Aprire una coltivazione di funghi, cioè una fungaia, può rivelarsi un’attività destinata a garantire guadagni consistenti, specialmente se viene abbinata a una distribuzione che, oltre ai fruttivendoli e ai negozi al dettaglio, include anche i grandi supermercati e i ristoranti, e magari una vendita diretta al consumatore finale, a km zero.
Niente di più sbagliato: coltivare funghi significa avere non solo grandi competenze in materia, ma anche aver seguito un preciso iter burocratico.
Anche le persone meno esperte in materia sanno bene che coltivare funghi è qualcosa di ben diverso rispetto alla piantina di basilico o altre piante aromatiche del balcone di casa.
I funghi crescono solo in condizioni eccezionali, ed è proprio per questo motivo che dietro la loro coltivazione c’è un enorme lavoro.

Che cos’è una serra per funghi
Nel creare l’azienda agricola occorre richiedere una specifica autorizzazione per edificare la fungaia, ovvero la serra dove andranno a crescere i funghi.
Una piccola serra da giardino può essere accessoriata con ripiani e mensole e diventa un vero, accogliente rifugi, non solo per riparare le piante, ma anche seminare, fare talee, stivare materiali (vasi, innaffiatoi, sacchetti di terriccio e di concime, ecc.) e prendersi un momento di riposo immersi nel verde.
Inoltre, con alcuni semplici accorgimenti consentirà di poter svolgere molte attività in qualsiasi periodo dell’anno.
L’ambiente trasparente e luminoso si accompagna infatti alla possibilità di dosare il calore e l’umidità in base alle esigenze, per favorire lo sviluppo di moltissime piante.
La ragione di queste condizioni ambientali favorevoli è il cosiddetto effetto serra: le superfici trasparenti consentono a una quantità particolarmente elevata di luce solare di entrare nella serra.
Per i funghi, tuttavia, una serra non deve essere considerata semplicemente come una struttura trasparente destinata a sfruttare il calore del sole: deve diventare un ambiente controllato, pulito e ben ventilato, nel quale sia possibile gestire temperatura, umidità, ricambio d’aria e protezione del substrato.
Serra, tunnel o struttura climatizzata?
Le dimensioni del tunnel che devo prendere anche io sono simili al tuo.. io penso di provare lo stesso ,ne metto poche per vedere il comportamento e se riesco a gestirle..
Quando ti dicono che un tunnel non e consigliabile nel fatto che non si possono regolare la temperatura, penso che sia vero ( una serra climatizzata e normale che si puo regolare la temperatura all'interno della serra invece di affrontare il solito clima bizzarro naturale ) pero e anche vero che per realizzare una serra del genere ci sarebbe affrontare una notevole spesa e per cominciare e molto rischioso.
Una struttura climatizzata consente di regolare la temperatura all’interno della serra, mentre un tunnel semplice è maggiormente esposto alle variazioni del clima naturale.
In un tunnel tutte come quello che vogliamo "allestire" noi, queste condizioni tutte assieme è difficile crearle.. pero io ci voglio provare lo stesso per fare esperienza, e ripeto in piccole quantità poi vedi tu...
Per iniziare è quindi possibile adottare una struttura di dimensioni contenute e caricarla con poche ballette, osservando il comportamento della coltura prima di ampliare l’impianto.
io vorrei provare inizialmente solo con 10 m di serra.
Una serra di questo tipo può essere una soluzione sperimentale, ma richiede particolare attenzione alla ventilazione, all’ombreggiamento, all’igiene e alla protezione dalle precipitazioni.
Dimensioni della fungaia
sono infatti fondamentali la realizzazione di una fungaia di almeno un 100/200 mq e un’equivalente quantità di substrato da preparare in tutta la serra.
Con 8-10 serre-fungaia come quelle descritte cadauna di m. 8 x 30 circa ed a tre file di letti a 5 piani di coltivazione si può prevedere una regolare produzione di circa 15 qt.
