Fungo nel cane: micosi cutanea e aspergillosi del tartufo

Hai notato che il tuo cane ha strane chiazze senza pelo sul muso o sulle zampe? Lo vedi grattarsi molto spesso? Magari anche la pelle di qualche altro componente della tua famiglia, a due o a quattro zampe, presenta gli stessi sintomi? La causa potrebbe essere un fungo della pelle.

È molto importante che tu sappia cosa fare se ti trovassi ad avere a che fare con la micosi nel cane. Il termine “fungo nel cane” comprende soprattutto le micosi cutanee, che possono causare alopecia e alterazioni della pelle, ma anche infezioni più profonde, come l’aspergillosi rinosinusale, che può interessare il naso e i seni paranasali.

Micosi nel cane: quanto è pericolosa?

Un po’ come per noi umani, anche per i nostri amici cani i funghi della pelle non sono pericolosi nel senso stretto del termine.

Questo non vuol dire però che non creino problemi: la micosi della pelle presenta sintomi molto spiacevoli per il cane e un pericolo purtroppo c’è. Ed è l’infezione.

Un animale infetto può contagiare sia gli esseri umani sia gli altri animali della casa. Il fungo della pelle è una cosiddetta zoonosi, vale a dire una malattia degli animali trasmissibile all’uomo.

La micosi cutanea del cane e del gatto deve essere diagnosticata e trattata precocemente perché è trasmissibile all’uomo e altamente contagiosa, soprattutto per i soggetti immunodepressi, gli anziani e i bambini.

Fungo nel cane con chiazze senza pelo

Micosi cutanea nel cane: sintomi principali

I segni classici di una micosi nel cane (dermatofitosi) sono la presenza di chiazze calve di forma circolare (il termine corretto è “alopecia”) e di prurito più o meno pronunciato.

Nei cani, le zone senza peli si presentano principalmente su muso, orecchie e zampe anteriori. Con il progredire della malattia, la pelle delle zone prive di peli diventa spesso squamosa e arrossata, proprio a causa dell’infiammazione.

Il prurito è un classico sintomo della micosi canina.

Le lesioni compaiono dopo circa 7-21 giorni dal contatto con le spore e possono ampliarsi localmente fino a 6-8 settimane per poi ridursi progressivamente e scomparire negli animali sani e immunocompetenti nel giro di 14 settimane circa.

Negli animali immunodepressi, invece, le lesioni tendono ad estendersi su tutto il corpo causando ampie aree di alopecia, poiché i funghi, nutrendosi di cheratina, determinano fragilità dei peli che si spezzano.

Di solito il prurito è lieve o addirittura assente.

Come si trasmette la micosi

La trasmissione dei funghi avviene per contatto diretto tra un animale infetto e uno sano oppure tramite oggetti contaminati.

La micosi si verifica quando i funghi della pelle (dermatofiti) scatenano un’infezione: nel cane, i più comuni sono il Microsporum canis, il Microsporum gypseum e il Trichophyton mentagrophytes.

I cani vengono infettati da questi funghi attraverso il contatto con altri soggetti infetti, che possono essere altri cani, persone o animali come i gatti.

Le spore fungine altamente contagiose penetrano nella pelle del cane e si moltiplicano rapidamente. Questa crescita fungina innesca i tipici cambiamenti della pelle che ci permettono di accorgerci dell’infezione.

I funghi via via formano nuove spore, le quali non si trovano solo sul cane ma anche nel suo ambiente. Ecco come una micosi riesce a diffondersi rapidamente in tutta la famiglia.

Quali cani sono più esposti alle micosi?

Il rischio di infezione è particolarmente elevato nei cani molto giovani o immunocompromessi.

Anche l’infestazione da parassiti e le conseguenti lesioni cutanee rendono i cani più soggetti alle infezioni fungine.

In generale, dove ci sono molti cani la probabilità di una micosi è più elevata. Particolarmente a rischio sono quindi i cani negli allevamenti o nei canili, così come quelli che partecipano spesso a mostre e concorsi.

Anche i cani da caccia e i cani randagi hanno maggiori probabilità di contrarre l’infezione rispetto ai cani che vivono prevalentemente in appartamento.

Cani e gatti immunodepressi hanno tempi di guarigione più lunghi e sono più suscettibili a contrarre le micosi e a reinfettarsi.

Diagnosi della micosi cutanea

Se sospetti che il tuo cane possa avere una infezione da micosi, la prima cosa da fare è consultare subito il tuo veterinario di fiducia.

