su un esame obiettivo accurato durante la visita urologica.
Durante la visita, lo specialista ricerca segni caratteristici che possano indicare la causa sottostante, come la presenza di un anello biancastro e rigido all’estremità del prepuzio, tipico del lichen sclerosus.
L’anamnesi è fondamentale per indagare la presenza di sintomi correlati, come dolore durante l’erezione o il rapporto sessuale, difficoltà nella minzione, flusso urinario debole o “a palloncino”, ed episodi ricorrenti di balanopostite.
All'individuazione della fimosi non serrata seguono sempre un'indagine finalizzata a scoprire le cause della condizione presente e un’anamnesi, cioè uno studio diagnostico che serve a chiarire la sintomatologia in corso e a far luce sulle cause scatenanti tale sintomatologia.
In casi specifici, se si sospetta un’origine infettiva, può essere richiesto un tampone balano-prepuziale.
Trattamenti conservativi
L’obiettivo principale del trattamento della fimosi è ripristinare la normale funzionalità del prepuzio, permettendo una corretta igiene intima, una minzione senza ostacoli e una vita sessuale priva di dolore.
L’approccio conservativo rappresenta spesso la prima scelta, specialmente nei casi non serrati o in età pediatrica.
Le creme a base di cortisone utilizzate nel trattamento della fimosi non serrata rientrano nella categoria degli antinfiammatori e dei moderatori negativi della risposta immunitaria.
A motivare l'impiego di questi medicinali è la loro capacità di ridonare elasticità alla cute della sede di applicazione, quindi la cute del prepuzio, consentendo la dilatazione del cosiddetto anello prepuziale.
Questo prevede l’utilizzo di creme a base di cortisone ad alta potenza, come il betametasone, applicate localmente per un periodo che va dalle 4 alle 8 settimane.
In associazione alla terapia farmacologica, possono essere consigliati esercizi di ginnastica prepuziale: si tratta di delicate e graduali manovre di retrazione da eseguire quotidianamente, preferibilmente durante il bagno o la doccia, quando i tessuti sono più morbidi.
Lo stretching del prepuzio consiste in manovre di scorrimento del prepuzio, finalizzate a dilatare questa caratteristica porzione cutanea del pene.
Le manovre devono essere delicate e non devono provocare dolore, lacerazioni o sanguinamento. È importante non applicare autonomamente creme o eseguire esercizi forzati senza una valutazione medica, soprattutto se sono presenti chiazze biancastre, cicatrici o infiammazioni.
Quando si considera la chirurgia
Quando la terapia conservativa non sortisce gli effetti sperati o in presenza di fimosi serrata e lichen sclerosus, la chirurgia diventa la soluzione d’elezione.
La circoncisione è l’intervento definitivo e consiste nell’asportazione totale del prepuzio. Questo lascia il glande permanentemente scoperto.
Circoncisione: eseguita in anestesia locale nei bambini e in anestesia generale negli adulti, è sostanzialmente l'intervento di asportazione totale o parziale del prepuzio; questo vuol dire che, alla sua conclusione, il paziente presenterà un glande completamente o solo in parte scoperto anche a pene flaccido.
La prepuzioplastica consiste nel rimodellamento del prepuzio, tramite incisioni ad hoc, al fine di allargare l'anello prepuziale e favorire, conseguentemente, la scoperchiatura del glande.
La prepuzioplastica è una tecnica meno invasiva che mira ad allargare l’anello prepuziale senza rimuovere tutto il tessuto.
La frenuloplastica è l'operazione di rimodellamento del frenulo del pene, effettuata mediante opportune incisioni sullo stesso frenulo e la strategica applicazione di alcuni punti di sutura.