Le dimensioni devono essere stabilite in base alla specie coltivata, al numero di ballette o letti di coltura, alla capacità di controllo del microclima e ai canali di vendita disponibili.
Un impianto più grande non garantisce automaticamente margini migliori: l’aumento della superficie comporta anche maggiori esigenze di substrato, manodopera, sanificazione, ventilazione, gestione dell’umidità e commercializzazione.
Come scegliere la posizione della serra
Una delle domande più importanti riguarda la posizione della struttura: la serra in che lato va situata?
La scelta deve tenere conto dell’esposizione al sole, della direzione dei venti, della possibilità di garantire un ricambio d’aria efficace, della disponibilità di acqua e della facilità di accesso.
Un tunnel collocato in una posizione molto esposta al sole può raggiungere temperature difficili da gestire, mentre una struttura eccessivamente riparata può avere un ricambio d’aria insufficiente.
È inoltre necessario scegliere un’area facilmente pulibile, lontana da ristagni d’acqua, fango, rifiuti organici non controllati e fonti di contaminazione.
Copertura e protezione interna
eccomi di nuovo con voi ( ho avuto un problema tecnico al computer ).l'azienda che ho visitato, i tunnel erano coperti alla base del terreno con strato di lastra di resina per 50-60cm, per non avere stretto contatto con il vento per le balette , al di sopra della serra ( diciamo il tetto un telone in pvc bianco che copriva per un po la sciando un passaggio di aria di circa 1 m e spora le ballette un telo ombreggiante .
La copertura inferiore con uno strato di lastra di resina per 50-60cm riduce il contatto diretto delle ballette con il vento e contribuisce a proteggere la parte bassa della coltura.
Un telone in pvc bianco può essere utilizzato nella parte superiore della serra, lasciando un passaggio di aria di circa 1 m.
Sopra le ballette può essere installato un telo ombreggiante, utile per limitare l’irraggiamento diretto e attenuare il surriscaldamento.
Il sistema di copertura deve comunque mantenere un equilibrio tra protezione, ombreggiamento e ventilazione: una serra completamente chiusa può favorire l’accumulo di calore, umidità e anidride carbonica.

Materiali e caratteristiche della struttura
Greenhouse for Mushrooms è una serra specificamente progettata per la coltivazione di funghi e altri funghi commestibili.
Struttura in acciaio zincato a caldo di alta qualità, rivestimento in zinco 275 g/m2, durata di servizio superiore a 20 anni.
Tutti i materiali in acciaio sono assemblati sul campo, non è richiesta alcuna lavorazione secondaria.
Elevata trasmittanza, buon isolamento, elevata resistenza all'invecchiamento, blocco riscaldante, forte isolamento e forte tensione.
La serra prefabbricata può ridurre i tempi di montaggio e rendere più semplice l’installazione.
A: La nostra serra è prefabbricata, facile da installare.
La struttura deve essere sufficientemente stabile per sostenere coperture, teli ombreggianti, sistemi di ventilazione, eventuali linee di irrigazione e ripiani o letti di coltivazione.
Le superfici interne devono essere quanto più possibile lavabili e facilmente accessibili, così da consentire le operazioni di pulizia e igienizzazione.
Ventilazione, raffreddamento e ricambio d’aria
Il sistema di ventilazione a tenda bagnata è un’unità di raffreddamento e ventilazione evaporativa che integra raffreddamento, ventilazione, antipolvere e rimozione degli odori.
La ventilazione non serve soltanto a ridurre il calore, ma anche a eliminare l’alto tasso di anidride carbonica prodotta nella fase di incubazione.
A questo scopo la temperatura della stanza viene abbassata fino a ché nel substrato non si raggiunga e mantenga una temperatura di 16-18°C e, nel contempo, si dà avvio alla ventilazione con aria esterna per eliminare l’alto tasso di anidride carbonica prodotta nella fase di incubazione.