Se, dopo un primo colloquio con te (anamnesi) e dopo aver visitato il tuo cane, il veterinario conferma la diagnosi, può decidere di avviare ulteriori misure diagnostiche.

Cultura fungina

Il veterinario prende un campione di materiale organico attraverso un tampone fatto su una o più aree di pelle sospette. Il campione viene poi incubato attraverso su uno specifico terreno di coltura.

Lampada di Wood

Detta anche lampada a luce nera, questo strumento rileva alcuni tipi di funghi (ma non tutti).

Il vantaggio è che la diagnosi può essere veloce, ma il limite consiste nel fatto un esito negativo non esclude la presenza di micosi nel cane.

Biopsia

Il medico rimuovere un minuscolo frammento di pelle, delle dimensioni di un pisello, dalla superficie di pelle glabra del cane. Questo frammento deve estendersi fino al tessuto sottocutaneo.

In certi casi la diagnosi arriva con una certa rapidità, ad esempio se l’esame con la lampada di Wood dà esito positivo. Ma in altri casi sono necessari diversi test ed esami prima di arrivare ad una diagnosi certa.

In molti casi possono essere necessarie alcune settimane.

Come si cura la micosi cutanea nel cane?

Una volta che ci si è accertati della presenza di una infezione da micosi della pelle (in questo caso il medico parla di dermatofitosi), di solito si mette in atto una combinazione di diversi trattamenti.

La cosa migliore, per eliminare i funghi, è agire contemporaneamente su più fronti.

Trattamento sistemico

Il trattamento sistemico, vale a dire dall’interno dell’organismo, si basa sui farmaci specifici contro i funghi, vale a dire gli antimicotici.

Sarà il veterinario a somministrarli al tuo cane sotto forma di iniezioni, oppure ti prescriverà delle pillole da far assumere al tuo pet con precise istruzioni.

La terapia sistemica è indicata in caso di lesioni multifocali in animali a pelo lungo e lesioni non responsive dopo 2-4 settimane di terapia topica.

Si possono utilizzare diversi principi attivi, tra cui l’itraconazolo.

Trattamento locale

La micosi però deve essere trattata anche localmente, cioè direttamente sulla pelle del cane.

In commercio esistono sia shampoo sia lozioni specifiche. A seconda delle indicazioni del tuo veterinario, dovrai usarli sulla pelle del tuo cane almeno due volte a settimana.

È importante trattare sempre tutta la pelle del cane e non solo le zone evidentemente interessate dalla micosi, in modo da catturare tutte le spore fungine.

Con i cani a pelo lungo, è consigliabile prima tosare l’animale e poi procedere con il trattamento, in modo che il farmaco o la lozione raggiunga davvero la pelle del cane.

La terapia può essere esclusivamente topica oppure topica e sistemica.

Disinfezione dell’ambiente e isolamento

I funghi sono invisibili ad occhio nudo e si moltiplicano molto rapidamente, formando spore che si diffondono rapidamente in tutta l’area circostante.

Ecco perché, in caso di infezione fungina, devi sempre trattare anche l’ambiente in cui il tuo cane vive.

Assicurati di usare disinfettanti efficaci anche contro i funghi.

Tieni anche presente che un cane infetto non deve in alcun caso entrare in contatto con altri animali: il rischio di contagio dell’infezione è molto alto.

Anche se online puoi trovare decine di rimedi fai da te per debellare la micosi nel cane, purtroppo l’unico che può aiutarti è il veterinario.

I funghi della pelle sono molto difficili da eliminare e altamente contagiosi. Non fidarti dei „rimedi della nonna“.

Durata del trattamento e guarigione

Il trattamento va sempre effettuato per un periodo di almeno quattro settimane.

Trascorso questo periodo, di solito il veterinario controlla se si è intervenuti con successo o meno.

Se il fungo è ancora presente, il cane verrà trattato per altre quattro settimane e poi nuovamente esaminato.

Puoi considerare guarito il tuo cane solo quando non si trovano più funghi in due controlli consecutivi, fatti ad un intervallo di quattro settimane l’uno dall’altro.

La buona notizia è che si può guarire. Sfortunatamente, però, i funghi sono molto difficili da debellare e solo un trattamento costante e molti controlli regolari di follow-up possono condurre al successo a lungo termine.

Metti quindi in conto diverse settimane di cure, prima di poter pensare che il tuo cane sia guarito dalla micosi.