La frenuloplastica rappresenta il trattamento chirurgico ideale per i casi di fimosi non serrata congenita associati a una condizione di frenulo breve.
| Procedura | Obiettivo |
|---|---|
| Circoncisione | Asportazione totale del prepuzio |
| Prepuzioplastica | Allargamento dell’anello prepuziale senza rimuovere tutto il tessuto |
| Frenuloplastica | Rimodellamento del frenulo breve |
Gli interventi vengono solitamente eseguiti in regime di day-hospital con anestesia locale o sedazione nei bambini.
Il recupero post-operatorio richiede circa 10-15 giorni per la guarigione dei tessuti e circa 3-4 settimane per la ripresa dell’attività sessuale.
Se vuole evitare problemi attuali e futuri è decisamente meglio che esegua la circoncisione radicale.
La scelta tra trattamento conservativo, prepuzioplastica, frenuloplastica e circoncisione deve però essere stabilita dopo una visita, considerando l’elasticità del prepuzio, la presenza di cicatrici o lichen sclerosus, il frenulo, i sintomi e le preferenze del paziente.
Distinguere il problema del prepuzio dalla disfunzione erettile
Un uomo ha problemi di erezione se non riesce a ottenere o mantenere un’erezione abbastanza consistente da permettergli di fare sesso.
La disfunzione erettile è l’incapacità di ottenere o mantenere un’erezione soddisfacente per il rapporto sessuale.
Occasionalmente, tutti gli uomini riscontrano un problema di ottenimento dell’erezione, e tali circostanze sono considerate normali.
La disfunzione erettile si verifica quando un uomo non è mai in grado di ottenere un’erezione, ottiene ripetutamente l’erezione per un breve periodo di tempo non sufficiente per il coito oppure ottiene un’erezione efficace ma inconsistente.
La difficoltà del prepuzio a rimanere retratto non equivale automaticamente a disfunzione erettile. Il disagio, il dolore, la paura che il prepuzio si blocchi e l’ansia da prestazione possono però rendere più difficile mantenere l’erezione.
L’esperienza dimostra che anche singoli episodi possono avere risvolti psicologici, non tanto per un fattore fisiologico, ma perché innescano stress e ansia da prestazione.
Quando una perdita dell’erezione può essere occasionale
Spesso può capitare, per diversi motivi, di incappare in episodi di disfunzione erettile, che vengono classificati come occasionali.
Questi episodi non devono destare alcuna preoccupazione perché si verificano quasi sempre in occasioni particolari quali l’abuso di alcool, l’uso di sostanze stupefacenti o la stanchezza.
Sebbene episodi sporadici non rappresentino un problema, per evitare che lo diventi, un consulto con lo specialista è sempre consigliabile.
Se la difficoltà a mantenere l’erezione si ripete, compare in diversi contesti o è associata a dolore, curvatura nuova del pene, perdita della sensibilità o altri sintomi, è opportuno parlarne con un medico.
Curvatura del pene e dolore durante l’erezione
Per pene curvo si intende una deviazione del pene che si manifesta durante la fase erettiva.
Una leggera curvatura è abbastanza comune e generalmente non è motivo di preoccupazione.
La curvatura diventa problematica quando è eccessiva, dolorosa o interferisce con la funzione sessuale.
L’incurvamento penieno congenito si ritiene sia dovuto ad un asimmetrico sviluppo dei tessuti del pene, corpi cavernosi e/o corpo spongioso, durante i primi anni di vita.
La malattia di Peyronie è caratterizzata dalla presenza di una o più placche fibrose dure, localizzate lungo l’asta peniena, a livello dei corpi cavernosi.
Nel caso della malattia di Peyronie, il tessuto cicatriziale si sviluppa all’interno del pene, con conseguenti erezioni curve e spesso dolorose, e sviluppo della disfunzione erettile.
L’incurvamento penieno acquisito può presentarsi con dolore al pene durante l’erezione, nella fase acuta della malattia, che dura dai 4 ai 6 mesi, associato alla comparsa di uno o più noduli palpabili lungo l’asta.
