Datteri e calorie: valori nutrizionali, quantità consigliate e benefici

I datteri sono frutti dolci e commestibili prodotti dalla palma da dattero, nota scientificamente come Phoenix dactylifera. Apprezzati sin dall’antichità per il loro sapore dolce e la lunga conservabilità, sono oggi considerati un alimento prezioso dal punto di vista nutrizionale.

Spesso etichettato frettolosamente come una "bomba calorica" da evitare, il dattero è in realtà un alimento straordinario, ricco di nutrienti essenziali e protagonista indiscusso della dieta di molte popolazioni longeve. Il loro nome deriva dal greco antico dáktylos, che significa “dito”, in riferimento alla tipica forma allungata del frutto.

Quante calorie hanno i datteri?

Il dattero è un vero concentrato di nutrienti, sia nella versione fresca sia in quella disidratata. Nella sua forma naturale non trattata, il dattero apporta circa 124 kcal, provenienti quasi interamente dai carboidrati, e contiene un’elevata quantità di potassio (circa 410 mg).

Il contenuto calorico dei datteri può variare leggermente a seconda delle varietà e delle dimensioni dei frutti. Tuttavia, è importante notare che i datteri secchi sono molto concentrati in termini di calorie e zuccheri naturali. Una singola data può contenere circa 20-23 calorie.

Due datteri essiccati da 10 g ciascuno forniscono circa 54 kcal, 12,6 g di carboidrati, 150 mg di potassio, oltre a piccole ma significative quantità di calcio (14 mg) e fosforo (13 mg).

QuantitàCalorieCarboidratiPotassio
Un singolo datterocirca 20-23 calorie
Due datteri essiccati da 10 g ciascunocirca 54 kcal12,6 g150 mg
Dattero nella forma naturale non trattatacirca 124 kcalquasi interamente dai carboidraticirca 410 mg

Questi valori si riferiscono a condizioni e porzioni differenti: il contenuto calorico dipende soprattutto dal peso, dalla varietà e dal grado di essiccazione del frutto.

Perché i datteri secchi sono più calorici?

In genere, i datteri vengono fatti essiccare: è un procedimento che aumenta la concentrazione degli zuccheri. Così facendo, i frutti diventano più dolci e e possono essere conservati più a lungo, tanto da restare a disposizione tutto l'anno.

I datteri sono un alimento ad alta densità energetica. Questi frutti, infatti, sono costituiti per la maggior parte da carboidrati, che rappresentano il 60% del loro peso.

La disidratazione riduce la quantità di acqua presente nella polpa e rende più concentrati gli zuccheri naturali e le calorie in una porzione di peso uguale. Per questo motivo, i datteri secchi devono essere consumati in quantità moderate, soprattutto quando vengono aggiunti a dessert, muesli o altri alimenti già energetici.

Valori nutrizionali e sostanze benefiche

I datteri sono noti per il loro profilo nutrizionale ricco e bilanciato. Contengono interessanti percentuali di zuccheri naturali: allora, perché non consumarli al posto delle tradizionali caramelle?

I datteri sono naturalmente privi di sale e contengono fibre alimentari vegetali e sali minerali, come Potassio e Rame.

Buona fonte di sali minerali, soprattutto di magnesio, calcio, ferro, potassio e zinco, il dattero ha numerose proprietà nutrizionali, come la vitamina B1, B2 e B6.

Fornitura di energia: i datteri sono un'ottima fonte di carboidrati, tra cui glucosio e fruttosio, che forniscono energia immediata al corpo.

Vitamine e minerali: i datteri contengono una varietà di vitamine e minerali essenziali, tra cui vitamina B6, vitamina K, potassio, magnesio, rame e manganese.

La presenza di vitamine del gruppo B, in particolare B6, favorisce un corretto funzionamento del metabolismo energetico e nervoso.

Benefici dei datteri per la salute

Fonte naturale di energia

Grazie all’elevato contenuto di zuccheri semplici, i datteri forniscono energia in tempi rapidi. Per questo motivo sono spesso consumati a colazione o come spuntino pre-allenamento.

I datteri possono quindi rappresentare una soluzione pratica per uno spuntino dolce, soprattutto prima di un’attività fisica o nei momenti in cui si avverte il bisogno di energia rapidamente disponibile.