Come prevenire la micosi nel cane

È impossibile impedire con certezza un’infezione di origine fungina nel cane. Tuttavia, il rischio può essere sensibilmente ridotto seguendo alcuni accorgimenti.

La priorità assoluta è un sistema immunitario forte.

Una dieta equilibrata e uno stile di vita sano con molto esercizio fisico sono la base migliore per garantire al tuo cane le difese necessarie a contrastare l’eventuale attacco fungino.

Se il tuo cane soffre di una patologia di base, è importante farlo rapidamente curare, così come è fondamentale evitare il più possibile che entri in contatto con altri animali potenzialmente infetti.

Fungo sul tartufo: l’aspergillosi rinosinusale

L’aspergillosi rappresenta la micosi profonda più frequente nel cane; le cavità nasali, infatti, rappresentano un luogo ideale per lo sviluppo di agenti infettivi micotici tanto che l’aspergillosi rinosinusale è ritenuta da alcuni autori come la seconda causa più frequente di scolo nasale cronico nel cane, dopo le neoplasie nasali e prima della rinite linfoplasmacellulare mentre nel gatto le infezioni nasali micotiche sono a incidenza sporadica.

L’aspergillosi rinosinusale è un’infezione fungina che può manifestarsi anche a livello del tartufo, soprattutto quando lo scolo nasale entra a lungo in contatto con la sua superficie.

Quali funghi causano l’aspergillosi?

Aspergillus fumigatus è un fungo saprofita filamentoso e ubiquitario responsabile della grande maggioranza di micosi rinosinusali nel cane.

È presente in grandi quantità nel terreno, sulle piante di casa, in mobili e suppellettili fatti con fibre vegetali, attorno alle gabbie degli uccelli, nella polvere di casa e perfino negli alimenti.

Il genere è comprende quasi 200 specie, raccolte in ben 18 gruppi, la cui chiave analitica di identificazione si basa sia sull’aspetto e colore della colonia che sulla morfologia delle teste aspergillari, peculiari e rappresentative di ogni singola specie.

I ceppi riconosciuti patogeni sono oggi circa una ventina ma la grande maggioranza, sia in medicina umana che veterinaria, appartengono alla specie A. fumigatus, in ragione della sua termotolleranza a 37° C.

Sempre per il medesimo motivo (cioè capacità di riprodursi a temperature di 37° C) A. terreus e A. niger sono indicati come causa di micosi sistemiche nel cane, nelle quali non si rileva coinvolgimento rinosinusale.

Aspergillosi nel cane con lesioni sul tartufo

Predisposizione all’aspergillosi

Generalmente sono colpiti cani maschi di razze meso- o dolicocefale (canna nasale lunga), giovani (uno studio relativo a 60 casi di aspergillosi nasale canina ha evidenziato una età media di 3,3 anni nella popolazione colpita) generalmente in ottime condizioni di salute generale.

Al contrario del cane, sembrano maggiormente predisposti a questa malattia gatti orientali, specialmente Persiani, a morfologia brachicefala.

Sintomi dell’aspergillosi rinosinusale

Il sintomo più frequentemente evidenziato in corso di rinite aspergillare è lo scolo nasale profuso, monolaterale all’inizio della malattia ma che spesso diviene bilaterale per lisi del setto nasale o delle ossa frontali.

Il materiale che fuoriesce spontaneamente o a seguito di starnuti è in genere catarrale-purulento, giallovedastro, denso e maleodorante.

Non di rado si evidenziano strature ematiche o rinorragie profuse, in genere autolimitanti.

Il cane in genere tenta di sottrarsi alla palpazione della superficie nasale e sinusale e raramente si possono avere lisi ossee e deformazioni evidenziabili dall’esterno.

Il respiro è spesso rumoroso, a bocca aperta e l’espirato risulta maleodorante; non di rado si percepisce stertore inspiratorio.

Un segno clinico fortemente indicativo anche se non patognomonico di infezione aspergillare è la presenza di ulcere ed erosioni del tartufo come conseguenza dal contatto prolungato con lo scolo nasale contenente una alta concentrazione di tossine micotiche.

Nelle fasi più avanzate della malattia si notano anoressia ed abbattimento cos come lacrimazione conseguente ad ostruzione del canale naso-lacrimale e moderata linfoadenomegalia dei linfonodi zigomatici, sottomandibolari e cervicali.

Diagnosi dell’aspergillosi del tartufo e del naso

Il sospetto di aspergillosi rinosinusale si basa innanzitutto sui dati anamnestici e clinici.