Il 75% dei pazienti ha dolore con le erezioni durante i primi 6-9 mesi. Dopo il primo anno la malattia si stabilizza e il dolore scompare, il che significa che non dobbiamo aspettarci che progredisca e che i trattamenti medici non avranno tanto beneficio.
Se il pene ha iniziato recentemente a incurvarsi, se sono comparsi dolore o noduli duri, oppure se la curvatura rende difficile la penetrazione, è necessario un consulto andrologico.
Come viene valutata una curvatura peniena
La diagnosi si basa sull’anamnesi generale e sessuale del paziente.
L’unico modo per documentare una curvatura del pene in uno studio medico è indurre farmacologicamente l’erezione del paziente, quindi valutare visivamente il pene curvo in erezione.
In alternativa, il paziente può direttamente esibire la foto del proprio pene in erezione al proprio uro-andrologo di fiducia.
La diagnosi e la valutazione di un’erezione storta richiedono l’esperienza di un medico specializzato nel campo dell’urologia o dell’andrologia.
Durante l’esame fisico, il medico esaminerà attentamente il pene in stato eretto per determinare la direzione e l’entità della curvatura.
La discussione sulla gravità dell’erezione storta è cruciale perché aiuta a determinare il tipo di trattamento o gestione più adatta.
Quando rivolgersi all’andrologo
Entrare in contatto con un Andrologo è il primo passo utile per combattere l’impotenza, l’Andrologo è infatti lo specialista più indicato per trattare questa disfunzione.
L’Andrologo è un Urologo specializzato nel trattamento delle condizioni relative alle disfunzioni sessuali e alla fertilità nei maschi.
Un urologo o un andrologo può valutare contemporaneamente il prepuzio, il frenulo, il glande, l’eventuale curvatura e la qualità dell’erezione.
La visita è particolarmente indicata in presenza di:
- dolore durante la retrazione, l’erezione o la penetrazione;
- fessure, sanguinamento o cicatrici sul prepuzio;
- infiammazioni ricorrenti del glande o del prepuzio;
- anello prepuziale biancastro e rigido;
- prepuzio bloccato dietro al glande;
- difficoltà nella minzione;
- curvatura nuova o progressiva del pene;
- noduli duri lungo l’asta peniena;
- incapacità ripetuta di ottenere o mantenere un’erezione.
Un episodio occasionale di disfunzione erettile non è insolito, ma gli uomini che non riescono costantemente a raggiungere o mantenere l’erezione dovrebbero consultare il proprio medico, in quanto la disfunzione erettile potrebbe essere un segnale di un problema di salute grave, come l’aterosclerosi o una malattia neurologica.
Esami utilizzati per i problemi di erezione
Per ottenere un’erezione, il pene ha bisogno di un’adeguata quantità di sangue in entrata, un rallentamento del sangue in uscita, un corretto funzionamento dei nervi che arrivano e partono dal pene, adeguate quantità dell’ormone sessuale maschile testosterone e un impulso sessuale sufficiente.
Un problema in uno qualsiasi di questi apparati può portare a disfunzione erettile.
Individuare correttamente la causa significa indagare scientificamente con esami appropriati, ad esempio esami ematici e ormonali, test di farmaco-infusione intracavernosa ed Eco-color-doppler penieno dinamico.
Solitamente è necessario svolgere dei test. Gli esami di laboratorio includono la misurazione del livello di testosterone nel sangue.
Se il livello di testosterone è basso, i medici misurano altri ormoni.
In base ai risultati dell’anamnesi e dell’esame obiettivo, potrebbe essere necessario effettuare anche analisi del sangue per verificare la presenza di diabete precedentemente non riconosciuto, di disturbi della tiroide e di disturbi dei lipidi.
A volte i medici iniettano un farmaco nel pene per stimolare l’erezione e quindi utilizzano l’ecografia per valutare il flusso del sangue nelle arterie e nelle vene del pene.
Fattori che possono influire sull’erezione
Le cause più comuni della disfunzione erettile sono attribuibili a malattie vascolari come l’aterosclerosi o la disfunzione endoteliale.