Fibre e senso di sazietà

I datteri sono una buona fonte di fibre solubili, che aiutano a regolare la funzione intestinale, prevenendo la stitichezza e contribuendo al senso di sazietà.

Le fibre dei datteri aiutano a ridurre il colesterolo, sono lassative e proteggono dal cancro al colon.

I datteri permettono di diminuire l’assorbimento del colesterolo, in quanto la fibra alimentare solubile che contengono ha la capacità di formare soluzioni viscose che prolungano lo svuotamento gastrico, inibendo il trasporto di trigliceridi e colesterolo attraverso l’intestino e riducendo le concentrazioni totali di lipoproteine LDL.

Potassio, magnesio e salute cardiovascolare

Il contenuto di potassio, magnesio e antiossidanti contribuisce a mantenere sotto controllo la pressione sanguigna e a proteggere le cellule dallo stress ossidativo.

L’elevata quantità di potassio rende il dattero interessante dal punto di vista nutrizionale, mentre la presenza di magnesio contribuisce al normale funzionamento dell’organismo.

Polifenoli, flavonoidi e antiossidanti

I datteri contengono polifenoli e flavonoidi, composti antiossidanti che aiutano a contrastare i radicali liberi.

I tannini sono invece antinfettivi, antinfiammatori, antiossidanti e antiemorragici.

Vitamina A e carotenoidi

La vitamina A proteggere vista, mucose e pelle e difende da tumori al polmone e alla cavità orale; beta carotene, luteina e zeaxantina (che difende dalla degenerazione maculare senile) potrebbero invece proteggere da tumori a prostata, seno, endometrio, polmone e pancreas.

Datteri, zuccheri e indice glicemico

I datteri sono calorici e ricchi di zuccheri naturali, come glucosio e fruttosio.

Sebbene siano molto dolci, i datteri hanno un indice glicemico (IG) medio-basso (circa 42-55 a seconda della varietà), grazie alla presenza di fibre che rallentano l'assorbimento degli zuccheri.

Un indice glicemico medio-basso non significa però che il contenuto di zuccheri e calorie sia trascurabile. La quantità consumata rimane importante, soprattutto per chi deve controllare l’apporto di carboidrati.

Tuttavia, in caso di diabete o insulino-resistenza, il consumo va monitorato attentamente e limitato a piccole porzioni.

Quanti datteri mangiare al giorno?

Pur essendo sani e nutrienti, i datteri sono anche molto calorici e ricchi di zuccheri. La quantità consigliata per un adulto sano varia da 2 a 4 frutti al giorno, preferibilmente lontano dai pasti principali e all’interno di una dieta bilanciata.

“E’ raccomandato, invece, consumare una porzione di datteri nella quotidianità a fine pasto o come ‘spezza-fame’: due o tre datteri apportano meno di 100 calorie e una buona quantità di nutrienti essenziali.

Non vi sono particolari raccomandazioni su quando assumerli, l’importante è tenere sotto controllo il quantitativo di frutta assunta, che dev’essere pari a 2 porzioni di frutta fresca al giorno.

Quando è meglio mangiare i datteri? Non vi sono particolari raccomandazioni su quando assumerli, l’importante è tenere sotto controllo il quantitativo di frutta assunta, che dev’essere pari a 2 porzioni di frutta fresca al giorno.

La porzione più adatta dipende dalla dimensione dei frutti e dal resto della dieta. Due o tre datteri possono apportare meno di 100 calorie, mentre quantità maggiori fanno aumentare rapidamente l’apporto di zuccheri e di energia.

Un consiglio: sarebbe meglio evitare di mangiare i datteri, o almeno limitare la quantità, durante le festività, visto il loro elevato apporto calorico.

Quando consumare i datteri

I datteri possono essere consumati a colazione, come spuntino o prima dell’attività fisica. Grazie all’elevato contenuto di zuccheri semplici, i datteri forniscono energia in tempi rapidi.

Possono essere utilizzati anche a fine pasto come alternativa a dolci e caramelle, purché la quantità rientri nell’apporto energetico complessivo della giornata.

Golosi e ricchi di sapore, da soli o abbinati con altri tipi di frutta secca ed essiccata, i datteri possono essere aggiunti a qualsiasi piatto, dal muesli della colazione al dessert del dopocena.