Tuttavia analoghi sintomi sono comuni a malattie completamente differenti (neoplasia, rinite linfoplasmacellulare, rinite odontogena, corpo estraneo) e una diagnosi certa è indispensabile prima di instaurare la terapia.

Nessun esame, da solo, è sufficiente per confermare il sospetto di questa malattia e una combinazione di diagnostica per immagini (radiologia, TAC), test laboratoristici (esame sierologico, citologico, istologico e colturale) ed endoscopia risulta indispensabile.

Immagine rinoscopica di aspergillosi rinosinusale.

Terapia dell’aspergillosi rinosinusale

La terapia per le micosi nasali è complessa e ad esito mai scontato: le possibilità terapeutiche comprendono:

  • terapia sistemica,
  • terapia topica,
  • terapia chirurgica, utilizzate sia singolarmente che variamente combinate.

Farmaci sistemici

In passato sono stati impiegati numerosi principi attivi per la terapia delle aspergillosi nasali ma i farmaci ritenuti più efficaci sono rappresentati da due derivati imidazolici di sintesi il fluconazolo (FCZ) e l’itraconazolo (ICZ).

Il FCZ viene impiegato nel cane alla dose di 2.5-5 mg/kg per bocca ogni 12 ore per almeno 10 settimane mentre l’ICZ può essere utilizzato anche nel gatto (gatto: 10 mg/kg per bocca ogni 24 ore per 10 settimane almeno; cane: 5 mg/kg per bocca ogni 12 ore per 10 settimane).

Questi farmaci hanno effetti collaterali che devono essere conosciuti; in particolare l’ICZ può causare lesioni epatiche (in alcuni lavori è riportata la sospensione della terapia in numero variabile dal 5 al 10% dei pazienti a causa di sintomi riferibili ad insufficienza epatica grave) per cui un frequente monitoraggio della funzionalità epatica risulta indispensabile durante la terapia con questo farmaco.

Ancora, il costo di questi farmaci è considerevole e la terapia per un cane di media taglia può arrivare a qualche migliaio di euro.

Nel cane è riportata una percentuale di guarigione del 60-70% con l’ICZ e una percentuale del 60% con il FCZ.

Farmaci topici

E’ opinione universalmente accettata che le terapie topiche (cioè eseguite portando il farmaco direttamente a contatto con la mucosa nasale ed i miceti) siano più efficaci di quelle sistemiche.

I farmaci che vengono impiegati nella terapia topica sono essenzialmente due, il Clotrimazolo (CTZ) e l’Enilconazolo (ECZ).

L’allagamento delle cavità nasali (con l’animale in anestesia si riempono le cavità nasali con il farmaco per circa un’ora) con ECZ (Imaverol®, Janssen Animal Health) all1% rappresenta a tutt’oggi la prima scelta in assenza di coinvolgimento di strutture extranasali portando alla guarigione del 56% di cani con una singola somministrazione e una guarigione del 94% di cani con un numero di applicazioni variabili da 1 a 3.

Approccio chirurgico e mini-invasivo

La senoscopia frontale con irrigazione delle placche fungine e applicazione di clotrimazolo è una procedura minimamente invasiva, efficace e con lievi effetti collaterali.

I protocolli di trattamento ad oggi raccomandati prevedono generalmente la trapanazione dei seni frontali o l'applicazione di una soluzione antifungina instillata nel seno frontale in condizioni di anestesia generale.

Entrambe queste procedure sono associate ad una certa morbidità e all’insorgenza di complicazioni.

L’obiettivo di questo studio era quello di valutare un protocollo di trattamento topico minimamente invasivo per l’aspergillosi senonasale nella specie canina.

Lo studio ha incluso 12 cani in cui, mediante senoscopia frontale, le placche fungine sono state disciolte e irrigate manualmente ed è stata successivamente applicata una crema di clotrimazolo all’1% ad uso topico.

La procedura è stata effettuata utilizzando ...

Quando rivolgersi al veterinario

La presenza di chiazze calve, prurito, pelle arrossata o squamosa richiede una valutazione veterinaria, perché sintomi simili possono dipendere da condizioni diverse dalla micosi.

È particolarmente importante consultare rapidamente il veterinario quando compaiono scolo nasale persistente, starnuti frequenti, ulcere o erosioni del tartufo, respirazione rumorosa, sangue dal naso, abbattimento o perdita di appetito.

I contenuti riportati hanno scopo puramente informativo: non vogliono e non devono sostituire il parere medico-scientifico del veterinario.

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