Il ricambio d’aria deve essere gestito in modo graduale, evitando correnti troppo forti direttamente sulle ballette, sbalzi termici eccessivi e una perdita troppo rapida di umidità.
Un buon impianto deve quindi permettere di regolare l’intensità della ventilazione in funzione della fase di crescita, della temperatura interna, dell’umidità e della concentrazione di anidride carbonica.
Temperatura e umidità ideali
Avviare una coltivazione di funghi che generi una produzione ottimale richiede anche condizioni di temperatura e, soprattutto, di umidità che favoriscano la fruttificazione.
Per quel che riguarda la temperatura, essa deve essere compresa preferibilmente tra i 14 e i 18 gradi; l’umidità, invece, deve attestarsi intorno all85%.
Durante l’incubazione il substrato deve raggiungere e mantenere una temperatura di 16-18°C.
| Parametro | Condizione indicata | Fase o funzione |
|---|---|---|
| Temperatura | 14-18 gradi | Favorire la fruttificazione |
| Temperatura del substrato | 16-18°C | Fase successiva all’incubazione |
| Umidità | Intorno all85% | Favorire la fruttificazione |
| Passaggio d’aria | Circa 1 m | Copertura superiore del tunnel |
Questi valori devono essere verificati direttamente all’interno della serra, poiché la temperatura dell’aria e quella del substrato possono essere differenti.
Il monitoraggio costante consente di intervenire prima che il caldo eccessivo, la bassa umidità o l’accumulo di anidride carbonica compromettano la coltura.
Substrato: il terreno dei funghi
Ecco alcune informazioni in merito al terreno (o substrato) da utilizzare per la coltivazione dei funghi.
Ogni tipologia di fungo ha bisogno di uno specifico substrato, ma tutto sommato è possibile creare il terreno ad hoc con pochi e semplici passaggi.
Se vuoi creare in piena autonomia il substrato perfetto per la tua coltivazione funghi puoi partire dal semplice terriccio da giardino, a patto che non sia molto acido.
A questo devi aggiungere del concime organico (il letame di cavallo è l’ideale), al fine di ottenere una miscela unica.
In alternativa, la prassi comune è quella di comprare del “substrato preconfezionato” direttamente nei negozi specializzati, dato che diverse aziende lo producono e lo vendono regolarmente.
Questo materiale, pur rispondendo tutt'ora ancora molto bene alle esigenze, per motivi economici e di reperibilità è stato quasi completamente sostituito da quello che viene impropriamente chiamato "substrato sintetico".
Le aziende che attuano entrambi i suddetti momenti operativi vengono definite "fungaie a ciclo chiuso" e sono normalmente di rilevanti dimensioni e occupano decine (ed anche centinaia) di addetti.
E' per questo che in Italia, come peraltro in tutta Europa, si è andata sempre più differenziando l'attività di preparazione del substrato da quella di produzione dei funghi.
Per una piccola serra, l’acquisto di un substrato preconfezionato può semplificare l’avvio e ridurre la complessità della preparazione.
Scelta della specie da coltivare
Prima di stilare un mero elenco delle specie più famose di funghi ammesse alla coltivazione in proprio, è opportuno fare un distinguo fra due macrocategorie: saprofiti e simbionti.
La maggior parte dei funghi da coltivare sono saprofiti, perché sono molto più semplici da far crescere e hanno bisogno solo del giusto substrato.
I funghi simbionti, invece, sono definiti così perché hanno bisogno di una pianta alla quale “appoggiarsi” per crescere in simbiosi.
Esistono aziende di grandi dimensioni che coltivano funghi simbionti, ma come puoi immaginare i costi di coltivazione influenzano in maniera importante il prezzo finale.
Le motivazioni di queste limitazioni sono di natura puramente pratica: quelle appena lette sono le uniche tipologie sostenibili dietro una logica costi-ricavi.
I due funghi più coltivati in Italia sono il Prataiolo ed il Pleurotus.