Diabete, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e ipogonadismo influenzano la capacità erettile del paziente.
Anche i fattori psicologici come stress, ansia da prestazione e depressione possono giocare un ruolo rilevante.
In certi casi la disfunzione erettile può essere indotta da traumi o lesioni al pene, dall’uso di alcuni farmaci o dalla malattia di La Peyronie.
Spesso vari fattori contribuiscono alla disfunzione erettile. Ad esempio, un soggetto affetto da una leggera diminuzione della funzione erettile dovuta a diabete o malattia vascolare periferica può sviluppare una forma grave di disfunzione erettile dopo aver iniziato l’assunzione di un nuovo farmaco o qualora lo stress aumenti.
Nonostante esistano condizioni mediche che possono contribuire alla disfunzione erettile, spesso la responsabilità è da attribuire ad abitudini di vita poco sane: modificare il proprio stile di vita può fare la vera differenza.
Il peso eccessivo è un fattore di rischio per molti disturbi che potrebbero causare la disfunzione erettile, quindi la perdita di peso potrebbe migliorare la funzione erettile.
Il fumo è un fattore di rischio per l’aterosclerosi, quindi anche smettere di fumare potrebbe migliorare la funzione erettile.
Anche evitare il consumo di alcol, o diminuirne la quantità se eccessiva, può risultare efficace.
Segnali d’allarme
Nei soggetti affetti da disfunzione erettile, determinati sintomi e caratteristiche possono essere fonte di preoccupazione.
- assenza di erezione durante la notte o al momento del risveglio al mattino;
- intorpidimento nella zona situata tra e intorno alla regione delle natiche e dei genitali;
- crampi dolorosi nei muscoli delle gambe che si verificano durante l’attività fisica, ma che si risolvono prontamente con il riposo.
I soggetti che sviluppano intorpidimento nell’inguine o nelle gambe dovrebbero consultare un medico immediatamente, perché tale sintomo può indicare danni al midollo spinale.
Il prepuzio bloccato dietro al glande con gonfiore, dolore o alterazione del colore del glande richiede una valutazione urgente per il rischio di parafimosi.
Farmaci e altri trattamenti per la disfunzione erettile
Viene trattata qualsiasi patologia di base e i medici spesso interrompono i farmaci che potrebbero causare disfunzione erettile o prescrivono al paziente un farmaco alternativo.
Prima di interrompere l’assunzione di qualsiasi farmaco, i pazienti dovrebbero consultare il proprio medico.
Per prima cosa vengono tentati metodi non invasivi, dispositivi meccanici e farmaci.
Di solito si tentano per prima cosa i farmaci orali.
I farmaci principali per la disfunzione erettile sono gli inibitori della fosfodiesterasi orali.
Gli inibitori della fosfodiesterasi orali, sildenafil, vardenafil, avanafil e tadalafil, aumentano il flusso di sangue al pene.
Questi farmaci funzionano nello stesso modo, ma differiscono nella durata dell’effetto, negli effetti collaterali associati e nelle loro interazioni con gli alimenti.
I farmaci iniettati nel pene subito prima di un rapporto sessuale sono efficaci e spesso utilizzati come seconda scelta.
Gli inibitori della fosfodiesterasi non devono essere assunti autonomamente e possono essere controindicati in alcune condizioni o insieme a determinati farmaci.
Sono disponibili rimedi erboristici da banco per la disfunzione erettile; comunque, questi sono solitamente inefficaci, contengono dosi nascoste di un inibitore della fosfodiesterasi, o presentano entrambe le caratteristiche.
L’assunzione di testosterone può facilitare la ripresa delle erezioni negli uomini con bassi livelli di questo ormone, ma deve essere indicata e controllata da un medico.
Dispositivi meccanici
Gli uomini che sono in grado di ottenere, ma non sostenere, un’erezione possono usare un anello di costrizione.