Chi dovrebbe limitarli o evitarli?

Diabete e insulino-resistenza

In caso di diabete o insulino-resistenza, il consumo va monitorato attentamente e limitato a piccole porzioni.

Il controllo della porzione è particolarmente importante perché i datteri secchi sono concentrati in zuccheri naturali e calorie.

Sindrome del colon irritabile e dieta low-FODMAP

I datteri contengono elevate quantità di fruttosio e sorbitolo (un polialcol). Per questo motivo, sono sconsigliati a chi soffre di sindrome del colon irritabile (IBS) o segue una dieta low-FODMAP, in quanto potrebbero causare gonfiore e fermentazione intestinale.

Inoltre, l’elevata presenza di fibre può provocare un effetto lassativo, soprattutto se consumati in grandi quantità.

Allergie

L’allergia ai datteri è molto rara ma è possibile avere delle cross-reaction con i soggetti allergici al polline delle betulle.

L’allergia ai datteri è rara. In alcune persone, i datteri possono causare reazioni allergiche.

Possibili interazioni con farmaci

I datteri possono interagire con alcuni farmaci, come quelli usati per la gestione del diabete, i farmaci anticoagulanti o quelli che influenzano il ritmo cardiaco.

Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

Datteri freschi e datteri essiccati

I datteri possono essere consumati freschi, se reperibili, oppure più comunemente essiccati.

Esistono centinaia di varietà di datteri, che si differenziano per consistenza, sapore e contenuto di acqua.

Datteri freschi o a pasta molle

Datteri freschi (o a pasta molle): come la varietà Medjool (spesso definita "re dei datteri"), originaria del Marocco e Israele. Sono frutti grossi, scuri, dalla polpa morbida e un gusto che ricorda il caramello.

Datteri secchi o a pasta dura

Datteri secchi (o a pasta dura/semidura): come la varietà Deglet Nour, tipica di Tunisia e Algeria. Sono più piccoli, chiari (color ambra), con una consistenza più soda e fibrosa.

Le varietà di dattero più pregiate sono il Medjoul, un tipo di dattero più grande e morbido, e il Deglet nour, il più conosciuto e diffuso sul mercato.

Come usare i datteri in cucina

I datteri possono essere consumati da soli, nei dessert, in accompagnamento a formaggi saporiti o come ingredienti per la produzione di un particolare tipo di miele e di alcuni alcolici derivati dalla loro fermentazione, come l'arrak.

In cucina, i datteri sono incredibilmente versatili. Oltre a essere gustati "al naturale" (ricordando di rimuovere il nocciolo), si abbinano perfettamente per contrasto a formaggi stagionati, erborinati o al mascarpone.

I datteri a polpa molle, come i Medjool, sono ideali per preparare salse o dolcificanti naturali.

Dai datteri più duri ed essiccati si ricava invece la farina di dattero, spesso miscelata a quella d'orzo per preparare pani dolci tipici del mondo arabo.

Contengono interessanti percentuali di zuccheri naturali: allora, perché non consumarli al posto delle tradizionali caramelle?

Origine, storia e caratteristiche della palma da dattero

Il dattero è il frutto della palma Phoenix Dactylifera (fam. Arecaceae), un albero longilineo e maestoso che può raggiungere i 30 metri di altezza e vivere fino a tre secoli.

La palma da dattero (Phoenix dactylifera) è una pianta della famiglia delle Arecaceae originaria del Nord Africa e del Medioriente, dove è protagonista della vegetazione tipica delle oasi.

La sua coltivazione risale a più di 4000 anni fa, nella fertile pianura della Mesopotamia tra il Tigri e l'Eufrate.

È una pianta conosciuta sin dall'antichità tra gli Egizi, i Cartaginesi, i Greci, i Romani e i Berberi per i suoi frutti dolcissimi chiamati datteri.

Per gli Egizi, la palma era simbolo di fertilità. I Cartaginesi la ritenevano così importante da raffigurarla sulle loro monete e sui monumenti. Le popolazioni greche e latine, invece, usavano la palma come ornamento nelle celebrazioni solenni.

Nella tradizione cristiana, la palma è un simbolo di pace e ricorda l'entrata di Gesù a Gerusalemme.