A livello di commercializzazione il prataiolo offre una maggiore produzione sia sul peso del substrato che nell'unità di tempo nonché, fatto molto importante, un andamento di mercato più regolare e meno rischioso del Pleurotus: quest'ultimo richiede impianti meno costosi, una coltura più semplice, un minore impiego di manodopera ma anche però una stagione di coltura più corta (autunno-inverno-primavera) ed un ciclo di coltivazione più lungo.
Pur essendo prataiolo e Pleurotus i funghi di più largo interesse, non vanno tuttavia dimenticate le colture emergenti che in questi ultimi anni stanno raggiungendo volumi tutt'altro che trascurabili.
Allestimento interno della serra
La superficie deve essere organizzata in modo da consentire il passaggio degli operatori, il controllo delle ballette, la ventilazione e la raccolta.
È possibile installare ripiani, mensole e letti di coltura a più piani.
Con 8-10 serre-fungaia come quelle descritte cadauna di m. 8 x 30 circa ed a tre file di letti a 5 piani di coltivazione si può prevedere una regolare produzione di circa 15 qt.
La disposizione a più livelli permette di sfruttare meglio il volume della struttura, ma aumenta l’importanza di una distribuzione uniforme dell’aria e dell’umidità.
Le file devono essere abbastanza distanziate da consentire l’ispezione delle colture e la rimozione tempestiva delle ballette contaminate.
Il pavimento e le zone di passaggio devono essere mantenuti puliti e facilmente lavabili.
Semina e incubazione
Dando quindi per acquisita la fase preparatoria, la successiva sarà quella di seminare le spore tipiche della qualità di fungo che vorrai coltivare.
Le spore sono ovviamente in vendita in tutti i negozi specializzati e magari alla prima semina ti sarà opportuno acquistarle.
Man mano che raccoglierai i funghi, infatti, i fori del cesto lasceranno cadere sul terreno le spore dei medesimi, continuando quindi ad “alimentare” il substrato.
Tornando al processo di raccolta, una volta seminate le spore lungo tutto il substrato presente occorrerà passare alla fase di “incubazione”.
In buona sostanza si tratta di lasciare la terra a riposare all’interno della fungaia per qualche settimana o mese, al fine di permettere alle spore di colonizzare tutto il substrato.
L'avvenuta incubazione significa che micelio del nostro fungo ha completamente invaso il substrato, e lo si nota vistosamente dal cambiamento sia di colore che di odore.
Il substrato diventa più chiaro e tende al rossiccio con una muffa bianca leggera e trasparente e l'odore civenta piacevole e dolciastro.
Come già per il prataiolo anche per il Pleurotus l'avvenuta incubazione significa potenzialità produttiva.

Fruttificazione e prime raccolte
E si giunge finalmente al giorno tanto atteso dal fungicoltore: i letti di coltura si presentano improvvisamente ricoperti da tanti piccoli punti bianchi che, nel giro di pochi giorni, ingrossano imbiancando la superficie e…. Siamo finalmente giunti alla prima raccolta e siamo approssimativamente al 36esimo giorno dalla semina.
Questa nascita si ripeterà poi circa ogni 8 giorni per 4-5 raccolte complessive.
Il Pleurotus non è un fungo facilmente programmabile: comunque per avere una produzione giornaliera abbastanza costante attorno ai 10 qt.
La programmazione dei raccolti deve quindi considerare la specie, la durata del ciclo, la risposta del substrato e l’andamento della domanda.
Igiene e prevenzione delle contaminazioni
Tutto questo per dirti che ai nostri funghetti bisogna creare un habitat giusto sano-- ben arieggiato ma sopprattutto molto pulito e igenizzato.
Certamente bisogna cercare di prevenire con l'igiene e tutto il resto.
Il cardoncello sopprattutto, è bellissimo una volta che è pronto da tagliare,ma tutto quello che c'e prima di arrivare a maturazione e come dice qualcuno "un campo minato" perchè se si prende malattie allora sei finito.