Non appena si verifica l’erezione, un anello elastico viene collocato intorno alla base del pene, per impedire al sangue di fluire verso l’esterno e mantenere la rigidità del pene.
Se il soggetto non è in grado di sviluppare un’erezione, un dispositivo di stimolo dell’erezione ad aspirazione manuale può essere applicato sul pene.
Questo dispositivo porta il sangue al pene, esercitando un delicato effetto di aspirazione, dopo che l’anello è stato posizionato alla base del pene per trattenere l’erezione.
Le ecchimosi al pene, la freddezza della punta del pene e la mancanza di spontaneità costituiscono alcuni inconvenienti di questo metodo.
Curvatura peniena: quando può interferire con il rapporto
Il membro maschile può acquisire una curvatura patologica tale da rendere impossibile o assai complicata la penetrazione.
I disturbi correlati all’incurvamento penieno congenito variano principalmente in base all’angolo di curvatura: se è lieve, inferiore a 30°, il difetto può essere considerato solo come un fastidioso inestetismo che non pregiudica la penetrazione.
Una curvatura congenita può comunque scatenare disturbi psicologici di inadeguatezza fino alla disfunzione erettiva completa.
Le tecniche di plicatura sono assai poco invasive e realizzabili in day surgery.
Queste portano ad altissimi tassi di successo, 97-100%, in caso di deviazioni lievi o medie.
Il trattamento del pene curvo su base congenita è la chirurgia.
La più conosciuta e antica fu ideata da Nesbit nel 1965.
Per raddrizzare il pene si asporta una losanga di albuginea dal lato penieno più lungo e il pene risulterà raddrizzato.
Da oltre un decennio si è diffusa la corporoplastica di raddrizzamento “a lembi sovrapposti”, variante della tecnica di Nesbit tradizionale.
In alcuni casi in cui la curvatura è grave e limita significativamente la funzione sessuale, può essere necessario un intervento chirurgico.
Il tipo di procedura dipenderà dalla natura e dalla gravità della curvatura.
Le onde d’urto a bassa intensità sono un’ulteriore opzione terapeutica.
Sono onde d’urto generate da un magnete o da ultrasuoni, con un’indicazione ridotta ma interessante anche nella malattia di La Peyronie.
Se utilizzate nelle prime fasi della malattia quando è presente la sintomatologia dolorosa in fase di erezione, le onde d’urto a bassa intensità sono in grado di migliorare nettamente questi sintomi agendo sulla componente infiammatoria della malattia.
Sono necessarie 6-8 sedute per ottenere risultati apprezzabili.
La Collagenasi di Clostridium histolyticum, XIAPEX, è stata approvata dal dicembre 2013 dalla Food and Drug Administration negli Stati Uniti e dal 2015 dall’European Medicines Agency per il trattamento dell’induratio penis plastica che presenti una placca apprezzabile alla visita e una curvatura di oltre 30 gradi all’inizio della terapia.
Nel dicembre del 2019 lo Xiapex è stato ritirato dal commercio in tutto il mondo dalla casa produttrice e l’EMA ha tolto l’autorizzazione all’uso di questo farmaco.

Che cosa fare nel caso descritto
Se il pene si apre facilmente da flaccido ma non con la stessa estensione e facilità in erezione, e il prepuzio spesso si richiude durante la penetrazione, è consigliabile prenotare una visita urologica o andrologica non urgente.
Durante la visita sarà possibile stabilire se si tratta di una semplice ridotta elasticità, di una fimosi non serrata, di un frenulo breve, di esiti cicatriziali, di balanite o balanopostite oppure di lichen sclerosus.
Nel frattempo, è importante mantenere un’igiene delicata, non forzare la retrazione, usare sufficiente lubrificazione durante i rapporti e interrompere la penetrazione se compaiono dolore o gonfiore.
Se il prepuzio rimane bloccato dietro al glande, il glande si gonfia o assume una colorazione violacea, occorre rivolgersi rapidamente a un pronto soccorso.