La maggiore diffusione della palma da dattero avviene nel Medioevo grazie agli arabi, che la portarono nelle regioni calde del sud Europa e dell'est della penisola iberica.

Oggi, la palma da dattero è coltivata anche in Arabia, nel Golfo Persico, nelle Isole Canarie, nel Mediterraneo settentrionale e nella parte meridionale degli Stati Uniti.

Oltre alle zone d'origine (dal Maghreb fino ai fiumi Tigri ed Eufrate), oggi è coltivata con successo anche in California, nelle Canarie e in alcune aree del Mediterraneo.

In Italia, la palma è diffusa nelle regioni meridionali del Paese e, in particolare, in Sicilia, a Palermo, come pianta ornamentale.

La palma da dattero produce una enorme quantità di frutti: il dattero si forma su grandi spighe cariche e ramificate, ognuna in grado di portare da 200 a 1000 frutti che arriva a pesare anche 15 kg.

Ogni palma può produrre fino a 270 kg di datteri l'anno.

La raccolta avviene nei mesi di agosto e settembre. Nel caso di alcune varietà, si effettua anche più tardi, verso ottobre e novembre.

Palma da dattero e frutti maturi

Il dattero nella cultura e nelle tradizioni

Cosa c'è di più esotico e goloso di polposi datteri, profumati e morbidi?

Simbolo di fertilità fin dall'antichità e ampiamente diffusi nel bacino del Mediterraneo, i datteri sono tra i frutti disidratati più noti e apprezzati, dominatori delle tavole imbandite, soprattutto durante le festività natalizie.

In realtà, i datteri possono essere ampiamente utilizzati anche in altre occasioni.

La parola dattero proviene dal greco daktilos che significa dito. Non a caso, la forma del dattero ricorda una falange umana.

I romani utilizzavano i datteri per aromatizzare il vino, per fare dolci, e -in seguito a fermentazione - per produrre bevande alcoliche.

Nei ricettari medievali e rinascimentali, i datteri erano impiegati come frutto da servire a a fine pranzo e come ingrediente fondamentale di ricette più complesse, dolci e salate.

Pare che la palma da dattero sia la prima pianta coltivata dall'umanità.

In Egitto, era apprezzata per i suoi frutti energetici.

I romani usavano donare un ramo di palma agli attori più bravi, agli aurighi e ai gladiatori, attribuendo valori simbolici di onore e vittoria a questa pianta che, pur gravata dal peso consistente dei suoi frutti, non si piega, ma, anzi, si erge fieramente verso l'alto.

La palma da datteri è menzionata ben diciassette volte nel Corano.

Ancora oggi, è molto apprezzata dalle popolazioni indigene per i suoi molteplici impieghi: i suoi frutti sono chiamati nettare del deserto, perché sostengono i beduini nelle traversate del deserto.

Le sue foglie sono utilizzate per costruire capanne, panieri, cordami, cappelli e stuoie.

Altri aspetti e possibili impieghi

Secondo alcune antiche leggende ai datteri viene attribuito un potente effetto afrodisiaco.

Il polline della palma da dattero (ossia la polvere riproduttiva maschile dei suoi fiori) è stata a lungo utilizzata come integratore alimentare per aumentare il piacere e migliorare la fertilità sia nelle donne che negli uomini.

Tuttavia, non ci sono evidenze scientifiche concrete che dimostrino che i datteri abbiano un effetto afrodisiaco diretto.

È importante ricordare che il desiderio sessuale è influenzato da una complessa interazione di fattori psicologici, emotivi, ormonali e fisici.

Studi scientifici recenti suggeriscono che il consumo di datteri nelle ultime 4 settimane di gravidanza (circa 6 frutti al giorno) possa facilitare il travaglio.

Grazie all'alto contenuto di minerali, il dattero è considerato un eccellente rimineralizzante naturale, utile per chi soffre di stanchezza cronica, anemia lieve (seppur il ferro vegetale richieda vitamina C per l'assorbimento) o debilitazione fisica.

Nella medicina popolare, il dattero è considerato uno dei quattro "frutti pettorali" (insieme a giuggiole, uva e fichi).

Ventura seleziona e conserva... accuratamente solo i datteri migliori, preservandone caratteristiche organolettiche e virtù nutrizionali.

tags: #datteri #frutta #secca #calorie