Se stai seguendo la discussione hobby cardoncello hai visto che sono settimane che sto combattendo con la batteriosi e non penso di venirne a capo...
Buonasera, sono Raoul ....sto sempre seguendo i vostri dialoghi in silenzio, ora però desidero dire due parole ad Andrea ed all'amico della Sicilia appassionato anche lui di cardoncello.....ricordatevi che, purtroppo la batteriosi che affligge la coltivazione di questo fungo non è prevedibile in nessun modo, perchè colpisce anche quando i presupposti in coltivazione, sono normali!
Probabilmente anche la ricchezza del substrato in presenza di eccessi di acqua...la quale diventa acqua più zuccheri,può predisporre alla comparsa di batteriosi.
La gestione dell’acqua deve quindi evitare sia la disidratazione sia gli eccessi di bagnatura e ristagno.
Le ballette contaminate devono essere riconosciute rapidamente e separate dalle altre, per ridurre il rischio di diffusione del problema all’interno della serra.
La pulizia degli strumenti, delle superfici, dei contenitori e delle mani degli operatori deve essere parte ordinaria del lavoro.
Raccolta corretta dei funghi
Anche la mera operazione di raccolta, ad esempio, deve essere fatta con cura: ogni ceppo va afferrato e roteato delicatamente, al fine di non strappare e rovinare il tutto.
La raccolta deve essere svolta evitando di danneggiare il substrato e i funghi ancora in sviluppo.
I prodotti raccolti devono essere trasferiti rapidamente in contenitori puliti e gestiti secondo le esigenze di confezionamento e conservazione previste per la vendita.
Autorizzazioni e obblighi per la vendita
La legge prevede che ogni singolo cittadino può liberamente avviare una coltivazione di funghi in piena autonomia, sia per uso privato che ovviamente per commercializzare i raccolti fatti.
Mentre nel primo caso l’utente non ha praticamente alcun onere da sostenere, chi vuole coltivare funghi per poi rivenderli deve avviare una vera e propria azienda agricola.
Il titolare dell’azienda agricola deve conseguire ovviamente anche il corso HACCP, disponibile in una qualsiasi Camera di Commercio, al fine di conoscere tutte le norme igieniche in materia di funghi.
Attenzione fondamentale deve essere data anche al confezionamento e all’etichettatura dei funghi da rivendere.
Se hai già ottemperato a tutti gli obblighi burocratici legati alla coltivazione funghi, hai sicuramente avuto anche i permessi necessari per vendere i tuoi prodotti coltivati.
Prima di costruire la serra destinata alla vendita è quindi necessario verificare le autorizzazioni edilizie, sanitarie e commerciali applicabili alla propria situazione.
Regime fiscale dell’attività
Occorre sapere che, dal punto di vista legislativo, la coltivazione dei funghi viene considerata attività agricola nel caso in cui si basi sull’impiego di strutture mobili o fisse; la tassazione viene inclusa nel reddito agrario a patto che la superficie destinata alla produzione non superi il doppio della superficie del terreno sul quale è realizzata la produzione stessa, secondo quanto previsto dal Dpr 917/1987 (articolo 32, lettera B, del Tuir).
Se vi è una parte si produzione che supera questo limite, i proventi dell’attività (vale a dire il reddito di impresa) deve essere tassato su base forfetaria, come prescritto dall’articolo 56-bis comma 1 del Tuir.
Gli aspetti fiscali devono essere verificati con un professionista, soprattutto quando la superficie produttiva supera il limite indicato o quando l’attività comprende trasformazione, confezionamento e vendita attraverso più canali.
Investimento iniziale e costi della serra
Alla luce di queste premesse, per assicurarsi i migliori margini di guadagno occorre ridurre all’essenziale gli investimenti iniziali.
Inizia con l’allestire una sola serra dedicata alla coltivazione funghi, e te la potrai cavare con poche migliaia di euro.
Dove invece non potrai fare economia è nell’approvvigionamento del terreno adatto alla coltivazione funghi.
A meno che tu non abbia la fortuna di avere un terreno già particolarmente “ricco”, quella legata al substrato sarà una spesa importante e costante.
Di contro, un’altra scuola di pensiero dice che per ottenere guadagni seri con la coltivazione di funghi occorre investire nelle grandi quantità.
L’investimento iniziale per coltivare funghi si aggira tra i 15mila e i 20mila euro, denaro necessario per realizzare le serre attrezzate in cui i funghi dovranno crescere e per comprare il substrato necessario alla produzione; a tale cifra devono essere aggiunte, poi, le spese per il terreno, sia esso affittato o acquistato, ed eventualmente per le recinzioni.
Le cifre indicate si riferiscono a condizioni diverse: una sola serra essenziale può richiedere poche migliaia di euro, mentre una struttura attrezzata e un avvio produttivo più completo possono richiedere un investimento iniziale tra i 15mila e i 20mila euro, oltre ai costi per terreno e recinzioni.
Prima di procedere è opportuno calcolare anche le spese per substrato, acqua, energia, ventilazione, eventuale climatizzazione, manodopera, confezionamento, trasporto, sanificazione e gestione degli scarti.
Produzione e canali di vendita
Se hai la fortuna di aver coltivato grossi quantitativi, potrai vendere i tuoi funghi direttamente al mercato ortofrutticolo di zona, dove tutti i fruttivendoli potranno acquistare i tuoi prodotti per mano di intermediari.
Se invece hai ottenuto dalla tua azienda agricola solo una piccola quantità di funghi, potresti pensare di metterli in vendita in proprio, magari allestendo un piccolo banchetto all’interno della tua proprietà.
Una distribuzione più ampia può includere fruttivendoli, negozi al dettaglio, grandi supermercati e ristoranti.
È inoltre possibile valutare una vendita diretta al consumatore finale, a km zero.
Il canale di vendita deve essere scelto prima di ampliare la serra, perché la produzione deve essere compatibile con la capacità di assorbimento del mercato.
Il mercato dei funghi negli ultimi anni ha avuto sempre un indicatore rivolto verso il basso, per due sostanziali motivi: una concorrenza agguerrita (come detto all’inizio, chiunque può coltivare funghi) e la crisi economica che ha ridotto notevolmente i consumi.
Lo sforzo che c’è dietro la coltivazione funghi, come hai visto, è elevato e spesso può capitare che i margini di guadagno non siano all’altezza dell’impresa fatta.
Come organizzare l’avvio in modo prudente
- Verificare le autorizzazioni necessarie per costruire e utilizzare la fungaia.
- Definire la specie da coltivare e il relativo substrato.
- Scegliere la posizione della serra considerando sole, vento, acqua e accessibilità.
- Predisporre una struttura stabile con copertura, ombreggiamento e protezione delle ballette.
- Installare un sistema di ventilazione adeguato al volume della serra.
- Prevedere strumenti per controllare temperatura e umidità.
- Organizzare ripiani o letti di coltura lasciando passaggi sufficienti per i controlli.
- Acquistare substrato e spore presso negozi o aziende specializzate.
- Avviare una prova con quantità contenute prima di aumentare la produzione.
- Stabilire in anticipo confezionamento, etichettatura e canali di vendita.
pero se gia inizio sbagliando l'abitat so gia che saranno soldoni buttati..qualsiasi consiglio è ben accetto soprattutto da gente come voi che avete anni di esperienza..
Fortunatamente, però, esistono diverse formule per ottenere le risorse finanziare necessarie per iniziare a coltivare funghi.
Lo Stato italiano e la Comunità europea, ad esempio, finanziano in maniera periodica tutti i giovani imprenditori che hanno il desiderio di avviare una propria azienda agricola.
In alternativa, puoi presentare il tuo business plan in un qualsiasi istituto di credito e richiedere un prestito finalizzato alla tua impresa.